00:00Una delle visite più significative e importanti per i ragazzi impegnati nel viaggio della memoria,
00:07siamo al memoriale del campo di concentramento di Ravensbruck,
00:12fu il principale lager al femminile della Germania nazista.
00:20Quello che mi ha colpito maggiormente quando sono entrata in questo campo
00:25sono sicuramente i silenzi e i vuoti che non si sentono e non si vedono all'interno di questo campo,
00:35quindi proprio l'odore nauseante che ormai non si sente più, dei corpi che venivano bruciati,
00:41la piazza piena di donne, le urla, i cani che abbaiavano.
00:47Mi ha colpito il fatto che queste donne qui venivano sfruttate sostanzialmente
00:51da un potere che voleva soltanto approfittarsi di una mano d'opera in difesa.
00:59Anche se ora non c'è più niente di così crudele come la storia racconta,
01:05ma comunque si percepisce tutto, tutto è nell'aria, tutto è in questo silenzio.
01:09Ricordano tutto il dolore che è passato di qui.
01:14Hanno bisogno di queste immersioni in un mondo che non conoscono e che non possono appieno capire
01:22semplicemente ascoltando le nostre spiegazioni e leggendo sui libri.
01:29Le case delle guardie al campo alle mie spalle già dicono tanto di un posto costruito
01:35in quella che era definita una piccola Siberia.
01:38Qui sono state deportate oltre 100.000 persone, ne morirono oltre 90.000.
01:44Ha colpito molto il distacco comunque fra il campo di concentramento e la vita al di fuori del campo.
01:50Infatti abbiamo notato che c'erano le case delle SS e delle famiglie con i bambini
01:54appena al di fuori del campo.
01:56Non solo da parte delle SS ma anche da parte dell'Armata Rossa che è dopo che ha liberato il
02:01campo.
02:01Io penso che in queste esperienze i ragazzi possano toccare il silenzio, percepire il silenzio intorno a loro
02:11e attraverso questo silenzio lavorare con la propria immaginazione, lavorare sulla dimensione del tempo
02:19e mettersi in contatto con quello che è stato e che non è più con le persone che sono passate
02:26da questi luoghi.
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