00:01A livello mondiale un terzo delle bottiglie di bollicine vendute sono di Prosecco, un successo
00:06che per il Made in Italy vale il 69% delle esportazioni per un controvalore di circa
00:11un miliardo e mezzo di euro nel 2020 e che molti tentano di inseguire. Da ultima la Croazia,
00:15che ha chiesto all'Unione Europea il riconoscimento del termine Prosec. Nel 2013 Zagabria aveva
00:21già provato a registrare la denominazione di origine di un vino tradizionale, un passito
00:25denominato Prosec, ma la domanda era stata respinta dalla Commissione. Oggi, come sette
00:30anni fa, è arrivata immediatamente la levata di scudi da parte dei produttori e delle istituzioni
00:34a tutela di una produzione iconica che vanta una DOCG per l'area storica di Conegliano
00:39Valdo Biadene e una denominazione di origine controllata che annovera produttori in Veneto
00:44e in Friuli. Il regolamento europeo in materia stabilisce che ogni denominazione di origine
00:48come il nostro Prosecco deve essere difesa da ogni tentativo di imitazione, anche attraverso
00:53la semplice traduzione linguistica. Peraltro, il via libera della Commissione alla domanda
00:57sul Prosec, secondo molti esperti, non è in linea con la giudisprudenza della Corte di
01:01Giustizia europea, la quale ha in passato chiarito che anche la semplice evocazione, anche solo
01:06pittorica, di una denominazione di origine protetta può costituire una violazione del diritto europeo.
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