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  • 23 ore fa
Trascrizione
00:21Siamo a Reggio Emilia dinanzi alla sezione Lombroso che ospita il Museo di Storia della
00:29Psichiatria, di recente restituito alla città di Reggio e alla comunità. Ci inoltreremo all'interno
00:37del Museo di Storia della Psichiatria per scoprire le tracce di tanta sofferenza umana che ha prodotto
00:45la malattia psichiatrica, la malattia mentale. Scopriremo strumenti terapeutici come l'urna
00:52della goccia, i letti di contenzione, l'elettroshock oppure gli strumenti che provocavano e davano
01:02davvero una limitazione forte della libertà delle persone, strumenti terapeutici o vissuti
01:08come tali che in realtà erano veri e propri strumenti di tortura. Nel Museo di Storia della
01:14Psichiatria di Reggio Emilia ritroviamo e possiamo ripercorrere le tappe della storia
01:21del San Lazzaro che è stato l'ospedale psichiatrico di Reggio e possiamo dire dell'intera psichiatria
01:30italiana. La storia del San Lazzaro in realtà comincia molto prima, comincia già nel 1200 quando
01:37questo luogo era un lazzaretto, il nome San Lazzaro lo chiarisce bene, era un lazzaretto
01:43ha ospitato le brosi, ha ospitato appestati finché, e qua siamo già nel 1800, finché il
01:51duca Francesco IV d'Este chiese a un giovane medico di trasformare questo luogo in cui tutti
01:58i tipi di devianza e tutti i tipi di marginalità sociale venivano ospitati e trasformarlo in un
02:06ospedale psichiatrico. All'epoca si chiamava, con un nome che può far sorridere, la Real Casa
02:12dei Pazzi degli Estensi. Così fece questo medico, andò a visitare la Versa, andò a visitare Firenze,
02:19andò a visitare i luoghi in cui in Italia esistevano già manicomi e qui nacque il San Lazzaro. Qui
02:27nacque il San Lazzaro ed era l'epoca, siamo a metà dell'Ottocento, era anzi nella prima metà
02:33dell'Ottocento, era l'epoca del cosiddetto trattamento morale, cioè sulla spinta anche
02:40di innovatori, Pinelli in Francia, Tiuchi in Inghilterra, anche in Italia, Chiarugi in Italia,
02:46anche in Italia si cominciò a pensare alla malattia mentale non solo come a una situazione
02:55che meritava l'esclusione sociale e la custodia e la chiusura all'interno di luoghi, come peraltro
03:03erano di fatti manicomi, ma anche come a una malattia che andava curata, possiamo dire curata
03:11fra virgolette perché la cura in realtà in quell'epoca era sostanzialmente di tipo pedagogico,
03:17si trattava di rieducare in modo paternalistico queste persone e fare in modo che rinsavissero,
03:24cioè che ritrovassero la salute mentale diremmo oggi. In che modo? Ricreando all'interno del San
03:32Lazzaro tutte quelle condizioni e quegli stimoli di vita che le persone hanno nel loro contesto
03:38normale ed è così però che parte un San Lazzaro che diventa quella che poi sarà nei decenni
03:43successivi, una città nella città, una città nella città, un luogo in cui i pazienti lavorano,
03:50i pazienti socializzano, i pazienti hanno una vita che deve ricondurli dalla follia alla salute.
03:58Naturalmente tutto questo è stato un'epoca di grande ottimismo terapeutico, di illusioni
04:05anche terapeutiche, era però, non va dimenticato comunque allora e già allora, accompagnata
04:12da tutti quelli che erano gli strumenti della custodia e quindi nell'Ottocento le persone
04:17che erano ricoverate in San Lazzaro erano persone che erano custodite, escluse dalla società,
04:23come poi è stato per un secolo, ed emarginate e in cui l'ordine, la disciplina erano mantenute
04:30anche attraverso punizioni importanti. Verso la fine dell'Ottocento, diciamo la seconda
04:36metà dell'Ottocento, si impone un modello di tipo positivistico. Cosa significa? Significa
04:42che oggi potremmo dire che la neurologia e la psichiatria in primo luogo erano la stessa
04:47cosa, cioè lo studio del cervello e lo studio del comportamento umano assolutamente erano
04:54la stessa cosa, anticipando le neuroscienze attuali magari, ma soprattutto occorreva, diciamo
05:02gli psichiatri diventarono meno ottimisti sulle possibilità in fondo di recuperare attraverso
05:09il trattamento morale i loro pazienti e cominciarono invece a classificarli, a inquadrarli in
05:17diagnosi più possibile precise e anche a cercare delle correlazioni, pensiamo fino
05:23a Ottocento, pensiamo all'ombroso, a delle correlazioni fra tratti somatici, fisici e
05:29le malattie mentali. Sappiamo che questa è una pista che non portò molto lontano, ma
05:35che per anni impegnò il dibattito. Si andò quindi in una psichiatria nella fine dell'Ottocento
05:42in cui si valorizzò anche negli ospedali psichiatrici e in particolare nel San Lazaro
05:47di Reggio Emilia, si valorizzò molto la ricerca, potremmo dire, biologica. L'introduzione nel
05:53Novecento della fotografia fu uno di questi passaggi, sono fotografie bellissime che non
05:58solo rappresentavano la patologia in senso estetico, le figure, le immagini, i volti dei
06:05pazienti, ma dovevano servire proprio, secondo quella che era la fisionomica dell'epoca, a
06:11definire i tratti che poi erano i tratti somatici che individuavano la follia. Fu un periodo
06:18di grande splendore per l'ospedale psichiatrico San Lazaro, quello alla fine dell'Ottocento
06:24e l'inizio del Novecento, venne premiata all'Expo Universale e fu, in quegli anni, venne fondata
06:31la rivista sperimentale di fregnatria e in quegli anni, parlo in realtà degli anni
06:36settanta, addirittura il Livi istituì il museo delle Cianfrusaglie, quindi cominciò a raccogliere
06:46alla fine dell'Ottocento quegli oggetti che ancora oggi abbiamo e che erano appartenuti
06:51alla quotidianità della psichiatria in San Lazaro a inizio Ottocento. Questo è, credo, un
06:57atteggiamento molto lungimirante che ci permette oggi di avere un materiale veramente molto
07:02molto importante. A Livi successo il Tamburini, Reggio fu allora, diciamo, un luogo di eccellenza,
07:09questo San Lazaro nel dibattito scientifico nazionale e poi così andiamo nell'Ottocento
07:16e naturalmente, come dicevo prima, all'avanguardia ma anche luogo di contenzione, di esclusione
07:23sociale. Galloni quando istituì i primi manicomio, facciamo un passettino indietro, disse che dovevano
07:29esserci sì i pazzi curabili ma anche e soprattutto quelli incomodi e dannosi per la società, quindi
07:36non è solo luogo di cura, è luogo che serve alla società per eliminare, escludere e isolare
07:45persone dannose. La storia del Novecento dopo è una storia, la storia di San Lazaro molto
07:51vicina, molto legata alla storia di tutta la società. Durante la Prima Guerra Mondiale
07:58fu un centro di raccolta di cura e di diagnosi dei soldati al fronte per distinguere ad esempio
08:06chi impazziva al fronte nelle condizioni estreme della Prima Guerra Mondiale e chi invece simulava
08:13perché non voleva combattere. In quegli anni furono anni potremmo dire di decadenza da un lato,
08:25di aumento vertiginoso delle presenze dentro il San Lazaro, di riordino legislativo ai primi
08:33del Novecento ma diciamo soprattutto e qui arriviamo già verso il 1930-40 prima della guerra sono anni
08:44nei quali la psichiatria cerca di sfondare sul piano terapeutico in che modo con le cosiddette
08:52terapie di shock e qua apriamo una pagina credo dura, dolente sicuramente, lo shock insulinico,
08:59il cardiazol, lo shock cardiazolico, l'elettroshock e quindi la scossa elettrica,
09:06nell'ipotesi molto semplificata all'epoca e molto brutale per le conseguenze che in fondo bastasse dare
09:15uno shock, bastasse dare una scossa per ottenere un cambiamento su quella che era un po' il paradigma
09:22dell'epilessia, cioè accade qualcosa, c'è una grande scossa e poi dopo. Questo fino ad arrivare,
09:29e qua siamo a metà degli anni 50, fino ad arrivare alla lobotomia, fino ad arrivare alla chirurgia,
09:37cioè si intervenne chirurgicamente sul cervello delle persone malate determinando delle lesioni
09:46permanenti che però rendevano ebbiti sostanzialmente queste persone.
09:50Ho conosciuto Gerico, ho avuto anche io la mia Palestina, le acque limpide del Giordano,
09:59le mura del manicomio erano le mura di Gerico e una bozza di acque infettate, ci ho battezzati tutti.
10:07lì dentro eravamo ebrei, i farisei erano in alto e c'era anche il Messia confuso dentro la folla,
10:17un pazzo che guardava i cieli e li implorava ridendo.
10:22Noi tutti, dentro l'amore, eravamo come gli uccelli e ogni tanto una rete azzurra ci imprigionava,
10:32ma andavamo verso la Messe, la Messe di Nostro Signore e Cristo il Redentore,
10:41confinato dietro una rete, urlava a squarciagola tutto il suo male in Dio,
10:48fummo lavati e sepolti, odoravamo l'incenso e dopo, quando amavamo, ci facevano gli elettroshock,
10:57perché dicevano un pazzo non deve amare nessuno, ma un giorno da dentro l'avello qualcosa mi ha risvegliato
11:07e anche io come Gesù ho avuto la mia risurrezione, sono tornata alla vita, ma non sono salita ai cieli,
11:18sono discesa all'inferno, da dove riguardo stupita le mura di Gerico antica.
11:29Questa è la prima parte del reportage che abbiamo realizzato all'interno del Museo di Storia della Psichiatria di Reggio
11:37Emilia,
11:38la seconda parte del reportage andrà in onda, sempre con la prossima puntata, di Confini, Muri e Bordi,
11:45grazie alle telespettatrici e ai telespettatori di TV Parma, un saluto, alla prossima puntata.
12:07Grazie a tutti.
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