00:01È passato un anno da quel 4 agosto del 2020, quando una delle più potenti esplosioni non
00:06nucleari della storia ha devastato il porto di Beirut, uccidendo 207 persone, ferendone
00:12più di 6.000. L'unica certezza finora emersa è che l'esplosione è stata generata dalla
00:16detonazione di 2750 tonnellate di nitrato di ammonio. Da più parti si è invocata l'apertura
00:22di un'inchiesta internazionale indipendente, ma finora le indagini sono quelle svolte dalle
00:26autorità libanesi, da febbraio guidate dal giovane giudice Tarek Bitar, subentrato al
00:31più esperto procuratore Fadi Sawan, rimosso dal suo incarico su forti pressioni politiche
00:36dopo che aveva incriminato tre ex ministri. Il giudice Bitar ha però insistito sulla pista
00:40aperta alla Sawan e un mese fa ha aperto un fascicolo contro nove personalità ai vertici
00:45delle istituzioni e dei servizi di sicurezza del paese. Sulle cause dell'esplosione, l'ipotesi
00:49finora più accreditata è quella accidentale, anche se gli inquirenti non hanno ancora escluso
00:53quella di un attacco missilistico. Il Libano è intanto sempre più in ginocchio, il sistema
00:57bancario è fallito dal 2019 ed è ormai cronica l'assenza di benzina, elettricità e medicinali.
01:03Le Nazioni Unite stimano ad oltre 350 milioni di dollari gli aiuti d'emergenza per la popolazione
01:08che si tenteranno di raccogliere nell'imminente conferenza internazionale.
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