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  • 22 ore fa
Trascrizione
00:00Nessuno potrà mai dimenticare il suono delle sirene delle ambulanze che
00:04imperversavano per le vie deserte della città e poi la drammatica colonna delle
00:08bara Bergamo trasportati in una lunga fila indiana dai camion dell'esercito
00:11italiano che divenne presto l'immagine simbolica di quei giorni di grande
00:15dolore e sofferenza. Era il 18 marzo 2020 e dall'anno successivo il governo
00:20ha istituito proprio in quella data la giornata nazionale in memoria delle
00:23vittime del covid. Celebrata anche a Parma con la deposizione di una corona di
00:27fiori al cimitero della villetta per ricordare chi non ce l'ha fatta e
00:30l'impegno quotidiano del mondo sanitario a salvare vite umane nel periodo più
00:34critico della pandemia. Un momento estremamente difficile anche per la
00:38nostra città con un numero considerevole di pazienti ricordati all'interno delle
00:42strutture sanitari e purtroppo molti decensi. È un ricordo che è dovuto, è
00:48dovuto ai familiari, è dovuto alle persone che non ci sono più, è dovuto a
00:52tantissimi operatori sanitari che non ce l'hanno fatta nell'ambito della loro
00:57funziona, che era quella dell'assistenza. Presenti alla cerimonia il prefetto
01:01Garufi e il vescovo Monsignor Enrico Solmi che ricorda le persone decedute in
01:05un momento tragico per tutto il paese, lontano dall'affetto dei loro cari.
01:09Dobbiamo fare memoria di queste situazioni, affidare al Signore, alla sua
01:14misericordia, a chi ci ha lasciato e anche pensare a come ci hanno lasciato, spesso
01:20nella solitudine. Dobbiamo lavorare perché situazioni di questo genere non si
01:25ripetano sia a livello internazionale nella comunicazione delle situazioni
01:31sanitarie negative, pandemiche e anche nei protocolli di intervento perché ci siano
01:38delle possibilità concrete di preparare fatti come questi.
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