Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 5 anni fa
I risultati in uno studio dell'ospedale San Raffaele di Milano, illustrato dal professor Benedetti

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Nei mesi del lockdown siamo stati segregati in casa e per garantire la nostra salute e proteggerci dal virus
00:08siamo stati sottoposti a un lungo periodo in cui i principali sincronizzatori dei ritmi,
00:16cioè la luce del sole, non sono stati disponibili.
00:18E questo è un problema che credo tutti coloro che ci ascoltano e che magari hanno vissuto questi periodi di
00:23lockdown
00:24hanno visto nella loro esperienza.
00:26Si dorme male la notte, è paradossale, uno non ha niente da fare, ma si appisola di giorno, dorme male
00:32la notte,
00:33i ritmi si desincronizzano, si mangia a secondo ritmi completamente saltati.
00:40Questo nei pazienti che hanno sofferto di polmonite da Covid è stato moltiplicato in modo esponenziale
00:46perché queste persone sono state chiuse in ospedale, in isolamento totale, in ambienti ovviamente protetti
00:53anche per quello che riguarda la circolazione dell'aria, per non diffondere la contaminazione
00:58e quindi hanno avuto un lunghissimo periodo di totale mancanza di sincronizzazione dei ritmi circadiani.
01:05Questo noi pensiamo possa aver contribuito ai risultati che abbiamo ottenuto e che adesso le dico.
01:10L'altro fattore importantissimo è che noi pensiamo proprio a un ruolo patogeno diretto
01:15dell'infiammazione, dei suoi effetti sul cervello nei confronti della depressione.
01:20E il dato, devo dire, è stato abbastanza impressionante quantitativamente.
01:27Noi abbiamo sistematicamente visitato tutti i pazienti che sono stati dimessi dall'ospedale San Raffaele
01:34dopo polmonite da Covid.
01:35Alcuni dimessi molto rapidamente perché, come lei sa, c'era l'urgenza di avere posti letto disponibili
01:42e quindi seguiti a casa, seguiti a casa con terapie monitorate da parte dei dipartimenti di emergenza
01:48e dei nostri medici, altri invece, e della grande maggioranza, ricoverati con un tempo di degenza
01:54che tipicamente era di tre settimane o anche un mese.
01:57E quello che abbiamo osservato a un mese dalla dimissione, a un mese dalla guarigione clinica
02:02della malattia polmonare, è stata la comparsa di sintomi di tipo ansioso e depressivo.
02:08Da un lato i sintomi di disturbo post-raumatico, le persone si svegliavano alla notte sognando
02:14quello che avevano visto, magari in ospedale, con l'angoscia, con queste sensazioni di mancanza d'aria.
02:20Persone, dobbiamo immaginare, che conducevano un'esistenza normale, lontane dalla medicina
02:25e che sono state ricoverate in una situazione di emergenza, hanno visto persone morire,
02:30magari hanno perso i loro familiari.
02:32Tutto questo, ovviamente, produce una reazione ansiosa, una forte angoscia
02:38in chi deve essere testimone di questi fatti.
02:40Ma l'altro aspetto era, invece, il comparire, a distanza di qualche settimana dalla guarigione clinica,
02:46di sintomi di tipo depressivo e quindi mancanza di energie, affaticabilità,
02:52non spiegabile dalle conseguenze sulla saturazione polmonare.
02:57Parliamo di persone guarite dalla malattia e soprattutto quella sindrome depressiva
03:04che ha aspetti cognitivi, sentimenti di colpa paradossali.
03:09Non c'è colpa nell'ammalarsi, ovviamente, non c'è colpa nel sopravvivere,
03:13ma le persone rimuginavano sul fatto che per quale motivo loro fossero sopravvissuti,
03:19avessero dovuto vedere morire persone più degne di loro.
03:23una vera e propria sindrome depressiva, un episodio depressivo
03:26che abbiamo visto persistere anche a tre mesi di distanza.
Commenti

Consigliato