00:00Io sono un artigiano e quindi cerco di fare al meglio il prodotto
00:06senza preoccuparmi dei riconoscimenti burocratici
00:10perché fanno subito vecchio e moribondo, è vero?
00:14Di solito i grandi artisti li hanno avuti in ritardo
00:18e quando non serviva più, insomma.
00:22E' spinosa questione, quasi come quella del nuovo e la gallina.
00:26Ah ma qui sono sicuro, è nata prima la gallina.
00:30Non mi vedo nei giorni della creazione il buon Dio intento a cobare,
00:34mai essere troppo cerebrali.
00:36I filosofiani le scoriggiano questo in comune.
00:39Sono folate d'aria che escono una da sua e l'altra da giù.
00:42Il bufo è mortale, Socrate è mortale,
00:47quindi Socrate è un bufo, come per noi religiosi.
00:50Siamo la prova della malattacità dell'uomo.
00:53Il più volgare di tutti noi è stato Dante Alighieri
00:56che ha scelto questa lingua plebea
00:59per applicarla a un soggetto altissimo come la religione nell'epoca sua.
01:06Oggi, sai, si scambia la scoreggia per mimesi meravigliosa,
01:14l'insulto come arguzia, capisci?
01:17Purtroppo la televisione, il guaio più grosso non è la volgarità,
01:20è lo sciatto naturalismo.
01:23Io speravo, come si sperava tutti nel nascere di questa nuova macchina,
01:29che raccontasse, invece no, rimasta, come ha detto Ennio Flaiano,
01:33un brutto cinema alquanto migliorato dalla buona pubblicità.
01:35Anche la pubblicità, gli esordi erano dei piccoli spettacoli,
01:40erano pensati come uno spettacolo, sai,
01:44era lo spettacolo dei piccoli che poi andavano a dormire.
01:47E invece poi, sempre peggio, sempre peggio,
01:49si è compiunato poi gli spettacoli più brutti
01:52che piacevano alla massa di gente guardando la audience,
01:56se per quello Hitler aveva più audience di tutti
01:59e piaceva molto, ve lo assicuro io che sono di quell'epoca.
02:03È l'uguaglianza che appaga il cuore, sì, la felicità nasce gemella,
02:08come Narciso io mi spettacolo in te, il tuo volto è mio,
02:12sono miei i tuoi occhi, i miei i tuoi capelli,
02:15mio il tuo cuore, mia la tua bocca.
02:18E per quella notte i due tanti dei peccatori non parlarono più, ahimè.
02:22La gente si aspetta da noi un giudizio critico,
02:25un impegno sociale, che si faccia l'amore,
02:28che si sappiano le lingue, che si viaggi,
02:30che si conosca la storia dell'arte, la storia della musica,
02:33troppe robe, non c'è tempo.
02:35Com'è bello rileggere i classici,
02:37si leggono per la nostra felicità e non per,
02:41per esempio, quelli che sono diventati ormai appannaggio
02:44solo dell'infanzia, il Don Quixote,
02:46con questa sublime utopia.
02:49Oggi sembra che le utopie non si debbano seguire,
02:52invece no, bisogna seguirle.
02:54Certo, in un momento di spavento e di insicurezza sociale,
03:00la gente va dietro al comico più facile,
03:02che ti consola, ti dice la barzelletta,
03:05come fosse una scatoletta da portare via,
03:08un piccolo gioiello.
03:10Nell'età invece della grande arte,
03:14la Cappella Sestina, non te la puoi mettere
03:15in una scatolina a portare via.
03:17Per ogni stop, so che mai mi stranerà,
03:20e con me mai non capirò,
03:23ma diremmeno con questo il segreto spererò,
03:27il mio amore su me stesso,
03:29e l'eterno mi avrà.
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