00:01Garden Carretta a Parma, specialisti in orti e giardini da oltre 40 anni.
00:32Ma ne occorrono tanti, c'è chi ne fa di più, chi ne fa di meno, chi riesce magari a
00:38vincere lo stesso senza fare tanti sacrifici perché ha delle doti naturali superiori agli altri, però i sacrifici vanno fatti,
00:46soprattutto nel periodo nostro, agli anni Sessanta, che era già difficile correre in bicicletta, era già difficile avere la bicicletta.
00:55Io ho cominciato a 18 anni e tutti mi hanno detto, ma così tardi? Sì, ero così tardi perché non
01:00avevo la bicicletta prima, cioè non avevo la bicicletta da andare a lavorare, ma non andare a girare così una
01:06bicicletta sportiva.
01:08Poi credo che alla fine di tutto uno che fa il corridore comunque deve pensare a se stesso, soprattutto il
01:16suo carattere, il suo fisico, cosa deve fare, che poi dopo trova strada facendo qualcuno che ti insegna.
01:23Però alla fine è solo la tua testa che deve gestire il tuo motore, deve gestire il tuo fisico, deve
01:29gestire te stesso perché alla fine ti trovi in una situazione che devi cercare di emergere, devi cercare di diventare
01:36qualcuno, devi cercare di andare via in fuga magari per vincere qualche tappa.
01:40Poi dopo quando ci riesce qualche volta succede che trovi la ragazza, ti devi sposare, la famiglia, è tutto un
01:46insieme di cose che non è facile da gestire.
01:48Non è facile e devo dire soprattutto che grazie anche alla famiglia, alla moglie, in fondo la mano deve dartela
01:57a lei perché ti toglie tutti quei pensieri che alla fine il corridore ha.
02:03Cioè se stesso ne ha tanti perché deve allenarsi, deve correre, deve vincere, deve fare tante cose, i figli, tutto
02:09un insieme di cose che molti riescono, molti no.
02:12Poi dopo nel ciclismo, ma in tutti gli sport ci vuole anche la fortuna.
02:18Perché fra l'altro per arrivare a numeri uno tante volte bisogna anche sapere arrivare a numeri due, numeri tre,
02:24numeri quattro e gestire quella fra virgolette sconfitta.
02:27Tu hai avuto anche tanti secondi posti, come si vive quel momento in cui uno si dice mi è mancato
02:33qualcosa per arrivare primo?
02:36Ma è un senso di rabbia subito, poi dopo, il giorno dopo è già passata e quindi c'è la
02:42voglia di allenarsi di più, di fare di più per poter magari vincere.
02:46Però non è sempre così facile.
02:48Io ho fatto un periodo, secondo me, i primi anni che ne ho fatti molti dei secondi posti.
02:55Ho perso delle volte corse, analizzando con una certa tranquillità , posso dire che magari un Giro d'Italia in più,
03:03anche due, l'avrei potuto vincere.
03:05Ma non avevo l'esperienza perché non ho fatto il dilettante, non ho corso prima di fare il professionista.
03:10Io mi sono catapultato professionista come uno che diventa il direttore di un'azienda, praticamente che non sa fare il
03:17suo mestiere.
03:17Cioè, praticamente, io ho fatto tre anni imparando a fare il corridore.
03:20Diciamo che dopo hai imparato la svelta.
03:23Sì, sì, ho imparato la svelta.
03:26Devo dire anche che poi, forse, alla fine, ho imparato più degli altri, ma questo è anche il mio carattere,
03:32il mio modo di fare, il modo di allenarci.
03:34Cioè, di prendere la vita anche in un certo modo.
03:37Cioè, arrivare secondo a volte sembra, direi, qualcosa che ti possa magari far cadere tutta la tua voglia di fare.
03:46Invece, secondo me, un secondo posto in una grande corsa è sempre importante.
03:50Io ricordo il secondo posto al Giro d'Italia, ricordo il secondo posto al Campionato del Mondo nel 64 a
03:57San Lanzi.
03:57Io ho detto, oh, arrivare al Mondiale ci arrivi una volta ogni età , arrivi una volta chissà quando per vincere.
04:03Io l'ho perso perché questo era più veloce, però la storia si ripete.
04:07Dopo quattro anni l'ho vinto.
04:08Dopo ti sei rifatto a Imola con una cavalcata stupenda.
04:12Ecco, Vittorio Adorni era elegantissimo sulla bici da campione, è elegantissimo tuttora sulla bicicletta quando ha 77 anni, che davvero
04:20non si vedono, gira per Parma.
04:22Mi viene a chiederti, come la vedi oggi questa tua città , questa nostra città ?
04:26Come ti sembra?
04:27Cosa ti piace e cosa non ti piace?
04:30Io amo la mia città , sono nato qui vicino a voi, direi che questo è il mio quartiere, sono nato
04:36all'ospedale, ma poi ho vissuto qua per tutti i miei anni e vivo ancora qui.
04:42La mia città , io vado in giro a parlare bene della mia città , non solo sotto l'aspetto di vita,
04:48ma di mangiare, la cultura, la gente che ci abita.
04:51Perché in fondo mi presento la gente quando, direi, vado a livello anche Olimpiadi, perché io sono dentro una commissione
05:00del CIO e quando vado mi porto il formaggio.
05:03E quindi tutte le volte che mi vedono mi dico, ah Vittorio, non avrai mica il formaggio, certo che ce
05:08l'ho, ma ce l'ho sempre, cioè ce l'ho, ce l'avevo a Londra alle Olimpiadi, ce l
05:12'ho sempre e dappertutto.
05:13E quello è un bel biglietto da visita, vero?
05:15È un grande biglietto da visita che forse non sappiamo sfruttare bene nel mondo e io credo che spesse volte
05:21quando ero in giro mi chiedevano, ma lei dove abita?
05:24Io abito a Parma, ah Parma, il parmigiano è prosciutto, sì, che ancora il parmigiano è prosciutto non andava all
05:31'estero, cioè vuol dire che la gente sapeva che cos'è la mia città .
05:34La mia città credo che, direi forse, poteva dare di più, ci sono stati periodi, problemi e credo che la
05:42nostra città può dare molto di più,
05:44perché in effetti è una bella città , la gente che quando sono fuori mi dice, ah Parma è una bella
05:50città , però secondo me bisogna fare di più, bisogna impegnarsi di più,
05:54ma tutti, non solo il sindaco, non solo i consiglieri, non solo chi ci vive, la pulizia, il rispetto, cioè
06:02io credo che sia qualcosa che Parma,
06:04Parma capitale, perché sempre è stata capitale, possa tornare ad essere Parma capitale, anche se è una piccola città .
06:11Ecco, allora ti chiedo un'ultima cosa, non dimentichiamo che tu hai vissuto anche proprio l'esperienza della politica per
06:16qualche mese,
06:17passando da un'ultima metafora ciclistica, tu hai vissuto, hai firmato le tue imprese più belle con delle leggendarie, quasi
06:25fughe solitarie,
06:26però si diceva che soprattutto la tua grande intelligenza era quella di leggere i momenti del gruppo, ecco, allora passando
06:32proprio da questa metafora,
06:33ti chiedo, Parma è una città che riesce a fare gruppo, oppure è una città dove come qualche tuo corridore,
06:41collega o avversario,
06:42uno va troppo per conto suo e magari a volte spreca le energie, non le dosa bene?
06:46Ma io credo che la città dovrebbe, dovrebbero tutti mettersi al tavolo per fare gruppo, perché in fondo Parma è
06:53una città ,
06:54la gente che ci abita non si rende conto delle altre città nel mondo come sono e come vivono,
07:00Parma è una città che ha qualcosa in più degli altri, soprattutto forse perché ci sono i parmigiani,
07:05perché alla fine noi siamo abituati a vivere un modo di vita diverso da molti altri, però io credo che
07:11devono fare gruppo,
07:12gli industriali, il sindaco, tutti quelli che sono gli imprenditori, le grandi aziende, bisogna fare gruppo,
07:17perché Parma merita qualcosa di più, perché in fondo la gente che viene qua ci sta bene e non se
07:24ne va più,
07:24quindi vuol dire che è una città che va bene.
Commenti