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  • 1 settimana fa
Quasi la meta' di Ocse e Ue, ma aumentano i laureati
Trascrizione
00:00Non è una novità. L'Italia continua a investire poco in ricerca e sviluppo, pur se con qualche
00:04leggero aumento spende quasi la metà rispetto agli altri paesi dell'Ocse e dell'Europa.
00:09Non mancano però i dati positivi, aumentano gli studi scientifici pubblicati, i brevetti
00:13depositati e i giovani laureati. Risultati eccellenti che non si sa quanto potranno durare
00:18se non si spende di più. A porre la questione sono due rapporti pubblicati, uno dal Consiglio
00:22Nazionale delle Ricerche e l'altro dall'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario
00:27e della ricerca. Secondo il CNR, il nostro paese spende l'1,3% del PIL in ricerca e sviluppo,
00:33quanto Portogallo ed Estonia. Un dato che ci pone al dodicesimo posto tra i 28 paesi dell'Unione
00:38Europea, preceduti da Repubblica Ceca e Slovenia. Il rapporto tra spese in ricerca e sviluppo
00:43e PIL è passato dall'1,0% del 2000 all'1,3% del 2015. La spesa per ricerca
00:49e sviluppo
00:50finanziata dal governo è rimasta stazionaria, di poco superiore allo 0,5% del PIL, mentre gli
00:56stanziamenti del Ministero per l'Istruzione, Università e Ricerca agli enti pubblici
01:00di ricerca sono scesi dai 1.857 milioni del 2002 ai 1.483 milioni del 2015. Dal 2000 al
01:072016 il contributo italiano alle pubblicazioni scientifiche è passato dal 3,2% al 4% della
01:12quota mondiale.
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