Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00Secondo la Guardia di Finanza hanno ottenuto un finanziamento pubblico da 11 milioni grazie ad artifici contabili, false attestazioni e
00:09la conseguente falsificazione di un bilancio annuale d'esercizio, facendo apparire una situazione economico-patrimoniale talmente fiorente da indurre in
00:17errore nel 2011 la società di diritto pubblico che lo doveva erogare, la Simest.
00:22Per questo due amministratori della Parmacotto sono indagati con l'accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
00:30Questa mattina le fiamme gialle sono arrivate nella sede di Marano per eseguire un provvedimento di sequestro patrimoniale di un
00:37valore equivalente di circa 11 milioni.
00:39Per gli inquirenti la liquidità finanziaria costituita da denaro pubblico veniva concessa nel settembre del 2011 grazie ad un bilancio
00:47non rispondente alla reale situazione economica e finanziaria dell'azienda.
00:51In particolare in quell'anno gli amministratori rinviavano a esercizi futuri costi di gestione già certi nelle loro manifestazioni evitando
00:59così di far apparire una consistente perdita di esercizio.
01:02La situazione critica latente dell'impresa appartenuta alla famiglia Rosi è poi esplosa nel 2014 quando la società si è
01:09vista costretta a ricorrere alla procedura del concordato preventivo in continuità per le enormi perdite non più occultabili, scrivono i
01:17finanzieri.
01:17L'azienda non verrà a chi usa il complesso dei beni aziendali sottoposti a vincolo giudiziario, verranno utilizzati e gestiti
01:24sotto il controllo di un amministratore giudiziario professionista del settore appositamente nominato dalla procura.
01:30Nelle scorse settimane la maggioranza dei creditori aveva approvato il concordato presentato da Parmacotto.
01:36Il piano prevede una consistente riduzione della produzione, il taglio di 38 dipendenti tramite mobilità, mentre lo stabilimento di Marano
01:43dovrà essere dismesso.
01:44Il prossimo 6 luglio l'udienza di omologa del concordato che pare ora a forte rischio.
Commenti

Consigliato