00:00Mentre si punta a velocizzare la campagna vaccinale anti-covid sul territorio nazionale,
00:05parte a rilento e non senza difficoltà il coinvolgimento dei medici di famiglia chiamati
00:10a contribuire alle vaccinazioni nei loro studi o presso i locali delle ASL.
00:14Primo problema è la scarsità delle dosi, sono solo 10 a settimana per medico quelle
00:18finora arrivate. L'impegno e la disponibilità dei medici c'è, ha spiegato all'ANSA il
00:23segretario della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, Silvestro Scotti,
00:27ma bisogna fare i conti con la disponibilità limitata dei vaccini da un lato e con i ritardi
00:31delle regioni dall'altro. In questa prima settimana, afferma, stimiamo in circa 100.000 le dosi
00:37arrivate ai medici nelle regioni partite. Il punto però è che sono ancora poche le regioni
00:42in cui è concretamente partita la vaccinazione negli studi medici, ma c'è di più. Come
00:46denunciano i camici bianchi, una situazione anomala si sta determinando anche rispetto
00:50alle categorie prioritarie da vaccinare, poiché nella pratica stanno rimanendo indietro nelle
00:55immunizzazioni le persone fragili con patologie. Infatti, dal momento che il vaccino che sarebbe
01:00più disponibile è AstraZeneca, utilizzabile però solo nella fascia 18-65 anni senza patologie,
01:06molte dosi non si stanno utilizzando per la categoria dei vulnerabili, ma sono dirottate
01:10su altri soggetti meno prioritari.
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