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  • 5 anni fa

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Trascrizione
00:00:05Buonasera, ben ritrovati con Agora. Una puntata un po' speciale perché questa sera vi proporremo
00:00:10soprattutto un film documentario realizzato da Primo Giroldini con protagonista assoluta
00:00:17Mirka Laura Polizzi, uno dei simboli della resistenza, dell'antifascismo, della guerra
00:00:25di liberazione nella nostra città. Un documento che vi consigliamo di vedere, è stato proiettato
00:00:31in città e oggi abbiamo l'onore di poterlo proporre per la prima volta in televisione.
00:00:36Ringraziamo ovviamente il regista, ringraziamo anche la famiglia Montermini che ci ha permesso
00:00:41tutto questo perché è un documento molto importante e un onore per la nostra emittente
00:00:46potervelo proporlo. Lo proponiamo a pochi giorni, a poche ore dalla festa del 25 aprile che ancora
00:00:53una volta ha chiamato tanta gente in piazza, molto spesso noi ci stupiamo, noi giornalisti
00:00:58della presenza di tante persone per una manifestazione che ormai ha raggiunto il suo settatesimo anno
00:01:06di celebrazione ma invece poi parleremo anche con i nostri ospiti di capire davvero quali
00:01:10sono i valori della resistenza e i valori della liberazione del 25 aprile che ancora oggi
00:01:15sono più che mai attuali. Lo faremo dopo la sigla, parleremo in studio con un rappresentante
00:01:20della famiglia Montermini Polizzi con una storica e poi anche ovviamente con il regista
00:01:25del documentario Primo Giroldina. Fra poco.
00:01:53I valori sono ovviamente quelli della democrazia, della pace, della libertà che noi abbiamo
00:02:01conquistato. Quanto c'è di attuale di tutto questo ancora oggi? Moltissimo, bisogna, la
00:02:07resistenza vive nella Costituzione, quindi quei valori ci sono, bisogna averli presenti
00:02:14e applicarli.
00:02:44Buonasera.
00:02:45Allora, dicevo prima nell'anteprima, tutti noi sempre ci stupiamo della grande folla che
00:02:53in Piazza Gariavaldi si ritrova alle 11 ogni 25 aprile per questo appuntamento, per questo
00:02:59rito collettivo. Facciamo male noi giornalisti a stupirci?
00:03:06se fate bene o fate male questo non lo so. Quello che posso dire io è che non dovrebbe
00:03:13essere una sorpresa perché qualcuno ha detto che il 25 aprile dovrebbe essere un po' come
00:03:24il 14 luglio per i francesi o il 4 luglio per gli Stati Uniti. Forse noi siamo ancora
00:03:35lontani da questo sentimento collettivo di comunione su questa data e allora magari un po' di sorpresa
00:03:49ci sta. Resta il fatto che dal mio punto di vista il fatto di vedere molta gente per strada in
00:04:00piazza
00:04:00il 25 aprile per me è un fatto molto positivo. Poi sappiamo benissimo che attorno a questa data
00:04:09nel nostro paese esistono ancora delle polemiche, c'è ancora chi vorrebbe in qualche modo
00:04:30riscrivere quei giorni con interpretazioni diverse. Sì, addirittura far finta che non
00:04:37sia neanche successo nulla. Questo lo ha detto bene anche Luciana Castellina nel suo discorso
00:04:44del 25 aprile. Era l'oratore ufficiale della manifestazione di Parma. Che non si può prescindere
00:04:56da quella che è la storia. E volenti o nolenti quello che ci consegna la storia è il 25 aprile.
00:05:07Allora chiediamo una storica che cosa ci consegna il 25 aprile perché il dibattito è aperto comunque.
00:05:13Io credo che la forza del 25 aprile sia il fatto che chiama in causa la responsabilità personale,
00:05:21chiama in causa la scelta, il grande tema della scelta, al di là dei valori che ha ricordato
00:05:25Mirk, i valori della Costituzione, la libertà, l'uguaglianza, l'antifascismo. Però il 25 aprile
00:05:32ogni anno chiama in causa questo, quindi tante persone scendono in piazza probabilmente perché
00:05:37sentono che il tema della scelta, della responsabilità individuale, del saper dire di no di fronte
00:05:43all'ingiustizia non è un tema che passa dopo 70 anni.
00:05:46Ecco, 70 anni. Per uno storico che periodo è? Si può finalmente parlare con, qualcuno
00:05:53dice, con la necessaria lucidità, imparzialità a quel periodo? Si è già scritta quella storia
00:06:00completamente oppure no?
00:06:03La storia si può fare sempre, anche la storia del tempo presente, non occorre che passi tanto
00:06:07tempo, quindi 70 anni sono tanti e sono pochi allo stesso tempo. La storia si può scrivere
00:06:15serenamente quando è affrontata con onestà intellettuale, quando si dà voce alle fonti
00:06:21e quando queste fonti vengono, come dire, vengono messe a disposizione di tutti, quando
00:06:27si fa bene il proprio messaggio.
00:06:31Scusa.
00:06:32Capita, un po' di tosse c'è sempre. Lo storico si divide, leggendo proprio il dibattito ultimo,
00:06:39guerra di resistenza o guerra di liberazione degli alleati? Molto si dividono e si dicono
00:06:46che in fin dei conti chi ci hanno liberato sono stati davvero gli anglo-americani, la
00:06:50resistenza ha avuto un ruolo, ma un ruolo marginale. Lei invece cosa dice?
00:06:55Dipende da che punto di vista lo si guarda. Se per noi quella storia è stata solo una
00:06:59storia militare, allora sì ci hanno liberato gli alleati, sono arrivati gli inglesi, gli
00:07:04americani e senza le loro armi non avremmo mai potuto liberarci da un esercito come la
00:07:09Wehrmacht, come l'esercito tedesco. Però la storia della lotta partigiana e della lotta
00:07:13di liberazione non è stata questa, è stata anche fatta di tante scelte che migliaia di
00:07:18persone, uomini e donne hanno saputo compiere in quel momento, quindi sono scelte di disobbedienza
00:07:24morale, scelte di disobbedienza politica, scelte di disobbedienza a un'educazione ricevuta
00:07:29da vent'anni di dittatura fascista.
00:07:32Educazione che è un termine molto importante quando si parla della famiglia a molti termini,
00:07:37perché l'educazione ai valori della libertà erano insiti nella vostra famiglia.
00:07:43Non solo in Mirca ma in tutta la storia che ha percorso la vostra famiglia.
00:07:48Questo è sicuro, non si può parlare di mia madre e della sua esperienza all'interno dell'antifascismo
00:08:02se non nel quadro della famiglia.
00:08:10Poi chi vedrà il film di Guillermo Girondini se ne renderà conto perché questo lo dice,
00:08:20lo dice esplicitamente, senza la figura del padre, degli zii, ma degli stessi fratelli.
00:08:28c'è un episodio che racconta che è molto significativo.
00:08:38Cioè a un certo momento lei a contatto con il movimento clandestino si rende conto
00:08:45che la sorella minore, l'Ina, fa già parte di questo movimento e lei non lo sa.
00:08:52Ecco, quindi voglio dire, questo è un po' il...
00:08:56Ecco, però a me piace sottolineare un aspetto quando si parla della famiglia Polizi,
00:09:05che poi voglio dire è anche un pochettino una famiglia allargata,
00:09:08perché c'è molto importante la figura di Luigi Porcari, che sposerà poi una zia di Mirka,
00:09:18la Oriele Polizi, che abitava anche lei in casa, eccetera.
00:09:23Ecco, quello che mi piace sottolineare è in qualche modo la normalità della famiglia, insomma.
00:09:35Quello che non è normale è il contesto in cui si muove la famiglia, ecco, in questo senso,
00:09:42cioè nel senso che era una famiglia in cui si parlava, si leggevano libri, eccetera,
00:09:51come succede oggi in tante famiglie, insomma, no?
00:09:55Ecco, ripeto, quello che non era normale era il contesto in cui questa normalità
00:10:03si andava ad inserire, era un tipo di normalità che il contesto non tollerava, punto.
00:10:09E questo esce molto bene nel documentario, almeno è stato molto bravo Primo Giroldini
00:10:16a raccontarlo in questa mezz'ora di documentario che, e lo abbiamo in collegamento con noi,
00:10:23Primo Giroldini, buonasera.
00:10:25Buonasera Giuseppe, buonasera a tutti.
00:10:28Allora, un racconto che hai estrapolato da una lunga intervista realizzata, se non sbaglio, nel 2002, no?
00:10:34Perfetto, sì, è un'intervista che abbiamo realizzato io e Brunella Manozzi con un operatore nel 2002,
00:10:43otto ore di intervista, il fondo è depositato all'Istituto Storico della Resistenza.
00:10:50Fondo preziosissimo, credo, una pagina storica preziosissima.
00:10:55Spero di sì, come abbiamo fatto con tanti altri testimoni di quel periodo, uomini e donne che fossero.
00:11:02Era un progetto veramente importante, anche perché i partigiani e le partigiane stavano invecchiando,
00:11:09pertanto c'era un po' questo carattere anche d'urgenza di recuperare dalla loro viva voce
00:11:15le testimonianze di quello che avevano vissuto.
00:11:19Su questo lavoro, guarda, quello che posso dire, mi è arrivata un po' la voce di Aldo
00:11:25e parlava di normalità.
00:11:27Io sono assolutamente d'accordo, però è una normalità del coraggio,
00:11:31perché sia Mirka sia la sua famiglia comunque si sono impegnati, hanno pagato anche con i campi nazisti.
00:11:47Il padre di Mirka è morto a Mauthausen, perciò è sì una normalità, una famiglia normale,
00:11:53però piena, intrisa di uno straordinario coraggio, una straordinaria capacità anche di capire,
00:12:02di capire qual era la parte giusta.
00:12:05Non voglio svelare nulla, però ci sono un paio di passaggi, qui lo chiedo a Margherita Becchetti,
00:12:10in cui Mirka Polizzi sottolinea la presenza femminile all'interno del movimento partigiano.
00:12:16Com'era questa componente a Parma e che ruolo ha avuto?
00:12:22Quando si parla di donne e resistenza si tende sempre a usare una parola,
00:12:26per tanti anni si è usata una parola che è stata il contributo,
00:12:29il contributo delle donne alla lotta di liberazione, il contributo delle donne alla lotta partigiana,
00:12:36come se gli uomini avessero fatto la resistenza e le donne avessero aiutato.
00:12:40Parlare in questi termini secondo me non ci aiuta molto a capire che cosa è stata la vita quotidiana,
00:12:46la vita giorno dopo giorno di centinaia, anzi migliaia di uomini e donne che si sono trovati a vivere
00:12:53quella fase straordinaria.
00:12:57Tante donne non sono state riconosciute come sono stati riconosciuti gli uomini dopo la fine della guerra.
00:13:02Tante donne non hanno loro stesse...
00:13:04Fa una battuta, nel documentario puoi vedere, fa una battuta amara proprio Mirka Polizzi su questo.
00:13:09Tante donne non sono state identificate per il ruolo che hanno...
00:13:13Ma nemmeno loro si sono riconosciute, nel senso che nemmeno loro hanno riconosciuto l'importanza di quello che hanno fatto.
00:13:19Per tante donne portare armi in montagna o portare calze di lana o portare maglie o in qualche modo accudire
00:13:29fratelli, fidanzati, padri era una cosa normale, non è stato niente di eccezionale.
00:13:35Tante donne invece in quel gesto hanno fatto una scelta, la stessa scelta che hanno fatto gli uomini
00:13:41imbracciando un'arma.
00:13:42Per tanti anni la resistenza è stata raccontata come una lotta armata.
00:13:48Oggi, sul piano della storiografia, nessuno più parla della resistenza come lotta armata.
00:13:53La resistenza è il rifiuto di uno stato di fatto, cioè il rifiuto di un regime che è durato 20
00:13:59anni,
00:13:59il rifiuto di un'occupazione militare da parte dell'esercito tedesco.
00:14:03La resistenza è stata questa, ognuno ha resistito a suo modo.
00:14:07C'è il racconto che fa Primo Giroldini, Mirka Polizzi, del passaggio assieme alle truppe tedesche
00:14:15dei soldati dell'aeronautica dell'aeroporto di Parma e le donne rischiando molto riescono a salvarne una parte.
00:14:25Poi non vi sveliamo quello che dice in più Mirka Polizzi, ma questo è un passaggio che fa capire
00:14:30che ruolo hanno avuto in quel caso le donne, le donne di Parma.
00:14:35Guarda, è presente Margherita e credo che sia una delle persone che possa al meglio raccontare,
00:14:43rappresentare quella che è stata la resistenza al femminile.
00:14:48Però mi permetto di aggiungere una cosa.
00:14:51Secondo me sostanzialmente le donne si sono mosse nella resistenza in due modi.
00:14:59L'uno che potrebbe essere quello di Mirka anche in una sorta di emancipazione di genere.
00:15:06Cioè la donna che deve avere il voto, la parità con l'uomo, eccetera.
00:15:12Perciò attraverso la resistenza si compie anche questo, se vogliamo.
00:15:16Cose che poi le donne hanno raggiunto, forse neanche del tutto nei decenni successivi.
00:15:24E l'altra figura è quella della donna più madre, che ospita, accudisce, dà da mangiare ai partigiani.
00:15:32Cioè è la madre di figli, ma che ad un certo punto riconosce nel movimento partigiano altri figli.
00:15:42Ecco, non so se sono riuscito a spiegarmi sotto questo punto di vista.
00:15:46Pertanto è un universo talmente...
00:15:49Una maternità collettiva poi.
00:15:51Si trasforma in una maternità collettiva nel suo movimento.
00:15:54Sicuramente.
00:15:55Abbiamo visto ieri sera il documentario straordinario di Liliana Cavani,
00:15:58della donna nella resistenza, all'interno della rassegna che stiamo facendo alla Casa della Musica.
00:16:04E realizzato vent'anni dopo c'è una freschezza, un'immediatezza di fondo.
00:16:11Non c'è ancora una memoria strutturata, costruita.
00:16:15Ebbene, queste donne manifestano sia l'uno che l'altro.
00:16:19Ma tante di loro hanno preso anche le armi, attenzione.
00:16:22Cioè, almeno 500 hanno ricoperto anche ruoli di comando all'interno delle formazioni partigiane.
00:16:31Non sono state solo staffette.
00:16:33Ecco, anche questo ci terrei a dirlo.
00:16:36Assolutamente sì.
00:16:37Beh, sì, ci riconosci sempre nell'immagine collettiva il ruolo della staffetta,
00:16:41ma poi c'è stato sicuramente molto di più.
00:16:43Tra parenti di Milano e Polizia è stato decisamente molto di più rispetto a una staffetta.
00:16:48Decisamente.
00:16:49Diciamo che ha ricoperto dei ruoli, sì, vice commissario politico.
00:16:54Ecco, non dimentichiamo quanti anni aveva in quel momento,
00:16:59perché noi stiamo parlando di una ragazza che aveva 18, 19, 20 anni.
00:17:0418, 19 anni, sì.
00:17:06Questo per far capire che tipo di gioventù ha vissuto quei momenti
00:17:12e lo ha fatto da protagonisti con età veramente…
00:17:15Beh, d'altra parte basta fare un giro al cimitero e guardare le lapidi dei caduti.
00:17:21E lì si vede che età avevano più o meno tutti quanti.
00:17:26Era quell'età lì.
00:17:27Hanno più, hanno meno.
00:17:30Era una scelta di quel genere.
00:17:34Tornando al femminile, abbiamo parlato della figura di Mirka Polizia,
00:17:41ma quali altre figure?
00:17:42Ricordiamo, molto spesso ci limitiamo a ricordare quella di Mirka,
00:17:46ma ci sono altre figure a Parma che hanno caratterizzato questo percorso.
00:17:49Come diceva Primo, molte donne hanno anche imbracciato le armi,
00:17:52sono salite in montagna.
00:17:53Queste sono senz'altro una minoranza,
00:17:55perché nel 1944 per una ragazza di 19, 20 anni come Mirka,
00:18:01salire sui monti da sola…
00:18:02Oggi mi ha mandato una…
00:18:04Lo ringrazio, Enrico Maletti, una email per ricordare,
00:18:07mi ha detto ricorda il nome di Enrichetta Cabassa,
00:18:11per fare il nome di un'altra figura partigiana del nostro territorio.
00:18:14Sì, sì, ma di nomi se ne possono fare tanti,
00:18:16qui si può parlare di Anna Menoni, di Iole Benna,
00:18:19si può parlare di Enrichetta Cabassa,
00:18:20si può parlare di Ines Bedeschi,
00:18:23sono tanti anche i nomi qui nella nostra città.
00:18:25C'è il ciglia a soncini, se posso aggiungere uno.
00:18:29Altro che nera perla, ce ne sono parecchie.
00:18:33Donne che hanno preso le armi o donne che non hanno preso le armi.
00:18:37Anche perché, dicevo, la scelta di Mirka
00:18:40non è una scelta facile per una donna nel 1944,
00:18:45dormire insieme a degli uomini per una donna nel 1944
00:18:48non è una cosa normale, si alimentano le voci,
00:18:54quindi fare una scelta come ha fatto Mirka
00:18:56significa fare una scelta radicale
00:18:58che molte donne non hanno saputo fare o non hanno potuto fare.
00:19:02Portare un pario di pantaloni,
00:19:04ricordiamoci che fino agli anni 60 nel nostro paese
00:19:06le donne non portavano i pantaloni,
00:19:08quindi anche solo vestirsi da uomo,
00:19:10imbracciare un'arma,
00:19:12sono tutte cose che non sono mai appartenute
00:19:14all'universo femminile.
00:19:15E queste sono donne che fanno una scelta eccezionale
00:19:18facendo questo, salendo ai monti
00:19:20e per mesi e mesi vivendo questo tipo di quotidianità.
00:19:25La maggior parte delle donne non fa questa scelta,
00:19:27fa altro, fa quello che diceva anche prima,
00:19:32fa la staffetta come dicevi tu prima,
00:19:34cioè porta armi, porta vestiti, porta messaggi.
00:19:37Ma in città ci sono moltissime donne
00:19:39che lavorano con la rete clandestina,
00:19:41moltissime, sono ragazze che si crede
00:19:44possano passare più inosservate in mezzo ai tedeschi e ai fascisti,
00:19:48quindi le informazioni più importanti,
00:19:51le armi, le cose pericolose,
00:19:53si pensa sia meglio metterle addosso a loro,
00:19:56perché magari i fascisti non ci pensano
00:19:58per quesire una ragazzina di 16 anni o di 17 anni
00:20:01che ancora va in giro col vestitino e le trecce da bambina.
00:20:04Quindi ci sono moltissime ragazze che in città
00:20:07fanno questo tipo di attività.
00:20:10Non sono così tante quelle che alla fine
00:20:12però chiedono un riconoscimento partigiano.
00:20:15Per essere riconosciuti partigiani alla fine della guerra
00:20:18c'erano dei criteri molto determinati.
00:20:22Bisognava aver fatto o tre mesi
00:20:24insieme a una formazione partigiana in montagna
00:20:28oppure nel caso si fosse saliti in montagna
00:20:31e da tre mesi bisognava aver partecipato
00:20:35almeno a tre azioni di fuoco, a tre azioni armate.
00:20:38Quindi molte donne non avevano questo tipo di requisito.
00:20:42Nonostante il ruolo che hanno avuto come...
00:20:44Magari dal settembre del 1943 fino all'aprile del 1945
00:20:49abbiano in città continuato a trasportare armi,
00:20:54informazioni, messaggi oppure anche solo a guidare
00:20:57gli uomini in montagna.
00:21:00Anche questo era pericoloso.
00:21:01Ospitare i dirigenti della lotta partigiana
00:21:05che arrivavano da altre città.
00:21:07Anche questo era una...
00:21:11Dopo la pubblicità ci fermiamo
00:21:13e torniamo subito dopo con Agorai e Aldo Montermi.
00:21:31Sì, volevo solo così fare una piccola osservazione
00:21:39a quello che ha detto Margherita
00:21:41sulla difficoltà della scelta per le ragazze
00:21:47per esempio di andare in montagna con i partigiani
00:21:51e condividere la vita quotidiana dei partigiani.
00:21:57C'era anche la difficoltà che se vogliamo
00:22:01è un pochino ambivalente dei partigiani stessi
00:22:05ad accettare la scelta delle donne.
00:22:08E anche qui c'è un episodio che riguarda Mirka
00:22:13che quando arriva al distaccamento su Nel Reggiano
00:22:24il comandante Luigi che poi diventerà suo marito
00:22:27dice ma che ci fa qui sta donna?
00:22:33Direi che anche di questo va detto
00:22:35perché c'è questa difficoltà che se vogliamo
00:22:38da una parte è un'ulteriore difficoltà
00:22:40che si aggiunge a quelle che hai elencato prima
00:22:42ma dall'altra parte è una difficoltà anche
00:22:45dal punto di vista maschile
00:22:47a accettare queste strane creature
00:22:52che si avventuravano.
00:22:56La guerra era una componente maschile
00:22:57quindi si sta facendo un discorso bellico
00:23:00in quel caso e quindi ci sta anche quella sorpresa.
00:23:03Non solo, sono tante le donne che hanno lamentato questo
00:23:06Mirka, Rosetta Solari
00:23:08in tante hanno detto
00:23:10per quanto io mi sforzassi di essere come loro
00:23:13loro continuavano a non sentirmi come loro.
00:23:16Rosetta Solari ha scritto un bellissimo diario
00:23:18e racconta di un episodio
00:23:20una mattina si sono svegliati tutti presso
00:23:23i suoi compagni di brigata
00:23:24per andare a fare un'azione
00:23:25non l'hanno svegliata
00:23:27l'hanno lasciata lì
00:23:28sono partiti di nascosto senza svegliarli
00:23:30e lei appunto era rimasta male
00:23:31del fatto che comunque questi suoi compagni
00:23:33continuassero a non sentirla capace
00:23:36di usare le armi così come le usavano loro.
00:23:39La diffidenza verso la capacità militare delle donne
00:23:42era diffusa
00:23:43non c'è da stupirsi
00:23:45nel senso che questa è una generazione
00:23:46che è cresciuta durante il ventennio
00:23:48agli uomini le armi
00:23:49alle donne aguefido
00:23:50quindi l'educazione fascista
00:23:52è stata un'educazione
00:23:53che ha distinto
00:23:56in modo molto deciso
00:23:59i ruoli del femminile
00:24:01e i ruoli del maschile.
00:24:02E molto spesso ci dimentichiamo
00:24:04che proprio dopo quel periodo
00:24:06arrivò il voto universale
00:24:08il voto alle donne
00:24:09quindi non dimentichiamo
00:24:10quei mesi come sono stati anche fondamentali
00:24:13per non solo l'emancipazione femminile
00:24:14ma per creare quella che è
00:24:16la società che oggi
00:24:18tutti noi stiamo vivendo.
00:24:20Primo Giroldine
00:24:21sei ancora in collegamento?
00:24:22Sono quarto
00:24:23vi sto ascoltando
00:24:24e se posso citarmi
00:24:28un qualche anno fa
00:24:31sempre con Brunella Manotti
00:24:33abbiamo realizzato questo documentario
00:24:36proprio sulle figure femminili di Parma
00:24:39partendo dal diario
00:24:40di cui parlava adesso Margherita
00:24:44di Rosetta Solari
00:24:45ma intervistando Cecilia Soncini
00:24:48Ole Benna
00:24:49Lanna Menoni
00:24:50Mirka chiaramente
00:24:52e non vorrei dimenticare
00:24:53quella più giovane di tutti
00:24:54che era di tutte
00:24:55che era attiva in città
00:24:57proprio con i messaggi
00:24:59manifesti
00:25:00e queste cose
00:25:01che era pressoché una bambina
00:25:02che era Maria Bocchi
00:25:03con il nome di Battaglia di Chitti
00:25:05insomma
00:25:05che era a 14enne
00:25:07credo
00:25:07una cosa di questo tipo
00:25:09perciò veramente
00:25:10c'è una ricchezza
00:25:12ecco
00:25:14andando
00:25:14andando a intervistare
00:25:16queste donne
00:25:16ma anche questi uomini
00:25:18negli anni
00:25:18è veramente una cosa
00:25:20arricchente
00:25:21anche da un punto di vista
00:25:22non solo
00:25:24civile
00:25:24sociale
00:25:25politico
00:25:26ma anche da un punto
00:25:27e penso la cosa più importante
00:25:29da un punto di vista umano
00:25:30c'è una ricchezza
00:25:31e un'umanità
00:25:32che queste persone
00:25:34veramente hanno trasmesso
00:25:36spero che possono continuare
00:25:38a trasmettere
00:25:38anche alle generazioni
00:25:40che vengono dopo di noi
00:25:42allora ti chiedo
00:25:43un tuo ricordo personale
00:25:44di Mirka Pulizzi
00:25:46ma guarda
00:25:47l'incontro con Mirka
00:25:49avvenne
00:25:49credo negli anni 80
00:25:51in una sezione
00:25:52del partito comunista italiano
00:25:56che stava però finendo
00:25:58nel senso che
00:25:59poi ci fu il crollo
00:26:01del muro di Berlino
00:26:02eccetera
00:26:03però devo dire
00:26:04che Mirka viveva
00:26:05quegli anni
00:26:07quei periodi
00:26:07e quei grossi cambiamenti
00:26:09con lo stesso entusiasmo
00:26:11e con la stessa curiosità
00:26:14che aveva da ragazza
00:26:15è veramente una figura
00:26:17una figura per me
00:26:19assolutamente di riferimento
00:26:21abbiamo anche litigato
00:26:23alcune volte
00:26:24perciò
00:26:24non era sicuramente
00:26:27un personaggio facile
00:26:29però veramente
00:26:30è stata
00:26:33una figura
00:26:35di riferimento importante
00:26:36non solo per me
00:26:38ma anche
00:26:39per le persone
00:26:40più accanto
00:26:41penso alle mie figlie
00:26:42che l'hanno conosciuta
00:26:43e all'interno del film
00:26:45c'è proprio una delle mie figlie
00:26:46che rappresenta
00:26:48un po' questo
00:26:48passaggio ideale
00:26:50di stassetta
00:26:51è una ragazza
00:26:53che gira
00:26:54in questa Parma
00:26:55degli anni 2000
00:26:56Alice Giroldini
00:26:58giusto?
00:26:58Alice
00:26:58Alice
00:26:59bel nome
00:27:00complimenti per la scelta
00:27:01e come madre
00:27:03com'era?
00:27:06beh
00:27:06era una madre
00:27:07insomma
00:27:09non
00:27:10ecco
00:27:11c'è un aspetto
00:27:14se vogliamo
00:27:15che forse
00:27:17magari
00:27:19la gente
00:27:21non immagina
00:27:22ecco
00:27:23a casa nostra
00:27:25e mi riferisco
00:27:26alle case
00:27:29che diciamo
00:27:30hanno fatto parte
00:27:31della mia crescita
00:27:33quindi la casa
00:27:34della nonna
00:27:34casa dei miei genitori
00:27:37i zii
00:27:37eccetera
00:27:39non si parlava
00:27:40di queste cose
00:27:41quindi io tutto quello
00:27:43che so
00:27:43della vita
00:27:47diciamo
00:27:48tra virgolette
00:27:50da combattente
00:27:51che poi insomma
00:27:52anche qui
00:27:52di mia madre
00:27:54di mio padre
00:27:55ecco
00:27:56lo so
00:27:57dalle testimonianze
00:27:58che
00:27:59sono state fatte
00:28:01nel corso degli anni
00:28:03o dai libri
00:28:03che sono stati scritti
00:28:05per esempio
00:28:05da
00:28:06da
00:28:06da
00:28:06da
00:28:06da
00:28:06da
00:28:07da
00:28:08da
00:28:09da
00:28:09ma
00:28:09di
00:28:09di
00:28:10conoscenza
00:28:10diretta
00:28:11ne ho
00:28:11veramente
00:28:12pochissime
00:28:13no
00:28:14c'è
00:28:15c'era questa
00:28:18come dire
00:28:19specie di pudore
00:28:21no
00:28:21del
00:28:22del
00:28:25trasmettere
00:28:26diciamo
00:28:27alla generazione successiva
00:28:28che poi purtroppo
00:28:29ero poi solo io
00:28:31no
00:28:32quanto
00:28:34diciamo
00:28:35avevano fatto
00:28:36quanto
00:28:36avevano
00:28:38vissuto
00:28:38non parliamo poi
00:28:39delle vicende
00:28:40dei campi di concentramento
00:28:42quelle addirittura
00:28:43erano
00:28:44direi
00:28:45anche se
00:28:47diciamo
00:28:47a livello di
00:28:48di sensibilità
00:28:50qualche cosa
00:28:51ma
00:28:52nell'atmosfera
00:28:53c'era
00:28:54ovviamente c'era
00:28:55gli ideali erano quelli
00:28:57ma
00:28:57credo che sia poi
00:28:58la situazione che hanno vissuto
00:28:59hanno vissuto in molti
00:29:00ma sì
00:29:01sicuramente
00:29:02parliamo dei racconti
00:29:03dei
00:29:03dei deportati
00:29:04che ritornano ai campi di concentramento
00:29:06prima di elaborare
00:29:07quindi
00:29:07prima di diventare
00:29:09da
00:29:10reduci a testimoni
00:29:12passa
00:29:12normalmente sempre
00:29:13un certo periodo
00:29:14grazie a primo
00:29:15Gironi
00:29:15di essere stati con noi
00:29:16vi ringrazio
00:29:18saluti a tutti
00:29:18posso anche qui
00:29:19fermarmi un attimo
00:29:20primo ci sei ancora
00:29:22sono qua
00:29:23ecco perché
00:29:24mentre parlavamo così
00:29:27mi è venuto
00:29:28il pensiero
00:29:29che forse
00:29:29non ti ho mai ringraziato
00:29:31per questo
00:29:31per questo lavoro
00:29:33e quindi
00:29:33mi va di farlo
00:29:35pubblicamente
00:29:37pubblicamente
00:29:38mi hai emozionato
00:29:39Aldo
00:29:40e allora chiudiamo qui
00:29:42un abbraccio
00:29:43un abbraccio a tutti
00:29:44buon lavoro
00:29:44un abbraccio
00:29:45grazie
00:29:45grazie a primo Giroldini
00:29:46ci ritagliamo qualche secondo
00:29:48per parlare di una
00:29:49novità del centro studi
00:29:51movimenti
00:29:51oggi avete lanciato
00:29:53una nuova collana
00:29:54che si chiama
00:29:54Contrappunti
00:29:55vediamo nel servizio
00:29:56di cosa si tratta
00:29:57poi chiediamo a Margherita
00:29:59una nuova collana editoriale
00:30:01curata dal centro studi
00:30:03movimenti
00:30:03che si chiama
00:30:04Contrappunti
00:30:05e che si pone
00:30:05l'obiettivo di stimolare
00:30:07e sviluppare
00:30:08una cultura critica
00:30:09in città
00:30:09per approfondire
00:30:10tematiche delicate
00:30:11che riguardano
00:30:12il nostro passato
00:30:13ma anche il nostro presente
00:30:15esordio il prossimo
00:30:169 maggio
00:30:17con il libro
00:30:18una stagione di fuoco
00:30:19fascismo
00:30:20guerra
00:30:20e resistenza
00:30:21nel parmense
00:30:22diciamo che si parla
00:30:23molto di una crisi
00:30:24della città
00:30:26a più livelli
00:30:27economico
00:30:28morale
00:30:29noi affrontiamo
00:30:31un tema
00:30:31di particolare
00:30:33valore
00:30:34per noi
00:30:35cioè l'idea
00:30:35di costruire
00:30:37uno spirito critico
00:30:38costruire cultura critica
00:30:39a nostro avviso
00:30:40la rinascita
00:30:41di una città
00:30:42non può che passare
00:30:42attraverso
00:30:43una nuova consapevolezza
00:30:45di cittadinanza
00:30:46allora l'idea
00:30:47è quella di fare
00:30:48una collana
00:30:49di libri
00:30:50di scienze umane
00:30:52quindi un comitato
00:30:53scientifico
00:30:54di varie discipline
00:30:55dalla storia
00:30:57alla sociologia
00:30:57all'economia
00:30:58all'arte
00:31:00nelle sue diverse discipline
00:31:01per affrontare
00:31:03nuova consapevolezza
00:31:05e un nuovo sapere
00:31:07per la città
00:31:10la scelta di fare
00:31:11le conferenze stampe
00:31:12sotto i porti del grano
00:31:13perché?
00:31:14perché noi pensiamo
00:31:15che la cultura
00:31:16sia un bene comune
00:31:17quindi che la cultura
00:31:18debba uscire
00:31:19dalle stanze
00:31:20dove da troppo tempo
00:31:21si era inchiusa
00:31:22e debba ritornare
00:31:23nelle strade
00:31:23nelle piazze
00:31:24è già diversi anni
00:31:25che portiamo
00:31:27la storia
00:31:28nelle strade
00:31:29attraverso visite guidate
00:31:30presentazioni
00:31:31di libri in strade
00:31:32insomma
00:31:32ci piace che la città
00:31:33possa incontrarci
00:31:35quindi possa
00:31:35ascoltare parole
00:31:37le nostre parole
00:31:38i nostri racconti
00:31:39anche quando meno
00:31:40se le aspetta
00:31:41quindi
00:31:41non vogliamo
00:31:43chiuderci in una sala
00:31:44e chiamare la città
00:31:46a venire da noi
00:31:46ma vogliamo essere noi
00:31:47ad andare
00:31:48in un periodo
00:31:49dove si legge
00:31:50sempre di meno
00:31:51dove si
00:31:51come ha detto
00:31:52Luciana Castellina
00:31:52si dice
00:31:53si clicca solamente
00:31:54mi piace
00:31:54non mi piace
00:31:55su Facebook
00:31:55partire con una nuova collana
00:31:58di libri
00:31:59siete quasi dei matti
00:32:00voglio dire
00:32:01
00:32:01e anche libri
00:32:01piuttosto corposi
00:32:03però abbiamo lanciato
00:32:05questa collana
00:32:05con trappunti
00:32:06come diceva William
00:32:09è una collana
00:32:10che vuole occuparsi
00:32:11di temi
00:32:12che hanno a che fare
00:32:13con la città
00:32:14quindi non solo
00:32:14di storia locale
00:32:15di storia della città
00:32:17ma di temi
00:32:17che interessano
00:32:18alla città
00:32:19quindi
00:32:20su diverse discipline
00:32:22non solo libri di storia
00:32:23ma libri anche
00:32:24di cinema
00:32:25di teatro
00:32:26di musica
00:32:27di sociologia
00:32:28di filosofia
00:32:29di politica
00:32:30insomma
00:32:30l'intero arco
00:32:31delle scienze umane
00:32:32e Fedelos
00:32:33ci ha
00:32:35anche lui
00:32:35forse un po' matto
00:32:36ci ha creduto
00:32:37e quindi abbiamo
00:32:38inauguriamo
00:32:39con questi due primi volumi
00:32:40questa collana
00:32:41e
00:32:43stiamo lavorando
00:32:44già i libri
00:32:44del 2016
00:32:45Aldo Montermini
00:32:47sta aspettando
00:32:47uno
00:32:47non diciamo quale
00:32:48ma insomma
00:32:49un libro
00:32:49ci tiene anche lui
00:32:50in modo particolare
00:32:51dedicato alla resistenza
00:32:52ma non specifichiamo
00:32:54ulteriormente
00:32:54allora siamo quasi
00:32:56arrivati al momento
00:32:57del documentario
00:33:01c'è stato
00:33:02il momento
00:33:02della scomparsa
00:33:04nel 2011
00:33:04ma prima
00:33:05il momento
00:33:05del premio
00:33:06Sant'Ilario
00:33:07in quell'occasione
00:33:08Mirca Polizzi
00:33:09ha detto
00:33:09questa sia una medaglia
00:33:11d'oro
00:33:11ma io ho un'altra
00:33:12medaglia d'oro
00:33:13quella dei partigiani
00:33:15che è quella
00:33:15veramente
00:33:16che conta
00:33:17su di me
00:33:18senta ancora
00:33:19viva
00:33:19il ricordo
00:33:20di Mirca Polizzi
00:33:21nella città
00:33:22lei?
00:33:25Domanda un po'
00:33:26difficile
00:33:27devo dire
00:33:28chiudiamo
00:33:29con una domanda
00:33:30difficile
00:33:30domanda un po'
00:33:31difficile
00:33:32se parlo
00:33:33con le persone
00:33:36
00:33:37ecco
00:33:38manca
00:33:39se vogliamo
00:33:40la parte
00:33:41la parte
00:33:43pubblica
00:33:43ma
00:33:45probabilmente
00:33:47voglio dire
00:33:47sta
00:33:49nelle cose
00:33:50anche
00:33:50anche
00:33:51questo
00:33:52in fondo
00:33:54Mirca
00:33:55si rivolgeva
00:33:56alle persone
00:33:57ecco
00:33:58questo era un po'
00:33:59la sua
00:33:59anzi
00:34:00non un po'
00:34:02sicuramente
00:34:03la sua
00:34:04cifra
00:34:05volevo
00:34:06dire una cosa
00:34:07circa
00:34:10premio
00:34:11Sant'Ilario
00:34:12che
00:34:13lei
00:34:15ha fatto
00:34:17notare
00:34:17come lo
00:34:18considerasse
00:34:19un riconoscimento
00:34:21non
00:34:22alla sua
00:34:23persona
00:34:23ma alla
00:34:24resistenza
00:34:25in
00:34:26senso
00:34:27lato
00:34:28mi
00:34:29piacerebbe
00:34:30chiudere qui
00:34:31assolutamente
00:34:32io lo faccio
00:34:34ricordando
00:34:35visto che
00:34:35mi è stata
00:34:36consegnata
00:34:37proprio adesso
00:34:37questa è la
00:34:38tessera
00:34:39dell'associazione
00:34:40nazionale
00:34:41partigiana
00:34:41d'Italia
00:34:42settantesimo
00:34:42insomma
00:34:43questo potrebbe
00:34:43essere un gesto
00:34:44al di là
00:34:45della presenza
00:34:45del 25 di aprile
00:34:46in piazza
00:34:47e rivagli
00:34:48perché no
00:34:48andare nella sede
00:34:49ampi
00:34:50fare la tessera
00:34:50questa è la dimostrazione
00:34:51di come
00:34:52uno può dire
00:34:53ai valori
00:34:54della resistenza
00:34:54ci credo anche
00:34:55dando il mio
00:34:56contributo diretto
00:34:57chiudo con una frase
00:34:58che potrebbe
00:34:58piacere molto
00:34:59a Margherita
00:35:00Becchetti
00:35:00di Brodsky
00:35:01che è nel documentario
00:35:02ciò che la memoria
00:35:03ha in comune
00:35:04con l'arte
00:35:04è il dono
00:35:04della scelta
00:35:05il gusto
00:35:06del particolare
00:35:07la memoria
00:35:08infatti contiene
00:35:08solo particolari
00:35:09non il quadro
00:35:10completo
00:35:10momenti culminanti
00:35:11se si vuole
00:35:12non lo spettacolo
00:35:13intero
00:35:13spettacolo intero
00:35:14che tocca a voi
00:35:15storici
00:35:16scrivere
00:35:16e farci vedere
00:35:18speriamo
00:35:19grazie a Margherita
00:35:20Becchetti
00:35:21grazie a Aldo
00:35:21Montermi
00:35:22di essere stati con noi
00:35:23piccola posa pubblicitare
00:35:24e poi
00:35:24storia di Mirka
00:35:25di primo giro
00:35:26il dì
00:35:26buona visione
00:35:53grazie a Aldo
00:35:54grazie a Aldo
00:35:55grazie a Aldo
00:36:44grazie a Aldo
00:37:05in piazzale Loreto
00:37:07c'era un'aria
00:37:08da presa della Bastiglia
00:37:09da Palazzo d'Inverno
00:37:11poco prima dell'alba
00:37:12qualcuno aveva buttato
00:37:14per terra
00:37:15un mucchio di cadaveri
00:37:16tra cui Benito Mussolini
00:37:17e Claretta Petacci
00:37:19uccisi a Giulino di Mezzegra
00:37:21la sera del 28 aprile
00:37:23dicono che c'è Mussolini
00:37:25che è stato ucciso
00:37:27lui e il Gerarche
00:37:28che sono
00:37:28piazzale Loreto
00:37:29dove erano stati uccisi
00:37:31i nostri patrioti
00:37:32allora con queste compagne
00:37:34ci incamminiamo
00:37:35tutto lungo
00:37:36Corso Buones Aires
00:37:37ma c'era tanto pieno
00:37:39tanto pieno
00:37:40che ci abbiamo messo
00:37:41una giornata quasi
00:37:42per arrivare
00:37:43a piazzale Loreto
00:37:44io li ho visti
00:37:46per terra
00:37:46insomma
00:37:47dove naturalmente
00:37:49la gente faceva
00:37:50tutto quello
00:37:50che si può fare
00:37:53in quei momenti
00:37:54cosa ho provato
00:37:55perché c'è che tutti
00:37:56me lo chiedono
00:37:57niente
00:37:58quasi niente
00:38:00ho capito solo una cosa
00:38:02in quel momento
00:38:03ho detto è finita
00:38:04è finita davvero
00:38:28sono nata
00:38:29il 30 settembre 1924
00:38:31in questa casa
00:38:33di Borgo Santa Maria
00:38:34nel cuore
00:38:35dell'oltre torrente
00:38:36l'anno dopo
00:38:37nacque Primo
00:38:38detto Manetto
00:38:40e nel 1926
00:38:42mia sorella Lina
00:38:43ho un ricordo bellissimo
00:38:46della mia famiglia
00:38:47era un uomo straordinario
00:38:49mio padre
00:38:51eclettico direi
00:38:55amava il teatro
00:38:57e anche recitare
00:38:58aveva fatto parte
00:39:00di una compagnia
00:39:01così così
00:39:02ma soprattutto
00:39:03la sua grande passione
00:39:05erano i libri
00:39:06addirittura
00:39:07papà aveva una biblioteca
00:39:09che tengo ancora
00:39:11una targhetta
00:39:12ciò prestava i libri
00:39:14insomma
00:39:14biblioteca
00:39:15circolante
00:39:16polizie
00:39:17il papà
00:39:18ci ha sempre
00:39:19comperato
00:39:19tanti libri
00:39:20anzi la mamma
00:39:22faceva notare
00:39:23che avevamo bisogno
00:39:24di scarpe
00:39:25che non era giusto
00:39:26comperare la scala d'oro
00:39:28che allora
00:39:28l'avevano solo i ricchi
00:39:30invece il papà
00:39:32non so
00:39:32se faceva bene o male
00:39:33comunque più che le scarpe
00:39:35ci prendeva libri
00:39:37c'erano dei libri
00:39:38proibiti dal regime
00:39:40ma che il papà
00:39:40teneva dietro i gialli
00:39:42ad esempio
00:39:43gli autori francesi
00:39:45Victor Hugo
00:39:46oddio i miserabili
00:39:47che adesso
00:39:48mi viene da ridere
00:39:49ma allora
00:39:50era un libro importante
00:39:52la madre di Gorky
00:39:54London
00:39:56la zanna bianca
00:39:58Martin Eden
00:39:59che mi è rimasta nel cuore
00:40:02oddio
00:40:03in mezzo
00:40:03poi invece la mamma
00:40:06dice
00:40:07ma dai
00:40:07ma leggi Liala
00:40:08e allora
00:40:10Liala
00:40:11la De Lì
00:40:12della Salani
00:40:14dell'edizione Salani
00:40:16o mi piacevano anche quelli
00:40:17perché parlavano d'amore
00:40:19o ne ero mica una bigotta
00:40:20insomma
00:40:22intendiamoci bene
00:40:24quindi
00:40:24ma tutta questa lettura varia
00:40:27che mi faceva anche volare
00:40:29volare anche sull'amore
00:40:32sui sogni
00:40:33sono stata una persona
00:40:35che ha sognato molto
00:40:36molto
00:40:37molto
00:40:37molto
00:41:06molto
00:41:17Questo era il carcere di San Francesco, dove accompagnavo la nonna a visitare lo zio Remo,
00:41:23incarcerato per motivi politici. Ero ancora una bambina.
00:41:28Parlo di questo zio perché è stato molto importante nella mia vita.
00:41:33A un certo momento lo zio Remo scomparre dalla casa.
00:41:39Aveva distribuito dei volantini contro il dittatore, contro Mussolini, ed era stato imprigionato.
00:41:50Pur dal carcere ha avuto una grande importanza nella mia formazione, ma forse anche in quella dei miei fratelli.
00:41:57Quindi questo zio, anziché essere un delinquente in carcere, era un eroe.
00:42:06Il papà, la mamma, gli zii e altri hanno fatto forse in modo che fosse così.
00:42:14Perché dopo non molto tempo lo zio fu di nuovo arrestato e condannato a 12 anni.
00:42:21In casa nostra veniva pochissima gente, cioè veniva un certo Benoldi, che abitava nell'oltre torrente,
00:42:29che era del soccorso rosso, e veniva a portare dei soldini alla nonna,
00:42:35e per aiutarla a vivere, ma soprattutto per fare i pacchi, che si mandavano in carcere.
00:42:43Con il nome dello zio, però erano destinati a tutti gli antifascisti.
00:42:48D'altronde era un costume, faceva parte della morale del carcerato politico, almeno dei comunisti,
00:42:56a dividere tutto il pacco con tutti.
00:42:58Ma lì poi i soldi erano del soccorso rosso, e quindi era giusto che fosse così.
00:43:11Ah, devo dire che io non ero antifascista, e non ero una politicante.
00:43:17Beh, antifascista sì, perché i sentimenti erano quelli.
00:43:20Addirittura quando andavo a scuola ero fascista,
00:43:22a Cristo mi ricordo che col papà e la mamma, ma soprattutto col papà,
00:43:27avevo delle grandi discussioni sulla guerra d'Africa.
00:43:30Ma io ero entusiasta che noi andassimo a portare la civiltà ai neri.
00:43:36Era molto bello, per me era una cosa...
00:43:39Allora il papà, che con pazienza mi spiegava che i neri sono uguali ai bianchi,
00:43:44che non andavamo...
00:43:45Insomma, lui mi diceva tutte le verità, ma non era che mi avesse poi molto convinta.
00:43:50La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori.
00:43:59Io l'ho saputo per strada dai famosi altoparlanti in cui Mussolini aveva annunciato questa entrata in guerra.
00:44:09E ripeto, non mi ha impressionato molto la cosa.
00:44:12Ero curiosa.
00:44:14Cosa sarà?
00:44:15Cosa succederà?
00:44:17Cosa avverrà?
00:44:18Ma quella sera, riuniti intorno a tavola per cena, si parlava di quello che era accaduto.
00:44:25E mio padre piangeva.
00:44:27E aveva avuto ragione il papà a piangere alla notizia.
00:44:33Ero stata un'incosciente io, perché non mi ero reso conto, insomma.
00:44:39Immediatamente si piomba in una vita quasi invivibile.
00:44:46E poi c'è la tragedia della fame.
00:44:48Abbiamo il tesseramento.
00:44:50In casa mia siamo tre ragazzi.
00:44:52Il papà era una buona forchetta.
00:44:54E la mamma comincia a razionare il pane,
00:45:00a razionare i viveri, insomma.
00:45:04E c'è la fame.
00:45:06Non ci sono soldi per attingere al mercato nero.
00:45:09I bombardamenti, una cosa tremenda.
00:45:12Si andavano nei rifugi.
00:45:13Io ricordo che non volevo andarci nei rifugi.
00:45:16Ma poi, insomma, il papà mi convinceva.
00:45:19E allora si andavano.
00:45:21Il fascismo era caduto.
00:45:23Si pensava che tutto fosse finito.
00:45:26E il peggio doveva ancora venire.
00:45:30È caduto Mussolini.
00:45:32Non c'è più il fascismo.
00:45:34Non c'è più il fascismo.
00:45:36E niente, ci abbracciamo.
00:45:38Così poi si corre tutti in piazza.
00:45:40Nel 43 sono già una ragazza, insomma, una signorina.
00:45:46E allora vado alla testa del corteo con questi antifascisti.
00:45:51E andiamo davanti al carcere a urlare che vogliamo fuori gli antifascisti.
00:45:59Ma non ce li danno quella sera lì.
00:46:02E poi, come ricordo, è molto vago.
00:46:07Vado alla mattina, ci sono le donne, gli uomini che vanno alla sede del fascismo.
00:46:13È noto, buttano giù le fotografie, la statua, tutta la piazza.
00:46:19E io invece vado con le donne in via Petrarca, nella sede dei fasci femminili.
00:46:26E anche lì dalla finestra buttiamo giù tutto.
00:46:29È il primo mio atto antifascista, diciamo così, insomma.
00:46:34Ecco, sono trassinata, non sono una trassinatrice io in quel momento.
00:46:39Sono trassinata dalle donne, forse quelle che hanno fatto il siopero del...
00:46:44Io non ricordo chi c'era, sta di fatto che era naturale che io fossi lì.
00:46:49E ci sono, e ci sono, con una grande gioia.
00:46:53Dopo il 25 luglio 1943, la mia casa era diventata punto di incontro per gli antifascisti.
00:47:00I contatti li tenevano lo zio Gigi e lo zio Remo, uscito dal carcere.
00:47:05Fu in una di quelle riunioni che incontrai per la prima volta Lucia Sarsi, legata ai fratelli Cervi.
00:47:11I Cervi si trovavano in contrasto con il partito comunista di Reggio.
00:47:17E quindi venivano e accettavano le direttive del partito comunista di Parma, che era su un'altra linea.
00:47:25E avevano contatti con Goreri e con Porcari in modo particolare.
00:47:30Allora parlo con lo zio Remo e dico, zio, la Lucia dice, perché non posso anch'io fare qualche cosa?
00:47:38Lo zio mi dice, senti Lalla, ci siamo già in famiglia due, ci siamo anche troppe, tu restane fuori.
00:47:46Ma io dice, spero hai ragione di una cosa, ti darò lezioni di marxismo, di leninismo, ti farò conoscere il
00:47:56partito comunista.
00:47:58Quando saprai bene le cose, ne parleremo.
00:48:02E da quel momento, incominciamo tutte le ore libere, andiamo sul terrazzo io, lui, oppure ci troviamo nel portone giù,
00:48:11oppure in giardino pubblico.
00:48:12E mi inizia i sacri testi, fra cui l'economia politica di Lapidus.
00:48:22Lui ci tiene molto a che io impari il plus valore, il concetto dello sfruttamento, cioè non il socialismo, il
00:48:30comunismo per così.
00:48:31Ma mi insegna proprio, io bevo e le cose, però non sono molto contenta.
00:48:37E allora ne parlo anche con Gigi, con Porcari.
00:48:41Porcari dice, sì, lo zio Remo faccia la teoria, io faccio la pratica.
00:48:46E mi comincia a dare piccole robe, vai dal tale, vai dal talaltro.
00:48:51Poi un giorno mi porta sul torrente Parma, dove adesso c'è via navetta, insomma, pressa poco queste zone.
00:48:59e tira fuori una rivoltella e mi insegna a smontarla, a rimontarla.
00:49:06mi insegna a smontarla, a rimontarla.
00:49:37I tedeschi entravano dalla porta di Santa Croce, forse erano già anche entrati nella notte,
00:49:46ma lì entravano con i prigionieri soldati dell'hangar, quelli dell'aviazione e c'era
00:49:53tutta la gente dell'oltre torrente, in modo particolare le donne perché gli uomini non
00:50:01dovevano presentarsi, era pericoloso, donne e bambini. Lungo via d'Azzelio chiudevamo i borghi,
00:50:12io ero nel mio borgo, in vicolo Santa Maria, tutta questa stanza vicenda, e passavano questi
00:50:19nostri ragazzi in divisa ancora da viatori, con i tedeschi, con i mitra e questi a testa china.
00:50:29Allora io non l'ho fatto quel gesto lì, ma tante donne li hanno presi, poi chiudevano a muro e
00:50:39ne hanno
00:50:39salvati, scusate, ne hanno salvati una parte, non tutti, non tutti. Questa è un'immagine che campassi
00:50:50mille anni, me la ricorderò sempre perché erano così giovani, erano così belli e questi erano feroci,
00:50:59da vedere veramente, armati fino ai denti, con le mitraglie, con i mic.
00:51:18La piazza è abbastanza piena, non gremitissima, ma molto attorno al monumento a Garibaldi e tutta
00:51:25la gente applaude questi antifascisti. Improvvisamente uno scoppio, forse si trattava solo di una gomma
00:51:32di bicicletta, però il botto che provocò fu simile ad un colpo di pistola. Di fronte al fuggi-fuggi
00:51:38generale ebbi il coraggio di salire ai pochi gradini del monumento a Garibaldi. Cominciai a
00:51:44gridare con quanta voce avevo in gola le stesse cose che lo zio Gigi mi diceva da sempre. Allora
00:51:50avvenne una cosa straordinaria. La gente che si stava allontanando ritornò indietro, per
00:51:56ascoltarmi. Il partito ha l'ordine di dar vita a un gruppo di donne, da cui poi nascono i gruppi
00:52:03difesa delle donne. E lì fanno parte, oltre alla Iole e alla Zaccarini, che io avevo già conosciuta,
00:52:10la Nita Paris, che io non conoscevo, una ragazza molto in gamba. Erano tutte e tre operaie calzaturiere.
00:52:21e trovo un giorno mia sorella. Era entrata anche lei nella clandestinità e io non lo
00:52:27sapevo. Mia sorella aveva due anni meno di me, per cui se io all'epoca ne avevo 18 e mezzo,
00:52:34lei ne aveva 16 e mezzo. E ci distribuiamo i compiti e facciamo anche un'attività di proselitismo
00:52:42verso le donne. E cominciamo quindi a organizzare anche le donne. Facciamo le riunioni soprattutto
00:52:50in casa mia. E comincia la mia attività. Assumiamo i nomi di battaglia nel nostro gruppo. Io sono
00:52:59Ermanna. E come lavoro politico io sono il braccio destro, lo dico con orgoglio, di Bruno Longhi,
00:53:08nella Gipro. Divento proprio la sua collaboratrice diretta.
00:53:14Continuai a lavorare come commessa nel negozio di scarpe di Campanini. Venni denunciata da una
00:53:20collega di lavoro. Per fortuna all'arrivo dei fascisti non ero in casa. Arrestarono mia sorella
00:53:27Lina e lo zio Gigi. Ma anch'io ero bruciata. Sono stata nascosta alcuni giorni. Poi sono stata
00:53:36inviata a Piacenza con una falsa identità. Dopo poco tempo, con un altro nome, fui trasferita
00:53:42a Reggio Emilia.
00:53:49Ma a Reggio c'era una vera organizzazione. Non era come qui che c'era qualche donna.
00:53:55C'erano, ma noi non eravamo riuscite ancora a creare un'organizzazione. Là c'era un'organizzazione.
00:54:01Solo che erano contadine. E io dovevo vivere fra l'altro fra i contadini. E lì conosco
00:54:07un mondo nuovo, meraviglioso. Il mio compito, che mi affidano i compagni con i quali entro
00:54:14in contatto, che mi sono i dirigenti. Infatti poi li erano. Ancora il lavoro delle donne e
00:54:22della Giprop. Perché questa era una voce che ricorreva, che era della Giprop. E soprattutto
00:54:28era in noi l'entusiasmo di quello che avveniva in montagna. Lì venivano le relazioni di Eros,
00:54:38che era il commissario politico della montagna. Lì ho imparato a conoscere i comandanti, Miro,
00:54:45Luigi. Allora erano pochi. Luigi è poi quello che ho sposato. Le azioni che facevano. Era una
00:54:53cosa che mi dava una grande carica. Che poi io andavo dalle donne, non dicevo quello che non dovevo
00:54:59dire. Ma avevo dentro una carica tale, poi non avevo più lavoro. Cioè era dalla mattina alla sera,
00:55:05io facevo solo quel lavoro. Quando arrivo a Reggio dico, ah perbacco qui mi chiamo Mirka. Perché Mirko
00:55:12era troppo bello. La Bruna, perché mi avevo un misloro, ma chi mi chiamo Mirka.
00:55:17Io non vuole chinare la testa, con noi prenda la strada dei monti.
00:55:27Silenziosa sui aghi di tira, su spilosi ricini di castagne, una squadra nel buio mattino,
00:55:38mi scendeva l'oscura montagna. La speranza è la nostra compagna, a saltar caposanti nemici,
00:55:51conquistandoci gli armi in battaglia, riscanzi e laci e pure felici.
00:55:58Nacque in me il desiderio di partecipare attivamente alla resistenza armata. Chiesi più volte al partito
00:56:07di mandarmi in montagna, ma non ne volevano sapere. Allora presi la decisione di andarmene
00:56:15per raggiungere i partigiani sui monti. Comincio a vedere i veri partigiani, quelli armati,
00:56:22e gira una voce. Arriva Luigi. Arriva Luigi. E io chiedo, ma dico, chi è sto Luigi?
00:56:31Ma tu non conosci Luigi? Io no. Poi c'è la riunione dei comandamenti, dove io sono invitata.
00:56:38Eros è lui che la presiede, sta per cominciare. Sto Luigi, che io non gli davo una lira,
00:56:45e gli dice, un momento, prima di fare la riunione, cosa fa questa donna qui?
00:56:52Allora Eros gli dice, adesso saprai cosa fa questa donna. State calmi che lo saprete.
00:56:59Dagli incarichi, Luigi comandava il distaccamento, comanderà il battaglione,
00:57:04e comanderà il presidio di Villa Minozzo. Prenderà possesso del presidio.
00:57:10E il commissario dice, io ritengo opportuno, adesso che siamo numerosi,
00:57:15che ci sia un vice commissario. E il mio vice sarà la compagna Mirka.
00:57:22Le cose con mio marito sono cominciate così.
00:57:27E vabbè, poi assistiamo ai lanci. E quello è il momento più bello.
00:57:31Ed è anche il momento in cui nasce il rapporto fra me e mio marito.
00:57:35Perché lì, durante l'attesa dei lanci americani alle Atiche,
00:57:40ognuno tira fuori i suoi ricordi.
00:57:43Sono i momenti di malinconia, dove pensiamo ciascuno alla nostra famiglia,
00:57:48così, così, così. E dove si canta.
00:57:52E la canzone che più viene cantata è Mamma.
00:58:04Nel mese di giugno subimmo un rastrellamento pesantissimo.
00:58:09Ho paura. Ho una grande paura.
00:58:12E dico ai ragazzi, ragazzi, ammazzatemi, non datemi viva in mano a loro.
00:58:17Io avevo il terrore. Perché? Dico quello. Perché?
00:58:20Quello che è di guardia, dice, ragazza, vedi il capello.
00:58:25Yenki, andrà a rivere.
00:58:28E ci mettiamo a cantare comunque.
00:58:31Io dico che devono spararmi, però poi cantiamo.
00:58:36Passiamo il secchia, con tutte le pallottole come nei film attorno.
00:58:42Ma ci salviamo tutti.
00:58:44Quando siamo arrivati è come se fosse arrivato Gesù Cristo.
00:58:49Perché ci avevano dato morti.
00:58:51Avevano detto che non c'eravamo più.
00:58:55E soprattutto era Luigi che preneva.
00:58:58È arrivato Luigi, è arrivato all'America.
00:59:01E lui ha detto, dobbiamo andare in Val d'Asta.
00:59:05E poi di lì vedremo se ci seguono.
00:59:08Perché ci voltavamo e vedevamo i paesi che bruciavano.
00:59:12E mentre la siamo Villa Minozzo, la gente ci gridava, come dirci dei viliacchi.
00:59:22E diceva, ci abbandonate qui.
00:59:25E dicevamo che non potevamo fare niente.
00:59:29E non abbiamo fatto niente.
00:59:31Siamo arrivati a Val d'Asta.
00:59:34Siamo voltati Villa Minozzo.
00:59:36Bruciava, era stata bruciata.
00:59:50Il rastrellamento finisse e inizia la ricostruzione dei distaccamenti del battaglione.
00:59:59Torno in pianura ed era tutto come avevo l'assiato più o meno.
01:00:05È come se quei mesi, pochi mesi che ho passato in montagna, non fossero trascorsi.
01:00:10Forse c'era un po' più di scritte.
01:00:13Ma il comitato provinciale era naturalmente formato dalle stesse compagne.
01:00:19E io ho ripreso il mio posto di responsabilità fra le donne, arricchita, arricchita però dall'esperienza fatta in montagna.
01:00:30Questa cosa ce l'ho nel cuore.
01:00:32So che anche i miei compagni partigiani non sempre gradita questa mia passione che ho per la causa delle donne
01:00:40partigiane e non partigiane.
01:00:42Perché guardate che molte di queste donne poi non hanno avuto neanche il riconoscimento.
01:00:46Invece ogni giorno le famose staffette che portavano la stampa, i documenti, gli ordini,
01:00:55loro rischiavano perché portavano nelle borse sotto l'uva, sotto le uova, sotto le galine,
01:01:04negli manici della bicicletta, sotto il selino.
01:01:07Inventavano loro i posti dove nascondere.
01:01:11E ponavamo però anche le rivendicazioni nostre di donne.
01:01:15Il grande problema del diritto di voto che ci fu accordato dal governo Bonomi,
01:01:22se non erro, il primo gennaio del 1945, in piena occupazione.
01:01:26Cioè il governo libero riconosce i voti mentre noi combattiamo ancora qui in Altitalia.
01:01:47Volevo tornare a Parma per avere notizie della mia famiglia.
01:01:53Vengo a Parma e mio papà faceva il falegname in Borgo San Girolamo.
01:01:59Allora io mi recco lì e chiedo, Ernesto, dov'è Ernesto?
01:02:05Questi mi guardano duri e mi dicono, basta, non gliene avete già fatta abbastanza quella famiglia?
01:02:12Cosa volete ancora?
01:02:14Mi avevano preso per una spia fascista.
01:02:18Ok, io resto e dico, ma non mi riconoscete? Sono la Lalla.
01:02:22Mi abbracciano, piangono.
01:02:25Io piango disperata.
01:02:26Ma cos'è successo?
01:02:28Dice, non è tua madre che hanno arrestato.
01:02:32Anche tuo padre e anche la Lina.
01:02:34Il papà è stato mandato a Mauthausen.
01:02:36La mamma e la sorella Ravensbruck è nel campo delle donne.
01:02:41Voi potete immaginarvi cosa io provo in quel momento.
01:02:44Poi dico dove vado oltretutto, cosa faccio?
01:02:48Tornare indietro senza aver più notizie?
01:02:50No.
01:02:52Vado a vedere la casa.
01:02:55Non c'era più niente.
01:02:56Tutti i libri, una gran parte, erano stati portati via.
01:03:00Quelli che c'erano erano sparsi per terra, ma avevano i fascisti tenuti aperti.
01:03:07Poi me l'ha detto la nonna, l'acqua per molti giorni aveva raggiunto, so, 20-30 centimetri.
01:03:13Quello che comunque c'era la carta tutta rovinata.
01:03:20Gli armadi erano completamente vuoti.
01:03:23Non c'era più niente, neanche un fazzoletto.
01:03:26I materassi erano stati aperti.
01:03:30Forse per cercare roba.
01:03:32Quindi il crine, perché allora c'erano i materassi di crine in casa mia.
01:03:37Non c'era più niente, insomma.
01:03:39Io cercavo qualcosa da portare via, non c'era niente.
01:03:43In quel momento rinuncio.
01:03:50Crollo.
01:03:51Scoppio a piangere.
01:03:53E ai compagni con i quali entro in contatto,
01:03:57o sono già lì, adesso non ricordo questo,
01:03:59dico basta compagni, io non ce la faccio più, mi vado a costituire.
01:04:06I compagni si spaventano.
01:04:08Ma cosa dovevo fare?
01:04:10Ero l'unica della mia famiglia che mi ero salvata.
01:04:12Mi sentivo una colpa immensa.
01:04:15Una colpa che poi ho sentito per anni, per anni dopo, anche dopo la liberazione.
01:04:22E i compagni si spaventano, è chiaro, perché se io mi vado a costituire,
01:04:26io non vado per fare la spia, questo è logico.
01:04:29Però sotto le torture cosa avrei fatto?
01:04:32Manetto mi ha sempre detto, Lalla, se ti prendevano te, ti fucilavano,
01:04:37ma prima ti facevano a pezzi.
01:04:39Da di fatto che per alcuni giorni io fermo ogni attività bloccata.
01:04:45Certamente hanno servito quei giorni anche per farmi riflettere.
01:04:49Supero questa crisi, vengo trasferita a Milano.
01:04:54Vi confesso che sono data via volentieri, perché non mi sentivo più assolutamente sicura.
01:05:01Voi ho detto, sapevano che quando rido chiudo gli occhi, io me ne ero mai accorta.
01:05:07E vado via, io con la Zelina, partiamo da Bagnolo, da Bagnolo in piano,
01:05:13una mattina appena che cessi il coprifuoco, in bicicletta tutte e due per Milano.
01:05:19A Milano io ricordo molto bene che ero nel quarto e quinto settore,
01:05:25cioè Porta Romana e Porta Nuova.
01:05:28Io opero in quella zona e lì è tutto diverso.
01:05:32Lì ci sono i contatti con le operaie.
01:05:34Ci si avvia all'insurrezione, la chiamavano, l'insurrezione.
01:05:40Allora l'ordine, intanto ci viene dato un bracciale bianco,
01:05:43con l'ordine di tenerlo con noi.
01:05:47E in qualunque momento noi sentissimo sparare,
01:05:51la ragazza mi prendo la pelle d'occa,
01:05:53ce la dovevamo mettere vuol dire che era l'insurrezione e la liberazione d'Italia.
01:06:00Però per me la liberazione non è stata bella.
01:06:04È stata uno dei giorni peggiori della mia vita.
01:06:07Non sapevo niente di Luigi, niente della mia famiglia, niente.
01:06:11davanti a tutta la folla che esultava.
01:06:15Io non ce l'ho fatta esultare.
01:06:28Tornai a casa, ritrovai il mio compagno, non la mia famiglia.
01:06:33Nei mesi successivi fecero ritorno dalla Germania mia madre, mio fratello e mia sorella.
01:06:39Mio padre non tornò.
01:06:42Seppi più tardi che era morta Mauthausen, nell'aprile del 1945,
01:06:48pochi giorni prima della liberazione del campo.
01:06:52Il dopoguerra non fu facile.
01:06:55Bisognava ricominciare a vivere.
01:06:57Fu una scelta naturale il mio impegno nel partito comunista e nell'Udi al fianco delle donne,
01:07:03per realizzare ciò che noi resistenti avevamo sognato e per cui avevamo combattuto.
01:07:10La libertà, la democrazia e la giustizia sociale.
01:07:18Oh ragazza dalle guance di pesca, oh ragazza dalle guance d'aurora,
01:07:27io spero che a narrarti riesca la mia vita all'età che tu hai ora.
01:07:35Coprì fuoco la truppa tedesca, la città dominava, siamo pronti.
01:07:45Chi non vuole chinare la testa, con noi prenda la strada dei monti.
01:07:56Silenziosa sugli aghi di pino, su spinosi ricci di castagne,
01:08:03una squadra nel buio mattino discendeva all'oscura montagna.
01:08:11La speranza è la nostra compagna, assaltar caposaldi i nemici,
01:08:20conquistandoci l'armi in battaglia, scalzi e lasci eppure felici.
01:08:28Avevamo vent'anni un bel ponte, oltre il ponte...

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