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Trascrizione
00:00Il 2025 è stato un anno durissimo per la sanità pubblica italiana, segnato da un sottofinanziamento che ha messo in
00:06difficoltà i sistemi regionali.
00:08In Emilia-Romagna però il servizio sanitario ha retto l'urto, riuscendo a garantire i livelli essenziali di assistenza nonostante
00:14le difficoltà economiche.
00:16A dirlo è l'assessore regionale alla sanità Massimo Fabi. Un equilibrio delicato, spiega Fabi al Tg Parma, che la
00:23regione ha ottenuto seguendo due percorsi.
00:25Da una parte abbiamo chiesto con consapevolezza ma anche con determinazione un grosso patto ai nostri professionisti, delle aziende sanitarie,
00:40ai dirigenti e a tutti gli operatori per mantenere quei livelli di assistenza che ci fanno una regione leader a
00:47livello nazionale.
00:48Dall'altra abbiamo chiesto un sacrificio ai cittadini emiliano-romagnoli perché l'addizionale IRPEF, l'intervento sull'IRAP, sul bollo
01:00auto e sulla reintroduzione del ticket sui farmaci
01:04ha rappresentato un sacrificio che consapevolmente abbiamo richiesto ai cittadini proprio per tutelare questo grande bene comune.
01:13Secondo Fabi questa linea avrebbe trovato una conferma anche nelle recenti decisioni del governo.
01:18Perché se nel 2026 il Fondo Sanitario Nazionale è stato giustamente incrementato di 2 miliardi e mezzo, che si aggiungono
01:28ai 4 miliardi già previsti dalla finanziaria dell'anno precedente,
01:33vuol dire che la presa di posizione nostra era assolutamente corretta, tant'è che il governo ha riconosciuto la necessità
01:41di questo incremento.
01:42Lo sguardo ora è rivolto al 2026 che per la sanità regionale rappresenta una nuova e delicata fase.
01:48Quei 2 miliardi e 4 noi vogliamo che siano nella libera disponibilità delle regioni, la possibilità, cioè il diritto doveri
01:56costituzionalmente garantito,
01:58di organizzare il proprio sistema di cure in relazione ai bisogni di salute della popolazione.
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