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Trascrizione
00:00:16E' con un certo imbarazzo per via del fatto che sto dando le spalle per quanto in riproduzione
00:00:24a uno dei nostri capolavori più importanti, che questa sera introduco questo ciclo di conferenze
00:00:33di altissimo valore culturale che segna anche la collaborazione fra il complesso monumentale della pilota
00:00:40e un'associazione come A come A, società come A come A, la quale ci permette di avere in pilota
00:00:53per dieci conferenze che cominciano oggi, alcuni fra i nomi più importanti della cultura italiana.
00:01:00Io non posso che ringraziare il dottor Foix per averci proposto questa collaborazione che noi abbiamo felicemente accettato
00:01:09che gira attorno al patrimonio culturale di questa città in vista anche delle celebrazioni
00:01:19che ci aspettano nel 2020, momento in cui Parma sarà capitale della cultura italiana.
00:01:26E' quindi una maratona preparatoria a quell'appuntamento che grazie a questa collaborazione, ai nomi,
00:01:34e agli intellettuali, agli specialisti che ci permetteranno di approfondire la nostra conoscenza del patrimonio parmigiano
00:01:41ci farà forse trovare più preparati il primo gennaio dell'anno prossimo per un anno così intenso e fondamentale per
00:01:51la nostra comunità.
00:01:52Ringrazio la Gazzetta di Parma che filmerà questa sera l'intera conferenza per ritrasmetterla in seguito
00:01:59e ringrazio tutti voi per essere qui e per seguirci così calorosamente nelle attività sia di riqualificazione
00:02:06che di, diciamo, riaccensione dei motori di questa meravigliosa macchina museale che è la pilotta
00:02:13e con questo passo la parola immediatamente al dottor Foix, ringraziandolo nuovamente.
00:02:18Grazie.
00:02:18Grazie.
00:02:25Buonasera, vi rubo letteralmente 30 secondi perché voglio lasciare la parola a Carminati
00:02:31che sicuramente ci dirà delle cose molto interessanti sulla scapigliata di Leonardo da Vinci.
00:02:37Volevo solamente ringraziare innanzitutto l'architetto verde che ci ha consentito di godere insieme a voi
00:02:45di questi spazi meravigliosi. Il ciclo è di sei conferenze, le ultime due che saranno ad aprile e a maggio
00:02:55ci svolgeranno nel Teatro Farnese, quindi in una cornice forse ancora più bella di quella di questa sala.
00:03:03Il nostro intento è sempre di cercare il contatto con il nostro pubblico, con i nostri clienti, con chi lavora
00:03:10con noi
00:03:12basandoci su elementi di approfondimento e di conoscenza. Una cosa importante penso sia conoscere
00:03:19soprattutto in una nazione come l'Italia le bellezze che la nostra città ci può offrire
00:03:28che molto spesso non sono del tutto conosciute e quindi non credo ci sia maniera migliore che
00:03:34entrare in contatto con questa città meravigliosa se non quella di mettervi a disposizione elementi di
00:03:42conoscenza sulla vostra stessa città. Ringrazio come dicevo prima il Dottor Verde, voglio ringraziare
00:03:50anche l'assessore Guerra col quale questo percorso è cominciato e che ci ha poi presentato alla Galleria
00:03:58Nazionale della Pilota e infine ringrazio Anna Schwarz che ha contribuito all'organizzazione
00:04:05di questo ciclo di conferenze e last but not least Marco Carminati che sarà oltre ad essere
00:04:15il relatore di questa serata è la persona che ha individuato i temi e individuato gli oratori
00:04:23di questo ciclo. Grazie a tutti e buona serata
00:04:35È una prova di coraggio un milanese che parla di un meraviglioso capolavoro che si trova
00:04:41a Parma oramai da parecchi anni e in un ciclo di incontri di conversazioni che si terranno
00:04:51qui in questa magnifica sede, un palazzo straordinario per le dimensioni e per la ricchezza delle opere
00:04:58d'arte che contiene e delle opere architettoniche che contiene. Noi abbiamo pensato di intitolare
00:05:04questa serie di conversazioni le capitali dell'arte, i tesori di Parma raccontati, questo è molto
00:05:12importante perché non saranno lezioni, saranno delle conversazioni che personalità varie della
00:05:20cultura italiana, voci differenti per approccio e formazione rivolgeranno prendendo come filo
00:05:27conduttore le meraviglie artistiche di questa città. Quindi questo è solo il primo inaugurale
00:05:36momento di conversazione e adesso vi spiegherò perché è stata scelta questa immagine, ci saranno
00:05:43poi gli interventi in febbraio, la scadenza sarà uno al mese, con Stefano Zuffi che è un
00:05:52formidabile oratore e appassionato storico dell'arte che parlerà della deposizione di
00:06:00Benedetto Antelami, poi avremo il 27 di marzo Valerio Terraroli che è un professore dell'Università
00:06:07di Verona che parlerà della Camera dell'Abadessa di Correggio, seguirà il 17 di aprile il professor
00:06:15Salvatore Settis che parlerà della presenza delle grandi colossali statue farnesiane, qui
00:06:23tra l'altro lo farà in questa stanza e capita raramente in Italia la possibilità di parlare
00:06:28di qualcosa e le opere d'arte si trovano nello stesso ambiente. Poi si passerà con la bella
00:06:34stagione nella parte nel teatro qui accanto e sarà la volta del direttore del Museo Palladio
00:06:42di Vicenza Guido Beltramini che parlerà da architetto, da storico dell'architettura del
00:06:47grande complesso di San Giovanni. Chiude questa serie di conversazioni il vostro e il nostro
00:06:54direttore Simone Verde che trovandosi appunto nel suo teatro, nel fulcro straordinario del
00:07:02suo museo attorno al quale tra l'altro sta disegnando e ridisegnando il percorso delle
00:07:07collezioni parlerà proprio del teatro farnese, quindi un altro privilegio raro di poter parlare
00:07:13di un capolavoro addirittura trovandosi dentro, seduti dentro il capolavoro. Questo per quanto
00:07:20riguarda il programma. Perché abbiamo scelto questo quadro? Beh insomma è una scelta quasi
00:07:28obbligata. Come sapete quest'anno cadono i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci
00:07:33che si spense il 2 di maggio del 1519 in un piccolo castello vicino ad Ambois e quindi
00:07:41avendo il privilegio Parma di possedere un autografo molto importante di Leonardo da Vinci
00:07:47era quasi necessario cominciare da questo capolavoro. Prima anticiperò una brevissima, molto breve
00:07:57biografia di Leonardo per capire se non altro il momento della sua storia fisica e artistica
00:08:05nella quale può aver realizzato questo dipinto. Cominciamo con raccontare appunto la storia
00:08:13la storia di questo grande artista che voi sapete era nato in un piccolo paese nella campagna
00:08:21di Firenze, Anchiano di Vinci, piccola frazione di Vinci e in un giorno che è passato la storia
00:08:31il 15 di aprile del 1452. Mettiamo la prossima diapositiva per favore. Qui lo vediamo già da vecchio
00:08:43Leonardo viene intercettato due anni prima della sua morte da un gruppo di visitatori
00:08:50che gli vanno a fare visita ad Ambois nel castello di Clos Lucet, piccolo castello vicino
00:08:55ad Ambois e lo trovano vecchissimo, decrepito, tra l'altro mezzo paralizzato. In realtà Leonardo
00:09:02non aveva che 66 anni, oggi per noi un'età della prima adolescenza e loro invece lo trovano
00:09:09come lui evidentemente si era autoritratto, già un vegliardo. Questo vegliardo invece aveva
00:09:15cominciato a vivere solo 66 anni prima ed era nato il 15 di aprile del 1452. Siamo sicuri
00:09:24della data precisa perché questo ragazzino era nato da una relazione ancillare. Suo padre,
00:09:34Ser Piero da Vinci, che era un notaio, aveva amoreggiato con una contadina del contado di
00:09:41Vinci ed era nato questo bambino. Notare che Leonardo sarà molto fiero di questa nascita,
00:09:46anzi dirà che la mia intelligenza viene dal fatto che sono nato da un amore passionale
00:09:51e non da un amore di routine, questa curiosa teoria che lo portava ad essere fiero, sia
00:09:57del padre che della madre, col quale resterà sempre in contatto, anche se ad allevarlo sarà
00:10:03il nonno Antonio che prende questo bambino sceso dal cielo sostanzialmente e lo alleva
00:10:10nei primi anni della sua vita. Il nonno Antonio, come tutte le famiglie di notai, annotava
00:10:16tutto quello che succedeva nella sua famiglia e soprattutto annotava gli stati di famiglia
00:10:21mano a mano che nascevano nipoti perché poi doveva presentare la denuncia al catasto.
00:10:27Era un notaio, il nonno non era notaio ma insomma aveva questa mentalità da notaio perché
00:10:33proveniva anche lui da una famiglia di notaio, mentre suo figlio, cioè il papà di Leonardo
00:10:37da Vinci è un notaio vero e proprio che si occupa poco di questo bambino per la verità,
00:10:41se ne occupa il nonno, sia il padre, il padre poi si sposerà, addirittura avrà quattro
00:10:47mogli e quindi Leonardo conterà su un numero di fratellastri notevolissimo, che il quale
00:10:53tra l'altro litigherà come tutti i fratelli per l'eredità e dall'altra parte la mamma,
00:10:57questa semplice contadina a sua volta si sposerà e gli darà degli altri fratellastri che appunto
00:11:04lui potrà assommare, con i quali manterrà i contatti. Con la mamma addirittura c'è questa
00:11:08tenerezza straordinaria che a un certo punto se la porta a Milano, oramai rimasta vedova,
00:11:13prende questa mamma che rispetto a lui era una povera donna, una contadina e se la porta
00:11:19alla corte di Milano e noi abbiamo delle annotazioni e anche annoterà in modo molto molto attento
00:11:25le spese per il funerale della mamma. Quindi Leonardo vive con il nonno e quando il nonno
00:11:31muore si trasferisce a Firenze dalla campagna e il papà si prende cura di questo figlio che
00:11:37era il primo genito. Non gli fa fare la carriera notarile perché ci sono già gli altri fratelli,
00:11:42gli fa fare una carriera diciamo così di arti pratiche, visto che è bravo a disegnare
00:11:46lo mettono alla bottega del Verrocchio dove Leonardo comincia a lavorare, a imparare l'arte
00:11:54tra il 1469 e il 70. Andiamo avanti. In questa bottega, che era una bottega dove si imparava
00:12:01fare di tutto, a fondere le sculture, a dipingere, a disegnare le architetture, ecco il genio
00:12:08universale. In realtà Leonardo non è altro che il riflesso della cultura universale che
00:12:12si aveva nel Rinascimento. Gli artisti sapevano praticamente fare di tutto e Verrocchio sapeva
00:12:17fare di tutto e il Verrocchio lo mette alla prova in un suo dipinto, in questo celeberrimo
00:12:23dipinto che come vedete illustra il battesimo di Cristo e quei due angeli nell'angolo sono opera
00:12:30del giovanissimo esordiente Leonardo che può cominciare a dialogare con il maestro.
00:12:35Da solo realizza uno dei suoi primi capolavori, questa bellissima annunciazione che si trova
00:12:41agli uffizi, che è ancora molto quattrocentesca, molto legata alla cultura di Botticelli, di Verrocchio,
00:12:49ma già si notano nei dettagli, nella morbidezza dei volti, il genio di Leonardo che si sta manifestando.
00:12:56Leonardo in questo periodo conosce la famiglia Medici, anzi entra in un circolo detto il Giardino
00:13:02di San Marco, era una sorta di museo di scultura all'aperto dove venivano accolti questi giovani
00:13:08promettenti fiorentini e li imparavano a distinguere le statue antiche, imparavano a scolpire
00:13:15all'antica e vedremo appunto che Leonardo che non ha lasciato statue ma ha lasciato molti progetti
00:13:19per statue e imparerà quest'arte. Nel 1481, un poco prima, negli anni 70, si sviluppa questa
00:13:33straordinaria sensibilità che Leonardo mette subito in evidenza, cioè quella di realizzare
00:13:40dei dipinti che esprimano l'interiorità di una persona. Leonardo odiava i quadri stereotipati,
00:13:47odiava i quadri ripetuti, cercava di mettere in evidenza la qualità dell'anima della persona
00:13:54ritratta e questa è una serie di ritratti che Leonardo realizzò a Firenze e poi a Milano,
00:14:00la famosa Ginevra Benci che si trova a Washington dove noi vediamo emergere piano piano dalla cultura
00:14:06quattrocentesca di Leonardo la capacità di esprimere i motti dell'animo che sarà uno degli elementi
00:14:11straordinari. Andiamo avanti. Ecco, poi una prima importantissima commissione per un artista
00:14:17doveva esserci un quadro da mettere in chiesa se volevi veramente diventare qualcuno ed ecco che gli
00:14:23viene da un monastero, i monaci di San Donato a Scopeto che è nei dintorni di Firenze, la commissione
00:14:31di fare una grande pala con l'adorazione dei magi. Leonardo ci si mette, prepara, vedete la parte,
00:14:37la preparazione della composizione, comincia in alcuni punti a scurire i dettagli perché sapete
00:14:45che la pittura è un mettere sempre sopra qualcosa, quindi si parte da un fondale neutro e poi si aggiunge
00:14:50il colore aggiungendolo sempre sopra. Solo che a un certo punto lui comincia quest'opera ma gli viene
00:14:57un'opportunità straordinaria. Questa opportunità non è la stessa che è venuta a quasi tutti i suoi colleghi
00:15:04tra il 1481 e il 1482, cioè di andare a Roma ad affrescare la Cappella Sistina, chiamati da Sisto IV
00:15:12della Rovere a fare le grandi storie della parete. Vengono chiamati praticamente tutti, gli artisti
00:15:17fiorentini e Umbri più in vista ed è singolare che Leonardo non venga chiamato a questo appello.
00:15:23E c'è una sorta di rivalsa che la storia ci riserva. Leonardo non va a Roma ma viene chiamato,
00:15:30anzi mandato a Milano. Nel 1482 si compone una piccola ambasceria culturale, diciamo così,
00:15:38che parte e va verso Milano, sicuramente sono passati per Parma, ma vedremo che Leonardo sosterà
00:15:44a Parma e portando uno strano regalo, ecco questa è la corte che li aspetta, la corte sforzesca
00:15:56dove abitava la famiglia ducale all'interno del castello sforzesco. Dicevo, Leonardo parte
00:16:03con le credenziali del magnifico e porta con sé un singolare regalo da consegnare a Lodovico
00:16:10il Moro. Il regalo, andiamo avanti, è uno strumento musicale, una fantomatica lira d'argento
00:16:17che tra l'altro Leonardo si è inventato lui e che sa suonare. Non a caso nella piccola
00:16:23ambasceria c'è un tale che si chiamava Atalante Meliorotti che era un cantante, quindi evidentemente
00:16:27arriva a una piccola compagnia di giro per andare dal duca. Noi non sappiamo come era
00:16:33fatto questo strumento, però abbiamo un curiosissimo disegno di Leonardo dove si vede una strana
00:16:37testa di caprone rivoltata, dove c'è solo la parte alta, la mandibola e il cranio e tra
00:16:44i denti e le ossa del collo sono tirate le corde. Quindi prova che Leonardo si inventava
00:16:51degli stranissimi strumenti. Arriva a Milano, avanti, e presenta, si fa predigere tra l'altro
00:17:00sicuramente da un funzionario perché è scritta troppo bene. Leonardo non aveva avuto nessuna
00:17:05formazione classica, non aveva studiato il latino, aveva imparato leggendo e noi conosciamo
00:17:10delle infinite liste di parole che è una cosa molto toccante da vedere perché Leonardo cerca
00:17:15di imparare le parole prendendo dai libri sia in italiano che in latino per cercare di imparare
00:17:21queste lingue che da giovane non aveva potuto imparare. Bene, si fa fare questa lettera, è
00:17:26la fermosa lettera di presentazione con la quale si presenta al Duca di Milano. Questa
00:17:31lettera è sconcertante dal nostro punto di vista perché viene fuori un Leonardo guerrafondaio.
00:17:37I primi punti, quasi tutta la lettera, sono promesse di fare dei macchinari per la guerra
00:17:43che nessun altro ha, l'arma segreta chiameremmo noi oggi. Abbiamo una serie di disegni, come vedete
00:17:49la balestra gigantesca con le ruote, doveva essere una cosa paurosa questa balestra da
00:17:54vedere. E poi ancora le modernissime, allora modernissime, armi da fuoco, avanti. Ecco, fa
00:18:00vedere che sa fare le bombarde, dice nella lettera. E ancora si presenta con altre capacità,
00:18:08per esempio in architettura. Qui ci sono degli schizzi che vi faccio vedere, molto importanti
00:18:12per la storia di Milano e soprattutto per la storia del Duomo. Perché quando Leonardo
00:18:17arriva a Milano nel 1482, negli anni successivi si discute di come chiudere il Tiburio del
00:18:24Duomo, la parte dove si incrociano i transetti e le navate, che allora non era ancora stata,
00:18:29quella dove poi nel Settecento verrà alzata la celebre Madonnina. Ecco, Leonardo dà dei
00:18:34pareri su come farlo. Questo è un disegno, ancora un altro, addirittura dei calcoli portanti
00:18:39di come incastrare i conci di marmo di Candoglia per arrivare a chiudere questo grande spazio
00:18:46che si era creato. Ancora avanti, ha un amore per la città di Milano notevole, addirittura
00:18:52lo colpisce la presenza delle acque. Milano era una città dove affluivano da nord, dai
00:19:00enormi due bacini d'acqua che sono rappresentati dal Lago Maggiore e dal Lago di Cuomo, attraverso
00:19:06delle navigazioni, canali che erano già stati scavati nel Medioevo, soprattutto il naviglio
00:19:09grande, con la forza dell'acqua spinta naturalmente dalla natura verso il basso perché la pianura
00:19:16è in discesa rispetto ai laghi, tutta la città veniva irrorata dalle acque e si poteva
00:19:22fare addirittura una cerchia di navigli attorno alla città. E qui Leonardo sintetizza, vedete,
00:19:29la città presa dall'alto solo tracciando i corsi d'acqua. Si vede molto bene, tra l'altro,
00:19:34che attorno al castello, al castello sforzesco, giravano, vedete, era il fossato del castello
00:19:41che giravano le acque. Poi in basso, una veduta, volo d'uccello della città. Ci sono
00:19:47le opere più importanti, c'è la mole del Duomo, il famoso campanile di San Gottardo
00:19:52in corte che si vede spuntare dietro, Leonardo era talmente alto, è alto oggi ma oggi viene
00:19:59sovrastato dai palazzi, un tempo svettava nel cielo e così la mole del castello e tante altre
00:20:04cose. Quindi si innamora di questa città molto singolare e quindi cerca, andiamo avanti,
00:20:10di avere qualche impiego. Le acque sono un degli elementi che lo colpiscono di più e
00:20:14naturalmente con questo spirito anche imprenditoriale studia dei contatori. Questo è un contatore
00:20:21per erogare l'acqua in un determinato tempo, in determinata quantità, a seconda di che si
00:20:27alzavano le paratie o meno. Naturalmente per irrigare i campi e per trarre profitto da chi
00:20:32aveva i diritti delle acque, che erano spesso appunto il potere politico, cioè gli
00:20:37sforza. Avanti. E per gli sforza, per la corte, dice anche di saper fare il regista teatrale,
00:20:44noi sappiamo che farà il regista di meravigliose feste dentro il castello sforzesco in occasione
00:20:49delle nozze di Ludovico il Moro e di sua nipote Galeazzo Maria, che poi Ludovico il Moro
00:20:55farà sostanzialmente sparire di torno per tenere lui il potere e che sarà un potere tra virgolette
00:21:01illegittimo. Andiamo avanti. E poi nella lettera, in fondo la lettera dice e potrò fare il cavallo
00:21:08per il vostro signor padre, cioè il progetto che Ludovico il Moro aveva di un grande cavallo
00:21:14equestre da dedicare a Francesco Sforza, al capostipite della dinastia che era suo padre.
00:21:21Quindi Leonardo gli promette un sacco di cose. Andiamo avanti. E uno si aspetta, beh lo avranno
00:21:26assunto subito, ma neanche per sogno. Leonardo non mette piede a corte per molti anni ed è costretto,
00:21:32visto che è a Milano, a lavorare con altre realtà. In particolare fa compagnia, cioè
00:21:38fa società, con due fratelli pittori che lavoravano sulla piazza di Milano. Lui era fiorentino,
00:21:43non poteva lavorare se non si metteva in società con un pittore iscritto, diciamo così, ai sindacati
00:21:51locali. E sono due fratelli, Ambrogio ed Evangelista De Predis, che insieme a lui realizzano un importante
00:21:57altare per una chiesa che non c'è più, la chiesa di San Francesco Grande. E lui, che è infinitamente
00:22:04più avanti rispetto ai due fratelli, realizza la pala centrale, la celeberrima Vergine delle
00:22:11Rocce, nella versione che vi faccio vedere, la prima che adesso è a Parigi. Quindi questo artista
00:22:19comincia appunto a lavorare con altre realtà, non con la corte. Andiamo avanti. La corte
00:22:25è rappresentata e impiega altri pittori, non certo all'altezza di Leonardo da Vinci. Questo
00:22:32anonimo pittore di cui non sappiamo il nome, il maestro della pala sforzesca, ritrae la
00:22:39famiglia Ducale con Lodovico il Moro, la moglie Beatrice d'Este. Questo è un bambino
00:22:43illegittimo, Cesare Sforza. Adesso vi farò vedere chi è la mamma. E questo invece è
00:22:49il primo figlio legittimo della coppia, Francesco II Sforza, che diventerà signore
00:22:54della città. Ecco, questi erano i pittori con cui poteva avere a che fare.
00:22:58Avanti. Per fortuna a un certo punto, alla fine degli anni Ottanta, inizio degli anni
00:23:0290, entra a far parte del giro della corte. Ecco che ci sono i ritratti del musico di
00:23:07corte, probabilmente Franchino Gaffurio, piccolo ritratto che si trova all'Ambrosiana
00:23:12di Milano. Avanti. Le belle dame che circondavano Lodovico il Moro, in parte
00:23:19avanti. Lucrezia Crivelli, probabilmente la bella Ferroniere di Parigi e poi l'altra
00:23:25bellissima dama, la dama Collermellino, cioè Cecilia Gallerani. Questa era la mamma di
00:23:31Cesare Sforza, di quel bambino piccolino che abbiamo visto che il padre naturalmente
00:23:36legittimò, anzi lo fece mettere in ginocchio insieme all'arresto della famiglia Ducale.
00:23:41Quindi Leonardo qui comincia veramente a tirare fuori le caratteristiche che adesso
00:23:45sentiremo descritte nei passi del trattato della pittura. Avanti. Naturalmente si mette
00:23:52a capofitto anche a lavorare al progetto del cavallo, visto che gliel'aveva promesso.
00:23:57Si mette, compra, raccoglie il più bronzo che può, si fa dare un cortile, la corte
00:24:03vecchia, cioè addirittura il vecchio palazzo reale, oggi palazzo reale, per impiantare
00:24:08la fonderia, dove fondere questo benedetto cavallo. E qui c'è questo bellissimo disegno,
00:24:14perché è un disegno di carattere tecnico, dove si vede il cavallo con tutte le fughe
00:24:18della fusione del bronzo e qui lo si vede dall'alto, cioè è la groppa del cavallo con
00:24:24la gabbia, come se fosse un drone sopra il dipinto, dove si vedono ancora tutte le strutture
00:24:29e anche le frasi che ci sono accorto che si riferiscono alla fusione di questo bronzo.
00:24:34Peccato che il bronzo a un certo punto viene venduto, anzi ceduto da Lodovico il Moro
00:24:39a suo suocero, che era Ercole d'Este, signore di Ferrara, per farne dei cannoni.
00:24:45Sarà una delle incavolature più celebri di Leonardo da Vinci, che scriverà su questa
00:24:50vicenda del cavallo non dirò più nulla, cioè non parla più di questo progetto.
00:24:55Per fortuna, mentre tramonta l'idea del cavallo, monta un'altra importantissima committenza
00:25:03sforzesca, cioè gli sforza gli chiedono di decorare il refettorio dei monaci domenicani
00:25:09di Santa Maria delle Grazie, che è un convento non lontano, anzi molto vicino alla dimora
00:25:14degli sforza al castello sforzesco e lui realizza la celeberrima ultima cena, grandissimo
00:25:20capolavoro. Purtroppo le cose si mettono male per gli sforza e infatti è costretto il
00:25:25duca a fuggire, perché arrivano i francesi. Il re di Francia, Luigi XII, arriva a Milano.
00:25:32Luigi XII era imparentato con i visconti e riteneva Lodovico il Moro sforza usurpatore
00:25:39del ducato e quindi dice io sono un visconti, vengo a riprendermi il mio ducato. E quindi
00:25:45la fuga del Moro verso Innsbruck, lui si ripara verso l'imperatore Massimiliano, ma Leonardo
00:25:52da Vinci, che era troppo legato al potere sforzesco, è costretto a scappare, a lasciare
00:25:57anche lui Milano. Vaga un po' tra Mantova, Venezia, andiamo avanti, e poi approda nella
00:26:06sua Firenze, dove realizza i primi del Cinquecento una serie di opere che vi prego di osservare
00:26:11bene, perché saranno queste opere che serviranno da appoggio critico, queste sono opere sicure,
00:26:18certe, documentate, citate dalle fonti coeve, il famoso cartone della Sant'Anna che viene
00:26:24realizzato all'inizio del Cinquecento, 1501 circa a Firenze, quando lui rientra nella sua
00:26:32città, e poi naturalmente avanti. Leonardo si trova in balia un po' della situazione,
00:26:40ed ecco che per esempio Cesare Borgia lo manda nelle legazioni, nella parte alta dello Stato
00:26:47Pontificio, cioè nelle Romagne, a seguire le varie battaglie scaramucce che il potere
00:26:53papale doveva affrontare per mantenere naturalmente il potere sulle singole città che si erano
00:26:59vagamente ribellate, anzi più o meno ribellate al potere centrale. E qui si dimostra un meraviglioso
00:27:04cartografo, questa è una veduta di Imola presa dall'alto, un cartografo perfetto, vedete,
00:27:10e quindi un contatto con quella che poi sarà la regione dell'Emilia Romagna. Ma vedremo
00:27:15più avanti, andiamo avanti. Poi dopo questo periodo torna a Firenze, a Firenze gli fanno fare
00:27:22una serie di opere molto importanti, per esempio la Repubblica, i medici erano stati allontanati
00:27:28in questo momento. Quindi c'è la Repubblica Forentina, c'è il confalone, il confaloniere
00:27:32che comanda e gli ordina di fare una grande affresco, una grande battaglia, la battaglia
00:27:39di Anghiari nel Salone dei Cinquecento. Leonardo ha pronta i disegni preparatori, probabilmente
00:27:47comincia a realizzare questo colossale opera, sbaglia completamente le tecniche e di questo
00:27:52grande composito non resterà praticamente più nulla. Se non, qualche disegno, questo è di
00:27:58Rubens, quindi Rubens aveva visto i disegni di Leonardo e poi dei particolari, bellissimi,
00:28:05stupendi, che vi danno l'idea di che crazza di composizione aveva in mente Leonardo, dei
00:28:11singoli dettagli, delle teste urlanti, trattandosi appunto di una battaglia.
00:28:15Avanti. Questo è un altro, Avanti. Ecco, poi in questa fase, siamo nel 1503-1504, cade l'inizio
00:28:25della realizzazione della Gioconda, il quadro più celebre in assoluto di Leonardo e uno dei
00:28:30più quadri più celebri del mondo. Avanti. Sappiamo che in quell'occasione realizzò in
00:28:37quegli anni anche una composizione di una leda con il cigno e i due di oscuri e per questa
00:28:45leda, la cui opera non c'è, nel senso che non è mai stata rintracciata l'originale,
00:28:49ci sono un sacco di varianti e ci sono per fortuna i disegni preparatori. Proprio questi
00:28:54disegni preparatori della leda, ancora una volta osservateli bene, perché si tratta di
00:28:58disegni dove c'è una donna, una testa di donna scapiliata con i capelli che vanno al
00:29:03vento. Avanti. Ecco, vedete il dettaglio, vedremo poi soprattutto Adolfo Venturi che
00:29:09metterà molto, insisterà molto su questi agganci di stile. Avanti. Poi torna a Milano,
00:29:17realizza la seconda versione della Vergine delle Rocce. Avanti ancora. Realizza un progetto
00:29:24per i Trivulzio, che allora erano pleni potenziari dei francesi. In quel momento Milano è ancora
00:29:29sotto il dominio dei francesi e per i Trivulzio, anche una volta immagina un colossale cavallo,
00:29:35stavolta impennato. Lì non se ne farà nulla, ma ci sono tutti i disegni e gli studi che lui
00:29:40aveva in mente di realizzare. Avanti. Ecco, fu uno, questi momenti della vita di Leonardo tra
00:29:46il 1413-14 lo portano a incontrare varie persone. Per esempio incontra Giuliano De Medici,
00:29:55che non è questo signore qui, ma è un importante personaggio di quel momento, era il fratello
00:30:01del Papa Leone X e Giuliano De Medici aveva il compito di riportare Firenze nell'alveo
00:30:08della famiglia Medici con la potente appoggio di suo fratello, il Papa Leone. Quindi Leonardo
00:30:13entra a far parte dell'entourage di Giuliano e Giuliano lo manda in varie missioni. Una di
00:30:20queste lo manda a Bologna dove per la prima volta Leonardo incontra il suo ultimo grande
00:30:25benefattore, Francesco I di Valois, re di Francia. E in una di queste missioni che Leonardo
00:30:33compie per Giuliano De Medici cade un importantissimo appunto che si trova nel manoscritto E, i cosiddetti
00:30:45manoscritti di Francia che sono l'Istituto de France. Il manoscritto E ha a un certo punto
00:30:49un appunto che dice così, a Parma, alla Campana, a D, 25 di settembre 1514. Leonardo era qui
00:31:00all'albergo La Campana il 24 di settembre del 1514. Quindi non solo c'è una presenza fisica
00:31:09ma c'è stata una presenza storica di Leonardo Da Vinci in questa data, da lui documentata.
00:31:14Due giorni dopo va a vedere il Po, si trova sulla sponda del Po. Questo signore qui lo invita
00:31:23nel 1517, purtroppo Giuliano De Medici muore, Leonardo non ha più un protettore e il nuovo
00:31:28protettore è il re di Francia. Ma il re di Francia gli dica venga in Francia, la ospito
00:31:33io, venga da me, venga nella Loira dove io vivo nei vari castelli e gli assegna a questo
00:31:39piccolo castello, niente male, per essere una piccola dimora, a Clos Lucet, dove Leonardo
00:31:46Da Vinci riceve gli ultimi ospiti, in particolare una delegazione del cardinale Luigi d'Aragona
00:31:52con tutto il suo seguito e nel seguito c'è il segretario Antonio De Beatis che ci dà
00:31:57le ultime notizie perché Leonardo è molto gentile, fa entrare il cardinale, gli mostra
00:32:02i disegni, gli mostra i libri, gli mostra i quadri, tra i quali una donna florentina
00:32:07a ritratta, cioè probabilmente la Gioconda e qui in questa camera da letto, un po' ricostruita
00:32:15chiaramente, Leonardo muore il 2 di maggio del 1519. In quale contesto, in che momento Leonardo
00:32:26realizza la scapigliata di Parma? Ecco, adesso entriamo nel vivo di questo tema e vediamo di capire
00:32:37quello che si sa di questo bellissimo, per certi vesti, misterioso dipinto.
00:32:46Intanto vediamo il soggetto. Questo soggetto non l'ha inventato Leonardo Da Vinci, perché se noi
00:32:52guardiamo i trattati del Cinquecento ci imbattiamo in un passaggio della pittura di Leon Battista
00:33:00Alberti che vive e scrive dalla metà del Quattrocento e qui in questo testo si parla incredibilmente
00:33:08di questo soggetto. Dice, dilettano nei capelli, nei crini, nei rami, nei frondi e nelle vesti
00:33:19vedere qualche movimento. È bello che tutte queste cose si muovano nella pittura, dice.
00:33:27Certo, a me piace nei capelli vedere quali odissi sette movimenti. Volgansi in uno giro,
00:33:36quasi volendo anodarsi, ondeggino in aria simile a fiamme, parte quasi come serpe si tessano
00:33:44ma gli altri, parte crescendo qua e in là. Così i rami ora in alto si torcano, ora in giù,
00:33:52ora in fuori, ora in dentro, ora come funi si torcano. Vedete con quale attenzione addirittura
00:33:59tutte queste varianti, uno come Leon Battista Alberti si occupa di un dettaglio così singolarmente
00:34:06insignificante, tutto sommato, di come fare appunto i capelli che si muovono al vento.
00:34:11Ecco, la cosa che a noi però interessa è che Leonardo da Vinci deve aver letto il trattato
00:34:16e dice esattamente più o meno le stesse cose nel trattato della pittura. Lo dice in un modo
00:34:22più semplice e un po' più farraginoso. E voi sapete che il trattato della pittura è
00:34:27un'opera che Leonardo da Vinci non ha compilato ma che ha chiesto al suo prediletto allievo
00:34:34Francesco Melzi di compilare, lo chiede nel testamento, dice finisci il libro di pittura,
00:34:40cioè raccogli tutti i miei appunte che io ho sparso per anni in tutti i miei scritti,
00:34:45li prendi, quelli che riguardano la pittura, fai un trattato organico. Ecco, questo era.
00:34:49E Leonardo quindi in questo trattato a un certo punto, parlando a un ipotetico allievo
00:34:55perché il trattato è tutto rivolto a un allievo, gli dice fa tu adunque alle teste,
00:35:02gli capelli scherzare insieme col finto vento intorno agli giovanili volti e con diverso
00:35:12revoltare graziosamente ornagli e non fare come quelli che impiastrano con colle e fanno
00:35:22parere i visi come fussero invetriati. Ecco, Leonardo dice mi raccomando non fa quelle
00:35:28facce che sembrano dei pezzi di vetro, delle porcellane di vetro e soprattutto fai muovere
00:35:34i capelli. È sorprendente che questo passaggio letto davanti alla scappigliata dia un incoraggiamento
00:35:41veramente forte a immaginare che sia proprio Leonardo l'autore di questo dipinto.
00:35:46Ma queste brevi righe sono state poi tenute in grandissima considerazione come punto di partenza
00:35:57per la descrizione di questa opera che oggi si trova qui nella Galleria Nazionale di Parma,
00:36:03l'inventario è il 362 e questa testa di fanciulla che è dipinta con terra d'ombra,
00:36:10ambra inverdita e biacca, questi sono gli elementi tecnici che sono stati rinvenuti
00:36:16analizzando l'opera, sopra una piccola tavoletta di legno alla cui tipologia del legno non è
00:36:22ancora chiarita, è larga come avete sapete poco più di una spanna, quindi è una cosa
00:36:26molto piccola. E se noi osserviamo in effetti è un giovanile volto, questa donna con i capelli
00:36:35che scherzano col finto vento, proprio come dice Leonardo, e che li fa graziosamente rivoltare,
00:36:41così dice Leonardo. E questo avviso di giovane non appare affatto invetriato, anzi, vedete
00:36:48che è un volto morbido, vivo, dolcemente reclinato, impercettibilmente sorridente, le
00:36:54palpebre sono socchiuse e leggermente gonfie e lasciano trapelare uno sguardo verso il basso,
00:37:02questo sguardo verso il basso è molto importante. Tutta questa parte del dipinto, cioè il volto
00:37:08che è condotto a monocromo, in realtà è portato a un grado di finitezza notevole, quindi non
00:37:16è una cosa così abbozzata uno studio, Leonardo ha finito nel dettaglio almeno il volto, mentre
00:37:23i capelli, come dice lui, li ha lasciati allo stato di accenno con solo i scattanti colpi
00:37:29di pennello, attraverso i quadri noi intuiamo per esempio la divisione delle chiome, la presenza
00:37:36di un nastro, le ciocche libere e appunto queste ultime addirittura con colpi di pennello
00:37:43serpentinati, così appena abbozzati. Questo quadro è apparso all'orizzonte della storia
00:37:53in modo certo e documentato solo nel 1826 e quindi da quel momento in avanti tutti gli
00:38:03studiosi si sono interrogati su questo dipinto e che cosa si chiedono agli studiosi davanti
00:38:08ai quadri? Le domande sono poche fondamentali. Chi è l'autore di questo quadro? Qual è l'effettiva
00:38:18natura del dipinto? Cioè è un abbozzo, è uno studio preparatorio? Che cosa rappresenta
00:38:24veramente? Quando e perché è stato realizzato? E poi qual è stata la storia collezionistica?
00:38:31Tutte le vicende che ce l'hanno portato fin qui? E poi è stato un dipinto che ha avuto
00:38:36fortuna? Cioè è stato copiato nei secoli da qualcun altro? Queste sono le domande, tutte
00:38:41le altre le fa Dan Brown, quindi non andate a cercare nient'altro. Queste sono le domande
00:38:46fondamentali che ci si deve porre davanti a un'opera d'arte. Allora dobbiamo cercare
00:38:51velocemente di rispondere a questi interrogativi e partiamo dai dati certi. Dati certi sono
00:38:57questi qui. Questo signore qui si chiamava Gaetano Callani, era un importantissimo scultore
00:39:05e pittore di Parma, il quale aveva un figlio, Francesco Callani, che nel 1826, poiché il
00:39:14padre, questo signore muore, eredita tutto quello che il padre gli ha lasciato, tra cui
00:39:19una bella collezione di opere d'arte. Callani, Francesco, cioè il figlio di questo signore
00:39:25qui, decide di interpellare una personalità molto importante per la storia di Parma, cioè
00:39:30Paolo Toschi, che era il direttore dell'Accademia di Belle Arti di Parma. E Paolo Toschi avrebbe
00:39:39dovuto accettare una donazione dei quadri Callani, che viene fatta da Francesco, però doveva garantire
00:39:48a Francesco Callani un vitalizio. Cosa che vorremmo tutti, dare i mobili della nonna e
00:39:56ricevere un vitalizio per tutta la vita. Non era cosa così facile. Comunque l'operazione
00:40:01viene messa in cantiere. E cosa bisogna fare? L'elenco, l'inventario di tutte le opere,
00:40:07una per una, ereditate da Francesco Callani. Si viene fatto un catalogo dei quadri appartenenti
00:40:14al sottoscritto Francesco Callani, catalogo che si trova nell'archivio Glauco Lombardi
00:40:20qui a Parma. Bene, al numero 32 di inventario di questo catalogo redatto nel 1826 si legge
00:40:29una testa in schiaroscuro di donna Leonardo da Vinci. Accanto a questa lista ce n'è un'altra
00:40:38di accompagnamento con i valori commerciali della singola opera e nella seconda lista si è un pochettino
00:40:44più preciso. Si dice testa di Leonardo da Vinci rappresentante una madonna a chiaro
00:40:49oscuro. Una madonna. Quindi in questi primi inventari dell'ottocento si è sicuri che il
00:40:57quadro sia di Leonardo e il soggetto è effettivamente una madonna perché guarda in basso, ma la madonna
00:41:03guarda quasi sempre in basso, soprattutto se deve adorare il divino bambino. E questa convinzione
00:41:12è ribadita da un terzo documento che si trova legato agli altri due, una nota anonima, dove
00:41:21si scrive, si esalta la bellezza di questo dipinto parlando della beata vergine dipinte
00:41:27su tavola in chiaroscuro dallo immortale Leonardo. Per tre volte si ribadisce il soggetto e il
00:41:34nome dell'artista. E' il chiaroscuro, cioè la caratteristica a monocromo di questo dipinto.
00:41:41Ebbene, voi direte, allora il Toschi l'ha preso subito. No, ha aspettato più di dieci anni
00:41:47nelle trattative e quindi l'opera approda qui nel grande complesso della pilota solo nel
00:41:581839. Dal 26 bisogna aspettare il 39 perché si chiuda la trattativa. E la trattativa tra l'altro
00:42:04non porta affatto al vitalizio che sperava tanto il Callani, ma ha una bella somma onnicomprensiva
00:42:10di 15.000 lire e non di più. Ad ogni buon conto da questo momento, 1839, l'opera si trova
00:42:18qui. E ovviamente viene catalogata in tutte le guide del museo, redatte in quegli anni.
00:42:26Per esempio la guida di Pietro Martini nel 1872 dice che tra le preziosità di questa
00:42:34pinacoteca è lo studio di una testa di Leonardo da Vinci. Quanto rara, altrettanto bella. Non
00:42:40è che si sia sforzato molto, ma comunque ha detto quello che era. E così vengono citate
00:42:45le guide del Pigorini, le guide di Parma, della città di Parma. Per esempio Carlo Malaspina
00:42:50parla della craziosa testina di Leonardo da Vinci da non dimenticare ai viaggiatori di
00:42:55andare a vedere. Quindi tutti a Parma sono molto orgogliosi di avere questo dipinto. Peccato
00:43:02che in contemporanea la critica ufficiale, cioè i più grandi studiosi della seconda metà
00:43:09dell'Ottocento di Leonardo da Vinci, davanti a questo dipinto pongono un silenzio di tomba.
00:43:16Non parla nessuno, Turotti, Del Rio, Osielli, Boito, Richter, tutti questi grandi studiosi
00:43:23non citano mai la graziosa testina di Parma. C'è uno che ha il coraggio di uscire allo
00:43:30scoperto. Questo signore si chiamava Corrado Ricci e che era direttore della Pinacoteca e
00:43:36nel 1896 redige il catalogo della Regia Galleria di Parma e in quel catalogo viene allo scoperto
00:43:44e dice, signori miei, questa attribuzione a Leonardo non la condivido, non solo non la
00:43:50condivido, ma questo dipinto è un falso ed è stato realizzato probabilmente da Gaetano
00:43:55Callani, cioè dal famoso pittore del Settecento che poi aveva lasciato al figlio la collezione.
00:44:01Questa naturalmente presa di posizione genera un certo scompiglio, anche perché il Callani
00:44:07in effetti aveva avuto modo di visionare a Milano dove lavorava. Callani pensate aveva
00:44:12decorato la sala delle Cariatidi nel Palazzo Reale di Milano e questo signore aveva avuto
00:44:18modo di frequentare l'Ambrosiana e di vedere i disegni, quindi il sospetto che potesse creare
00:44:23un dipinto alla Leonardo poteva essere giustificato. Certamente questo giudizio del Ricci creò
00:44:30un affermo nella considerazione del dipinto, una affermata che coinvolse altri studiosi,
00:44:39Carotti, Willem von Bode, Ettore Verga, altri praticamente ignorano o dicono che si tratta
00:44:46di un'opera di scuola. La riscossa arriva nel 1924, quando questo signore qua, Adolfo
00:44:54Venturi, scrive due articoli, uno nel 1924 e uno nel 1925 e dice no signori miei, ma cosa
00:45:00stiamo dicendo? Qui abbiamo un Leonardo originalissimo, importantissimo e si mette con tutta la forza
00:45:09che ha critica e di discernimento e anche di ricerca storica a dimostrare che questo dipinto
00:45:15deve far parte del catalogo di Leonardo da Vinci, perché appunto dal punto di vista stilistico è troppo
00:45:22bello, è troppo importante, è troppo vicino alla qualità di Leonardo e poi avanti cerca di mettere
00:45:29il dipinto, avanti, a confronto con le opere sicure, siccome per esempio la Vergine della
00:45:36Roccia abbiamo il contratto firmato da Leonardo, è impossibile che non sia di Leonardo, ingrandendo
00:45:43un attimo il dettaglio vedete che per Carotti la testa di questa composizione e la testa della
00:45:50scapigliata dovevano essere state concepite dalla stessa mano per la qualità straordinaria
00:45:55e poi ancora tira in ballo naturalmente i disegni della leda, la preparazione di questo
00:46:01quadro non più esistente di cui però vediamo un attimo, ecco poi c'è un'altra variante
00:46:06che si trova al castello Sostesco, quello di prima nei disegni di Windsor, nella collezione
00:46:11di Windsor, avanti, ecco questo è il quadro che Leonardo avrebbe concepito e questa testa
00:46:16reclinata poteva essere molto vicina alla scapigliata, quindi per Carotti non dovevano esserci
00:46:23dubbi, questo doveva essere un dipinto di Leonardo da Vinci, avanti, e poi naturalmente
00:46:32nella serrata tentativo di dimostrare mette a confronto le opere certe, quelle che guarda
00:46:41caso cominciano ad essere state fatte dopo il soggiorno milanese, questo ripeto è del
00:46:451501, viene fatto a Firenze quando Leonardo torna, è la famoso cartone della Sant'Anne
00:46:51e la testa, questa bellissima testa, vedete, col volto, quello stesso modo di dipingere
00:46:58le labbra, gli occhi reclinati appena socchiusi, insomma ci sono dei dettagli veramente molto
00:47:05molto convincenti che lasciano trasparire il fatto che appunto siccome Callani non può
00:47:13aver visto tutte queste opere e averle imitate, probabilmente è stato Leonardo a realizzare
00:47:18la scappidiata. Questo dal punto di vista stilistico, ma siccome era uno storico dell'arte
00:47:23particolarmente guerrito, Venturi diceva bene, se sono sicuro che ho un'opera di Leonardo
00:47:29prima o poi trovo una traccia storica, cioè mi metto a scartabellare più inventari, archivi
00:47:35possibili e prima o poi qualcosa troverò. E infatti si imbatte in una lettera che Ippolito
00:47:45Calandra, che era il segretario dei Gonzaga a Mantova, scrive al nuovo duca di Mantova,
00:47:52marchese di Mantova, Federico II. È il 1531. Federico II si è appena sposato con una nobildonna,
00:48:02Margherita Paleologa, e vanno ad abitare in un nuovo appartamento nel castello di Mantova,
00:48:08che tra l'altro possiamo vedere. Eccolo qua, purtroppo è stato demolita. L'appartamento
00:48:13del duca, la cosiddetta Paleologa, è stato demolito perché era meglio vedere il castello
00:48:18medievale che non davanti a un edificio del Cinquecento. Qui dentro era stata prontata
00:48:24una serie di stanze e Ippolito Calandra consiglia al suo nuovo signore, dice duca ma perché
00:48:29non mettete un po' di arredi, un po' di quadri nell'appartamento? E consiglia in questa lettera
00:48:35quali quadri mettere? E addirittura gli suggerisce quanto segue. Mettete un bel Cristo
00:48:41in scurto di Mantegna. Questo è il destinatario della lettera, è il duca, il marchese di duca
00:48:49di Manto, Federico II Gonzaga. Ecco, gli consiglia, mettete un bel quadro col Cristo in scurto
00:48:54di Mantegna, ma questo è uno dei capolavori assoluti che si trovano adesso a Milano e che
00:48:59si trovavano in questo appartamento. Gli consiglia, mettete una bella, un San Gerolo a Moditiziano,
00:49:04mettete una Santa di Caterina e poi mettete un bel dipinto di Leonardo da Vinci che è
00:49:09dono di nozze del conte Nicola Maffei. Purtroppo non dice il soggetto del quadro, però dice
00:49:16una cosa molto importante che è dono di nozze di Nicola Maffei. Vediamo un momento, sarà
00:49:23questo, non sarà questo. Il Venturi dice se questo quadro è nella collezione dei Gonzaga
00:49:31nel 1531, lo devo trovare in qualche altro inventario successivo, perché sapete che le
00:49:36collezioni venivano inventariate a ogni passaggio di proprietà. E lui, scartabella, legge,
00:49:42deve essere stata una ricerca folle, a un certo punto si imbatte, non più in una lettera,
00:49:46ma in un documento importantissimo, cioè nel famoso inventario che Vincenzo II Gonzaga,
00:49:53il penultimo, l'ultimo dei Gonzaga, fa redigere nel 1626-1627 tutto il catalogo generale della
00:50:02collezione ereditata dai suoi avi. Perché fa catalogare tutto questo? Perché ha intenzione
00:50:07di vendere tutto al re d'Inghilterra. Allora, lì qualche traccia, se c'era un Leonardo, un quadro
00:50:16di Leonardo nel 1531, bisogna trovare un'altra traccia e infatti, leggi, confronta, io me lo
00:50:23immagino con il righello e con quegli occhialoni che avete visto, a un certo punto si imbatte
00:50:28nella carta 716 dell'inventario, redatta il giorno 12 di gennaio del 1627, legge questa
00:50:36frase che deve averlo fatto sobbalzare di gioia. Un quadro dipintovi di una testa di una
00:50:42donna scapiliata, bozzata, con cornice di violino, opera di Leonardo da Vinci, stimato
00:50:50l'ire 180. Io immagino svenire venturi dalla gioia. Aveva trovato la traccia di un quadro
00:50:58che corrisponde, testa di una donna scapiliata, bozzata, ad abbozzo, con la cornice di violino
00:51:10che purtroppo non c'è più, ma che doveva essere preziosissimo, perché si tratta di
00:51:14un piccolo trapano, il violino con cui intagliavano il legno. Le cose più preziosi si facevano con
00:51:19questo trapanino e poi soprattutto la cifra, 180 lire, un'enormità. Quindi voleva dire
00:51:25che era un quadro importantissimo. Ecco, non solo si trova questo dettaglio qua, ma l'inventario
00:51:32dice dov'è in quel momento il dipinto. E dov'è in quel momento? Uno dice nel Camarino
00:51:38della Grotta. Va bene, ma gli studiosi sanno che il Camarino della Grotta oggi è il cosiddetto
00:51:43Passetto del Sole. Il Passetto del Sole è una parte dell'appartamento di Ferdinando
00:51:49II Gonzaga, questo ciccione qua. Questo signore, che è il penultimo dei Gonzaga, aveva fatto
00:51:56riunire nel suo appartamento tutti i quadri più belli della collezione, cioè aveva fatto
00:52:00tutta una selezione. E guarda caso, tra i quadri più belli di tutta la collezione dei Gonzaga
00:52:05c'è questa donna scapiliata, abbozzata, che vale 180 lire, cioè una cifra altissima.
00:52:12Quindi, secondo il nostro Venturi, quel dipinto appena accennato nel 1531 doveva corrispondere
00:52:20a questo, che però nelle caratteristiche è veramente molto vicino nella descrizione
00:52:25alla scapiliata, che appunto si chiama così grazie al nome che ha preso in prestito all'interno
00:52:32dell'archivio del documento dei Gonzaga. Quindi noi chiamiamo scapiliata questo dipinto
00:52:38perché si trova questa parola nell'archivio della collezione Gonzaga. Se era nell'archivio
00:52:44della collezione Gonzaga, dove è andato a finire il dipinto? Noi sappiamo che la collezione
00:52:50viene venduta a Carlo I d'Inghilterra e poi si disperde in tutti i grandi musei del mondo.
00:52:56Traccia di un quadro così non c'è più negli inventari. Quindi probabilmente resta Mantova,
00:53:02sparisce per il sacco che poi subirà la città nel 1630, di fatto non abbiamo più traccia
00:53:08di questo quadro.
00:53:10Avanti. Nell'inventario c'è un altro punto dove si dice un'altra donna scapiliata. È
00:53:17questo bellissimo quadro di Tiziano che è stato riconosciuto. Vuol dire quindi che la
00:53:22scapiliata non è una scompiliata, ma è una donna che non ha i capelli a posto. Vedete
00:53:29che nell'inventario Gonzaga questo aggettivo ricorreva più volte. Ancora avanti. Ecco,
00:53:36quindi dove è andato a finire questo dipinto? Non lo si sa perché c'è un vuoto totale.
00:53:42Cerca, studia. Se qualcuno di voi ha qualche notizia me la dica ora o taccia per sempre
00:53:46perché non c'è stata nessuna traccia fino alla fine del Settecento. Quanto questo Gaetano
00:53:52Callani deve aver comprato il quadro, se l'è portato qui a Parma, probabilmente l'ha
00:53:59ritrovato a Milano, se l'è portato a Parma e poi l'ha dato al figlio in eredità e il
00:54:05figlio ha cercato di venderlo, poi ci ha riuscito a questa collezione. Quindi questo dipinto
00:54:13è stato chiaramente sostenuto da questa forte studio che fece Venturi. Noi però dobbiamo
00:54:22vedere se tutti hanno dato ragione a Venturi per onor di verità. E noi sappiamo che molti
00:54:29studiosi, anche molto importanti di cultura leonaldesca, per esempio Willem Suida che è
00:54:35stato uno dei grandi studiosi, non ha creduto allo sforzo fatto da Venturi. Infatti nel
00:54:421929, cioè quattro anni dopo l'uscita dei saggi di Venturi, Suida non è convinto affatto
00:54:49dell'autografia e così lo seguono alcuni studiosi, Clark, Goldrich, Schneider, Heidelreich, studiosi
00:54:56che a noi dicono poco ma abbastanza autorevoli nel mondo della cultura leonardesca. Addirittura
00:55:03l'uso è di non dire che non è di Leonardo, di non citarla mai, cioè non compare negli scritti.
00:55:09Infatti l'ultimo grande catalogo che è stato fatto in area tedesca da questo Frank Zöller
00:55:15nel 2007, la scapigliata non c'è, semplicemente non c'è tra le opere del libro, non c'è nel
00:55:21libro. O se l'è dimenticato o con questo silenzio ho voluto dire no a me quest'opera
00:55:25non mi interessa, quindi nemmeno è stata discussa. Detto questo però dobbiamo sottolineare
00:55:31che questo è un manipolo di dissidenti, perché il grosso degli studiosi invece è perfettamente
00:55:37d'accordo. E infatti, già a partire da qui, Armando Ottaviano Quintavalle nel 1939
00:55:46scrisse, non solo che era d'accordo, ma riferì l'autorevolissimo parere di Roberto Longhi
00:55:52che era d'accordissimo su questa attribuzione a Leonardo da Vinci. E da lì è nata tutta
00:55:57un filone di studiosi, Stefano Bottari, Carlo Pedretti, Marani, Riccomini, la Jenny
00:56:04Michel, Andrea Emiliani, Agosti, Carlo Vecce, tutti i grandi che si sono trovati a occuparsi
00:56:10di questo dipinto hanno deciso che in effetti si tratta di un quadro di Leonardo da Vinci.
00:56:17Ecco, quello che hanno cercato di fare questi studiosi non è solo di registrare il parere
00:56:22di Venturi, ma magari di dare qualcosa in più, di dare qualche elemento in più. E qualche
00:56:28elemento in più bisognava darlo naturalmente valutando la qualità del dipinto e lì a furia
00:56:35di guardare e anche di analizzare, perché nel frattempo è stato possibile fare le analisi
00:56:39tecniche, le analisi chimiche, che hanno provato che non può essere un quadro del
00:56:42Settecento, cioè non può essere un falso di Gaetano Callani, ma è un dipinto antico
00:56:47che ha le caratteristiche di un dipinto antico, che ha le caratteristiche dei pigmenti antichi,
00:56:53quindi non si tratta di un'opera fatta nel Settecento e quindi la qualità e questo
00:56:59discorso è chiuso, che i confronti fatti sono tutti pertinenti, quelli proposti dal
00:57:05grande Venturi e che quindi questo dipinto debba essere assunto nel catalogo di Leonardo
00:57:14da Vinci e collocato non lontano dagli studi per la Leda, quindi siamo a 1504-1508,
00:57:23e tenendo conto che probabilmente si tratta dello studio di una madonnina.
00:57:30Perché è un dipinto fatto così? Perché Leonardo lo pianta lì, tra virgolette, senza
00:57:35finirlo? O lo ha veramente piantato lì o l'ha voluto fare in questo modo? Ecco, c'è
00:57:40una bellissima ipotesi che è stata formulata nel 2016, quindi abbastanza recente, quando
00:57:47questo quadro è stato mandato in una bellissima mostra fatta a New York dedicata ai quadri
00:57:51non finiti, al non finito, era una bellissima mostra tematica e quindi non poteva mancare
00:57:57un'opera così importante. Ecco, in quell'occasione questa studiosa, la curatrice Carmen Bambach
00:58:02ha fatto notare una cosa molto importante e cioè che al tempo di Leonardo da Vinci si
00:58:10revocava come principe di tutti gli artisti e soprattutto di tutti i pittori questo mitico
00:58:16pittore dell'antichità greca, Apelle. Andiamo avanti. In un libro, in un incunabolo che si
00:58:27trova nella biblioteca di Heidelreich, che ha un testo di Cicerone, che è quello che vedete
00:58:32stampato, questo testo a un certo punto dice che Apelle, facendo una venere, politissima,
00:58:43arte perfecite, lasciò in coatam reliquid partem corpori, cioè una parte la lascia incompiuta.
00:58:54Quindi si sapeva, ma lo diceva anche Plinio, che questo artista si divertiva a far vedere
00:58:59quanto era geniale non finendo i dipinti. A noi oggi è sempre una stranezza, ma far vedere
00:59:04che tu potevi già dire qualcosa, anzi per noi oggi l'opera d'arte può essere non finita
00:59:09e ci piace lo stesso. Ma nella concezione del tempo l'idea che uno fosse un genio anche
00:59:14lasciando le opere non finite faceva un certo effetto. Come se non bastasse, il proprietario
00:59:20di questo libro che si chiamava Agostino Vespucci e che non era uno qualsiasi, guardate, era
00:59:25il cancelliere della Repubblica Fiorentina nei primi anni del Cinquecento, annota di suo
00:59:30pugno una meravigliosa frase. Appelles Pictor è l'argomento che gli ha suggerito la lettura
00:59:39e dice Ita Leonardo Facit. Così fa il nostro Leonardo da Vinci e annota in questa scrittura
00:59:46adesso che sta facendo questo ritratto che non finisce della moglie di Ser Francesco del Giocondo.
00:59:52È la prima citazione che conosciamo della Gioconda, 1503, e dice che la sta facendo e poi dice che sta
00:59:58facendo il cartone della Sant'Anna, quello che abbiamo visto che non ha finito e noi sappiamo
01:00:03che non è finito. E poi dice adesso vedremo cosa farà con la battaglia di Anghiari, visto
01:00:07che gli hanno dato l'incarico. Queste tre note sono di un'importanza capitale perché lui
01:00:13poi qui dice 3 di ottobre 1503, data la sua nota. Quindi è un documento importantissimo
01:00:20che per tre opere ci dà la certezza che Leonardo ci sta lavorando e soprattutto la si contestualizza
01:00:26in questa idea che come a pelle Leonardo lascia in non finite le opere.
01:00:33E la restauratrice qui della Pinacoteca, la dottoressa Alessandrini mi sembra che si chiami,
01:00:41sì, Clelia Alessandrini, ha analizzato il quadro e dice che in effetti c'è tutte le caratteristiche
01:00:46e i procedimenti di un dipinto finito, diciamo portato a uno stato di finitezza, anche se non compiuto.
01:00:54Quindi è evidentemente una prova della bravura di Leonardo che vuole gareggiare con questo mitico pelle
01:01:01che si divertiva a far vedere quanto era bravo non finendo le opere. Sono talmente bravi che non c'è
01:01:05neanche bisogno di finirle.
01:01:07Questo è così in soldone il ragionamento che sta dietro, che sta probabilmente a questa scelta.
01:01:12E quindi questa potrebbe essere proprio la chiave di lettura.
01:01:19Un quadro portato a uno stato così non finito ma per dimostrare a quale qualità io posso arrivare,
01:01:26avanti, a quale qualità io posso arrivare anche se non completo di finto.
01:01:31Infatti quando noi andiamo davanti a questo quadrettino restiamo stupefatti dalla forza e dalla qualità che emana,
01:01:38così come restiamo stupefatti dalla forza e dalla qualità che i marmi non finiti di Michelangelo emanano e ci colpiscono.
01:01:46Oggi noi che siamo abituati al concetto che la finitezza non è un valore necessario per un'opera d'arte.
01:01:55L'altro grande problema, e con questo concludo, che hanno dovuto affrontare gli altri studiosi per cercare di trovare qualche
01:02:03altro appiglio,
01:02:04è la fortuna critica.
01:02:06Cioè, se questo quadro è passato nella storia come opera di Leonardo, qualcuno deve averlo visto e imitato.
01:02:15E infatti, avanti, ecco qui ci sono tutte le prove di questa non finitezza, avanti,
01:02:23sono tutte le opere che Leonardo lascia a questo stato, San Gerolamo Vaticano, e ancora.
01:02:32Ecco, dicevo, c'è deve essere qualcuno che se ne è accorto.
01:02:35E noi abbiamo un'opera di Bernardino Luini, che oggi si trova agli uffizi.
01:02:39Bernardino Luini è un pittore milanese, attivo negli anni 20 e 30 del Cinquecento,
01:02:44che nel 1525 realizza questa salome con la testa del Battista.
01:02:49Questa signora qui sembra presa di peso dalla scapigliata, è vicinissima alla composizione della scapigliata.
01:02:58A questo sguardo, Luini era un, diciamo, un pittore non particolarmente dotato di ingegno
01:03:05e viveva di questa fusione di dettagli prese, soprattutto dal grande Leonardo da Vinci,
01:03:11di cui lui era un grande stimatore.
01:03:13Il quadro del 25, quindi mettiamo che l'abbia potuto vedere il quadrettino in originale.
01:03:20Dove l'ha potuto vedere il nostro Luini? A Milano, perché Luini non si è mai spostato da Milano.
01:03:26Quindi nel 1525, e siamo nel mare delle ipotesi, però sono cose che più o meno stanno in piedi,
01:03:33il dipinto poteva essere a Milano.
01:03:35Perché a Milano? Ma perché Leonardo da Vinci, quando lascia Firenze per la seconda volta,
01:03:41torna a Milano per un periodo abbastanza lungo, sotto la protezione di Charles d'Ambois,
01:03:50che era il luogotenente dei Trivulzio, e si può aver portato con sé, ma lo sappiamo,
01:03:56perché nel bagaglio c'aveva anche la Gioconda, anche questa piccola tavoletta,
01:03:59che forse lascia a Milano, perché poi non la mostrerà al cardinale d'Aragona
01:04:05quando il cardinale d'Aragona va ad Ambois a visitarlo e lui gli fa vedere i quadri che ha in
01:04:10casa.
01:04:10Quindi l'ipotesi è che Luini abbia intercettato questo dipinto e lo abbia immortalato nel 1525.
01:04:17Ma nel 1531, vi ricordo, Ippolito Calandra suggerisce di mettere un quadro di Leonardo
01:04:23nell'appartamento di Federico II, ma che il quadro di Leonardo nella collezione Gonzaga
01:04:29approda nel 1727 come una scapigliata abbozzata.
01:04:34Quindi può darsi che il dipinto sia transitato da Firenze a Milano,
01:04:39da Milano sia stato portato a Mantua, poi non sappiamo veramente come sia finito nelle mani del Callani,
01:04:48quello è ancora un punto oscuro e quindi questo dipinto è stato segnato da una presenza.
01:04:58Noi conosciamo anche delle copie, io purtroppo non ho immagini da illustrarmi,
01:05:02ma ci sono copie, sono state nelle collezioni private di alcune città americane,
01:05:07sono state identificate delle copie antiche, quindi è molto importante questo dettaglio,
01:05:13quindi c'erano le copie, andiamo avanti, che riproducono proprio la testa della scapigliata,
01:05:19quindi vuol dire che qualcuno l'ha vista nel Cinquecento, l'hanno vista nel Seicento,
01:05:23quindi è stata intercettata e ricopiata, quindi da qualche parte doveva essere prima di saltare fuori.
01:05:30Un'altra importante prova che questo quadro sia molto considerato nel catalogo di Leonardo da Vinci
01:05:37viene da un fatto abbastanza singolare, cioè che dal 1939 a oggi è stata richiesta in continuazione,
01:05:46in prestito per tutte le grandi mostre che riguardavano Leonardo o temi legati a Leonardo.
01:05:53Nel 1939 è andata a Milano, nel 1948 si fece una mostra qui a Parma molto importante,
01:05:58nel 1953 a Bologna, nel 1956 a Tour e a Parigi, nel 1983 andò a Napoli e a Roma,
01:06:06ancora nel 1995 a Bologna, a Siviglia nel 1992, a Parigi nel 2003,
01:06:11a Milano è venuta due volte nel 2014 e 2015, a New York nel 2016, a Parigi ancora nel 2016,
01:06:20lo scorso anno è andata a Napoli al Palazzo Zevallo Stigliano,
01:06:24poi sarà protagonista di una mostra qui, abbiamo sentito il direttore che ce l'ha annunciata,
01:06:29e poi andrà a Parigi per la grande mostra dedicata a Leonardo da Vinci in Francia,
01:06:35che naturalmente lo celebra come un suo concittadino, essendo lui morto in Francia.
01:06:39Ecco, io ho avuto un incontro ravvicinato, andiamo avanti, con la scapigliata,
01:06:46e con questa bella immagine della bella, cioè la scapigliata e la bestia,
01:06:50concludo la mia conversazione ringraziandomi molto dell'attenzione.
01:06:54Buona serata.
01:06:55Applausi.
01:07:04Applausi.
01:07:19Bene, allora non mi resta che dare appuntamento alla prossima iniziativa,
01:07:24mercoledì 20 febbraio, sempre qui, in questa bellissima galleria della Galleria Nazionale di Parma,
01:07:31Palazzo della Pilotta, Stefano Zuffi, parlerà di un altro capolavoro celeberrimo,
01:07:36la deposizione di Benedetto Antelami.
01:07:39Se vorrete partecipare sarete graditissimi, ospiti come lo siete stati questa sera.
01:07:44Grazie ancora.
01:07:47Applausi.
01:07:47Grazie.
01:07:48Grazie.
01:07:50Grazie.
01:07:58Grazie.
01:07:59Grazie.
01:08:04Grazie.
01:08:05Grazie.
01:08:06Grazie.
01:08:06Grazie.
01:08:06Grazie.
01:08:06Grazie.
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