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NovitàTrascrizione
00:09Ben ritrovati telespettatori di 12 TV Parma. Si è conclusa da poche settimane l'edizione
00:182026 del Viaggio della Memoria. Una novantina di studenti di Parma e provincia appartenenti
00:27a 12 scuole del territorio hanno visitato i luoghi dell'Olocausto. Un lungo viaggio in
00:36Austria per vedere gli ex campi di concentramento e che cosa è stata e per non dimenticarla
00:43la barbarie del nazismo. Ebbene questi studenti, vicino a loro tanti insegnanti, hanno potuto
00:53toccare con mano quei tragici luoghi della storia. Tutto organizzato come sempre dall'Istituto
01:01Storico della Resistenza e dell'età contemporanea con il patrocinio dell'Assemblea Legislativa
01:07dell'Emilia Romagna, del Comune di Parma, il contributo di Fondazione Cari Parma e di tanti
01:13sponsor privati. Tra poco vedremo le immagini, i documenti che sono stati girati dai nostri
01:20inviati in Austria. Prima di questo però ascoltiamo le parole della Presidente dell'ISREC
01:29che è Carmen Motta. Grazie direttore per questo invito, per ricordare l'ultimo viaggio
01:43della memoria di quest'anno che si è da poco concluso e che ha visto come sempre gli studenti
01:53e le studentesse delle scuole superiori di Parma e provincia recarsi ai memoriali e al
02:00campo di concentramento di Mauthausen e dei sottocampi di Gusen e Benzè e del castello
02:05di Artheim. Quello del viaggio della memoria è uno dei progetti a cui l'Istituto si dedica
02:16dal 2007 e quindi ne abbiamo fatti tanti e centinaia e centinaia di studenti hanno partecipato
02:25a questa iniziativa ed è inserita all'interno della progettualità che tutti gli anni l'Istituto
02:40organizza per il 27 di gennaio all'interno della giornata della memoria, nella quale noi
02:50da molto, anche in questo caso dal 2017, posiamo le pietre d'inciampo, nel comune di Parma ne
03:00abbiamo già posate 35, 37 insomma, ma veramente molte e anche nei comuni della provincia, in tanti
03:09comuni della provincia. Sono i due punti centrali per parlare sostanzialmente di quella che è stata
03:21di quella che è stata l'ideologia nazifascista, dello sterminio del popolo ebraico, degli oppositori
03:30politici, dei resistenti, dei rom, dei testimoni di Geova e di chi era considerato socialmente diverso
03:41e inutile, come ad esempio tragicamente i disabili o le persone anziane che non potevano più svolgere
03:50nessuna attività lavorativa. Tedeschi, fra le altre cose, quindi come dire, un'ideologia mirata
04:02a espellere dal contesto di un mondo considerato dal punto di vista del nazismo perfetto solo se
04:14abitato e vissuto dalla, come la chiamavano loro, razza ariana e da persone, uomini e donne
04:24considerati utili a regime. Il viaggio della memoria consente agli studenti e alle studentesse
04:35esattamente come le pietre d'inciampo che sono qualcosa di molto concreto che si incontra mentre
04:42si cammina per le strade delle nostre comunità, dei nostri comuni, consente di vedere direttamente
04:49coi propri occhi quello che è stata questa ideologia e addirittura che cosa ha prodotto
04:58concretamente la costruzione di città, chiamiamole così, di luoghi separati ma pur sempre circondati
05:11da abitazioni, luoghi nei quali milioni di persone hanno perso la vita tra le più tremende
05:21sofferenze. Anche quest'anno quello che mi ha colpito molto nel vedere il reportage per i quali
05:34ringrazio molto TV12 Parma era quella, la considerazione, quella di dire, beh, vedere con i nostri occhi
05:48non è come leggere sui libri, non è come vedere filmati, è una cosa che ci colpisce moltissimo e che
05:57ci fa capire veramente che cosa ha significato. Questo viaggio noi ovviamente riusciamo ad organizzarlo
06:06tutti gli anni grazie al contributo dell'Assemblea Legislativa Regionale, di Fondazione Cari Parma,
06:13del Comune di Parma e di molti sponsor, di diversi sponsor privati che da anni ci accompagnano in questa
06:22esperienza. Credo che l'Istituto Storico della Resistenza offra in questo modo ai giovani un'opportunità
06:31di crescita e di consapevolezza della memoria, della memoria storica, in modo direi per loro e penso che sia
06:43davvero così indelebile. Ricorderanno questo viaggio e su questo viaggio rifletteranno per diventare persone
06:50adulte, consapevoli e soprattutto responsabili anche loro della memoria di quei tempi che tutti ci auguriamo
07:00possa non succedere più, ma che il mondo attuale purtroppo ci insegna, ci dice che guerre e conflitti
07:11portano solo a distruzione e portano solo a ledere la dignità della persona.
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11:55di concentramento di Mauthausen, uno dei più importanti e drammatici della storia del sistema
12:00concentrazionario e poi visiteremo i sottocampi di Gusen, di Ebensee e di Artin, quest'ultimo
12:06è stato protagonista della storia terribile di sterminio dei disabili del progetto di
12:12Accion T4.
12:35Io ho deciso di partecipare a questo viaggio perché penso che sia un viaggio molto istruttivo
12:39e che possa aiutarmi a migliorare come persona e a comprendere quello che è successo in
12:45un tempo che viene definito lontano dal presente, quando in realtà potremmo dire che alcune
12:51volte viene ripetuto come storia.
12:53Soprattutto per riflettere sul presente perché appunto un viaggio così immersivo è importante.
13:00È sembrata una buona opportunità, un'opportunità di queste, non si vede tutti i giorni.
13:06Le storie che sentiremo in questi giorni sono storie che non ci sembreranno assolutamente
13:11passate, l'eco di questi meccanismi, di queste tragedie ci riporteranno all'oggi perché
13:17ce ne accorgiamo ascoltando i TG, guardando i social, insomma è una storia che non si è
13:22conclusa nel 1945 ma in qualche modo si parla ancora del tempo presente.
13:39Vediamo innanzitutto un altro posto lontano da noi che ha diciamo una cultura diversa
13:46e che ci permette di capire poi con la storia diciamo quello che è accaduto.
13:51Aspetto un'esperienza molto dura perché comunque gli argomenti che andremo a trattare,
13:57i posti che andremo a visitare sono posti che sono passati la storia per qualcosa di disumano.
14:12metterli di fronte a una realtà che purtroppo è passata ma sicuramente lo vediamo in tutti
14:19i giorni e si ripresenta.
14:21Penso sia importante anche conoscere quello che è stato per riflettere e anche prendere
14:26le distanze da certe mentalità che comunque si stanno diffondendo negli ultimi tempi.
14:31penso che in quinta superiore soprattutto dopo averlo studiato per tanti tanti anni su carta
14:37sia fondamentale fare l'esperienza vera, fare l'esperienza col freddo, fare l'esperienza
14:43nei posti effettivamente dove queste persone hanno dovuto soffrire.
15:23come avete visto dal cartello siamo entrati nell'abitato di Mauthausen perché noi associamo
15:30Mauthausen a un campo di concentramento, in realtà come vedete è una città dove vivono
15:37delle persone e dove vivevano anche al tempo, se vi ricordate ne avevamo parlato a lezione,
15:42i campi di concentramento sono inseriti in un contesto urbano, a ridosso di questi campi,
15:49ci sono case e molte di queste case che vedete erano presenti anche al tempo, quindi già questo
15:54è un primo elemento di riflessione. Questa strada che adesso stiamo percorrendo è la strada
16:00che percorremmo i deportati giunti alla stazione di Mauthausen.
16:17La stazione ferroviaria di Mauthausen dall'altra parte del paese e quindi tutti questi trasporti
16:24i deportati passavano in mezzo al paese. La gente, i cittadini di Mauthausen, lo vedevano,
16:34però attenzione, vedere non significa sapere. Quanto la gente sapeva noi non lo possiamo dire,
16:43nessuno non li ha mai chiesto, oggi non vive più nessuno, ma tanto possiamo dire questo non è successo
16:50da qualche parte, però è successo in mezzo alla società.
17:08Pino a sono entrata, devo dire, mi sono venuti i brividi, perché veramente immaginare quello che è successo
17:15dal libro di storia è tutta un'altra impressione.
17:17Non si può negare che c'è un fortissimo peso emotivo, però credo che questo peso emotivo
17:21risieda un pochino in quello che è il peso del ricordo e della memoria, quindi di sicuro
17:25sono molto fiera di poter portare questo peso. In realtà durante la visita ho scoperto molte cose nuove,
17:31come per esempio il comportamento delle SS, del tutto estraneo, da quello che succedeva all'interno delle mura.
17:37Ciò che mi ha colpito di più è l'impatto che tutto quello che è stato il sistema dei campi
17:46di sterminio
17:47ha avuto sulla popolazione in particolare circostante e quindi la responsabilità che tutti noi persone comuni abbiamo.
17:58Nessuno o quasi nessuno comunque si è voltato, tutti sapevano quello che succedeva, ma nessuno ha fatto niente
18:05o comunque in pochi, troppi pochi hanno fatto qualcosa per impedire tutto quello che è successo.
18:09È un luogo della memoria effettivamente, qui ci stiamo rendendo conto che quanto sia grande la nostra indifferenza
18:17adesso stiamo prendendo in punto di piedi la consapevolezza di ciò che è stato.
18:47Questa visita mi ha aiutato soprattutto con vari pregiudizi che avevo,
18:52sia sul fenomeno in generale che proprio sui campi in sé, sia nel bene che nel male e vederlo di
18:59persona
19:00mi ha aiutato molto a capire sia dal punto di vista di chi lo soffriva ma anche da come lo
19:07viveva la popolazione.
19:08Soprattutto la consapevolezza che vedere fisicamente questi luoghi dà perché un conto è leggerlo su libri di storia,
19:18sentirlo attraverso i professori e un altro invece è camminare in mezzo alle baracche, ai luoghi che hanno ospitato
19:26purtroppo tanti tanti prigionieri.
19:29Un'esperienza che assolutamente crea in loro un'emozione molto forte e che suscita in loro anche uno spirito critico
19:38rispetto alla riflessione condivisa sulla responsabilità individuale ma anche quella collettiva.
19:43Sono molto contenta di aver avuto la possibilità di visitare un luogo del genere
19:50perché ritengo che soprattutto in questo momento storico sia importante ricordare cosa è successo.
20:10Mi ha colpito molto la ricostruzione comunque che è stata fatta delle baracche per far capire veramente
20:16come era organizzato il campo e capire veramente come queste persone vivevano in condizioni disumane,
20:21per esempio 500 all'interno di una baracca da venti e leggere le testimonianze anche di persone
20:26provenienti da Parma è veramente molto toccante.
20:29Da Parma arrivarono circa 80 persone, in prevalenza erano antifascisti, cioè coloro che avevano compiuto
20:35la scelta di adesione alla resistenza e che qui trovarono l'ultima casella della propria punizione
20:42che non avrebbe previsto teoricamente un ritorno in patria perché qui avrebbe voluto trovare la morte.
20:46Si potrebbero fare tantissimi nomi, raccontare tantissime storie di questi parmigiani internati
20:51a Mauthausen. Mi verrebbe da citare due nomi tra i tanti, il primo è quello dei polizi,
20:57un'intera famiglia antifascista, di tradizione antifascista che appunto qui soffrirono parecchio
21:05e poi anche Pietro Iotti, parmigiano di adozione.
21:09Un ragazzo nato nel 1926, aveva appena terminato la maturità, quindi aveva la vostra età, voleva
21:18fare l'università ma anche in questo caso lui sceglie di prendere parte della resistenza,
21:23viene catturato, finisce in questo luogo, in questo campo, sopravvive e cercherà di raccontare
21:30in tutti i modi la sua esperienza, in libri, in interviste e accompagnerà molti studenti
21:36di neviati da la memoria.
22:14L'uso, il proposito dei campi ha cambiato nel coro degli anni, molto grezzamente, dal
22:231933 al 1936 i campi di concentramento servivano come prigione per oppositori del sistema,
22:33ma, vi ricordate i triangoli.
22:371936 fino al 1943 erano luoghi di lavoro soprattutto per il bene delle SS e nell'ultima fase, e qui
22:47entra adesso Gusen, sono diventati luoghi di lavoro soprattutto dell'industria bellica.
23:04Penso che questa visita sia molto utile e molto istruttiva perché in confronto alla
23:10scuola che studiamo queste cose dai libri, anche venirle a vedere sul posto sia molto
23:17emozionante.
23:18Mi ha colpito molto il fatto che comunque nei dintorni siano state ricostruite delle case
23:23tuttora abitate e quindi fa pensare che comunque la vita sia andata avanti nonostante la vicinanza
23:31con questi luoghi di tragedia.
23:33Pensare che delle case sono state comunque ricostruite anche nel dopoguerra, soprattutto
23:37in un memoriale, è un'emozione che è inspiegabile.
23:43Pensare al fatto che delle persone siano state qua a bruciare in continuazione i corpi
23:49e sembra quasi surreale.
24:03Significa toccare con mano una delle pagine più dolorose della storia, non più sui libri
24:08ma venendo a contatto direttamente con la sofferenza, le pietre, i luoghi, le costruzioni.
24:14Magari immaginarsi un numero così grande di persone deportate è un po' difficile,
24:21però poi vedere dal vivo tutti questi volti, tutti questi nomi è una cosa che comunque
24:27ti rimane dentro.
24:29Credo che venire a fare testimonianza, cioè venire e portare a casa qualcosa serva e sia
24:38reso possibile anche da questo viaggio.
24:52Questo è forse il momento più impressionante, più significativo di questo viaggio perché
24:57siamo all'interno di una struttura, del castello di Ertheim, dove forse il regime nazista ha
25:04dato la peggior prova di sé, pianificando e portando avanti la distruzione di una parte
25:11del suo popolo soltanto per questioni di eugenetica.
25:15Quello che più mi fa riflettere è il fatto che tutto quello che è successo all'interno
25:19di questo posto fosse segreto, tutto venisse raccontato in maniera che nessuno potesse scoprirlo,
25:27le famiglie stesse, genitori, cari, anche amici dei malati che venivano portati all'interno
25:33di questo posto, non sapevano quello che i loro cari stavano subendo.
25:45Mi ha sorpreso il modo in cui queste cose venivano occultate, venivano nascoste soltanto
25:52perché le persone a cui venivano fatte queste atrocità erano delle persone tedesche, non
25:59erano ebrei che invece venivano respinti e non considerati parte del popolo tedesco.
26:05Vedere i nomi di varie persone, vedere le testimonianze di varie persone che hanno
26:12vissuto questa esperienza dal vivo è totalmente un'esperienza diversa dal leggere dati, numeri.
26:20Mi sento veramente sconvolta dalla vicinanza che hanno tutti questi posti con le abitazioni
26:27perché comunque siamo in un castello che è bellissimo, circondato da abitazioni ma nessuno
26:32si è mai posti domande, ne sono mai fatto niente.
26:35Un viaggio che ti arriva dentro, ti penetra nel cuore, nella carne e sento anche che i ragazzi
26:44e le ragazze si chiedono, sentono la responsabilità di tramandare tutto questo.
26:52Difficilmente si riescono a trovare le parole per esprimere quello che stiamo vivendo, però
26:57c'è anche questo senso di voler condividere poi con gli altri.
27:29Conoscere direttamente da parte degli studenti e delle studentesse questa realtà è un'occasione
27:36assolutamente fondamentale, indispensabile per riflettere e conoscere la storia europea.
27:49Questi viaggi sono resi possibili perché l'Assemblea Legislativa Regionale stanzia fondi specifici,
28:00il Comune ci sostiene, la Fondazione Cari Parma da sempre e sponsor privati che credono profondamente
28:08nella finalità di questo viaggio e che tutti voglio ringraziare.
28:12Purtroppo queste cose si vedono ripetere in altre nazioni, fra altri soggetti e che quindi
28:18vuol dire che non si riesce mai ad arrivare a un punto di non fare determinate cose e questa
28:25è la cosa più tragica che ci sia.
28:27Noi desideriamo che questi ragazzi facciano questo giro, che vedono, che capiscono.
28:31Abbiamo scelto di sostenere il viaggio della memoria perché riteniamo che ricordare la Shoah
28:37in un tempo di divisione, in un tempo di conflitto e anche di pregiudizio come questo sia più che
28:43un dovere civile ed è un dovere non solo delle istituzioni e della scuola ma anche delle aziende.
28:49Crediamo che portare questi ragazzi a vedere con i propri occhi, a vivere fisicamente i luoghi
28:55dell'orrore possa davvero portare a far comprendere dove il mondo può arrivare quando manca umanità,
29:02dignità e soprattutto regna l'odio. Questo è un investire concretamente nel futuro dei nostri
29:10giovani, della nostra comunità e un'azienda come Socogas non poteva che sostenere questa
29:14iniziativa che riteniamo veramente utile.
29:20La giovane ha scelto di rinnovare l'appoggio al progetto Viaggio della Memoria perché non è
29:26solamente un progetto culturale ma un impegno civile. La nostra cooperativa percepisce molto
29:32questo ruolo di responsabilità nei confronti della comunità e nei confronti soprattutto
29:37delle giovani generazioni. Un viaggio come questo consente di approfondire conoscenza e
29:43riteniamo che la conoscenza sia una delle massime forme di libertà, la libertà anche
29:48di scegliere di essere migliori. La memoria è un dovere ma è un profondo atto di libertà.
29:54Noi già dall'anno scorso seguiamo questo progetto perché siamo sicuri che è una cosa
30:03molto importante per i giovani anche perché è una nostra azienda formata di giovani e abbiamo
30:10piacere che queste persone sappiano quello che è successo in passato e continuare a mantenere
30:17questo ricordo secondo me è una cosa molto importante e la facciamo molto volentieri.
30:22E' molto importante portare questi giovani nei luoghi che comunque fa ricordare quello
30:29che è successo in passato e quello che non dovrebbe succedere più.
30:36Cercare di capire la storia ma poi anche portarla nel presente, cioè dire cosa avremmo fatto
30:42noi e soprattutto cercare di capire quello che sta succedendo adesso. Quindi dargli degli
30:47strumenti per capire anche quella realtà molto complicata ed difficile in cui siamo
30:54immersi. E poi io credo che anche un altro aspetto sia il fatto che questo viaggio è
30:59un viaggio formativo anche per loro, per come loro si sono mossi, per l'organizzazione,
31:07per il lavoro di gruppo che loro poi alla sera hanno restituito le loro riflessioni con un
31:13capogruppo che ha relazionato pubblicamente a tutti gli altri e quindi è insomma anche
31:19un modo di convivere, di conoscersi, di ascoltarsi.
31:46Ebensee è un luogo veramente incredibile e stiamo camminando praticamente dentro al
31:52lavoro e al sudore di tutti questi uomini che erano stati schiavi ma soprattutto erano
31:58stati privati della loro umanità e la cosa più incredibile è che noi stessi abbiamo
32:03faticato a venire qui con il ghiaccio, con la neve.
32:06Questa caverna, fra queste pietre si percepisce secondo me il senso del lavoro, della fatica,
32:14del sudore ma anche proprio del freddo, della sofferenza.
32:17È un posto molto impattante e poter vedere anche quanto era effettivamente lunga la galleria,
32:24quanto anche ci fosse freddo all'interno e quanto fosse pericoloso per le persone stesse.
32:29Già dall'entrata a me ha colpito molto perché pensare che tutto questo tunnel sia stato
32:35scavato a mano, soprattutto dalle condizioni in cui erano.
32:49Questa esperienza è veramente un pugno allo stomaco perché mi ha fatto aprire gli occhi
32:55su delle realtà che non avevo mai toccato con mano se non letto dai libri diciamo.
33:02È stato un viaggio molto emozionante anche perché ho sempre voluto provarlo perché
33:08da quando sono piccolo questi argomenti mi affascinano, ovviamente in maniera negativa
33:15purtroppo, però è stata veramente una bella esperienza e spero di rifarla.
33:22Credo che questo viaggio sia molto importante perché è importante ricordare la memoria e
33:27non dimenticare quello che è successo e trapassare questo messaggio anche alle future
33:31generazioni.
33:43Il rischio di trasformare la memoria in un rito stanco, in una liturgia priva di anima
33:49è sempre in agguato.
33:51Ma il vero senso di un luogo della memoria risiede nella sua capacità di scuoterci dal
33:56torpore dell'indifferenza.
33:58Quei luoghi ci dicono che il male non è un'eruzione vulcanica imprevedibile, ma il frutto di scelte
34:05umane, di silenzi complici, di sguardi voltati altrove.
34:09Non commuovente come mi aspettavo, forse, ma allo stesso tempo forse anche meglio, nel
34:14senso che per sentire le emozioni ho fatto tante altre cose nella mia vita, ho visto film,
34:20ho sentito spettacoli.
34:22Forse dovevo vedere anche la storia vera, quella meno emotiva e forse più dolorosa nel
34:27suo essere così asettica, a dire la verità, nel senso che è una storia che non ha emozioni
34:32da un certo punto di vista perché atterrisce quanto sia estremamente vuota e senza un fine
34:38realistico.
34:50Tutto il viaggio in qualche modo ha centrato sul pubblico e privato, sullo scontro e incontro
34:56di queste due dinamiche e sulle responsabilità che ognuno di noi ha dentro la società in
35:02cui vive.
35:03Io credo che quindi i ragazzi che hanno vissuto questa esperienza non portano a casa soltanto
35:10conoscenze, esperienze, tornano a casa con questa idea di tenere degli spazi, tenere
35:15degli spazi per un giudizio, per una presa di posizione, per un no o per un sì che sia
35:21comunque però sempre consapevole.
35:58Grazie a tutti.
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