Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:16Scusa, mi fa il piacere, cambia argomento, se no mi prendo la scuola.
00:21Questo è un argomento che...
00:22Sì, da una parte, in un angolo.
00:24Sì, allora scegli un argomento tu.
00:26Quello della scuola.
00:28E mi ha continuato così perché vuoi cambiare adesso.
00:31Noi, se fossimo superficiali, potremmo dire che non era pazzo Paolo, ma era pazza la madre.
00:39Invece non è vero, perché la mamma aveva anche lei dei suoi problemi di sopravvivenza.
00:44Una donna che lavorava tutto il giorno, una donna sola, con un anziano in casa, nessuno che l'aiutava.
00:50Il ragazzo cresciuto senza padre era un ragazzo con dei problemi.
00:53Perciò è guai se avessimo permesso di etichettare la madre malata.
00:59Invece bisognava fare tutto un lavoro d'aiuto alla madre.
01:05Ci troviamo all'Istituto Magistrale Albertina San Vitale di Parma, in piazzale San Sepolcro, liceo di Scienze Umane.
01:13C'è una mostra curiosa e importante, una mostra che ci parla di un simbolo di Parma che rimarrà Mario
01:24Tomasini per quello che ha rappresentato.
01:27Mario Tomasini con questa instancabile forza di abbattere muri, di creare ponti, di spezzare catene,
01:36ma di abbattere i muri anche quelli della nostra indifferenza nei confronti delle malattie da disagio psichico,
01:46dei muri dell'indifferenza nei confronti dei più deboli, dei più disredati, di quelli che è difficile ricordare.
01:54Oggi abbiamo insieme a noi, per ricordare Mario Tomasini con queste immagini della Fondazione Mario Tomasini Onlus,
02:04veramente straordinarie e che mettono a fuoco alcuni importanti passaggi della vita politica e della vita amministrativa
02:16di Mario Tomasini amministratore, di Mario Tomasini uomo.
02:21Abbiamo con noi Bruno Rossi, Presidente della Fondazione Mario Tomasini Onlus e suo grande amico,
02:28grande amico di Mario, e il Professor Adriano Capellini,
02:32che è il Preside dell'Istituto Magistrale Liceo di Scienze Umane Albertina San Vitale.
02:38raccoglieremo da loro l'esperienza e ci faremo portare anche con il contributo di una allieva dell'Istituto Albertina San
02:47Vitale
02:48all'interno di questa mostra, leggendo queste immagini che non possono trovarci impermeabili.
02:55Di impossibile non c'è niente, vabbè, di impossibile non c'è niente,
03:01perciò anche il manicomio si può trasformare e cambiare di studio.
03:04Mario Tomasini è una figura, forse di una Parma che oggi difficilmente la si può ritrovare,
03:14perché era l'emblema, la forza di quella Parma ribalda, la Parma ribelle,
03:23che c'è stata sino a qualche decennio fa.
03:27Ma tuttavia non è che si possa incastonare in qualche categoria.
03:36Mario, per dire come si è, dirò soltanto come ha cominciato a occuparsi di tante cose,
03:43di le tante cose di cui poi si è preso a cura.
03:49Per esempio quello che è più noto è il manicomio.
03:54Ma quando Tomasini ha cominciato ad occuparsi del manicomio,
04:00lui non aveva mai visto l'ospedale psichiatra, non aveva mai visto Colono.
04:07L'aveva sentito parlare da bambino, dalla gente del borgo, cioè il borgo del Naviglio,
04:13Borgo-Gazzola, tutto il rione Trinità, nella quale ogni tanto c'era qualche d'uno
04:21che era un po' così fuori dalla norma, ma anche pochissimo,
04:26tipo uno che si lavava centavolta al giorno.
04:29Beh, centavolta al giorno, allora era considerato uno da Colorno,
04:34l'ha mandato a Colorno.
04:36Un altro, per esempio, era un ferroviere, un ferroviere che era stato licenziato
04:42perché non aveva la tessera del partito fascista.
04:45Lui era normalissimo, parlava, agiva come tutti gli altri,
04:51soltanto che di notte quasi tutta una parte del borgo che era vicino alla sua casa,
04:57una fetta di casa, lo sentiva gridare perché metteva in fila per terra le sedie,
05:05faceva dei piccoli trenini, come fanno i bambini,
05:08e poi quando a un certo punto diceva
05:11Parma, stazione di Parma, chi va per Sanso Maggiore si scende,
05:16faceva così, no?
05:17Cioè, lui, la sua pazzia era tutta quella.
05:20E tuttavia questa gente veniva mandata nel manicomio
05:26e a volte vi rimaneva per tutta la vita,
05:29assieme ad alcuni che avevano davvero bisogno di cure,
05:33non so, qualcuno che aveva anche fatto dei gesti molto forti,
05:38anche dal punto di vista criminale,
05:40ma non c'era differenza, erano degli oggetti messi di...
05:45A un certo punto Mario è stato eletto assessore,
05:49assessore ai trasporti nella giunta provinciale di Parma.
05:58E per le cose strane che ci sono nella politica,
06:03uno che era assessore ai trasporti,
06:06veniva anche incaricato di badare all'ospedale psichiatrico,
06:11perché dipendeva dalla provincia.
06:13Lui dice, ma andiamo a vedere cos'è questa cosa qui,
06:16che io ne ho sempre sentito parlare un po' vagamente,
06:19ma di solito la gente poi ne parlava poco,
06:23accennava, poi taceva.
06:25E dice, allora si è fatto dare la macchina,
06:28una 500 dalla provincia, è andato a Colorno.
06:31Colorno è entrato e ha visto una cosa spaventosa.
06:35Qui, in tutte queste fotografie qui esposte,
06:41non è possibile trovare le immagini di quando lui era arrivato al manicomio,
06:50che erano immagini infernali,
06:53dei letti ridotti soltanto a piccole brande,
06:56senza neanche il materasso,
06:58con della gente legata sopra,
07:00con un buco per il loro bisogno nella rete,
07:03delle donne che camminavano con i loro vestoni,
07:08che non sembravano neanche più donne,
07:10non erano pettinate, non erano niente,
07:13cioè erano veramente considerati non più umani.
07:18E Mario poi sentiva le urla di quelli che erano sotto cura.
07:24Mario ad un certo punto si è sentito quasi male
07:28e il professore gli ha detto,
07:30guardi, assessore,
07:32forse non è l'ambiente per lei così per venire a vedere.
07:35le conviene adesso ad andare, a tornare,
07:39e poi si fa mandare qualcuno più adatto di lei
07:43a sopportare queste cose
07:45e ci metteremo d'accordo.
07:48Lui Mario non ha saputo cosa dire,
07:50ha ripreso la macchina e è tornato indietro.
07:52Ma nel tornare indietro si è rivisto in mente
07:55le immagini, i volti,
07:58i volti di chi aveva incontrato lì dentro,
08:00volti che lui magari tanti anni prima aveva conosciuto nel borgo
08:04oppure volti di ex partigiani
08:07che aveva un po' conosciuto,
08:09volti comunque di gente stravolta,
08:12di gente trattata come animali e già molto.
08:19e allora d'improvviso quando è stato lì
08:22dove c'era la fabbrica del vetro
08:25prima di rientrare a Parma
08:27ha fatto un giro in versione a U della macchina
08:32ed è tornato indietro.
08:34È tornato indietro e ha detto
08:36no, io ci starò io,
08:38non ci voglio mandare qualcun altro,
08:39ci voglio stare io e ci starò tutti i giorni verrò.
08:43Infatti da allora tutti i giorni
08:45e questo manicomio ha cominciato a rifiorire un po',
08:49rifiorire nel senso che la gente
08:51ha cominciato a capire
08:53che c'era qualcuno che li considerava persone.
08:57Ci sono qui delle immagini,
09:00delle ciotole, delle bottiglie,
09:05perché una delle prime cose che ha fatto
09:07è dire, gli dicevano
09:09ma qui si mangia in una maniera incredibile,
09:13perché non fa mangiare con noi
09:16qualcuno dei grandi di Parma,
09:19dei grandi persone.
09:21E lui ha fatto questo,
09:23ha detto alle cucine di preparare per molta gente,
09:27ma non ha detto che erano gente
09:29di un certo rango,
09:31di un certo cosa,
09:33ha detto soltanto come quantità.
09:35Infatti è venuto il prefetto,
09:37è venuto il questore,
09:39è venuto il capo della provincia,
09:44il sindaco di Parma,
09:45adesso li ricordo così,
09:47ma ci sono tante di questa gente
09:49e quando ha cominciato a mangiare
09:51ha detto
09:51ma che schifo questa roba qui,
09:53ma come si va?
09:54Ecco, allora si è accorta,
09:55si è accorta di che cosa stava,
09:57in che modo,
09:59soltanto dal mangiare.
10:00e allora lui in quel giorno lì
10:04ha riuscito ad ottenere
10:06che ci fosse una commissione di degenti
10:09che stesse in cucina
10:12e che badasse a come veniva fatto il cibo
10:15ed era tutto cambiato.
10:25E non solo,
10:26ma lui aveva istituito
10:28che ci fosse un menù
10:29con due o tre portate diverse,
10:34e allora c'erano gli infermieri,
10:37che alcuni avevano capito
10:39le idee di Mario,
10:40si erano messi subito a servizio
10:42di questa diversità,
10:46di questo cambiamento che c'era.
10:48altri invece,
10:49che erano tutt'altro,
10:50e che quindi si sentivano presi in giro
10:52qua perché i cosiddetti mattacchioni,
10:56come li chiamava lui,
10:57una volta visti questi benù
10:59che potevano prendere una minestra
11:00o l'altra,
11:01o l'altra ancora,
11:03naturalmente si divertivano,
11:05si divertivano e dicevano
11:06a me dammi la pasta a sutta
11:10e dopo un po' dici
11:12no no, sono sbagliato,
11:13dammi un brodo,
11:15e quelli si arrabbiavano,
11:17non si erano diventati un albergo.
11:20Ecco, questa è una delle tante cose.
11:22Per le donne aveva istituito
11:24un negozio,
11:27non so come si chiamano,
11:28dove si va a parrucchiera,
11:30andano a parrucchiera,
11:31e quindi le aveva rivestite,
11:35le aveva fatto in modo che si pulissero,
11:42si truccassero anche il viso,
11:44insomma diventassero donne normali.
11:47Poi anche assieme, per esempio,
11:51tutte le cose che mi vengono in mente,
11:52tanto per i cambiamenti che si erano fatti,
11:56gli infermieri o gli infermieri
12:01non potevano nemmeno fermarsi
12:03a parlarne con i mattacchioni.
12:07Invece, lui poco alla volta
12:09li ha fatti vivere come fosse
12:12una piccola cittadella,
12:13vera e propria,
12:14e per esempio,
12:17non solo parlare tra uomini e donne
12:21ha cominciato a farlo,
12:23ma addirittura aveva cominciato
12:24a farli ballare,
12:25a fare delle feste tra di loro.
12:30A un certo punto una suora
12:32gli aveva detto,
12:34ma guarda l'assessore,
12:36c'è qualcuno che si mette lì
12:38nell'angolo dove c'è un po' buio,
12:42e lui dice,
12:43è mica meglio,
12:44che riscoprano la vita,
12:47riscoprano com'è la vita.
12:48Lo so,
12:50che non è che tu possa distruggere,
12:53distruggere sui normali manicomi
12:54con delle delibere,
12:56per l'amore del cielo,
12:57o con degli interventi così generalizzati.
13:01Perché il liceo delle scienze umane
13:03ospita una mostra su Mario Tomasini?
13:06Perché il nostro liceo
13:07sta facendo da anni
13:08una serie di iniziative
13:10all'interno dei percorsi di stage
13:11dei ragazzi
13:12che mirano a far conoscere loro
13:16nel modo più intenso e proficuo possibile
13:19quello che è la realtà della nostra città.
13:23I nostri ragazzi vanno in stage
13:24in diverse situazioni,
13:27soprattutto di volontariato,
13:28di onlus,
13:29dalla Croce Rossa a biblioteche,
13:32ma soprattutto cooperative sociali
13:34come la Bula e Sirio.
13:36abbiamo avuto un'esperienza molto bella con Sirio.
13:39Questa esperienza
13:40che i ragazzi hanno svolto negli anni scorsi
13:43ci ha dato modo di pensare
13:45a un progetto sulla figura di Mario Tomasini
13:47per le scuole,
13:48un progetto più ampio e più incisivo.
13:51È un progetto che prevede cinque incontri
13:53che sono soprattutto incontri
13:56ovviamente rivolti ai ragazzi,
13:57quindi che utilizzano
13:59l'approccio filmico,
14:00l'approccio multimediale.
14:02Ci saranno brani di spettacoli
14:04di Paolini,
14:06Ausmerzen,
14:07ci saranno video tratte da YouTube
14:09sulla figura di Tomasini.
14:11È un percorso che è
14:13molto profondo,
14:15molto approfondito
14:16e che viene proprio tarato
14:17sui ragazzi.
14:20Nulla è mai perso
14:21di ciò che non si abbandona,
14:22diceva Tomasini,
14:23quindi noi su questo crediamo molto.
14:24E questo è il secondo punto
14:25che io vorrei mettere in rilievo,
14:27ossia il punto del passaggio
14:28della memoria.
14:31Troppo spesso tendiamo
14:32a non passare
14:34alle nuove generazioni
14:35la memoria di quello che è accaduto
14:36soprattutto nella nostra città,
14:38ma nei tempi più recenti.
14:40La scuola fa un ottimo lavoro
14:42di ricostruzione storica,
14:43ma nel tempo del passato
14:45più vicino a noi,
14:46del passato prossimo,
14:48questa alle volte
14:49è una manchevolezza
14:50di cui noi riscontriamo
14:52la necessità di sopperire.
14:54Questo progetto intende
14:56anche affrontare questo tema,
14:58ossia di dare ai ragazzi
14:59gli strumenti per capire di più
15:01la città in cui vivono,
15:03di capire di più
15:03i movimenti culturali
15:05che ci sono stati
15:07e anche da un punto di vista
15:08per il nostro liceo
15:10movimenti pedagogici.
15:12Non dimentichiamo
15:12che la figura di Tomasini
15:13ha influenzato fortemente
15:15il nostro fare scuola
15:16con tutto il percorso
15:18dell'inclusione
15:19dei ragazzini
15:19portatori di handicap.
15:21La nostra è una scuola
15:22che pratica
15:23questa azione di inclusione
15:25e quindi è stato
15:27un periodo,
15:28quello di Tomasini,
15:29assolutamente fertile
15:30da un punto di vista
15:31non soltanto culturale
15:33in senso lato,
15:33ma anche pedagogico.
15:34E su questo
15:35il liceo delle scienze umane
15:37è un liceo molto attivo,
15:39per cui la mostra
15:40che abbiamo qui
15:40si inserisce in questo
15:42importante percorso.
15:43Chiudo dicendo
15:44che è una mostra
15:45che è stata vista
15:45fino ad oggi
15:46da tantissime persone.
15:48Abbiamo avuto
15:49salone dell'orientamento,
15:50quindi i genitori
15:51che venivano a vedere
15:52questa scuola
15:53per le future iscrizioni
15:55di loro figli
15:56alle superiori,
15:57quindi una mostra
15:58molto apprezzata
15:59sia dai genitori
16:00che dai ragazzi.
16:02Parma è sempre stata
16:03la città
16:03che ha avuto
16:04meno segni
16:06di criminalità,
16:08perché questa è prevenzione,
16:10ossia dimostrare
16:11a questa gente
16:13che tante volte
16:14va in carcere
16:14perché è sola,
16:16perché è abbandonata,
16:17perché è esasperata,
16:18perché è non educata.
16:20In una città
16:21dove c'è questo dialogo
16:22sulle cose,
16:24questo è un contributo enorme
16:25per prevenire la criminalità.
16:30Ho scelto di intraprendere
16:33questa esperienza
16:34dello stage
16:34alla cooperativa sociale Sirio
16:36perché mi è sempre interessato
16:39l'ambiente comunque
16:40del sociale a Parma
16:41dato che vorrei
16:43che fosse anche
16:44il mio futuro
16:44quindi cercare di entrare
16:46in questo ambiente
16:47e lavorare
16:48in certe cooperative.
16:51È stata un'esperienza
16:52veramente formativa
16:53perché mi ha permesso
16:55di conoscere una realtà
16:56che fino a prima
16:57ignoravo totalmente
16:59o comunque conoscevo poco
17:00e quel che conoscevo
17:01era anche abbastanza sbagliato
17:03diciamo.
17:03sono entrata in contatto
17:05con gli operatori
17:08della Sirio
17:08con i soci
17:09e ho visto come lavorano
17:13e il messaggio
17:16che c'è dietro
17:17la cooperativa
17:18dietro il lavoro
17:18che fanno
17:20è quello appunto
17:21di
17:23diciamo
17:23come dire
17:24cercare di reinserire
17:26certe persone
17:27appartenenti alla società
17:28che prima invece
17:29per un qualche motivo
17:30erano state marginate
17:31e questo ha cambiato
17:32anche la mia concezione
17:34il mio pensiero
17:35su queste persone
17:36e tutto questo
17:37grazie
17:39alla persona
17:40appunto di Mario Tommasini
17:42che
17:44noi purtroppo
17:45molti di noi
17:46non conoscono
17:47né la storia
17:47né conoscono
17:49appunto
17:49ciò che ha fatto
17:50ma il suo contributo
17:52secondo me
17:53è stato davvero fondamentale
17:54perché
17:54si è impegnato
17:55in una lotta sociale
17:57che è riuscita
17:59a far emergere
18:00e a scoprire
18:02anche delle risorse
18:03che potrebbero
18:04essere utilizzate
18:05all'interno della società
18:06e
18:08il suo pensiero
18:10in generale
18:11è di
18:11permettere a tutti
18:13di avere delle possibilità
18:14nella vita
18:14adesso
18:16Caterina
18:17proveremo
18:18a raccontare
18:19qualcosa
18:19della vita di Mario
18:21perché
18:21attraversando
18:23questa mostra
18:23sicuramente
18:24dentro di noi
18:26si sono mossi
18:27dei sentimenti
18:30attraversando
18:31la mostra
18:31si può immaginare
18:33Mario a spezzare
18:34catene
18:34e ad aprire
18:35gabbia
18:36e non c'è dubbio
18:38in questo
18:38Mario è stato
18:39instancabile
18:40determinato
18:41lucido
18:42perseverante
18:43nel trovare
18:43matti da slegare
18:45anziani
18:46da far ritornare
18:47alla perduta autonomia
18:48bambini
18:49dimenticati
18:50da ricordare
18:51aveva esordito
18:52come assessore
18:53all'ospedale psichiatrico
18:55nel 1965
18:56in pochi anni
18:581100 uomini
19:00e donne
19:00vengono dimessi
19:03erano dimenticati
19:04dal mondo
19:05internati
19:06crocifissi
19:08come diceva lui
19:09dai banchi
19:10del consiglio comunale
19:11alcuni
19:13tornarono
19:13in famiglia
19:14molti
19:15si sistemeranno
19:16in quel periodo
19:17in 170 appartamenti
19:19e tre fattorie
19:20è una primavera
19:22la primavera
19:23la primavera
19:23che porterà
19:24alla legge
19:25basaglia
19:25nazionale
19:26180
19:26e che diventerà
19:28poi un modello
19:30europeo
19:30e mondiale
19:31libera anche
19:33100
19:33tra uomini
19:34e donne
19:34internati
19:35in manicomi
19:36di altre province
19:37si era incaricato
19:39di fare questa
19:40di avere questa
19:41visione
19:43globale
19:44del problema
19:44dei malati
19:46nel 1978
19:47da 1200
19:48internati
19:49in manicomio
19:50si passò
19:50a 250
19:52nel 70
19:54Tommasini
19:55con il maestro
19:55Ulisse Adorni
19:56affronta i problemi
19:58delle classi speciali
19:59e delle classi differenziate
20:01del brefotrofio
20:02e del carcere minorile
20:04circa 180
20:06giovani
20:07vengono liberati
20:08e Parma
20:09si propone
20:09come città-cantiere
20:11città-cantiere
20:12dell'accoglienza
20:13e della speranza
20:14è lì
20:15che nasce
20:16il concetto
20:16di assistenza
20:17personalizzata
20:18un concetto
20:19ultramoderno
20:20della modulazione
20:22degli interventi
20:23ad hoc
20:24sulle persone
20:25progetti specifici
20:26di aiuto
20:27ispirati a tre principi
20:28cardine
20:29della riabilitazione
20:31casa
20:32lavoro
20:32socialità
20:33fra le fattorie
20:35nasce la fattoria
20:36di Vigefio
20:37un luogo di vita
20:38e di lavoro
20:39per i primi dimessi
20:40è la dimostrazione
20:42concreta
20:43di come si possa
20:44e si debba
20:46arrivare
20:47alla convivenza
20:49con la malattia
20:50mentale
20:51è la dimostrazione
20:53della inutilità
20:54e della violenza
20:55delle strutture
20:55manicomiali
20:57e pensate
20:58al progetto
20:58innovativo
20:59la fattoria
21:00di Vigefio
21:01esordisce
21:01con un finanziamento
21:03di 230 milioni
21:04grazie
21:05al lavoro
21:06volontario
21:07al contributo
21:07degli imprenditori
21:08il suo valore
21:09in un anno
21:10il valore
21:11economico
21:12si decuplica
21:14la fattoria
21:15si apre
21:16diventa
21:17un luogo
21:18aperto
21:18di svago
21:19di gioco
21:20di riflessioni
21:21iniziative
21:21culturali
21:22e feste
21:23si moltiplicano
21:24le inferiate
21:26del vecchio
21:27manicomio
21:28di Colorno
21:28sono simbolicamente
21:30utilizzate
21:31come recinto
21:32per i maiali
21:33della liberazione
21:34dei malati
21:35di mente
21:35dalle strutture
21:37manicomiali
21:38nascono a Parma
21:39le prime cooperative
21:40di solidarietà
21:41formate dagli uomini
21:43e dalle donne
21:43dimessi
21:45dall'ospedale
21:45psichiatrico
21:46di Colorno
21:47sempre nel 70
21:48nominato membro
21:49del consiglio
21:50d'amministrazione
21:51degli ospedali
21:51riuniti
21:52che all'epoca
21:53aveva in gestione
21:54il brefotrofio
21:55al Vighi
21:56coinvolge
21:57forze cattoliche
21:59e laiche
21:59con Don Daglino
22:01e Vincenzo
22:02Tradardi
22:02inizia l'opera
22:03di sensibilizzazione
22:04sulla città
22:05sul destino
22:06dei bambini
22:07rinchiusi
22:08destino
22:09subito segnato
22:10fin dalla nascita
22:12contrasta il ricorso
22:14all'istituzionalizzazione
22:15sempre
22:16e contribuisce
22:19alla formazione
22:21di un progetto nazionale
22:23che prevede
22:26una reintegrazione
22:27dei portatori
22:30di Endica
22:31inoltre
22:32contrasta
22:33un progetto nazionale
22:35che prevedeva
22:36di raddoppiare
22:37i posti letto
22:38degli istituti
22:39nei brefotrofi
22:41sempre assieme
22:43a Don Daglino
22:43parroco
22:44allora
22:44di San Giuseppe
22:46convoca
22:47a piccoli gruppi
22:48le madri
22:49dei bambini
22:50ricoverati
22:51rinchiusi
22:52nel brefo
22:52sono 60 bimbi
22:54e dalla vigilia
22:55di Natale
22:56del 71
22:57al 3 gennaio
22:59del 72
23:02tutte le mamme
23:04sono contattate
23:05la maggioranza
23:06di loro
23:07riprende
23:07il proprio
23:08bambino
23:08anche per
23:09l'iniziativa
23:10dell'amministrazione
23:10provinciale
23:11di Parma
23:11e come
23:13dimenticare
23:14il progetto
23:14per l'inserimento
23:15al lavoro
23:15di giovani
23:16portatori
23:16di Endica
23:17progetto
23:18che
23:18la CE
23:19fece suo
23:20denominando
23:20progetto
23:21pilota
23:21per l'Europa
23:24225
23:24giovani
23:25anche con
23:25gravi
23:26disabilità
23:27fecero
23:27il loro ingresso
23:28nel mondo
23:28del lavoro
23:29grazie ad
23:30una straordinaria
23:31concertazione
23:32fra provincia
23:33di Parma
23:34unioni
23:35industriali
23:36di Parma
23:36sindacati
23:37artigiani
23:38ufficio
23:39del lavoro
23:40e amministratori
23:41di aziende pubbliche
23:42il progetto
23:43è stato studiato
23:44analizzato
23:45e portato avanti
23:46all'università
23:47a Parma
23:48dalla professoressa
23:49Emilia Caronna
23:50diverse università
23:52europee
23:53e anche
23:53negli Stati Uniti
23:54per lui
23:56non c'era
23:57nessuno
23:58per lui
23:59per Mario
23:59non c'era
24:00nessuno
24:01con il destino
24:02segnato
24:03lo si afferma
24:04a gran voce
24:05anche se era
24:06diventata flebile
24:07e lo afferma
24:08ancora
24:09nell'ultima
24:11intervista
24:11postuma
24:12che esce
24:13su Repubblica
24:14il 20 aprile
24:152006
24:16nessuno
24:17è irrecuperabile
24:20che cosa
24:21ci ha lasciato
24:22Mario
24:22a benvedere
24:23Mario ha dato
24:24ha restituito
24:24a ciascuno di noi
24:26un po'
24:27di libertà
24:28ci ha dato
24:29più coraggio
24:29ad esprimere
24:30posizioni
24:31scomode
24:31perché è vero
24:33Mario
24:33è stato a volte
24:35troppo solo
24:36magari con i suoi
24:37fidatissimi amici
24:38Bruno Rossi
24:40Vincenzo Tradardi
24:42Katia Spaggiari
24:43mente lucida
24:44di tanti progetti
24:45innovativi
24:46ci ha liberato
24:47almeno un po'
24:48dalla gabbia
24:49dell'indifferenza
24:50e dalle pesanti
24:51catene
24:51dell'ipocrisia
24:54ha liberato
24:55dallo stigma
24:56e dal pregiudizio
24:58la malattia mentale
24:59ne è stata
25:00il suo paradigma
25:02di questa libertà
25:03ha portato
25:04un vento
25:04di freschezza
25:05Mario
25:06ci ha ricordato
25:08e ne è stato
25:09l'incarnazione
25:10vivente
25:11che l'utopia
25:11è possibile
25:12che senza sogni
25:14non si va
25:14da nessuna parte
25:16e senza
25:17sognatori
25:18in politica
25:19non si fa
25:19niente di bello
25:20emblematica
25:22la scelta
25:22del nome
25:23del suo movimento
25:24libera la libertà
25:27non ci si può
25:27ricordare più
25:28di Mario malato
25:29né della sua malattia
25:32nemmeno la malattia
25:33lo ha sconfitto
25:34e la sua malattia
Commenti

Consigliato