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  • 1 settimana fa
Trascrizione
00:00Era il 10 ottobre del 1819. Il vescomo di Parma lo benedì e da loro unì le sponde est ed
00:07ovest del fiume Taro. Compia oggi duecento anni il viadotto in mattoni che Mareluigia costruì lungo la via Emilia. Un
00:14po' sofferente, con qualche mattone caduto a terra e con un programma di riqualificazione in arrivo, ma il ponte sul
00:20Taro è ancora lì, solido, robusto, più forte dei tanti manufatti che negli anni seguenti furono costruiti, poi chiusi, perché
00:28pericolanti o, peggio,
00:29crollati sotto le ondate di piede dei fiumi. E pensare che quando Mareluigia pose la prima pietra di questo ponte,
00:35una prima pietra composta anche dal suo ritratto, da un'iscrizione e tre medaglie, stava per dare il via al
00:41ponte allora più lungo d'Europa, con 565 metri e 50 centimetri di lunghezza per 8 di larghezza e che
00:49ancora oggi sostiene una parte importante del traffico veicolare del nostro territorio.
00:54Le statue, realizzate nel 1821 da Giuseppe Carra, che rappresentano i fiumi Parma, Taro, Enza e Stironi, sono alquanto malconce,
01:02ma lui, come detto, il ponte c'è e resiste nel tempo.
01:05Non è la stessa cosa per gli altri manufatti, tanti punti sul fiume Po, ad esempio quello di Ragazzola, che
01:11stasera e domani sarà chiusa al traffico dalle 21 alle 6 per il rifacimento dei giunti di pavimentazione del viadotto.
01:18Inoltre, dalla mattinata di martedì prossimo, le corsie d'entrata e uscita sul ponte saranno ridotte per impedire fisicamente il
01:26transito dei mezzi pesanti, già da tempo vietato.
01:29Due punte del Parmense, due vite ben diverse fra loro.
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