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Trascrizione
00:22Gentili telespettatori, benvenuti a questa rubrica sui segreti del cervello, pillole
00:28di neuroscienze. Abbiamo pensato di realizzare con lo staff di TV Parma un ciclo di brevi
00:36incontri sulle neuroscienze, nella speranza di condividere insieme, con una declinazione
00:44il più possibile comprensibile e divulgativa, un po' di cultura scientifica, che sappiamo
00:51essere motore di progresso oggi come ieri e veicolo di ascesi antropologiche ed esistenziale
00:59individuale e sociale. In effetti la società senza la cultura, diceva qualcuno, è una
01:06giungla e lo stesso San Paolo VI dice che la cultura è la vita stessa, la dignità, il
01:14vertice della persona e della comunità. Parleremo del cervello, faremo un viaggio tra le sue vie
01:23e i suoi centri, per due motivi. Prima di tutto perché Parma è una patria importante delle
01:30neuroscienze, grazie alla presenza dell'Istituto di Fisiologia dell'Università, diretto per anni
01:38dal professor Giacomo Rizzolatti, straordinarie figure di neuroscienziato e che vanta oggi altri
01:46illustri ricercatori come Vittorio Gallese, il dottor Avanzini, il professor Bonini. È lì
01:52che sono stati scoperti più di vent'anni fa i famosi neuroni specchio, una scoperta eccezionale
02:00che ha fatto dire allo scienziato Vilaniun Ramachandrane, indiano che lavora negli Stati Uniti,
02:07che la scoperta dei neuroni specchio sta alla psicologia come la scoperta del DNA alla
02:14biologia. L'altro motivo per cui abbiamo strutturato queste presenze televisive è che negli ultimi
02:25anni abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione scientifica che ha incrementato la
02:31nostra conoscenza sulla struttura e sulla funzione dei processi cerebrali grazie proprio
02:38alle neuroscienze cognitive che si fondano sull'utilizzo delle tecniche di indagine che abbiamo
02:45anche in diagnostica, la risonanza magnetica funzionale, la PET, cioè la tomografia emissione
02:51di positroni, le mappe elettroencefalografiche e anche analizzando i pazienti con lesioni cerebrali
02:59focali, cioè utilizzando la neuropsicologia classica. Quella delle neuroscienze è una delle
03:07scommesse più audaci e intriganti della scienza contemporanea. Coniugando saperi antichi con
03:15scoperte recentissime, oggi sono in grado di contribuire in modo concreto e oggettivo ad
03:23affrontare dei temi come l'espressione simbolica, l'arte e l'estetica che prima erano appannaggio
03:30esclusivo delle scienze umane, in primis la filosofia, che oggi se vuol continuare ad essere
03:37suprema ricerca della verità e conoscenza del reale deve tener presenti i dati empirici forniti
03:43dalla scienza. Perché la scienza senza la filosofia è vuota, ma la filosofia senza la
03:50scienza è cieca. Oggi il ricercatore filosofico deve mirare al vero partendo dal provato. E
03:59le neuroscienze oggi quindi hanno ampliato l'interesse della scienza proprio ai prodotti
04:06della mente umana, al pensiero, ai meccanismi della conoscenza. E si sono trovate numerose
04:14correlazioni neurobiologiche, meccanismi, circuiti chimici e fisici che sottendono dei processi
04:22mentali come la capacità decisionale, il senso del piacere e la percezione della bellezza.
04:29Oggi insomma c'è un connubio sempre più indispensabile e felice tra il simbolico e il
04:36biologico, tra le scienze umanistiche e le scienze della natura. Con le tecniche che
04:43accennavo prima di Brain Imaging abbiamo potuto capire quali lampadine si accendono quando facciamo
04:51determinati compi. Se assaporiamo un cibo, se leggiamo una poesia, se ascoltiamo un brano
04:57musicale, se guardiamo un'opera d'arte. Abbiamo costruito così una specie di mappa, una cartografia
05:04delle varie funzioni cerebrali. Localizzare non vuol dire spiegare, ma è un punto di partenza
05:11fondamentale, altrimenti vuole anche dire che stiamo cercando qualcosa che non c'è. E sempre
05:17tenendo presente di non essere troppo neuromaniaci e troppo riduttivi, riduzionisti, ritornando
05:26all'antica ottocentesca frenologia di Gall e Spurzheim che, pensate, facevano derivare
05:33le funzioni mentali e i tratti del carattere dalle bozze, dai bernoccoli del cranio. Si
05:40parlava che uno ha il bernoccolo della matematica, uno ha il bernoccolo della letteratura. E comunque
05:47non dobbiamo mai scavalcare la psicologia esasperando la supremazia biologico-fisico-chimica
05:54nella descrizione del cervello. E vedremo nel corso delle prossime puntate i vari settori
06:03di ricerca delle neuroscienze. C'è una neuroetica o neuroscienze sociale che si occupa di trovare
06:11correlati neurali di valori come verità, giustizia, empatia, altruismo, amicizia, solidarietà,
06:18volontariato, gratitudine, perdono, gentilezza. E ne vedremo l'importanza che hanno questi
06:26valori oggi come fonte di benessere per l'individuo e la società. C'è una neuroeconomia che cerca
06:35di capire come il cervello decide in campo economico, come apriamo il portafoglio. C'è una neuroestetica
06:45che si occupa di stabilire connessioni plausibili, anche se non definitive, tra la fruizione estetica
06:53della bellezza e quello che avviene nel cervello. L'altro motivo che è alla base delle nostre
07:04puntate è che il cervello, sapete, è l'organo protagonista della nostra vita. Ci fa ragionare,
07:12imparare, emozionare, immaginare, sognare, fantasticare, innamorare e lavorare. Ed è un
07:21organo che è il più maneggevole, il più dinamico, il più plastico, il più autopoietico
07:28di tutto il corpo umano. Pensate che nasciamo con cento miliardi di neuroni che sono poi collegati
07:36tra di loro da una fittissima rete di contatti che si chiamano sinapsi. E il cervello è un
07:43chilo e quattro e un chilo e due per le donne, un chilo e quattro per l'uomo alla nasita,
07:50di sostanza grigia e bianca. E pensate, è il cervello più grande di tutti gli esseri viventi,
07:57naturalmente in base al peso corporeo. E pur essendo il 2% consume il 20% dell'ossigeno
08:05totale. Quindi è un laboratorio dinamicissimo con un metabolismo importantissimo. E praticamente
08:14è molto, l'unico carburante è il glucosio e la sua energia si ottiene dall'ossidazione
08:23di questo zucchero. Non ha riserve di glucosio, c'è una circolazione autoregolata ed è molto
08:31sensibile appunto non avendo riserve ai cali di zucchero, ai cali di ossigeno. Diciamo che
08:40il peso del cervello non correla alle capacità cognitive e alla genialità. Ci sono stati grandi
08:48studi nell'Ottocento che aveva così l'ossessione di trovare i confini della normalità. Hanno pesato
08:55il cervello, molti studiosi, di ricercatori, di scienziati, ma non diciamo si passava da il peso
09:04diciamo così del matematico Gauss, un chilo e quattrocentonovantadue, all'uno e trecentocinquantadue
09:12di von Libby. Il cervello di Einstein, certo, d'anziano era 1215 grammi e così furono riscontrati
09:23grandi cervelli a Kant, ad Alessandro Volta, a Sant'Ambrogio. Mentre elementi sfuggenti di
09:30Manzoni e di Petrarca, il cranio asimmetrico di Dante Alighieri e di Pericle, sono state benevolmente
09:37considerate eccezioni alla regola. Pensate comunque che nel Guinness dei primati il cervello
09:45più pesante è quello di due chili dello scrittore russo Ivan Turgenev. Comunque quello, l'ultima
09:54notizia che vi voglio dire è che oggi noi, oggi e sempre, costruiamo il nostro cervello tutti i giorni
10:04con le esperienze che facciamo, arricchendo l'architettura della rete di connessione tra i
10:11neuroni, rete su cui si basa naturalmente, si basano le nostre funzioni simboliche superiore.
10:19E il cervello si nutre soprattutto di attività stimolanti, cognitivamente, ma che siano anche
10:26emotivamente piacevoli, gratificanti, appassionanti, piacevoli. E che cercheremo di declinare questi
10:35stimoli come straordinariamente propositivi per la sua salute, proprio con l'aiuto delle
10:42neuroscienti. Insomma, conoscere il cervello vuol dire naturalmente usarlo bene e tenerlo in forma
10:50italiana. E questo lo vedremo nelle prossime puntate.
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