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Trascrizione
00:00Non ci sono segni evidenti di violenza. L'esame tossicologico esclude la presenza di droghe o
00:06farmaci psicoattivi. E' quanto emerge in estrema sintesi dall'autopsia sul corpo di Alessandra
00:12Ollari. Le cause del decesso, scrive il medico legale, non sono ad oggi identificabili. L'esame
00:17autoptico, svolto il 28 febbraio, quindi non permette di fare del tutto chiarezza. Il corpo
00:23della donna fu rinvenuto il 2 febbraio scorso. La procura di Parma ha aperto un fascicolo per
00:27amicidio volontario. Non risultano però persone iscritte nel registro degli indagati. La 53enne
00:33era svanita nel nulla. Dal giugno scorso fu il compagno Ermete Piroli a recarsi dai carabinieri
00:38e denunciarne la scomparsa. Nei mesi successivi il RIS svolse un lungo sopralluogo nell'abitazione
00:44della Ollari. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, venne trovato in un prato
00:49adiacente a Via Sidoli, vicino all'incrocio con Via Zoni, nascosto tra la vegetazione, a
00:55circa un chilometro dall'abitazione della 53enne. Già il riconoscimento fu molto difficile. Secondo
01:01la dottoressa Donatella Fedeli, incaricata dalla procura, è ragionevole ipotizzare l'epoca del
01:05decesso in un lasso di tempo compreso tra 6 e 12 mesi antecedenti il rinvenimento. Sono però
01:12escluse azioni traumatiche interessanti l'apparato scheletrico, fratture quindi. L'assenza di liquidi
01:17biologici però non permette in alcun modo di individuare eventuali sostanze potenzialmente
01:23letali presenti al momento del decesso. Una morte che resta quindi un giallo. Intanto
01:28il luogo del ritrovamento si presenta così oggi, coperto da una vegetazione fittissima
01:33in un'area quasi inaccessibile e sembra più facile capire perché nessuno per mesi abbia
01:38individuato il corpo di Alessandra.
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