00:00Alessandro Troncon, 45 anni, allenatore dei tre quarti delle Zebre, dopo una vita trascorsa in azzurro, come giocatore ma anche
00:06come assistente allenatore.
00:08Coach, il tuo primo incontro con le Zebre è stato negli anni 90, quando sei sceso in campo per lo
00:13storico club ad inviti fondato dall'ex capitano azzurro Marco Bollesan.
00:17Cosa ricordi di quell'era, prima dell'avvento del rugby professionistico in Italia e che atmosfera si respirava in campo?
00:27L'ultima partita delle Zebre è stata fatta nel 1997, quindi il professionismo meno male era già in atto, era
00:35già in atto il cambiamento e in Italia avevamo anche anticipato un po' quello che è poi diventato il professionismo
00:41che tutti adesso conosciamo.
00:45In conseguenza l'atmosfera era sicuramente diversa rispetto adesso, però comunque si cominciava già a respirare un rugby un po'
00:56differente rispetto ai primi anni 90.
00:58E parliamo invece delle Zebre del 2019, che quest'estate hanno visto arrivare per la preparazione tanti nuovi giovani per
01:05meet players e giocatori stranieri di esperienza.
01:07Cosa cambia per voi tecnici e che campionato dobbiamo aspettarci in questa prima parte col mondiale a settembre?
01:14Sicuramente cambia che abbiamo un numero di giocatori sicuramente più elevato l'anno scorso, di conseguenza anche all'inizio dove
01:22la parte predominante è la parte atletica,
01:26comunque possiamo svolgerla giocando a rugby, di conseguenza questo sicuramente aiuta la squadra, aiuta il gruppo.
01:39Poi il fatto che siano arrivati anche molti giocatori e che quindi il numero sia aumentato, aiuta la crescita del
01:47gruppo perché aiuta la competizione interna,
01:49di conseguenza essendo anche arrivati giocatori di alto livello, sia stranieri ma anche giovani italiani,
01:56questo mette molta più competizione all'interno del gruppo quindi la competizione alza il livello del gruppo perché per giocare
02:05comunque devi cercare di migliorarti ogni qual volta scendi in campo.
02:09Qual è il più grande insegnamento che vorresti trasmettere ai tuoi giocatori?
02:14Il più grande insegnamento? Io non so se posso insegnare tanto ma sicuramente una cosa che tutti i giocatori devono
02:23capire e devono avere è la volontà di migliorarsi
02:27La volontà di migliorarsi passa attraverso un'autocritica quotidiana, costruttiva chiaramente, un'autocritica quotidiana, costruttiva e una ricerca continua di
02:42esplorare le proprie debolezze.
02:46Cosa ti manca del rugby giocato?
02:48Il rugby giocato è come una droga alla fine, mi manca la droga che ti produce giocare a rugby ad
03:01un certo livello, chiama l'adrenalina, sono cose difficili da spiegare
03:07Perché chi non le ha vissute difficilmente riesce a capire cosa può produrre in generale lo sport ad un certo
03:18livello
03:18E' droga, adesso mi sono disintossicato abbastanza, però soprattutto i primi anni non è stata cosa semplice a gestire questa
03:34situazione qua, questa mancanza
03:37E che soddisfazione tratti invece dalla tua carriera da allenatore? E quali sfide ti poni per il futuro?
03:43La sfida costante che mi pongo ogni giorno è cercare di migliorare, migliorare me stesso prima di tutto, migliorare ciò
03:52che faccio in campo, migliorare la mia persona dal punto di vista umano e dal punto di vista tecnico
04:00Se è stato il primo azzurro a tagliare il traguardo delle 100 presenze con la nazionale italiana, la leadership è
04:05qualcosa di naturale o che si costruisce nel tempo?
04:07Diciamo che la leadership è un aspetto umano caratteriale che probabilmente tutte le persone hanno o possono avere
04:20C'è da fare delle piccole differenze, c'è chi questo aspetto ce l'ha più marcato
04:25Di conseguenza anche naturalmente o con poco lavoro può manifestarsi, può diventare una caratteristica ben definita di questa persona
04:35Che può di conseguenza diventare un leader di se stesso e del gruppo
04:41Dopo c'è chi questo aspetto ce l'ha un po' più nascosto, quindi bisogna lavorarci per tirarglielo fuori, per
04:52farlo risaltare
04:54E anche questo dopo, man a mano che si costruisce un lavoro, si vede dove può arrivare, come può svilupparsi
05:04questo aspetto
05:05E per te invece come è stato lo sviluppo della leadership?
05:10Sinceramente non lo so, in quanto io mi sono trovato ad essere me stesso
05:13E anche per il ruolo che ricoprivo e un po' per il carattere che ho
05:26Dicono che sia stato un leader, ma ho fatto semplicemente me stesso
05:32Cioè sono stato me stesso e di conseguenza probabilmente è un aspetto del mio carattere
05:38Che è abbastanza marcato e di conseguenza non ci è voluto molto per farlo risaltare
05:52Ho fatto semplicemente tronco con Alessandro
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