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  • 5 anni fa

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Trascrizione
00:00Nel ricordo a un mese dalla scomparsa di Luigi Frigeri, attore e fine dicitore di testi in dialetto parmigiano,
00:10è stato tratto un pezzo della lettura La congiura di Feudateri, da lui interpretata, scritta da Alfredo Zerbini.
00:21La registrazione è stata effettuata in gennaio del 2006.
00:25L'è morta, sì, l'è andata in tal profondo, oppure sarà l'andata in paradiso.
00:33La testa attacca un ciò, la guarda a st mondo, con gli occhi fanno paura tanto in base.
00:40Accola il sangue di sopra che vi è biondo, e il macchia droschi tanto in vinte grise,
00:47ed ora il smircia che i due occhi avverte in fondo, e il ghinia tanto che si fa sui barbis.
00:54Ma cosa fa adesso col sporca ciò? Col corpo in sangonente, senza la testa,
01:02alla lica ne dà più che un quel scrolò.
01:05E col baraba il tira sulla vesta e il fa voltando verso il suo garzò.
01:11Guardi ragazzi, che ci api dalla festa!
01:16Davanti a un'altra compagna, e così brutale, il dono in piazza gli smettono a protestare.
01:23Vigliac, ma il neve è in sobra il capitale che spacca il cuore e poter far mangiare!
01:28Ma lui, al necbeda nianca col nimele, intanto che coli seguiti nas braiere,
01:36al ranca Simonetta e i San Videl, e giocca il taglia testi pes d'un cair.
01:43Tutti sporchi e zangos smac, tutti i padelli, al scanna i ultimi due,
01:49torrelli e mesi, una cosa che affagnia su fine il Budeli.
01:55E adesso che la fnì ha svolto adesi adesi, versi che il dono sbraia e il fa.
02:02Zibeli, ha spolso il verco chi deve fare tanti squesi!
02:08Adessa, i mani gold e i tirape, si, là in fondo e il colo della piazza,
02:14si mette una mano a fuorca per impiccare i pustli pe.
02:17Al Perugia, Liviero e Roversan.
02:21In attimo, i lachi sbattano i pè, con tante lingue fuori e metricano.
02:28Mostrata il povero Cristo e il meltape, e tutta la gente la necbeda nianca.
02:35Andiamo, andiamo, doni, su, ma viva, sbraia, vunca deve il bancho a noi.
02:40Iam sa copè, sezior, e pu, covrivi.
02:46Sezior copè, costi, clestè un tracol.
02:52Andiamo, di povretto o morto o viv, aniv di sempre con la corda al col.
03:00A Sarasuc la cena spaventosa, alle umprete zantignassi da Loyola.
03:09Cal strast, c'è il spudo, c'è falcino della croce, e finalmente c'è il sbraio che c'è
03:14sgola.
03:16La libertà cristiana, l'è una gran cosa, ma adesso non troppo e ti muov di tirare mola.
03:23La fin che ha fatto, sta gente pretenziosa, la valdizia c'è, pur che la mia parola.
03:29Zio, un gloria al Signor, prima di andare a let, la salve il Duca da Stibalosso.
03:38Adesso, l'Eluca che manda, dopo i preti.
03:44Pramorda il Signor Obdi, t'asì e stibò.
03:49S'ambastra mica il Duca t'nirò fieta, che pensarà la Santa Inquisizione.
03:55Al mondo l'era tutto so, ma in quella cesena, nella Adalè,
04:02ma è un cancro, la povra morta.
04:05Anche che il prete attacca la castenna, che il prega con una sora megra e smorta.
04:12La crida, sua Veronica povrenna.
04:15Alle colla che feva il giro, la bocca torta.
04:19Le propria stella povra Sansevrenna, che la convintatora al velc la porta.
04:25Sì, suor prior, le stella la contessa, la disa il prete.
04:31Che ma salve da Stmon, che il toga, ed manca che faga dire una messa.
04:38Prima che la vaga in col bus profondo, passò ricordo.
04:42Oh, anche in serc miga una trezza, ma un risoltan di sobeiccavi biond.
04:51«Mogne netto e diad d'umanità.
04:56Al boia, dopo l'insult, fatta classiore, le andè in parso.
05:00Mo' insiog la carità, gli and mande grassi al duca e fagni afora.
05:07L'ha fatto quel bello, la nostra società, a far sforzare di sforza a Santa Fiora.
05:14Ma se l'un uomo da mettere in libertà, mi ha l'ha rifatto coperto subito dopo un'ora.
05:22«Mortez!» ha risposto il Presidente.
05:25«Nette mica viste dopo la lezione tremenda, tutti i povretti mi hanno vinto a mordente.
05:30La gente ormai la sdesda, la pretenda.
05:34Se fama fuori a tutti i malvimenti, al duca chiatò gli occhi e la difenda».
05:41«Ranussi, la ciamè una gran giustizia col calnestè che è un fuor, una vendetta.
05:48Giustizia tutta il vlen, tutta la malissia droveda,
05:52per mandare e fare casetta.
05:55A st mondo la vernia, l'odio, la varissia,
05:58in a mei fadda il benna maledetta.
06:01Sa nec fu sta gramigna, sta sfissia,
06:06a nexare nianca della gente che si povrata.
06:11Ma il love è purtroppo, cattive e ingordi,
06:15fin tanto che in loro camagna tutto va bene,
06:19ma se ti volenti non si va più d'accordi.
06:23E il duca che era un love, ma grosso bombe,
06:26visca il gheva d'ostro, plimi sordi,
06:29la verte la bocca e la magna è il love».
06:36Grazie.
06:38Grazie.
06:39Grazie.
06:42Grazie.
06:44Grazie.
06:46Grazie.
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