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TVTrascrizione
00:00Grazie a tutti.
00:30Buonasera e bentornato.
00:31Buonasera a lei e ai telespettatori.
00:33E con Simone Frusca che è responsabile dell'ufficio tecnico di Coldiretti Brescia.
00:36Buonasera e benvenuto.
00:38Buonasera, grazie.
00:38Negli scorsi giorni ci sono state due importanti assemblee, quella nazionale Coldiretti a Brescia
00:44e quella di Confindustria Brescia dove si è parlato molto di Europa e su diversi argomenti
00:51ci sono delle visioni che sono assolutamente comuni, direttore Schittone.
00:55Le chiedo subito se è ancora in grado di competere innanzitutto con Stati Uniti e Cina sul piano industriale.
01:03Allora, domanda tra bocchetto.
01:07Il messaggio che noi abbiamo portato dall'assemblea, che sicuramente partiva da una constatazione
01:14di evidente difficoltà che non lo sosteniamo noi, lo dimostrano i numeri, lo dimostrano anche le ultime dichiarazioni
01:22del Presidente Draghi che constatano di fatto un'Europa che oggi è sostanzialmente arbitro di una partita di calcio
01:37dove ci sono due grandissime squadre in campo con profili completamente diverse, quindi gli Stati Uniti che sono una potenza
01:45economica e militare,
01:47la Cina che è sicuramente una grandissima potenza economica che sta per diventare altrettanto potenza militare
01:56e l'Europa è in mezzo tra questi due giganti schiacciata che deve reagire, deve reagire, ha nel suo DNA
02:05una cosa che gli altri due paesi
02:08stanno cercando di coltivare con modalità diverse, il nostro DNA è la manifattura.
02:14Quindi se avesse una politica industriale vera, seria, pragmatica e non come abbiamo detto, non in tono di sfottò ma
02:25così
02:26constatando che prevale la burocrazia, c'è un approccio forse un po' troppo radical chic in questo momento nella nostra
02:33Europa
02:34se così non fosse noi potremmo ancora giocare, essere una squadra di calcio in quel campo e non un arbitro.
02:41L'auspicio è questo, quindi la positività non deve venire meno e quindi noi siamo impegnati affinché l'Europa riscopra
02:51anche i suoi fondamentali che stavano nella visione di Jean Monnet.
02:55Poi entriamo in tutti i temi, però le chiedo, le imprese bresciane vivono più il problema delle regole europee
03:01o quello dei costi in questo momento?
03:03Vivono entrambi, se dobbiamo parlare di costi, oggi in Italia il prezzo spot dell'energia elettrica era 119 euro,
03:15cioè la forbice era 319 e 134, la Germania 91, quindi noi pagavamo il 40% in più,
03:22la Francia 58, quindi quasi il doppio e la Spagna 54.
03:29Allora, questo potete ben capire, è drammaticamente preoccupante perché quella che è la tipica competitività
03:39della manifattura nazionale e in modo particolare bresciana viene fortemente penalizzata.
03:45Poi sul tema dell'energia ci torniamo sicuramente.
03:47Simone Frusca, il mondo agricolo si sente oggi più protetto, più esposto dalle politiche europee?
03:54Decisamente più esposto, ahimè, più esposto e anche per certi versi sotto attacco.
04:01Tutto il Green Deal, per esempio, ha messo una lente assolutamente negativa sul settore agricolo, totalmente ingiustificata.
04:11Basta pensare che il settore agricolo oggi in termini di emissioni in Italia rappresenta il 7%
04:16e in Europa il 10-11%, quindi pochissimo rispetto al peso che gli è stato messo addosso anche in termini
04:25di addempimenti.
04:27E dall'altro non siamo protetti, non siamo protetti nel costo delle energie, non siamo protetti,
04:31ha detto benissimo il direttore, il tema energetico è trasversale e ci mette in grossissima difficoltà.
04:37E tra l'altro ogni volta che facciamo delle richieste anche logiche, basta pensare adesso,
04:42abbiamo proposto di svincolare per esempio il prezzo delle energie dal valore del petrolio,
04:48abbiamo proposto di ridurre il SIBAN, l'ETS, che sono dei meccanismi che vanno a incidere fortemente
04:54sul prezzo dei fertilizzanti importati.
04:58Già oggi che il valore è molto alto, l'Europa va ulteriormente ad incidere.
05:03E quindi diciamo che ci sentiamo molto esposti e per nulla protetti,
05:08senza poi parlare del Mercosur e di tutta una serie di aspetti di poca...
05:14Quello del Green Deal è proprio uno dei temi di contatto.
05:17Allora le chiedo se è compatibile il Green Deal con la sostenibilità economica dell'impresa agricola.
05:24Per come l'ha strutturato oggi l'Europa no, perché è puramente concettuale e non è reale.
05:31Oggi noi abbiamo vissuto più di 20 anni in cui sostanzialmente avevamo il costo del denaro bassissimo,
05:40avevamo un'economia non esageratamente performante ma sostanzialmente stabile,
05:48avevamo una situazione facilmente gestibile, improvvisamente dal 2020 in poi è cambiato il mondo
05:55ed è cambiato ad una velocità incredibile.
05:58Quindi abbiamo iniziato a parlare di inflazione, è iniziato a costare molto il denaro,
06:03la difficoltà nell'accesso al credito e quindi se tu non hai un'Europa che è pronta rapidamente
06:10a rispondere agli scenari geopolitici, noi rimaniamo un passo indietro.
06:14E allora il Green Deal che può diventare una grande opportunità, se ben sfruttato,
06:20diventa invece una palla al piede che blocca le aziende, blocca le aziende in quei momenti
06:25in cui hanno più bisogno soprattutto di aggredire il mercato e quindi di avere quella reciprocità,
06:32quella facilità di gestione, cosa che invece oggi il Green Deal non sta dando per questioni ideologiche
06:38e non reali, una su tutte il digestato, sarebbe un'opportunità bellissima poter concimare
06:44i nostri terreni con il digestato che è prodotto sostanzialmente dai biogas, dai biometani,
06:50quindi di origine animale, quindi la cosa più naturale e più logica,
06:55siamo sostanzialmente bloccati da norme europee, ma l'elenco sarebbe infinito.
07:00La figura della palla al piede che usa frusca spiega benissimo la posizione di Coldiretti scrittone.
07:08Il Green Deal per l'industria manufattura è uno strumento di crescita,
07:13sta diventando un fattore di svantaggio competitivo?
07:17Così come oggi è evidente.
07:19Quando tu determini la monotecnologia per fare innovazione,
07:29nel caso della manifattura, nel caso specifico dell'automotive,
07:33di cui abbiamo già parlato in altra occasione, abbiamo fatto decidere ad altri
07:38che la tecnologia di frontiera è l'elettrificazione dei mezzi di mobilità, sei perdente.
07:46Perché fino a prova contraria i grandi processi di innovazione, di sviluppo e di ricerca
07:51avvengono se metti modelli di innovazione, di sviluppo e di ricerca diversi tra loro in competizione.
07:58Infatti il mercato, che se ne dica, continua a dimostrare che la motorizzazione elettrica,
08:05l'automotive alimentato da energia elettrica, oggi non è percorribile nella visione tracciata dall'Unione Europea.
08:15È per quello che da anni si sta combattendo culturalmente nel far passare il concetto della neutralità tecnologica.
08:23Nell'aria possiamo dire qualcosa si respira, il tema vero è che in questo momento non c'è più spazio
08:32e tempo
08:32per fare regolamentazioni, studi, dibattiti, bisogna assumere delle decisioni.
08:39E questo è il vero tema di questa Europa che soltanto l'anno scorso ha regolamentato a diversi livelli
08:48qualcosa come 2.500 provvedimenti, c'è dentro di tutto, devo essere sincero,
08:54e che magari, so che sto per dire una cosa che può sembrare poco popolare,
08:59ma chi vi parla è un grande amante dei cani, abbiamo investito tempo e denaro
09:04per fare un provvedimento a fine al 22-20 di maggio sul benessere dei cani e dei gatti
09:12e ci si dimentica forse che anche per garantire il benessere degli animali ci vuole un minimo
09:18di potere d'acquisto, le persone lavorano nelle aziende, ma se le aziende vanno male
09:23voi sapete benissimo cosa succede. Non vorrei essere frainteso, però credo che in questo momento storico
09:30di grande complessità geopolitica e di grande criticità anche delle supply chain,
09:36l'Europa dovrebbe dimostrare un grande pragmatismo.
09:39Sul tema dell'impasse decisionale dell'Europa rientra anche l'energia quando si parla,
09:46come ha accennato, il frusco di disaccorpamento, se ne parla da tanto, le chiedo se...
09:51Devo dire che in col diretti sono anche buoni perché hanno parlato di revisione,
09:57noi parliamo di sospensione delle TS, non c'è alternativa in questo, cioè c'è bisogno,
10:02se vogliamo essere Europa Unita, Unione Europea, scusate il gioco di parole, noi dobbiamo avere
10:11un mercato dell'energia europeo che significa che noi italiani possiamo andarla a comprare
10:17direttamente in Spagna, in Francia, in Germania e viceversa e quindi attivi un percorso di competizione
10:24reale. Bisogna fare un grande sforzo che vuol dire omogeneità della regolamentazione,
10:30probabilmente omogeneità anche delle fonti energetiche che andiamo ad adottare,
10:35mi rendo conto che qui poi si crea una sovrapposizione tra poteri legislativi nazionali, europei e quant'altro,
10:42ma è innegabile che questo è. Io vi porto all'evidenza che in queste settimane si sta parlando
10:49di revisione del cosiddetto benchmark degli ETS per il periodo 2026-2030. La proposta che
10:58arriva da Bruxelles, che stiamo analizzando da un punto di vista economico col sistema nazionale
11:05insieme a loro in collaborazione quindi con Confindustria Roma, evidenzia che se dovesse
11:10passare la proposta europea per il mondo dell'alluminio andiamo ad erodere il 10% delle
11:16BIPDA delle aziende. Non si può andare avanti così. Bisogna prendere atto che l'ETS è diventato
11:24uno strumento meramente finanziario speculativo, che anche se nella sua concezione iniziale era
11:31sicuramente un'idea interessante, però la realtà dimostra che non funziona, perché stiamo privilegiando
11:42chi fa speculazione finanziaria e stiamo penalizzando chi invece deve fare, nel nostro caso, girare le linee
11:49di produzione. Quindi perdiamo in competitività, in quote di mercato, aumentano i costi.
11:55Sul tema dell'energia, diciamo dell'uniformità di poter utilizzare tutte le fonti di energia rinnovabili
12:05a livello europeo, c'è stata un'apertura anche da parte di Coldiretti, ha detto il Presidente
12:10Prandini, di ragionare al nucleare di nuova generazione. Io vi chiedo, oltre a questo, quanto
12:17incidono poi realmente l'energia e i costi di produzione sulla tenuta delle aziende agricole?
12:22Per noi è un problema serio la questione energetica, nel senso che siamo in una fase anche il mondo
12:28agricolo di transizione, nel senso che sempre di più stiamo cercando di automatizzare, anche
12:33perché siamo di fronte comunque ad una difficoltà anche della mano d'opera, quindi l'automatizzazione,
12:39l'automazione e in generale il progresso tecnologico che stiamo mettendo in campo dalle più piccole
12:45aziende fino a quelle di dimensioni maggiori, ci costringono ad incrementare l'apporto di energia
12:52che portiamo nelle nostre aziende e quindi non poter a volte nemmeno beneficiare dei sistemi,
12:57guardate che l'agricoltura è stato anche grazie ai fondi del PNRR uno dei sistemi che ha più investito
13:05nell'energia rinnovabile, nel fotovoltaico, abbiamo riempito il più possibile i tetti delle nostre cascine,
13:13delle nostre stalle per riuscire a ottimizzare, parlo di tetti e attenzione, sui terreni non si discute,
13:21non esiste fotovoltaico sui terreni, ma sui tetti sì, abbiamo difficoltà a stoccare l'energia,
13:28il problema oggi non è produrre e stoccare l'energia, è distribuirla, noi siamo in difficoltà ad utilizzare
13:35l'energia prodotta dai nostri tetti, perché abbiamo problemi con le cabine, abbiamo problemi con i sistemi
13:40di trasmissione tra i vari gestori, quindi sostanzialmente dobbiamo ragionare assolutamente
13:47sul mercato energetico europeo, benissimo, il nucleare, il mini nucleare è fondamentale,
13:55perché? Perché la tecnologia è cambiata e perché dobbiamo essere sovrani della nostra energia,
14:01non possiamo più dipendere, perché questo è uno degli aspetti che sempre più andremo avanti
14:05e che sempre più farà la differenza in termini proprio di utile di bilancio.
14:09Le chiedo, Flusca, quanto pesa la concorrenza internazionale e il tema degli accordi commerciali
14:14come il Mercosur oggi?
14:16A noi pesa, non ci preoccupa la concorrenza internazionale, noi siamo il principale esportatore
14:23al mondo, l'Italia nel settore agroalimentare è in assoluto il leader, non ci preoccupa la concorrenza,
14:30ci preoccupa la reciprocità, cioè se le regole che noi abbiamo qua sono rispettate anche
14:36negli altri paesi, quindi giochiamo sullo stesso piano, allora non ci spaventa nulla,
14:41se però abbiamo regole diverse è chiaro che giochiamo partite diverse e allora lì siamo
14:46molto preoccupati, ma non siamo solo preoccupati di così sostenere le nostre aziende, siamo
14:52preoccupati anche dei consumatori, perché se non abbiamo la certezza e regole precise sui
14:57cibi che arrivano e sulle derrate alimentari che arrivano sulle nostre tavole, rischiamo
15:02davvero di andare a ridurre la qualità della nostra vita e mi creda la questione cibo è
15:10fondamentale anche per la stabilità sociale.
15:13Quanto pesa invece scrittone la mancanza di una vera politica industriale europea comune?
15:19non so quantificarla, adesso si parla di Industrial Accelerator Act che si pone un obiettivo di avere
15:29un peso diciamo sul prodotto interno lordo comunitario pari al 20% del settore manufatturiero
15:36nel 2025, è molto bello sentirlo, ancora una volta cerchiamo di capirne di più e di accelerare
15:47l'iniziativa pragmatica che sta dietro all'Industria Accelerator Act, noi su questo tema per esempio
15:54siamo già al lavoro, abbiamo già provveduto a elaborare, chiamiamoli emendamenti alla proposta
16:04di regolamentazione europea, emendamenti che insieme al sistema poi regionale abbiamo
16:11portato all'attenzione di Confindustria Nazionale che ha avviato un'azione di confronto logicamente
16:19con l'Unione Europea. Certo è che oggi in assenza di una politica industriale comune in un paese
16:27dove sicuramente c'è difficoltà da un punto di vista di attivazione di leve di sostegno al mondo
16:36industriale, vuoi per il rapporto deficit-pil che ci penalizza, vuoi perché molto spesso scriviamo
16:46una cosa oggi e domani la smentiamo, la rimettiamo in discussione, vedasi transizione 5.0 per non parlare
16:53del 4.0 per non parlare di un iperammortamento che stiamo ancora aspettando annunciato e ufficializzato
17:00a febbraio ma ancora non è arrivato il decreto attuativo perché necessita della firma della
17:08ragioneria di Stato se non sbaglio. A questo punto voi capite che fare imprese e fare investimenti
17:15è molto difficile, così come è anche molto difficile, prima parlavamo di fotovoltaico, prendere atto
17:21che è un impianto fotovoltaico di medio-grandi dimensioni sottoposto a via, che sia via nazionale
17:27o regionale, ha bisogno di tempi autorizzativi che vanno dai 3-5 anni e un impianto medio ha
17:33bisogno di 22 mesi quando solo l'anno scorso eravamo a 17 mesi. Sono investimenti che le aziende
17:39pianificano, la pianificazione sottende un impegno finanziario, la pianificazione sottende anche
17:46che a fronte di un investimento tu pensi anche di avere un ritorno da quell'investimento,
17:50se la burocrazia ti soffoca voi capite che tutto diventa molto più difficile e complesso.
17:56C'è l'ultimo tema da trattare in comune che è quello del patto di stabilità, scrittone.
18:01Rischia di frenare gli investimenti necessari per la transizione all'innovazione?
18:06La nostra posizione è quella e l'abbiamo anche rilanciata in assemblea sia a livello locale,
18:18devo dire che anche il Presidente Rossini ne ha parlato nella sua relazione il giorno precedente
18:25a Roma, ma vi assicuro che non c'era condivisione di informazioni perché eravamo già al lavoro
18:33per la relazione del Presidente Streparava in casa nostra, noi auspichiamo un mercato dei capitali
18:42veramente solido, dinamico e interconnesso a livello europeo, all'interno di questa visione abbiamo anche detto
18:50che questo sarebbe il momento per fare debito comune, per stimolare veramente nuovi processi
18:56di innovazione e di sviluppo del mondo industriale nella consapevolezza che siamo in una nuova fase
19:02di straordinarietà.
19:03Frusca, chiedo anche a lei, il patto di stabilità dal vostro punto di vista consente di affrontare
19:08le grandi trasformazioni in corso o le frena?
19:11Per come è strutturato, per come oggi l'Europa ha strutturato il patto di stabilità e più in generale
19:17anche la politica comunitaria direi che è motivo di freno, è motivo di forte preoccupazione,
19:24soprattutto oggi dove abbiamo una concorrenza spietata in due grandi poli, la Cina e gli Stati Uniti,
19:30in tutti i settori. Se noi ci autofreniamo rischiamo di essere fagocitati, invece noi dobbiamo essere
19:36assolutamente autonomi e soprattutto fiduciosi delle nostre potenzialità.
19:41abbiamo capacità cognitiva, abbiamo forte capacità di investire e abbiamo anche un potere tecnologico
19:49che non è indifferente. Dobbiamo dare, come dire, assolutamente via ad una transizione che sia senza freni
19:58e sia assolutamente nel rispetto sociale, ambientale, ma anche di sostenibilità economica.
20:06Siamo in conclusione all'ultima domanda perché la risposta può essere veramente flash ed è questa,
20:11partendo da Frusca. Qual è, secondo voi, oggi la priorità assoluta per non perdere ulteriore competitività
20:19nei prossimi dieci anni?
20:20Flessibilità. L'Europa deve diventare estremamente flessibile, deve essere in grado di, e lo è,
20:26leggere il mercato ma attivarsi assolutamente a rispondere, non in termini di speculazione finanziaria,
20:34ma in termini di economia reale.
20:37Direttore, qual è la priorità assoluta? Ma aggiungerò, l'Europa rischia di diventare spettatrice
20:44più che protagonista della competizione globale.
20:47Allora, in assemblea abbiamo posto cinque pilastri. Il primo è sicuramente l'energia in questo momento,
20:53il secondo è la semplificazione a livello europeo e anche a livello nazionale.
20:58Detto questo, noi facciamo il tifo perché l'Europa sia protagonista.
21:02Io ringrazio Filippo Schittone, direttore generale di Confindustria Brescia,
21:07e Simone Frusca, responsabile dell'ufficio tecnico di Coldiretti Brescia,
21:11per essere stati con noi questa sera. Grazie, bentrovati e arrivederci.
21:16Grazie, buon 2 giugno.
21:18Buon 2 giugno perché ci avviciniamo. Infatti lunedì il nostro preview sarà di sport,
21:23poi ci rivediamo mercoledì. Noi ci fermiamo qui.
21:26Grazie a voi per averci seguito. Non si ferma all'informazione di Teletutto
21:31che come sempre torna tra pochi minuti nel nostro telegiornale.
21:34Questa sera ad aspettarvi ci sarà Clara Piantoni.
21:37Da parte mia l'augurio di un buon proseguimento di serata, sempre con Teletutto.
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