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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00Gianluca Zurlini, alla morte di Elvio Ubaldi furono tanti naturalmente i commenti, le analisi
00:09e ne venne fuori forse qualcosa che stava nel bene e nel male contemporaneamente.
00:16Mi chiedo allora, e sono molto curioso naturalmente di leggerlo, che cosa il tuo libro ci dice
00:21da questo punto di vista? Come possiamo in qualche modo, se possibile, catalogare l'era
00:26Ubaldi che tanto ha caratterizzato la politica cittadina?
00:29Il titolo del libro è Elio Ubaldi una città in testa e l'idea del libro, che peraltro
00:35mi è stato commissionato, che non è la parola data, ma mi è stato richiesto proprio dagli
00:44amici di Elio Ubaldi per ricordare quello che è stato superato e io ho aderito volentieri
00:51alla richiesta perché è un libro nel quale, oltre a contenere le testimonianze di alcuni
00:57degli assessori civici in particolare, quelli che più a lungo hanno lavorato con
01:00lui, ma con una testimonianza di Elio Ubaldi come politico soprattutto a tutto tondo, partendo
01:09da lontano, cioè da qual è la sua storia personale per capire come è arrivato a avere
01:13l'idea di città che aveva in testa. Quello che esce dal libro, che vuole uscire dal libro
01:17è che con tutte le critiche che si possono fare all'operato o a scelte, come sempre per
01:25quanto riguarda gli amministratori pubblici, la cosa chiara è che aveva una visione chiara
01:31della città nella sua testa e l'ha sviluppata per quanto ha potuto nel corso di tutti i suoi
01:37nove anni di mandato, partendo addirittura dai cinque anni fatti come vice sindaco nel
01:42pentapartito negli anni 90, perché non va dimenticato che lui, il dato di base è che
01:46è stato 35 anni in consiglio comunale, dal 1979 al 2014, che già questo è un record
01:52che dice anche quanto così fosse attaccato alla città e la metà li ha fatti in maggioranza
01:58e la metà all'opposizione, compreso il periodo iniziale di apprendistato e poi un
02:03perso in maggioranza, ancora all'opposizione con la scelta della fondazione del movimento
02:07civico, la civiltà parmigiana e poi anche l'ultima parte è ancora l'opposizione.
02:11Ecco, il paradosso forse è che Ubaldi è stato un personaggio di spicco della cosiddetta
02:15prima repubblica cittadina, ma poi quasi ancora di più, anzi ancora di più è stato
02:20un personaggio di spicco del nuovo sistema, quello dell'elezione diretta del sindaco,
02:25soprattutto la rielezione fu davvero quasi un plebiscito. Ecco, come si spiega una simile
02:32longevità che credo non abbia paragoni, quantomeno nella nostra storia politica?
02:38L'elezione di Tampio si spiega con il fatto che lui era più che un politico, ha fatto
02:44una carriera politica, ma è stato un amministratore, ha legato la sua carriera sempre alle sorti
02:51della città, è sempre rimasto, sullo sfondo ha rinunciato anche a incarichi di partito
02:57che potevano essere anche a livello regionale, a parte quando erano i giovani della DC, sempre
03:02sostanzialmente legato alla città, tant'è che l'unica vera corsa che ha fatto a livello
03:05nazionale, l'ha fatta nel 1992 per la Camera dei Deputati, quando c'erano 4 parmigiani
03:11in corso per un solo posto con una preferenza unica, con Borli, Prati e Duce e appunto lui
03:18come... ma perché? Perché era verso la fine ormai della prima repubblica con la crisi
03:23dei partiti e voleva andare in Parlamento per dare un contributo al cambiamento che ormai
03:28si capiva, non c'erano ancora Forza Italia, non c'erano ancora i nuovi partiti, però si
03:33capiva che si stava andando verso la fine della repubblica cosiddetta e nel contempo a Parma
03:40c'era una situazione un po' particolare perché poi si sarebbe andato anche all'elezione del
03:45sindaco nel 1994, quella prima volta con l'elezione diretta. Quindi in quella circostanza decise
03:52di provare la corsa a Roma dove non riuscì, ma a Parma ebbe un vero e proprio plebiscito,
03:57con i risultati di Parma sarebbe stato eletto, ma la circoscrizione andava da Modena fino
04:01a Piacenza e vinse Borri che era dal 1976 in Parlamento e che aveva quindi un radicamento
04:06maggiore a sicurezza di Parma. Sicuramente Parma era l'abito che gli piaceva di più.
04:09E allora per chiudere io ti chiedo quasi a modi due titoli da giornale, la parte migliore dell'eredità
04:15che ci lascia Ubaldi e quella magari invece dove ci sarebbe da ridire o da riflettere
04:20più in senso critico? La parte migliore è il coraggio di credere in una città migliore,
04:29le famose critiche per la città grande da 400-500 mila in Italia che in realtà non era mai stato
04:35quello
04:36ma era l'ambito di riferimento. Comunque il coraggio di credere comunque in una città migliore,
04:41più grande e più bella e quindi con anche una sorta di amore per la città. La parte peggiore è
04:46quella
04:47di non aver creato una classe dirigente che potesse raccogliere questa eredità in modo degno
04:53perché di fatto il suo più grave errore di là delle scelte sulle infrastrutture è stata la scelta del suo
05:01successore
05:01e che si capisce anche, lo scrivo anche tra le righe nel libro, di fatto è stata poi in parte
05:07dovuta
05:11alla convinzione che fosse più manovrabile magari di altri che poi non si è rivelata veritiere,
05:16quindi questo è stato un po' il suo, non aver creato un altro baldi ma comunque una classe dirigente
05:22che potesse raccogliere la sua eredità per portare avanti il progetto che lui in prima persona,
05:27visto che non c'era il terzo mandato per il quale molto probabilmente sarebbe stato rieletto,
05:31non ha potuto portare avanti.
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