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Trascrizione
00:08È forse difficile credere che a Fontanellato, piccolo comune della bassa parmense, qualcuno
00:13abbia potuto pensare di creare un giardino molto particolare, il labirinto più grande
00:17del mondo. Il sipario di mattoni che si affaccia su strada masone lascia appena intuire il tesoro
00:22che si cela alle sue spalle. Un complesso che nasce da una visione e da una promessa,
00:26ma che ha anche un lascito ai posteri. Questo è il regalo che Franco Maria Ricci ha voluto
00:31fare ai suoi concittadini e a Jorge Luis Borges che il labirinto lo ha ispirato 40 anni fa.
00:36Il labirinto di Ricci non è solo un immenso dedalo di sentieri di bambù, ma è anche e soprattutto
00:41uno scrigno prezioso che contiene l'incredibile collezione d'arte raccolta nel corso della
00:45sua lunga vita. Ricci ha fatto l'editore, negli anni 60 ha iniziato un percorso che si è interrotto
00:52ma che è rapsodicamente ripreso e ha pensato di coronare il suo sogno e la sua vita, che
01:02sia lunga ancora, ma ha trovato il suo punto d'arrivo in questo labirinto che in realtà
01:07è anche una serie di edifici che servono a contenere la sua multifor collezione che è
01:15stata nelle sue case a Milano, a Parma, dove ovviamente ancora qualcosa sarà rimasto,
01:20ma le cose che lui ha acquistato con lo spirito dei collezionisti che lo fanno non per sé
01:27ma per tutti, la formula è indicata in una casa veneziana bellissima che è Cadario,
01:33sotto cui c'è scritto, tra l'altro abbiamo fatto un libro su Cadario con Ricci tanti anni
01:36fa, 30 anni fa, non nobis, domine non nobis, che vale per chi acquista qualcosa perché ne ha
01:43l'intuizione e la conoscenza e poi vuole che tutti conoscano e vedano quelle cose.
01:49Allora l'aspirazione di un collezionista è avere un museo, lui si è fatto il museo,
01:52ha messo dentro le cose che gli ho visto comprare, che gli ho anche suggerito in parte,
01:56in diverse sezioni di pittura emiliana, di pittura di Parma, con gli artisti di Parma
02:03che gli sono cari, senza aver trovato Correggio e Parmigianino, ma avendo trovato Lanfranco,
02:07per esempio, che è un pittore di grande rilievo del 600 di Parma e poi con una collezione
02:13di Vanitas, che sono queste teste di morti che parlano scheletri o volti in decomposizione,
02:21ligozzi tra quelli più importanti, ma anche un contemporaneo come Bottoni, che sono una
02:27sua curiosità, un memento mori che è nel pieno gusto barocco e contemporaneamente è
02:34anche una specie di divertimento di chi è vivo e sa che gli toccherà di finire così
02:40e quindi in qualche modo qui c'è una specie di testamento spirituale o di visione del mondo
02:49cristiana, come lui è, in cui entra appunto la meditazione sulla morte, che però richiede
02:54una grande vitalità e quindi questa è la collezione di una grande vitalità con una
02:59grande versatilità, con molti oggetti, comprati con i soldi guadagnati con il lavoro, senza
03:05avere rendite, quindi naturalmente alcune cose sono costate molto, altre non sono state
03:11acquistate perché troppo costose e quindi è una collezione dei limiti di un editore
03:17che ha pubblicato le cose più belle del mondo e ha tenuto per sé quelle che ha trovato
03:21in un percorso di conoscenza e di formazione, in cui questa collezione è un esempio.
03:26Il po' da vedere così è quello che ognuno vorrebbe tra i collezionisti e non tutti riescono
03:30a fare.
03:31Pitture, sculture, oggetti d'arte in un'immensa raccolta che spazia dal 500 al 900, da Bernini
03:36a Legabù a Carracci, fino a pezzi unici di design come una Jaguar degli anni 60.
03:41La sala più grande e forse più monumentale del museo, questa sala con le colonne, fa vedere
03:47un'altra grande passione di Ricci che è la ritrattistica, ritrattistica sia di marmo,
03:53quindi di sculture e di busti, sia dipinta e quindi su queste tele, di cui la maggior
04:00parte sono del 600 o del 700, epoca in cui la ritrattistica dei personaggi potenti era
04:08una grande anche modo di comunicazione del potere da parte dei politici oppure degli uomini
04:14potenti dell'epoca. Di fianco a me, in mezzo alle colonne, per esempio, vediamo l'ultimo busto
04:23scolpito da Gian Lorenzo Bernini, del Papa Clemente X Altieri, che appunto commissionò a Bernini,
04:31che era il grande scultore famoso a Roma all'epoca, il suo busto in tarda età.
04:37Una piccola particolarità che abbiamo scoperto recentemente, perché poi noi dentro alla
04:44fondazione e dentro alla casa editrice un po' cerchiamo anche di fare della ricerca sulle
04:49opere d'arte che sono contenute nella collezione, è che Papa Clemente X Altieri, verso la fine
04:54dei suoi anni, ha deciso di costruire un labirinto in casa sua, e questo anche lo accosta un po'
04:59a quello che Ricci ha fatto qua.
05:00In mezzo al museo, alla collezione, si trovano dei computer, delle persone che lavorano,
05:05perché proprio dentro a questi spazi noi in realtà facciamo anche i libri, che è
05:10il core business di Franco Mararicci e l'attività che ha seguito per 50 anni.
05:16Il fatto di trovarsi in mezzo alle cose belle, in mezzo a una collezione molto variegata,
05:22dà anche la possibilità a chi lavora di essere ancora più sensibile a quello che sono le
05:29cose belle e le cose brutte, quindi a quello che è giusto pubblicare, quello che è giusto
05:33scegliere quando si fa un libro, è quello che invece va lasciato da parte.
05:37Molti di questi pezzi vengono da collezioni straniere, anche dagli Stati Uniti o da tutto
05:43il mondo, dove le opere italiane e europee erano finite per il corso degli eventi e Ricci
05:49ha avuto la possibilità di riacquistarle, quindi sul mercato antiquario, secondo la sua
05:53disposizione e le cose che gli piacevano, ha avuto la possibilità di riacquistarle e di
05:57riportarle in patria molte di queste.
05:59Molte opere, per esempio, della scuola di Parma del Settecento o in generale della scuola
06:04italiana, fiorentina, lombarda o romana del Seicento e del Settecento sono opere che erano
06:10state perdute negli anni e Ricci ha avuto la frontezza, così l'intelligenza di poterle
06:16riacquistare e di metterle a disposizione del pubblico italiano e straniero nel loro luogo
06:21di origine.
06:22Tra le sale del Museo del Labirinto la più apprezzata è quella dedicata all'Art Deco e ai bozzetti
06:26di due grandi artisti che collaborarono con la casa editrice di Ricci, Luigi Serafini
06:31e Dertè.
06:32Sì, le tavole di Luigi Serafini che ci sono alle mie spalle ricordano un'esperienza particolare
06:39legata alla casa editrice e al suo volume forse di maggior successo.
06:44Nel 1981 Luigi Serafini, che era un giovane artista poco conosciuto, si è presentato in
06:50casa editrice da Ricci e gli ha detto io è da cinque anni che sto lavorando per lei.
06:55e ha tirato fuori dalla sua valigetta un insieme di circa 200 tavole che rappresentano
07:01un mondo parallelo, come dire, un mondo visionario ed è una sorta di enciclopedia di questo mondo.
07:09Tavola dopo tavola si vedono animali, si vedono costumi, si vedono città che non esistono
07:15nella realtà ma sono descritte con una tale precisione attraverso in realtà delle scritture
07:19assolutamente incomprensibili che ci fanno come percepire che quel mondo esista e che sia
07:24un mondo parallelo talvolta somigliante al nostro ma in certi casi completamente distorto.
07:30Le tavole originali sono state collezionate, quindi acquistate da Ricci e ne ha fatto nel 1981
07:35il grande forse capolavoro della casa editrice di Franco Maria Ricci e capolavoro anche di Luigi
07:41Serafini che è il Codex Serafinianus che oggi è conosciuto in tutto il mondo dagli appassionati
07:47e che la cui prima edizione adesso ha un valore molto alto.
07:52Ertè anche è legato all'attività di Ricci come editore, molte appunto delle opere della collezione di Ricci
07:58sono legate alla sua attività di editore che lo ha riempito in tutta la sua vita, ha riempito il suo
08:03tempo
08:03in tanti anni. Romain de Tirtoff che si firmava Ertè a Parigi ha conosciuto Ricci verso la fine degli anni
08:1360
08:14e con lui ha collaborato per un volume che è Ertè e nel quale Ertè ha pubblicato molti dei suoi
08:24bozzetti
08:25soprattutto per il teatro e che tutti insieme rappresentano quello che era stato il gusto déco
08:32per eccellenza rappresentato nelle scene e nei costumi teatrali.
08:36Le statue invece sono un gruppo molto folto di opere delle quali Ricci si è innamorato in età abbastanza giovane
08:46perché quando Ricci aveva 30 anni era solito andare in Tunisia
08:51e in Tunisia nei mercati locali riusciva ad acquistare all'epoca ancora a prezzi piuttosto contenuti
08:58le opere di artisti déco francesi, per esempio Shiparus
09:02che avevano condizionato il gusto dagli anni 10 agli anni 20 del 900
09:12e oggi queste sculture invece sono molto apprezzate dai collezionisti
09:16ma Ricci all'epoca aveva avuto modo di acquistarne veramente una gran quantità
09:20La sala infatti che è dedicata alla scultura déco all'interno della collezione del labirinto
09:26è sicuramente tra le più apprezzate da tutti i visitatori
09:30La passione per l'editoria artistica si riflette naturalmente anche nella collezione di Franco Maria Ricci
09:35Nel labirinto è custodita infatti una biblioteca con un patrimonio di oltre 15.000 libri
09:40dedicati all'eccellenza di tipografia, grafiche e fotografia
09:43tra cui la più grande collezione privata di libri di Gian Battista Bodoni
09:47l'intera produzione di Alberto Tallone e naturalmente l'archivio dei 50 anni di storia
09:52e 600 prestigiosi volumi della casa editrice Franco Maria Ricci
09:56che ora sede nella tenuta
09:57Ricci negli anni ha collezionato circa 1200 volumi di Bodoni
10:02quindi si tratta come collezione privata forse della più numerosa che ci sia
10:06e ovviamente negli spazi del labirinto tra la collezione
10:11già alcuni capolavori di Bodoni sono esposti
10:13e piano piano con l'andare del tempo saranno esposti sempre di più
10:17l'esposizione dei libri è più lunga da progettare rispetto a quella delle opere d'arte
10:24perché richiede una particolare attenzione alla catalogazione e all'attività di archivio
10:31così come infatti presto sarà anche esposta l'opera di un grande tipografo del XX secolo
10:38che è Tallone e che ancora oggi la sua attività prosegue ancora oggi grazie alla sua famiglia
10:45e ai suoi eredi che hanno continuato anche come eredi artistici a stampare i libri
10:51con una grandissima cura e un'estetica che ricorda molto Bodoni
10:54Di sala in sala si arriva infine agli spazi pensati per accogliere le mostre temporanee
10:59la prima ad essere ospitata e che rimarrà allestita fino al prossimo 31 ottobre
11:03ha come protagonista quell'Antonio Di Gabue al quale nei primi anni Sessanta
11:07Ricci accordò una sua particolarissima attenzione strappandola all'etichetta del pittore Naif
11:12La mostra di Di Gabue e Ghizzardi è concentrata su quella che è la follia
11:18e la genialità della follia di questi due artisti
11:23quindi è la follia che è intesa non semplicemente come un luogo dell'esclusione
11:32quale invece ebbero a soffrire entrambi gli artisti, in particolare Di Gabue
11:38ma la follia come la spinta creativa che li ha portati a riscattarsi
11:45e è proprio per questo che vengono forse dopo tanti anni
11:53dalle prime mostre che erano state realizzate a Roma
11:56dove avevano visto Di Gabue e Ghizzardi insieme
12:02si ritrovano e troviamo due artisti che sono stati in passato
12:09erroneamente definiti come dei Naif
12:12e che invece ormai da diverso tempo sono stati riletti
12:17e rivisti in un senso completamente diverso
12:22inseriti in un contesto artistico internazionale
12:26e definiti quindi degli espressionisti, dei veri e propri espressionisti
12:32e cosa vuol dire espressionisti?
12:34vuol dire che tutto quello che è la loro vita, la sofferenza della loro esistenza
12:40si traduce in arte e si traduce in un'arte estremamente coinvolgente
12:49emotivamente coinvolgente
12:52e serve a loro per riscattarsi da un'esistenza di sofferenza e di dolore
12:58di esclusione proprio
12:59in primis Di Gabue che noi sappiamo
13:02aver avuto un'infanzia estremamente tormentata
13:06tra l'altro Di Gabue non è di Gualtieri come tutti potrebbero pensare
13:14non era italiano ma era svizzero
13:16lui era di madre di Cencenighe da Gordino
13:20e si erano trasferiti poi in Svizzera
13:25e quindi i suoi studi li ha fatti in Svizzera
13:32dopodiché quando si è trasferito a Gualtieri
13:36e ha acquisito il cognome di Di Gabue
13:41lì ha continuato ad avere la nostalgia poi della sua terra
13:48che si può vedere in diverse delle sue opere
13:51che mettono insieme una natura selvaggia
13:54da lui sognata, idealizzata, questo po'
13:59questi luoghi che lui frequentava
14:01che diventano invece dei luoghi estremamente selvaggi
14:05con delle belve feroci
14:06e d'altra parte si vedono sullo spondo
14:09spesso, soprattutto quando si autoritrae
14:13si vedono dei paeseggini di Liaci
14:16con le chiesette con campanili a punta
14:18che sono tipici della Svizzera
14:20quindi c'è un ricordo delle sue origini
14:23e della sua infanzia che ritorna sempre
14:26ma perché Di Gabue faceva così?
14:28Di Gabue cerca nell'arte di esistere
14:33di essere, di dire
14:34lui stesso diceva
14:35io sono un pittorio
14:37io sono un pittorio, lo sono davvero
14:38e lo ha dimostrato di esserlo davvero
14:43quindi questa che viene definita
14:45e veniva definita all'epoca
14:47una follia vera e propria
14:49tanto che lui è stato internato più volte
14:52di fatto era una follia creativa
14:54quel furor creativo
14:57come veniva definito dagli antichi
14:59e che porta quindi a dei veri e propri capolavori
15:02qui noi abbiamo un confronto tra due artisti
15:05due artisti tra l'altro padani del Po
15:10e due artisti che sono stati a lungo considerati
15:15soltanto dei naif
15:16o comunque degli artisti outsider
15:20messi un pochino ai margini
15:22mentre invece vengono riscattati
15:25e qui si rivela effettivamente
15:29la loro grandezza e la loro forza
15:32intendendoli come dei veri e propri espressionisti
15:35la follia che si traduce però in opere d'arte straordinarie
15:42e quindi che non è una follia intesa come solo emarginazione
15:47come demenza
15:50ma anzi come una vera e propria scintilla creativa
15:56che li riscatta
15:57Ligabue punta sugli animali
16:01sulla natura
16:03si identifica con la belva
16:06con l'animale
16:07mentre Ghizzardi
16:10sceglie le donne prevalentemente
16:12le donne le ama
16:15rivela nel suo quadro
16:17nel suo segno
16:18marcato, forte
16:19il desiderio di amarle
16:23di possederle
16:24ma anche di idealizzarle
16:25perché li idealizza comunque sempre
16:28quindi si vedono delle proprie teorie di donne
16:31più o meno famose
16:32che lui ha conosciuto
16:34e quindi abbiamo proprio questo confronto
16:37tra quella che è
16:38il rifugio
16:40diciamo
16:42interiore
16:43e il luogo del riscatto interiore
16:45per ognuno dei due artisti
16:46da una parte
16:47quindi la donna
16:48il femminino
16:49dall'altra invece per Ligabue
16:51l'animale
16:52e il luogo del selvaggio
16:54l'idea appunto è quella di
16:57fare un viaggio
16:59che parte
17:00dal labirinto
17:01o dalla follia
17:02nel caso
17:03più logico
17:04parte da Mantua
17:05dove c'è un museo della follia
17:06con un racconto delle condizioni
17:08che anche a Colorno
17:09per esempio
17:09non molto lontano di qua
17:11vedevano persone
17:13normali
17:15tenute come se fossero
17:16animali
17:17in una condizione di cattività
17:19che si è conclusa
17:21con la legislazione
17:24successiva
17:25alle proposte
17:27di Basaglia
17:28però è anche vero
17:29che alcuni dei matti
17:31che stavano in carcere
17:32in manicomio
17:35trovavano
17:36una libertà diversa
17:37da quella della libertà fisica
17:38nella creazione
17:39e allora
17:40qualche anno fa
17:41ho fatto la mostra
17:42Arte Follia
17:43e da lì
17:44si è generato
17:44un museo della follia
17:46che abbiamo
17:46allestito a Matera
17:48che sarà poi Capitale Europea della Cultura
17:49e oggi a Mantua
17:50quel percorso
17:52indica i luoghi
17:53le persone
17:54i malati
17:55e comunque le persone
17:56umiliate
17:57dalla condizione
17:58dell'ospedale psichiatrico
17:59e a un certo punto
18:00si libera
18:00in una specie di canto
18:02di gloria
18:02di bellezza
18:03e di euforia
18:04che è quello
18:05che si esprime
18:06nelle pitture di Ligabue
18:07con una mostra molto ricca
18:09che segue il percorso
18:11dagli anni 30
18:12fino agli anni 60
18:13di questo pittore
18:14grande del Novecento
18:15che è tenuto ai margini
18:17da una critica
18:18che non è capace
18:18di classificarlo
18:20e insieme a lui
18:21in una dialettica
18:22che viene sempre più potenziata
18:23anche Ghizzardi
18:25da lì poi
18:26uno uscito
18:27da questo racconto
18:29di due vite
18:29e di due espressioni
18:31d'arte
18:32legate alla follia
18:33arriva
18:34al labirinto
18:35il labirinto
18:35è un altro luogo
18:36dove la mente
18:36perde l'orientamento
18:38quindi
18:38ha a che fare
18:39con la follia
18:40e a margine
18:41di questo labirinto
18:41inventato da Franco Maria Ricci
18:43che entra nella storia
18:44perché è
18:45il primo editore
18:46di Ligabue
18:47quello che
18:48non che non ci fossero state
18:49altre pubblicazioni
18:50ma quello che fa
18:50un vero e proprio libro
18:51un libro di una veste
18:53editoriale straordinaria
18:54secondo il gusto
18:55di questo grande editore
18:57e riesce a far intendere
18:59che
19:00Ligabue
19:01non è un pittore naif
19:02non è un pittore
19:04da bambini
19:05o da favola
19:06o da racconto
19:07ma è un pittore
19:08intensamente drammatico
19:09il cui parametro è
19:10Van Gogh
19:11Ensor
19:12e
19:13Doganiere Lusso
19:15e quindi fa una bellissima pubblicazione
19:17nella convinzione
19:18che ci sia una grandezza
19:20che poi con il tempo
19:21si è affermata
19:22con lui
19:23lavora
19:23Cesare Zavattini
19:24e poi
19:25negli anni
19:26Mario De Micheli
19:27Marzio Dall'Acqua
19:28io stesso
19:29in una fondazione
19:31in un archivio
19:32che è retto
19:33da un
19:33amico
19:35giovane
19:35di Ligabue
19:36che è Augusto Tota
19:37che ha tenuto viva
19:39la fiamma
19:40della grandezza
19:40di questo pittore
19:41e parallelamente
19:42di quella
19:43di Ghizzardi
19:44oggi
19:44Franco Maria Ricci
19:45guarda quasi
19:46con più interesse
19:47Ghizzardi
19:48perché c'è ancora
19:48un margine di scoperta
19:50mentre per Ligabue
19:51tutto è compiuto
19:52se non forse
19:52la dimensione internazionale
19:54che gli deve essere riconosciuta
19:55e allora
19:56anche qui
19:57il percorso del labirinto
19:58finisce con
19:59una liberazione
20:01un volo
20:02all'interno
20:03di una
20:03esposizione
20:04negli spazi
20:05molto sofisticati
20:06del museo
20:07delle cose
20:08di Franco Maria Ricci
20:09delle sue bellissime edizioni
20:10e poi ecco il percorso
20:11qui vediamo
20:12Ligabue
20:12e questo signore
20:13in un quadro
20:14raffinatissimo
20:15degli anni 40
20:16che non farebbe pensare
20:18che è un primitivo
20:19come non è
20:19va misurato
20:20con i grandi pittori tedeschi
20:22di quel momento
20:22con Otto Dix
20:23con Grozza
20:24certo questo è un episodio
20:25che io guardo sempre
20:26con molta ammirazione
20:27poi i suoi ritratti
20:29saranno invece
20:30più legati
20:31alla campagna
20:32più legati
20:33al mondo contadino
20:34che peraltro
20:35è una parte
20:36del doppio mondo
20:37di natura
20:38che egli vive
20:39che da un lato
20:40è il mondo domestico
20:41di polli
20:43galli
20:45lepri
20:46conigli
20:47gatti
20:48che è quello domestico
20:49e poi c'è quello
20:50che invece
20:51lo prende dentro
20:52che è come la sua rabbia
20:53che è il mondo
20:54degli animali feroci
20:56della foresta
20:56però non c'è la foresta
20:57c'è il po
20:58sono gli alzini del po
20:59e in quel po
21:00lui immagina
21:00che improvvisamente
21:01invece del cane
21:02come si vede
21:03in questo quadro
21:03delle lepri
21:05o di quello
21:05che può essere
21:06a portata
21:07del cacciatore
21:08che lui
21:08misura di essere
21:09in questo capolavoro
21:10ci siano invece
21:12degli animali
21:13delle tigri
21:13dei leoni
21:14di una specie
21:15e questo è
21:16una metafora
21:17di una condizione interiore
21:19di grande vitalità
21:20ed energia
21:21che rende la sua produzione
21:22una produzione
21:23diciamo a tre livelli
21:24anzi a quattro livelli
21:26gli autoritratti
21:27i ritratti
21:28di persone
21:29rari
21:30ma interessanti
21:32i paesaggi
21:33domestici
21:34rurali
21:35agricoli
21:36e i suoi capolavori
21:38alla fine anche Ricci
21:39ne ha uno
21:39di questa serie
21:41gli animali
21:42della foresta
21:42gli animali
21:43di un'Africa
21:44mai vista
21:45ma sognata
21:45e in questo
21:46devo dire
21:47che la sua epica
21:48è sublime
21:49e la sua forza
21:50è la forza
21:51di un grande pittore
21:52che va misurato
21:53appunto
21:53per gli autoritratti
21:55con Van Gogh
21:56e per
21:57la foresta
21:58con il domaniere Rousseau
21:59tutto questo
22:00è già
22:01e sarà sempre di più
22:02il caso dell'altro
22:04è il caso invece
22:05di un uomo straordinario
22:07quasi evangelico
22:08che vede il mondo
22:10in una dimensione
22:12in cui ogni uomo
22:13merita di essere
22:15guardato negli occhi
22:16e restituito
22:17nei ritratti
22:18quei ritratti
22:19poi sono in gran parte
22:20ritratti di donne
22:21di donne amate
22:22desiderate
22:22anche le famose attrici
22:24del cinema
22:25italiano
22:26del novecento
22:27e tutto questo
22:28entra in questo mondo
22:29di Ghizzardi
22:29che è un mondo
22:31da cui
22:31c'è qualche animale
22:33ma insomma
22:34soprattutto sono persone
22:35esseri umani
22:36che stanno con lui
22:37stanno intorno a lui
22:38e quindi è perfettamente
22:40complementare al mondo
22:41degli animali
22:42di Rigabue
22:42messi insieme
22:44i due raccontano
22:45come un'alterazione
22:46della mente
22:47diventa invece
22:48una meraviglia
22:49della visione
22:50e quindi
22:51l'idea
22:52che arte e follia
22:54vadano insieme
22:54come dice anche
22:55l'insegna
22:56della mostra
22:57di Fontanellato
22:58qui siamo a Masone
22:59di Fontanellato
22:59al labirinto
23:00e siamo partiti
23:02da Mantua
23:02e siamo arrivati
23:03fin qua
23:03abbiamo trovato
23:04in entrambi i luoghi
23:05i Gabbue e i Ghizzardi
23:06e abbiamo visto
23:07come l'arte
23:08in qualche modo
23:09sia una forma
23:10di assoluta libertà
23:11e superi anche
23:12i vincoli
23:13di quelli
23:13che nella società
23:14vorrebbero esiliarti
23:16confinarti
23:17chiuderti
23:17in un manicomio
23:18o considerarti pazzo
23:19quindi arte e follia
23:21l'Igabue e Ghizzardi
23:22venire al labirinto
23:23secondo me
23:24innanzitutto
23:25soprattutto in questi mesi
23:27così
23:27che diventano sempre più caldi
23:29è un modo
23:30meraviglioso
23:31per passare
23:31una bella giornata
23:32all'aria aperta
23:33i corridoi
23:34del labirinto
23:35sono ombrosi
23:36l'aria
23:37rispetto a fuori
23:38è fresca
23:39e ci sono un sacco
23:40di occasioni
23:41dentro al complesso
23:42del labirinto
23:43per poter passare
23:44del tempo piacevole
23:46ma anche per
23:48imparare
23:49e
23:50passare la giornata
23:51coltivando
23:52interessi culturali
23:54in un modo
23:54un po' originale
23:55in un po' originale
24:25in un po' originale
24:25Grazie a tutti.
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