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  • 2 days ago
Da Taylor Swift a Giusy Ferreri, cresce il numero degli artisti che stanno registrando il loro marchio vocale per contrastare gli effetti collaterali dell’intelligenza artificiale, come i deepfake vocali e le clonazioni, che non risparmiano nemmeno l’industria musicale. Solo nel 2025, per esempio, sulla piattaforma Deezer sono stati oltre 13 milioni i brani creati con l'AI e le frodi rappresentano fino all’85% degli ascolti. Caso emblematico, il brano Heart on My Sleeve, diventato virale su Spotify, Apple Music e TikTok, con le voci di Drake e The Weeknd clonate da un misterioso creator. Oggi il settore si interroga quindi sul futuro della tutela della voce nell’era dell’AI. Secondo gli esperti, il problema non riguarda più soltanto la difesa da utilizzi illeciti, ma anche la necessità di riconoscere la voce come un vero patrimonio economico da proteggere in modo legittimo. A fare il punto lo studio legale internazionale Ontier, che insieme a Rockol MusicBiz ha riunito a Milano i rappresentanti di alcune delle maggiori società di discografia, publishing e management per presentare forme inedite di sfruttamento commerciale legittimate come nuove soluzioni di tutela per gli artisti.

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Transcript
00:04Voce e intelligenza artificiale si intrecciano in un contesto, quello attuale, segnato da un
00:09progresso tecnologico che porta con sé vantaggi, ma anche numerose problematiche. Ne sono un esempio
00:15deepfake e clonazioni vocali. Risultato? Secondo un recente studio, il 97% delle persone non riesce
00:22a distinguere tra musica generata interamente dalla I e musica creata dall'uomo. Probabilmente
00:28gran parte di loro avrà ascoltato il brano Heart on my sleeve, creato con l'intelligenza
00:33artificiale per riprodurre le voci di Drake e The Weeknd. Una creazione diventata virale
00:38su Spotify, Apple Music e TikTok prima della rimozione richiesta dalle major. La tecnologia
00:44sta correndo più veloce del diritto alla voce. Il diritto alla voce nel nostro ordinamento
00:50è un diritto della personalità. Ciò però non impedisce che vi siano in alcuni casi
00:58utilizzazioni economiche della voce di cui bisogna tenere conto. Clonare la voce significa
01:04che oggi con intelligenza artificiale si può riprodurre la voce di un artista e fargli dire
01:11o cantare ciò che si vuole. Ecco perché il fenomeno sta assumendo una dimensione più
01:17ampia. La voce come asset economico da tutelare, come asset proprietario.
01:23La cantante Taylor Swift, Giusy Ferreri o il doppiatore Luca Ward hanno adottato strumenti
01:29di protezione che includono la registrazione del marchio sonoro. Ma se si passasse da un
01:34approccio difensivo a uno proattivo. Lo studio legale Ontier ha provato a cambiare prospettiva
01:40e a trasformare il rischio in opportunità. Se ne è parlato a Milano al workshop organizzato
01:46insieme a Rock All Music Beads, la nuova frontiera dei diritti, la tutela della voce. Un appuntamento
01:51che ha coinvolto rappresentanti di alcune delle maggiori società di discografia, publishing
01:56e management.
01:57Vorremmo passare da un approccio reattivo difensivo, la tutela della voce, a un approccio proattivo
02:04cioè la valorizzazione economica dell'asset voce come asset strategico. Intendiamo il
02:11dataset AI. Il dataset AI raccogliendo frequenze, timbri, modi di cantare, modi anche di interpretare
02:21unicamente il repertorio o il contenuto consente di poterlo difendere contro tutti e in maniera
02:29assoluta.
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