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  • 1 settimana fa
"In prigione a Shanghai non ci sono stranieri ai lavori forzati"
Trascrizione
00:00Una farsa. Pechino ha liquidato con poche scarne parole il caso della richiesta d'aiuto
00:06che un gruppo di detenuti del carcere di Kimpiu ha affidato alle cartoline di Natale vendute
00:10nella catena di supermercati britannica Tesco. È stato il portavoce del Ministero degli
00:15Esteri, Zheng Shuang, a smentire la vicenda, nata quando una bambina inglese di sei anni
00:20di Tuting, quartiere nel sud di Londra, aveva trovato in un pacco dono del centro commerciale
00:25un biglietto di Natale con un messaggio. Siamo prigionieri straniere nel carcere di Kimpiu.
00:29A Shanghai. Siamo costretti a lavorare contro la nostra volontà. Per favore, aiutateci
00:34e denunciate il nostro caso ad un'organizzazione che difende i diritti umani. La prigione di
00:38Shanghai non ospita detenuti stranieri sottoposti a lavori forzati, ha detto Zheng. Una secca
00:43smentita è giunta anche dall'azienda che fornisce bigliettini a Tesco, che ha negato
00:47di aver utilizzato detenuti stranieri ai lavori forzati. L'appello è raccompagnato dalla richiesta
00:52di contattare un certo Mr. Peter Humphrey. La bambina ha subito mostrato al padre l'insolita
00:56cartolina di Natale. Lui ha scoperto che Humphrey è un giornalista britannico arrestato
01:01in Cina e incarcerato per sei mesi nella prigione citata nel messaggio. Humphrey ha raccontato
01:06su Sunday Times questa triste storia di Natale. Chi siano i detenuti che sono riusciti a far
01:11filtrare la loro richiesta d'aiuto? Non è chiaro.
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