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  • 5 anni fa

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Trascrizione
00:00:20Buonasera e ben ritrovati questa puntata di Agoracad nel giorno del 25 aprile e dunque
00:00:26non potevamo che dedicarla alla resistenza e cercheremo di farlo in un modo un po' particolare
00:00:32per cercare di capire soprattutto la sua attualità e quelle emozioni che ancora riesce a regalare
00:00:37soprattutto in chi non ha avuto la fortuna come quelli della mia e della nostra generazione
00:00:43di poter sentire quella che è stata la resistenza e quel momento storico nel racconto dei nostri
00:00:49padri e dei nostri nonni. Molti ragazzi l'hanno ripercorsa e vissuta attraverso i libri, attraverso
00:00:56i racconti degli insegnanti, attraverso i tanti filmati, vediamo dunque se sono bastati
00:01:00per tenere vivo questo ricordo. Insomma se si è riusciti a dare davvero un'impronta ancora
00:01:07alle nuove generazioni di quello e dell'importanza che ha avuto la resistenza nella storia d'Italia
00:01:13e soprattutto per quanto riguarda la parte umana della resistenza, riusciremo e cercheremo
00:01:20di capire se a differenza di quello che sono stati alcuni avvenimenti storici che hanno
00:01:24riguardato noi, mi riferisco ai tempi scolastici, magari quando studiavamo le gesta di Garibaldi
00:01:31che non riuscivano magari a darci le stesse emozioni di quella storia che ci era più vicina.
00:01:35Oggi probabilmente per molti di quei ragazzi la resistenza viene un po' vista come un momento
00:01:40lontano. Cercheremo di capire se è così o se non è così e vedremo che poi invece la
00:01:44resistenza è ancora un momento molto forte, molto vibrante, che regala ancora grandi emozioni,
00:01:49lo capiremo proprio da loro. Vedete già alle mie spalle tanti giovani, saranno loro a darci
00:01:54la loro testimonianza, grazie e benvenuti questa sera, a darci la loro testimonianza e ci faranno
00:01:59capire quello che provano quando ripercorrono con la mente, non più con la memoria perché
00:02:05loro fortunatamente quei giorni li hanno vissuti, la resistenza. Tanti ospiti in studio, tanti
00:02:10ospiti altamente qualificati con i quali abbiamo cercato di mettere a confronto due generazioni,
00:02:15quella più giovane, quella un po' meno giovane. Allora andiamo subito col presentare
00:02:22alla mia destra Marco Minardi, ormai un affezionato ai nostri studi quando si parla di questa materia
00:02:28e del resto non potrebbe essere diversamente, visto che è il direttore dell'istituto storico
00:02:32della resistenza. Tanti invece un nome nuovo, una giovanissima, una ricercatrice sempre dell'istituto
00:02:37storico della resistenza, Chiara Nilsoli, che ha scelto di studiare la resistenza quasi come
00:02:42professione, dunque è molto bello che si cerchi anche alla sua età di scavare nel passato.
00:02:47Poi un nome che quando si parla di quel periodo non ha bisogno di presentazioni, è stato già
00:02:53nostro ospite Sergio Gigliotti, il presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani,
00:02:59a suo tempo l'anno scorso quando aveva fatto questa televisione mi aveva regalato anche un libro
00:03:03che ho letto con grande attenzione ed è decisamente un libro molto bello e che porta davvero
00:03:08dei significati profondi. Dall'altra parte una studentessa che è seduta in poltrone,
00:03:15un po' una portavoce, ma poi cercheremo di ascoltare anche tutti chiaramente quelli che
00:03:19abbiamo dietro, Elena Antelmi che è accanto al presidente dell'AMPI di Parma, Gabriella
00:03:26Manelli, poi ancora Tiliu Baldi che è il presidente dell'Associazione Liberi Partigiani
00:03:30d'Italia. La storia della nostra città anche recente è fatta anche di grandi iniziative
00:03:38per cercare proprio di trovare il modo che quel periodo non venga dimenticato. Sono molto
00:03:43brave le associazioni, molto bravi alcuni insegnanti, molto bravi coloro che lavorano
00:03:48intensamente per cercare di tenere attaccati i giovani a quel periodo. Allora io partirei
00:03:55subito con una di quelle iniziative che a livello scolastico sono tra le più importanti,
00:03:59che vuole dire il viaggio della memoria. Ogni anno un centinaio di studenti di Parma
00:04:03vanno nei luoghi dell'olocausto per cercare di capire da vicino con le testimonianze vere
00:04:11quello che è stato quel periodo. Questi ragazzi arrivano tutti, hanno tutti partecipato a questo
00:04:16viaggio. C'è un'altra iniziativa che vedremo più avanti e che riguarda le viste ai luoghi
00:04:21della guerra e della resistenza a Parma, un altro momento che porta sempre gli studenti
00:04:26a contatto con quei momenti. Adesso nel servizio di Giuseppe Milano andiamo a vedere
00:04:30cos'è il viaggio della memoria. I nostri ascoltatori del resto lo conoscono bene perché
00:04:34avevamo seguito con attenzione durante tutti i nostri telegiornali i giorni della loro permanenza
00:04:41su quei luoghi. Avevamo poi fatto uno speciale che vi proporremo in coda a questa trasmissione,
00:04:49a questa guerra e dunque avrete modo di rivederlo in tutti i suoi passaggi e nella sua competenza
00:04:55perché era stato davvero un servizio decisamente molto bello. Sentiamo questo riassunto di Giuseppe
00:05:01Milano e poi andremo a sentire i nostri ospiti.
00:05:06Si è rinnovato anche quest'anno ed è stata la sesta volta l'appuntamento per gli studenti
00:05:10di Parma con il viaggio della memoria. Il progetto che ogni anno coinvolge diversi istituti
00:05:15della nostra provincia ha già visitato negli anni scorsi alcuni dei campi di concentramento
00:05:19più importanti d'Europa, compresi ovviamente Auschwitz, Mauthausen, Dachau e Birkenau e
00:05:25quest'anno ha interessato la Repubblica Ceca e in particolare il campo di concentramento
00:05:29di Terezin ed il quartiere ebraico di Praga. L'iniziativa è sempre promossa dall'Istituto
00:05:35Storico della Resistenza con il contributo di Unione Parmese Industriali, Fondazione Cari
00:05:39Parma, Provincia di Parma, Comuni di Parma e TEP e quest'anno ha visto in viaggio con i ragazzi
00:05:45e anche TV Parma. Quattro giorni dal 30 gennaio al 2 febbraio assieme agli studenti con le
00:05:49nostre telecamere che non hanno fatto altro che raccogliere le loro emozioni, i loro commenti,
00:05:55i loro racconti, un taccuino su cui i ragazzi hanno raccontato il loro viaggio della memoria.
00:06:00Vedere come 3-4 anni di sterminio da parte del potere nazista abbia completamente cambiato
00:06:08la morfologia e le persone che abitavano questi luoghi.
00:06:13E sembra appunto che se ne siano appena andati, che abbiano lasciato un po' la loro vita,
00:06:18le loro case, quello che avevano avuto fino ad ora e siano spariti semplicemente da un momento all'altro.
00:06:24E quindi la difficoltà di immaginarsi dentro queste stanze come sono adesso queste persone,
00:06:29nel loro modo di vivere e nella loro disumanizzazione e ti trovi tu, una persona che sta bene,
00:06:35con la pancia piena, coperta dentro queste stanze e la difficoltà di capire come una persona
00:06:40riesca ad arrivare a pensare e a cercare di portare a fine questo progetto e soprattutto
00:06:46le persone che hanno seguito questa ideologia.
00:06:48Vedendo per esempio oggi i disegni dei bambini o i nomi di tutte le persone cieche, morte
00:06:55e nei campi di concentramento mi ha sconvolto.
00:07:02Quindi penso che tornando a casa avrò delle cose da raccontare e spero che questa esperienza
00:07:09mi aiuti anche a rendermi conto di come tante volte la vita ti mette di fronte a delle situazioni
00:07:18molto più gravi di quelli che io ritengo essere i miei piccoli problemi di ogni giorno.
00:07:24Il fatto che i ragazzi sono protagonisti nei gruppi di lavoro, durante anche gli spostamenti,
00:07:29il viaggio, c'è già una volontà subito e immediatamente con il loro computer, con il loro taccuino
00:07:34di iniziare subito a scrivere e cercare immediatamente di fermare le emozioni, le impressioni,
00:07:40le caratteristiche del luogo che hanno vissuto.
00:07:43Credo che è quello, è quello che fa funzionare questo progetto.
00:07:49Fin da subito, ma soprattutto anche grazie agli insegnanti che da qualche anno ci accompagnano
00:07:55nel viaggio, loro capiscono subito che realmente sono i protagonisti, che spetta loro.
00:08:01Sono loro che portano la memoria nel campo che stanno visitando.
00:08:05Loro saranno letti dai loro compagni di scuola, quando torneranno faranno una serie di attività
00:08:11con loro e quindi quel nastro e i fiori, fin dal primo viaggio, noi abbiamo sempre fatto
00:08:17questa piccola, chiamiamola cerimonia finale, nel quale ancora una volta sono loro, cioè
00:08:23a nome delle scuole di Parma, non siamo all'istituto, non sono le istituzioni, sono loro, che lasciano
00:08:30un segno.
00:08:31Io immagino che chi passerà domani, postdomani, da quel cortile in cui abbiamo fatto la piccola
00:08:39cerimonia, dirà di qua sono passati dei ragazzi studenti delle scuole di Parma.
00:08:53Quando si vedono situazioni di scene di disperazione come quelle che sono state vissute all'interno
00:09:00dei campi di concentramento, viene da pensare come abbiano potuto essere umani riuscire
00:09:05a tenere duro in situazioni di difficoltà come quelle.
00:09:07Io credo che la speranza della libertà abbia dato anche la forza, o in me, solo a qualcuno
00:09:13di riuscire a sopravvivere.
00:09:14Bene, non perdiamola mai questa speranza.
00:10:03Partiamo da chi quei momenti li ha vissuti.
00:10:06Geliotti, ascoltando la sensibilità e l'emozione che questi ragazzi hanno provato e stanno provando
00:10:12nell'avvicinarsi a quel momento storico, forse fa pensare che non è così difficile
00:10:16no tenerne viva la memoria.
00:10:20Noi il giorno della memoria praticamente l'abbiamo vissuto immediatamente dopo la guerra, quando
00:10:31ritornavano dalla Germania i pochi superstiti dei campi di sterminio.
00:10:36però nei giorni della memoria bisognerebbe ricordare anche i campi di concentramento dove
00:10:44sono stati rinchiusi 617 mila soldati tedeschi, soldati italiani che hanno rifiutato di aderire
00:10:53alla Repubblica Sociale Italiana.
00:10:55Io voglio raccontare un episodio del padre di un mio compagno di università che era nel
00:11:03campo di concentramento in Germania, non mi ricordo quale, e che all'ennesimo sopruso da
00:11:10parte delle guardie del campo di sterminio che era insieme a un fratticello, che era un
00:11:21capellano partigiano emaciato, nella disperazione gli ha detto il padre di questo, non sei capace
00:11:28di dare a questa gente qui quelle 10, 20, 10 maledizioni bimbliche.
00:11:34E il frate gli ha detto, le mie mani sono state consacrate per essere benedette e non per maledire.
00:11:45Manelli, abbiamo sentito questi ragazzi, voi che lavorate per tenere viva la memoria,
00:11:50questi sono grandi segnali di speranza a proposito, agevolano molto il vostro lavoro.
00:11:55Sì, pensavo proprio a questo, una delle ultime parole che sono state pronunciate è stata
00:12:03speranza. Ragazzi sono questi che vanno a rivivere le esperienze di questi campi e che poi rivivono
00:12:22nei racconti dei superstiti che ancora ci sono, come adesso Sergio Gigliotti, le vicende
00:12:32tremende di rischio estremo che hanno vissuto dei ragazzi come loro, perché grossomodo erano
00:12:39dei ragazzi della loro età che vivevano queste esperienze, animati dalla speranza. Ecco, quello
00:12:47che oggi io penso nel tentare di applicare le motivazioni delle scelte dei partigiani,
00:13:01di coloro che hanno fatto la resistenza all'oggi, penso che fra le tante cose che ci sono da
00:13:07salvare oggi per i nostri ragazzi di oggi c'è la speranza. Oggi i nostri ragazzi non hanno
00:13:16da affrontare una guerra, ma hanno da affrontare quello che comunemente si dice una negazione
00:13:23di futuro, che poi è negazione della speranza. Quei ragazzi là affrontavano condizioni spaventose,
00:13:33ma animati sempre dalla speranza. Allora io credo che da queste memorie che i ragazzi rivivono
00:13:45attraverso i contatti con i luoghi della deportazione o della resistenza, credo che si debba pensare
00:13:55a come vivere il nostro presente, cioè a come recuperare una serie di parole che sono state
00:14:02conquistate da quei ragazzi là con la speranza, con la tenacia, col coraggio, con la capacità
00:14:11di rischiare che ci hanno messo e che sono parole che si sintetizzano, se vogliamo, nella
00:14:17parola Costituzione, dove ci sono i diritti, dove c'è l'uguaglianza, dove c'è la dignità
00:14:23delle persone, affermata il diritto al lavoro, il diritto all'istruzione. Ed ecco che qui
00:14:30torniamo alla scuola che non a caso è il luogo dove queste memorie vengono nel modo più
00:14:40giusto recuperate. Direi che tutto questo si sintetizza poi in una parola che non c'è
00:14:47nella nostra Costituzione, c'è in quella americana, che è la parola felicità. Felicità
00:14:54è quando si ha la prospettiva di futuro, quando si ha il senso della direzione in cui si va.
00:15:02Ubaldi, sentendo questi ragazzi qual è la prima cosa, il primo commento che viene in mente?
00:15:08Sentendo questi ragazzi il primo commento che viene in mente è questo, è una grande
00:15:14soddisfazione per il lavoro che le associazioni partigiane, le nostre tre associazioni insieme
00:15:20all'istituto storico per la resistenza stanno svolgendo ormai da anni, è il sesto
00:15:24anno che portiamo avanti questa iniziativa e si tratta veramente di una cosa importante
00:15:33perché al di là degli aspetti legati alla necessità di trasmettere i valori della resistenza
00:15:41in particolare, trasmettere quel patrimonio ideale sull'epopea proprio resistenziale, la
00:15:48cosa che più sta a cuore a noi è quella di, senza adesso eccedere in facili ed edulcorati
00:15:58psicologismi e pedagogismi, ma è quello di trasmettere ai ragazzi quella coscienza critica,
00:16:03quella capacità di sapere muoversi in una società che è complessa, difficile e dove
00:16:15spesso la refrattarietà, la totale assenza di valori e di ideali appunto permea tanti
00:16:25giovani, ecco questo al di là di tutto credo che sia questo il nostro obiettivo più forte
00:16:31a cui noi miriamo e quindi vedendo questi giovani così veramente è incredibile perché
00:16:37la cosa che mi ha colpito sia l'anno scorso, è già il terzo anno che io partecipo con loro,
00:16:43siamo stati ad Auschwitz, l'anno scorso erano mandati a Dachau e quest'anno a Praga
00:16:48e Terjezin, è veramente la loro attenzione, lo spirito disciplinato anche che hanno e che
00:16:59non è comune, veramente è una cosa incredibile, quindi ecco questa capacità di sapersi muovere
00:17:07è spronare i giovani allo sviluppo di una coscienza critica e nello stesso tempo trasmetta
00:17:15quei valori anche rispetto al principio dell'autorevolezza, dell'autorità, sono cose difficili
00:17:22e però è giusto che noi procediamo e credo che abbiamo fatto qualcosa di buono tutto sommato.
00:17:28Minardi, adesso voi direte, avete detto resistenza vista dei giovani e poi fate parlare soltanto
00:17:33gli altri, non è vero, dopo farò parlare tantissimo voi e gli altri avranno la bontà
00:17:37di ascoltarvi e soprattutto l'interesse di ascoltarvi. Minardi, dicevamo quando solitamente
00:17:43quelli della nostra generazione parlano ai giovani di resistenza, sono portati a mettersi
00:17:49in cattedra e a spiegare tutto come se fosse una logica conseguenza del conoscere i fatti
00:17:56di più rispetto alle generazioni attuali. Dopo queste esperienze si può dire che invece
00:18:03si stia anche un po' invertendo la situazione e che la sensibilità con la quale i giovani
00:18:08vanno a cercare i ricordi, la sensibilità con la quale stanno interpretandoli a modo loro
00:18:13potrebbe invertire le cose ed essere addirittura loro a farci capire magari un'interpretazione
00:18:17diversa di quella che è stata la resistenza.
00:18:20Io credo proprio di sì, diciamo che inizialmente il progetto Viaggio della Memoria, perché è
00:18:26un progetto che inizia a gennaio e si conclude poi a maggio, quindi la visita è il momento
00:18:30chiave, ma c'è molto d'altro attorno, ha questo obiettivo, il loro protagonismo non
00:18:37è quello di essere sotto il riflettore, il loro protagonismo è noi come storici, come
00:18:41ricercatori storici e poi c'è la questione anche generazionale lì perché ci sono ricercatori
00:18:46storici più giovani e quelli meno giovani, quelli che hanno vissuto i racconti dei protagonisti
00:18:52e quelli che a fatica sono riusciti ad ascoltarle, che mettono in condizione gli studenti di appropriarsi
00:18:58di questa memoria, gli danno il metodo storico, gli forniscono gli elementi del contesto, li
00:19:04mettono in condizioni di conoscere, capire, sentire, provare emozioni, non solo per provare
00:19:12le emozioni, ma attraverso le emozioni riuscire poi a indagare e interpretare questo fenomeno
00:19:19storico, le sue conseguenze, quindi il progetto vuole che loro diventino a loro volta protagonisti
00:19:26e nel riaraccontare quell'esperienza e anche, come dire, obiettare su alcune interpretazioni
00:19:34date per acquisite, allargare il campo, noi quest'anno siamo stati a un campo difficile
00:19:41da leggere perché era spoglio, non c'era dentro il campo un museo, non c'era un didascalie,
00:19:47era difficile e quindi loro sono stati messi ancora più alla prova e noi li abbiamo messi
00:19:52in condizioni però di riempire questo vuoto e loro si sono impossessati di questa memoria
00:19:59e loro nell'interpretarla devono capire cosa sta succedendo nel mondo perché Teresim
00:20:04è un campo che non c'entra nulla con Parma, siamo stati ad Auschwitz dove sono finiti
00:20:08gli ebrei di Parma, siamo stati a Mauthausen dove sono finiti i partigiani di Parma, siamo
00:20:13stati a Dachau che è il campo che ha accolto più parmigiani, civili e partigiani, Teresim
00:20:19non c'entra nulla, ma la deportazione della seconda guerra mondiale è uno scenario europeo
00:20:25almeno e quindi andare a Teresim e capire cosa è successo a Teresim si deve fare anche
00:20:30la storia d'Italia perché è europea, è una memoria europea e questo loro lo possono
00:20:35fare molto meglio di noi perché girano l'Europa molto più di noi e di conseguenza quando
00:20:41loro saranno adulti nel loro mestiere, nel loro lavoro, qualcuno farà lo storico, qualcuno
00:20:45no, questa esperienza farà parte di un loro bagaglio culturale e intellettuale e ci insegneranno
00:20:54qualcosa sicuramente e ci romperanno anche certi nostri schemi che abbiamo acquisito dalla
00:20:59memoria dei protagonisti.
00:21:01Prima di sentire Chiara Nizzoli che ci introdurrà un po' all'ascolto dei ragazzi, rifacendoci
00:21:08anche al primo servizio di Giuseppe nel quale alcuni dei ragazzi qua presenti erano anche
00:21:14già stati intervistati a suo tempo durante quel viaggio, vi chiedo un attimo di pazienza,
00:21:20pubblicità, ci risentiamo subito dopo.
00:21:35Eccoci nuovamente in studio, l'avevamo annunciato prima della pubblicità, Caranizzoli ricercatrice
00:21:40dell'Istituto Storico della Resistenza.
00:21:43Quali sono i momenti più difficili per cercare di mettere in condizioni i ragazzi che si avvicinano
00:21:49a quel periodo di capire con più facilità quelli che sono stati gli avvenimenti della
00:21:55resistenza, che hanno caratterizzato il momento della resistenza?
00:21:58Ma in realtà spesso noi da ricercatori storici ci poniamo tantissimi problemi rispetto al pubblico
00:22:05che abbiamo davanti, che cambia molto perché io mi sono trovata quest'anno a seguire un laboratorio
00:22:10con i ragazzi delle scuole medie e Marco e altri presenti qui hanno seguito i ragazzi
00:22:15delle scuole superiori nel viaggio della memoria e quindi a seconda anche del pubblico che abbiamo
00:22:20ci poniamo tantissimi interrogativi, tantissime preoccupazioni iniziali quando in realtà poi
00:22:25spesso sono i ragazzi stessi a risolverle.
00:22:28Nel senso che, come diceva Marco prima, noi che abbiamo avuto un certo tipo di formazione
00:22:34vuoi per ragioni biografiche, come nel caso per esempio del signor Gigliotti, vuoi per ragioni
00:22:41formative come il mio caso o come il caso di Marco, abbiamo degli schemi dentro i quali
00:22:50ci muoviamo per tentare di spiegare la storia.
00:22:53In realtà, come io dico sempre anche, come ho detto quest'anno ai ragazzi con cui ho lavorato
00:23:02abbiate sempre gli occhi aperti, le orecchie aperte e siate sempre ricettivi come delle spugne
00:23:07perché tutto quello che avete intorno fondamentalmente è storia e vi racconta qualcosa
00:23:11si tratta solo di porre le domande corrette, quindi quello che io ho tentato di fare nel mio laboratorio
00:23:18e quello che insomma si tenta di fare nel nostro ruolo socialmente più o meno riconosciuto
00:23:24è quello di dare appunto degli strumenti ai ragazzi, ma spesso le difficoltà che ci poniamo noi
00:23:31sono difficoltà che appunto vengono risolte dai ragazzi stessi, vuoi perché trovano spunti particolari
00:23:38ai quali noi stessi non abbiamo pensato?
00:23:40Ad esempio indicazioni sulle figure, per dire noi conosciamo la resistenza, soprattutto i più giovani
00:23:45conoscono la resistenza attraverso i film e la bibliografia, ci sono però figure che magari
00:23:51sono state più importanti di altre che sono sottovalutate, tipo la figura della donna
00:23:55che non è messa tanto in evidenza per quanto riguarda appunto la cinematografia o neanche
00:24:01la bibliografia, che invece la figura della donna è stata centrale nella resistenza
00:24:04Assolutamente sì, sicuramente tutto il discorso sulla figura femminile nella società italiana
00:24:11è un discorso che è veramente ampio e tocca tutti i settori della...
00:24:15E se me la dovessi sintetizzare in 30 secondi, che poi andiamo a sentire anche i ragazzi
00:24:19come me la sintetizzeranno?
00:24:21Porto un esempio pratico, calato appunto nella realtà che ho vissuto io quest'anno con i ragazzi
00:24:27di Fontanellato, sui quali ho lavorato sul campo di prigionia che c'era Fontanellato
00:24:33che rinchiudeva dei prigionieri inglesi, lì fondamentale è stato il ruolo delle donne
00:24:39di Fontanellato che facevano appunto tramite, tra il dentro e il fuori, che davano speranza
00:24:44la speranza di cui parlava Gabriella prima, ai prigionieri all'interno del campo che erano
00:24:48rinchiusi, sono stati rinchiusi per un anno e mezzo in questo campo senza nessun contatto
00:24:53con l'esterno, ma al vedere la domenica le donne passare, che lanciavano sguardi dalle finestre,
00:24:58che riuscivano a far passare piccoli messaggi, era per loro veramente fonte di speranza e in tutte
00:25:05le testimonianze successive dei prigionieri viene sempre fuori come il ruolo delle donne
00:25:10sia stato fondamentale per il mantenimento di questa speranza che le ha mantenuti poi
00:25:15in vita a resistere anche successivamente.
00:25:17Giliotti, veloce veloce ce l'ho, ce l'ha un episodio nel quale mi può raccontare della
00:25:22grande importanza che ha avuto una donna nella sua storia di partigiano, un episodio legato
00:25:28a una figura femminile che ha fatto qualcosa che ancora oggi merita di essere raccontata.
00:25:33Io ho curato la pubblicazione di un libro, di un manoscritto di una partigiana, Rosetta
00:25:41Solari, che ha fatto la partigiana combattente, perché le donne nella resistenza prevalentemente
00:25:52sono state adibite come staffette, e l'ha fatto la partigiana combattente e nell'ultimo combattimento
00:26:02di Borgotaro, siccome lei studiava lettere all'Università Foscori di Venezia, conosceva
00:26:12il tedesco, è lei che ha intimato la resa al presidio tedesco.
00:26:17Ok, adesso andiamo a sentire finalmente i ragazzi, è venuto il vostro turno.
00:26:22Ci sono ragazzi che hanno partecipato al Viaggio della Memoria, quasi tutti, ci sono quelli
00:26:28che hanno avuto la fortuna di partecipare e al Viaggio della Memoria e alle visite ai luoghi
00:26:33della guerra della resistenza Parma, ci sono alcuni che invece hanno fatto, due credo di
00:26:38loro, poi li vedremo, che hanno fatto soltanto le visite ai luoghi della guerra della resistenza
00:26:43a Parma. Con loro dunque, e sono Sofia e Federica, parleremo un po' più avanti, andiamo
00:26:48ad ascoltare gli altri. Abbiamo detto all'inizio che due di loro sono già stati ascoltati all'inizio
00:26:54quando abbiamo presentato il filmato di Giuseppe Milano. Sto parlando di Elena Atelmi che è
00:27:02seduta di fianco alla Manelli e di Rebecca che invece è in tribuna. Se vuoi prendere il
00:27:08microfono, Rebecca in mano. Ecco, hai sentito quello che hai detto in quei luoghi e dunque
00:27:14probabilmente rinvasa dall'emozione che regalano quelle situazioni. Oggi, a qualche mese di distanza,
00:27:21quelle cose che hai detto le rivivi in toto, hai potuto meditare e quindi te la senti di
00:27:28aggiungere qualcosa d'altro e soprattutto dal ritorno di questa, da questa esperienza, come
00:27:33vedi la resistenza e quel momento visto oggi da una ragazza. Sicuramente tornando è diversa
00:27:41la sensazione che si prova. Nell'intervento che ho fatto precedentemente ho parlato soprattutto
00:27:46dell'impossibilità di capire. Però adesso tornata dico che è fondamentale fare un'esperienza
00:27:51del genere o perlomeno amere memoria di quello che è stato. E non è una frase fatta da dire
00:27:57semplicemente così. Lo credo veramente, in quanto è fondamentale cercare di capire
00:28:04quello che è successo. E collegandomi alla resistenza dico anche che è importante quando
00:28:09la moralità va anche oltre la legalità, perché in quel periodo naturalmente la legalità
00:28:14non era la resistenza, ma la moralità era quello che portava a fare, quello che era giusto
00:28:20era resistere a quello che stava succedendo e combattere. Quindi adesso, a posteriori, dico
00:28:26che è importante, come ha detto la ragazza, di aprire gli occhi e le orecchie a quello
00:28:30che sta succedendo e di preoccuparsi di quello che ci dicono, di quello che ci inculcano di
00:28:36fare e avere una visione critica di tutto in generale proprio a livello...
00:28:41Noi abbiamo avuto la fortuna di potervi accompagnare in quel viaggio attraverso i servizi di Giuseppe
00:28:47Milano e le immagini di Matteo Guarneri che in pratica vi hanno accompagnato dalla partenza
00:28:53Parma al ritorno a Parma. Non abbiamo potuto purtroppo respirare gli odori o i profumi
00:29:00se preferite di quelle situazioni che sono le cose che regalano maggiori emozioni.
00:29:06Ecco Elena, a distanza di alcuni mesi per te cosa è cambiato? Come sei tornata da quei posti?
00:29:12Diciamo che quando si è in quei luoghi solitamente si cerca di concentrarsi su quello che quei luoghi
00:29:18possono trasmetterci ma molto spesso soprattutto nel caso di Teresin che come ha detto il professor
00:29:23Minardi è un campo difficile da comprendere. Solitamente si cerca di emozionarsi, di sentire
00:29:31quello che questi luoghi possono regalarci.
00:29:34Cioè andate già là mettendovi nella condizione di ricevere emozioni.
00:29:38Esatto, comunque si fa un lavoro di preparazione, si leggono testi sul luogo che si va a visitare,
00:29:43si è preparati. Ma quello che è veramente importante secondo me è che quando si arriva
00:29:48in quei luoghi non si riceve quasi mai quello che si ci aspetta perché alla fine sono luoghi
00:29:54spogli, possono esserci tutte le targhe e tutti i memoriali possibili ma se noi non riusciamo
00:29:59a comprendere e a far entrare nella nostra quotidianità o nel nostro modo di pensare
00:30:04i luoghi della memoria come i campi di sterminio ma sia come noi riempiamo questi luoghi,
00:30:12quello che noi, il significato che noi attribuiamo a questi luoghi.
00:30:17Sentiamo anche un maschio, prendi il microfono tu, allora hai sentito le tue due colleghe,
00:30:25tu come ti sei proposto a questa iniziativa?
00:30:30Ma io mi sono proposto con molto entusiasmo fin dall'inizio perché ho avuto...
00:30:35Ma sapevi già quello che avresti incontrato, quello che avresti vissuto?
00:30:38Onestamente io devo dire di no, poiché io credo che certe cose non si possono solamente
00:30:47spiegare parole ma bisogna anche vederle e Terzin è sicuramente una realtà che rappresenta
00:30:55al meglio questo.
00:31:02Ragazzi vorrei che mi raccontaste anche come siete partiti e come siete tornati, perché
00:31:06l'importante è quello, si parte in un modo e si torna in un altro.
00:31:09Sì, certamente.
00:31:10Quindi quando sei tornato avrai sicuramente meditato su alcune cose, avrai cercato di capire
00:31:16alcune cose e probabilmente dentro di te sarei cambiato per quanto riguarda l'approccio
00:31:21verso quel momento. La prima sensazione che puoi raccontare di cambiamento qual è?
00:31:27Ma sicuramente io mi sono sentito molto cambiato da questo viaggio poiché ho acquisito sicuramente
00:31:35nuove conoscenze ma ho cambiato anche il modo di approcciarmi con gli altri. Sicuramente questo
00:31:42viaggio mi ha fatto capire molto il tema del diverso che spesso a scuola non viene analizzato
00:32:00mentre Terzin mi ha fatto capire questo tema del diverso ripercorrendo gli eventi che sono
00:32:13stati. Dillo pure quelle tue parole, non emozionatevi ragazzi, cioè questo non è un
00:32:17esame, è un modo per raccontare quello che provate. Quindi io capisco che qualche volta
00:32:24le telecamere riescono anche a nibir un po' e rendere anche complicato raccontare le cose
00:32:28più semplici, lo fa con noi, figuriamoci con chi non è abituato. Però state tranquilli e rilassati
00:32:34raccontate quelle cose che avete a dire e ne avete tante. Tu hai il microfono sotto mano?
00:32:39Allora raccontaci un po' la tua esperienza.
00:32:41Allora io inizialmente appena ho saputo del viaggio ho deciso di andare perché penso sia
00:32:48una cosa molto importante cercare di capire 18.
00:32:52Ecco in precedenza prima di interprendere questo viaggio la resistenza come l'avevi conosciuta
00:32:58attraverso il racconto dei tuoi padri, i genitori, dei nonni, come l'avevi conosciuta?
00:33:02No, con la scuola. Perché alla fine anche se i professori bravi, bravi, spiegano i fatti
00:33:11come sono avvenuti. Qua si sente toccata in fondo l'ex preside Manelli.
00:33:16No, no. Spiegano i fatti come sono avvenuti. Non è possibile spiegare la mentalità che c'era
00:33:24ai tempi che noi non possiamo capire perché non c'eravamo, non abbiamo vissuta. Quindi
00:33:30cercare di andare per capire perché, il perché delle cose che è molto difficile in questi
00:33:37casi.
00:33:39E in quei luoghi viene aiutato a proposito?
00:33:42Diciamo che parti con delle domande e torni con dieci volte le domande che avevi prima.
00:33:49Allora dimmene una delle domande, quella a tuo avviso è la più importante, il quesito
00:33:53più importante è che ti sei posta al momento di salire in pulma.
00:33:56Come mai tante persone abbiano incoraggiato queste cose?
00:34:02E quando sei tornata che risposta hai dato?
00:34:04Che non lo sapevo. Mi è venuta in mente un'altra domanda. Io cosa avrei fatto?
00:34:13E la risposta questa volta penso che sei riuscita a darlo? Anche perché non è una risposta
00:34:17facile. La seconda domanda è più difficile della prima, la seconda risposta è ancora più
00:34:21difficile della prima.
00:34:23Penso che ora dove sono, dico non l'avrei fatto. Però se fossi nata in quel periodo
00:34:32non so come avrei reagito.
00:34:39Ok. Dimmi. Certo.
00:34:42La difficoltà dei ragazzi, e questo si ripete ogni anno, è quella di pensare di andare
00:34:50a fare questa esperienza e poi dopo tornare e rinserirsi come prima con la testa. In realtà
00:34:57è faticosissimo per loro, non fisicamente tornare in classe così, è faticoso riallacciare
00:35:04il tutto perché loro, e noi non l'avremmo fatto questo, loro vivono a livello emotivo
00:35:11questa esperienza, col bisogno di capire e non solo di provare, ma al tempo stesso vivono
00:35:18la tragicità di questa cosa. Capiscono e questo è importantissimo, il 25 aprile è una festa
00:35:25perché liberazione è tutto. Però è una tragedia, alle spalle c'è una tragedia, meno male
00:35:32che la resistenza è riuscita assieme agli alleati a liberarsi dalla dittatura e dal nazionalsocialismo,
00:35:37alle spalle c'è una tragedia. E i campi di sterminio sono una tragedia. E quindi loro vivono
00:35:43non solo la conoscenza, però si portano appresso delle domande enormi, più grandi di loro, col peso
00:35:50che hanno. E forse noi, la nostra generazione, davamo la colpa ai nazisti ed era risolta.
00:35:55Loro non danno solo la colpa ai nazisti, dicono che sono stati gli esseri umani che hanno fatto questo,
00:35:59non sono i nazisti. È un po' un'altra risposta a quella domanda che ho fatto all'inizio, se sono
00:36:05loro
00:36:05a invertire l'atteggiamento che abbiamo noi. E questa è la loro difficoltà, è questa, perché noi avremmo risolto
00:36:12dicendo, vabbè, il nazionalsocialismo, che è vero, però invece loro si dicono, vabbè il nazionalsocialismo,
00:36:17ma erano gli esseri umani, come hanno fatto gli esseri umani a fare una cosa del genere?
00:36:19E la loro fatica è questa.
00:36:21Tenetevi pronti a raccontarci ancora le vostre esperienze, ripartiremo ancora da te, quindi
00:36:26continuate a insegnarci qualcosa, subito dopo la pubblicità, tenendo presente che poi avremo
00:36:32anche un altro contributo, comunque ci risentiamo fra un minuto.
00:36:50Eccoci al Movimento Studio, vi annunciavo prima della pubblicità dell'altro contributo,
00:36:55l'altro contributo che riguarda la seconda iniziativa alla quale abbiamo accennato in apertura
00:36:59di trasmissione e vale a dire le visite ai luoghi della guerra e della resistenza a Parma.
00:37:05Un'iniziativa che non è meno importante di quella della quale abbiamo parlato fino adesso,
00:37:09perché se la prima esperienza, come ha sottolineato Minardi prima, mette in condizione di mettere
00:37:18assieme la nostra storia con quella europea e dunque fare un discorso più generalizzato
00:37:24a livello umanitario che non la seconda visita, questa seconda visita ci mette nelle condizioni,
00:37:30o mette queste ragazze nelle condizioni di capire quello che è successo nel nostro territorio
00:37:35e credo anche di andare a scavare maggiormente nelle loro radici.
00:37:38Sentiamo il contributo di Giuseppe Milano e poi ne parliamo.
00:37:44Una mattina mi sono svegliato, oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, bella ciao.
00:37:50La storia è raccontata dai ragazzi ai ragazzi, questa è la filosofia del progetto nei luoghi
00:37:54della guerra e della resistenza, un itinerario di studio condotto con la collaborazione
00:37:59dell'Istituto Storico della Resistenza del Comune di Parma e il Centro Studi e Ricerche
00:38:02per l'infanzia e l'adolescenza.
00:38:04Itinerario davvero perché i ragazzi percorrono le strade di Parma, guide speciali, gli studenti
00:38:10delle superiori, allievi partecipi, i ragazzi delle medie.
00:38:14È la resistenza che diventa viva nelle lapide, negli edifici, nei luoghi di Parma, ma soprattutto
00:38:19nelle voci dei ragazzi che così hanno ricordato la storia nella Seconda Guerra Mondiale.
00:38:45Quello lì, l'avete mai notato? Esistono in altri posti di Parma.
00:38:54Questi simboli sono le insegne che indicano un rifugio antiaereo. Allora, nel momento
00:39:02in cui Parma viene occupata dai tedeschi, gli alleati che erano ormai già sbarcati in Sicilia
00:39:12e stavano salendo lungo la linea Gustav, iniziano un'operazione chiamata Operazione Strangle.
00:39:20Strangle? Strangle chiede avidà, sembra anche una parola italiana, quasi.
00:39:26Va bene. Strangolare che cosa? Strangolare i mezzi di comunicazione, le ferrovie, quelli
00:39:34che erano i piccoli aeroporti delle città e così anche a Parma vengono bombardati, viene
00:39:39bombardata la pista d'aviazione e la ferrovia e poi anche, come aveva detto lei, la prefettura
00:39:46e altri simboli del potere fascista.
00:39:55Inizialmente quando si ha il primo rapporto con i ragazzi c'è un po' di agitazione, però
00:40:00poi dopo, appena vedi che loro iniziano a prendere appunti, ti fanno delle domande, vedi
00:40:06che li coinvolgi con la spiegazione della storia, ti trovi subito a tuo agio e capisci
00:40:14che questo rapporto è un rapporto proficuo per loro e per te perché ti rendi conto di
00:40:19aver lavorato bene.
00:40:25Trasmettendole agli altri, siamo quasi testimoni di queste cose osservando i documenti e quindi
00:40:33abbiamo anche una responsabilità di dire agli altri e a quelli che magari non sanno cosa
00:40:38è successo a Parma durante la seconda guerra mondiale, cosa i monumenti e le testimonianze
00:40:45in realtà si dicono.
00:41:08Eccoci nuovamente in studio, ci sono dei momenti bellissimi in questo contributo perché aiuta
00:41:13anche noi a capire con quanta sicurezza i ragazzi si muovono nell'argomento, avete
00:41:19sentito uno di loro che era un po' salito in cattedra per una volta tanto essere lui a
00:41:26fare il professore, anzi lei in questo caso era professoressa e avete visto con quanta sicurezza
00:41:31ha ditato uno di quei simboli chiedendo se l'avessero mai notato, sapendo già la risposta
00:41:36e si chiede a dire no, non l'abbiamo mai notato perché in effetti sono in pochissimi anche
00:41:40a Parma a conoscere e a dare un significato ai tanti simboli che abbiamo nella nostra stupenda
00:41:47città ma che purtroppo conosciamo poco. Chi ha avuto la fortuna di fare un viaggio
00:41:52completo, un viaggio della memoria e il viaggio nei luoghi della nostra città alla ricerca
00:41:59di testimonianze è Sofia. Allora la prima domanda credo che sia d'obbligo per te, qual è il parallelo
00:42:06che hai fatto e che differenza hai trovato ad avere conosciuto prima i luoghi della resistenza
00:42:13parmigiana e dunque i ruoli del lettore adici, quelli che magari ti avranno raccontati
00:42:17i tuoi familiari e quelli che invece hai vissuto all'estero, lontano da casa e andando a vedere
00:42:22luoghi che avevi soltanto conosciuto attraverso la televisione o il cinema o qualche libro.
00:42:29E sono due esperienze completamente diverse.
00:42:31Ragazzi sorridete pure, divertitevi, almeno spero è una trasmissione, non è, vi vedo tutti
00:42:35tesi, seri. Perché la prima esperienza è un'esperienza che io ho fatto l'anno scorso
00:42:41e che ero ancora in quarta ed è un'esperienza in cui...
00:42:44Era una ragazzina insomma. No, no, no, però è un mondo diverso nel senso che quando ti
00:42:51trovi a insegnare le cose che sei sempre stato abituato ad ascoltare da qualcun altro devi
00:42:57cercare anche di farti capire, devi cercare di interessare i ragazzi a quello che stanno
00:43:02ascoltando. Eri tu quella col dito? No, ero la mia compaglia di classe. Però anche
00:43:08io l'ho fatto e quindi so cosa vuol dire. Anche vedere tutti questi occhi sgranati quando
00:43:13racconti un aneddoto di questi ragazzi che ti stanno ascoltando, pendono le tue labbra
00:43:18e tu devi far capire tutta la criticità del momento. Dopo le continui, raccontaci un
00:43:22aneddoto. Ah sì, per esempio quando ho raccontato che c'erano le barricate, i partigiani
00:43:30avevano costruito le barricate in modo da non far passare i fascisti. E il generale
00:43:38fascista che cercava di occupare l'oltretorrente si chiamava Balbo. Io vi ho raccontato a questa
00:43:44classe, in parmigiano, gli avevo detto Balbo te passi l'Atlantic, momiga la perma e tutti
00:43:50i bambini erano scoppiati a ridere. Ed era stato un bel momento perché tutta la fatica
00:43:56della preparazione era stata apprezzata. Cioè loro avevano mostrato di aver capito la
00:44:01profondità del momento ma anche di aver capito proprio le radici da dove venivano.
00:44:08Adesso spiegami la differenza fra le due esperienze.
00:44:10Nella seconda esperienza invece mi trovo io a viverlo in prima persona. Cioè nella prima
00:44:15cerco di far vivere agli altri quello che è stato, quello che io avevo fatto mio,
00:44:18avevo imparato. Invece nella seconda esperienza...
00:44:21Quando l'avevi imparato era stata una sorpresa per te comunque. Quando eri tu ad ascoltare
00:44:26i tuoi compagni che ti spiegavano quelle cose, eri tu ad aver imparato e ti sei trovata davanti
00:44:32a un mondo nuovo?
00:44:33Beh sì, io diciamo che l'anno scorso ho fatto questa esperienza dei luoghi della resistenza
00:44:37perché a mia volta, alle medie, ero stata una di quelle bambine che ascoltava. E quindi
00:44:42mi era piaciuto sentire le cose da dei ragazzi più grandi di me.
00:44:45E quindi era diventato un modo più piacevole e forse più diretto per imparare. Perché
00:44:52mi sentivo più parte dell'azione. Invece andare a Terzin è stata un'esperienza importante
00:44:57perché è servita a farmi apprezzare anche il silenzio. Perché io pensavo nel rivivere
00:45:03i luoghi di sentirmi come le voci dei condannati o dei deportati. In realtà no, in realtà
00:45:10io ho sentito molto silenzio. E il silenzio che ha lasciato spazio più che altro alla
00:45:13mia riflessione. Cioè il pensare come doveva essere trovarsi lì. Ma soprattutto il vederlo
00:45:20dal vivo e il perché. Come dicevano prima, perché deve essere successo tutto questo.
00:45:27E quando ti trovi lì davanti non è più uno ascoltarlo semplicemente o doverlo spiegare
00:45:32agli altri. Cioè questa è la differenza. Il silenzio.
00:45:37Sei stata bravissima Federica. Davvero fantastica. Perché io non ti ho aiutato molto. Continuate
00:45:40a interromperci. Tu nonostante tutto non hai mai perso il filo. Federico se vuoi prendere
00:45:44in mano il microfono. Perché anche tu sei uno di quelli che invece ha fatto soltanto la
00:45:50prima esperienza.
00:45:51Scusa Francesco. Lui Federico la deve ancora fare. Ha fatto il corso di preparazione ma adesso
00:45:57deve fare le guide. Quindi è interessante capire cosa gli andrà a dire. Cosa.
00:46:02Professor Federico ci dica. Allora io ho fatto questo progetto intanto perché mi piaceva
00:46:08un po' sapere di più che ruolo aveva avuto Parma nella resistenza.
00:46:13Ecco tu intanto il tuo percorso come l'hai sviluppato fino ad oggi nel momento in cui ti
00:46:19andrai a proporre ai ragazzi per spiegare. Cioè dalla scuola all'inizio. Come sei arrivato
00:46:24ad oggi? Visto che oggi sarai tu a dovere fare questa nuova esperienza di raccontare
00:46:30ai ragazzi quello che è successo. Fino ad oggi come sei arrivato a conoscenza di tutte
00:46:34le cose che hai imparato?
00:46:36Soprattutto a scuola. Poi già alle medie avevo fatto anche questo percorso ascoltando
00:46:41i ragazzi più grandi che lo spiegavano. E poi avevo fatto anche un progetto su un fumetto
00:46:48con Leonardo Ortolani e un altro. Sempre con tema la resistenza. E poi c'è basta.
00:46:55Comunque è un tema che mi ha sempre interessato bene o male.
00:46:58E adesso spiegami quali sono le cose che cercherai di spiegare e dove punterai soprattutto il dito.
00:47:03Allora soprattutto sulle vicende per esempio di Copelli o Cavestro che mi sono piaciute
00:47:08particolarmente. Cioè Cavestro soprattutto per spiegare la resistenza anche non armata
00:47:15che è un concetto comunque che si tende a nominare poco ma che è comunque molto importante
00:47:21per me. E poi vabbè le storie in generale dei partigiani che secondo me sono i concetti
00:47:28che possono più interessare comunque dei ragazzini. Più che le frasi generali, le azioni proprio
00:47:34le vite degli individui, di quello che hanno fatto, di quello che hanno subito e passato.
00:47:42Torno a quelli che ascoltano. Proprio 30 secondi a testa per capire cos'è che vi ha colpito di più
00:47:47in questo racconto di questi ragazzi fino a questo momento. Poi torneremo subito a loro.
00:47:53Manelli, 30 secondi.
00:47:54Sì, mi ha colpito una cosa che peraltro sentivo anch'io come persona di scuola.
00:48:01Cioè che i ragazzi non sono i destinatari dei progetti di qualcuno, degli adulti, dei
00:48:08professori o anche delle associazioni partigiane o dell'istituto ma devono diventare loro i
00:48:16protagonisti che in prima persona si impossessano di queste memorie e ne capiscono il valore,
00:48:25ne capiscono il senso, lo trasferiscono al loro presente e lo trasmettono ai loro amici,
00:48:34ai loro compagni più giovani. E questa è l'importanza delle associazioni partigiane che non vivono
00:48:38più solo di partigiani ma vivono di memorie che devono essere fatte e vissute nel loro significato.
00:48:45E da oggi forse vivono un po' anche in loro e vivranno soprattutto in loro. Ubaldi.
00:48:49Guardi, in particolare l'importanza del ruolo della scuola perché ricordiamoci che questi
00:48:56progetti dei quali parliamo si svolgono appunto in particolar modo tra scuola, quindi istituzioni
00:49:04pubbliche scolastiche e istituzioni storiche di resistenza con le associazioni partigiane.
00:49:08E quindi ecco, l'importanza appunto della scuola, dell'istruzione. Guardi, proprio recentemente
00:49:19mi è capitato un passo di un articolo, di una lettera, di un discorso di Piero Calamandrei
00:49:26a proposito della scuola e il rapporto tra scuola e spirito della resistenza che mi sembra
00:49:31eloquente e attualissimo anche perché dice che mantenere in vita lo spirito della resistenza
00:49:37significa creare un nuovo rapporto tra cittadino e Stato, un rapporto che passa attraverso
00:49:43sforzi che in questi anni vediamo costantemente delegittimati. Innanzitutto la scuola pubblica
00:49:48perché se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni,
00:49:54si può dire che la scuola a lungo andare è più importante del Parlamento, della magistratura
00:50:00e della Corte Costituzionale. Queste sono parole di Calamandrei di 58 anni fa, però
00:50:08la qualità è no.
00:50:10Posso intromettermi con una frase di Vittorio Rougon che è ancora più vecchia, ogni volta
00:50:15che si apre una scuola si chiude un carcere.
00:50:20Signor Ti, sentendo questi ragazzi cosa si prova?
00:50:23Mi sembra di ritornare a scuola nel mio collegio a Genova dove il preside, l'ho saputo
00:50:36dopo, era il vicepresidente del Comitato di Liberazione per la Liguria e tutti i professori
00:50:43tranne uno, ci hanno istruito e ci hanno portato senza troppo farsi vedere perché eravamo sotto
00:50:54il regime fascista e ci ha messo in evidenza i grandi valori della libertà e della democrazia.
00:51:09Nezzoli, da ricercatrice storica e di conseguenza da persona che si basa solo sui fatti, andare
00:51:16a rivivere quel periodo attraverso l'emozione cosa significa?
00:51:20Penso che significhi veramente tantissimo e le nette stimolazioni al fatto che tutte le
00:51:26cose che sono state dette fino adesso hanno un contenuto molto forte e sicuramente la cosa
00:51:33è stata da ricercatrice ma abbastanza prossima alla loro età insomma, ancora abbastanza inerba
00:51:42diciamo e sono mi riguarda...
00:51:45Come l'ho diviso in due età e lei ha tenuto a specificare che fa parte di una certa generazione
00:51:49si è staccata subito da noi tanto comunque non ce n'era bisogno credo eh?
00:51:55Semplicemente per dire che è molto importante quello che è venuto fuori dalle loro parole
00:52:01e soprattutto per quel che riguarda lo spirito critico che è venuto fuori più o meno
00:52:05dalle parole di tutti quindi eh sì ci raccontano la storia ma andiamola a vedere noi andiamola
00:52:09a conoscere noi in primis e cerchiamo di porci delle domande poniamocene anche 100 rispetto
00:52:15a quelle che avevamo all'inizio ma poniamocene noi abbiamo paura di di porle al alla quotidianità
00:52:21che abbiamo intorno e alla storia insomma.
00:52:23Ragazzi sul vostro sorriso che vedo non riuscite a trattenere l'ultimo stacco pubblicitario
00:52:28e ci risentiamo fra un minuto.
00:52:42Eccoci nel momento in studio intanto partiamo subito con una presentazione.
00:52:46Ho sbagliato un nome ho chiamato le soffi invece Leonora e me ne scuso siete così bravi
00:52:50che è davvero un delitto sbagliare anche i vostri nomi visto il vostro grande impegno.
00:52:56Allora torniamo a parlare con i ragazzi dopo aver riascoltato le persone sedute sono seduti
00:53:04tutti e dicevo seduti in poltrona e io ripartirei con Pietro e ripartirei con Pietro proprio riprendendomi
00:53:10da quello che ha detto prima Vittoria cioè le domande le domande che sono le cose più
00:53:14importanti credo che vi avvicinino a questo periodo e soprattutto la ricerca di risposte
00:53:19che voi chiedete alle vostre esperienze. Ecco tu con che domande sei partito? Quali sono
00:53:25le domande principali che ti aspettavi di riuscire ad avere una risposta in questo viaggio
00:53:31della memoria?
00:53:32Ma allora io ero partito nell'ottica di non avere domande perché secondo me qualunque
00:53:38domanda già prefissata in partenza avrebbe in qualche modo influenzato quella che sarebbe
00:53:45stata la prima impressione che è anche la fine però la più autentica. L'ho più complessa
00:53:48Vittoria di te insomma?
00:53:50Forse sì, probabile.
00:53:52No, io avevo deciso...
00:53:52No, complessa come ricerca non come scelta.
00:53:55No, no. Io avevo deciso di partire senza domande fisse, senza essere impostati in alcun
00:54:01modo. Avevo preferito anche evitare approfondimenti così perché è vero insegnano e danno...
00:54:07Per non essere condizionato forse.
00:54:09Esatto, mi sentivo forse più condizionato e ho voluto dare invece spazio alla libera
00:54:14interpretazione e devo dire che quando sono entrato nel campo mi sono reso conto di aver
00:54:20fatto alla fine forse anche bene a non aver eliminato ogni tipo di condizionamento perché
00:54:26un deportato che arrivava in un campo di concentramento non aveva studiato cos'erano i nazisti, non
00:54:33aveva sicuramente studiato cos'era un campo di concentramento e come dura sarebbe stata la
00:54:38loro esistenza all'interno di quel posto. Entrando nel campo ho, come diceva Vittoria,
00:54:46solamente arricchito il numero di domande che mi ero fatto che spero rimangano senza risposta
00:54:52perché è qualcosa di talmente inesplicabile che non credo, almeno io, che non ho vissuto,
00:54:59che sono solamente destinatario di alcuni messaggi, non posso veramente comprendere.
00:55:04Finché non ho messo i miei piedi in mezzo a quel fango d'inverno a Praga non posso veramente
00:55:10rispondere a nessuna di queste domande che mi sono fissato.
00:55:16Martina, posso dire una cosa?
00:55:17Sì, certo che puoi.
00:55:18Volevo dire una cosa che secondo me è la cosa forse più importante del conoscere e del riportare
00:55:27ai nostri compagni, che non è tanto, sì è importantissimo conoscere e trasmettere,
00:55:33ma è ancora più importante forse conoscere per sapere di poter fare certe cose.
00:55:38Se noi andiamo a conoscere la resistenza non è per adorare questi partigiani che stanno
00:55:44rientrando quasi nel mito, ma perché ci dobbiamo rendere conto che anche noi possiamo
00:55:47in primo luogo agire.
00:55:51Non dobbiamo aspettare solamente qualcun altro, ma dobbiamo renderci conto che anche noi abbiamo
00:55:56le forze per poter fare qualcosa di grande.
00:56:00Martina, adesso dopo questa presentazione credo che sia difficile intervenire, anche perché
00:56:05è stato molto bravo con questo messaggio finale.
00:56:08Te l'hai preparata a memoria?
00:56:09No, bravo, complimenti. Martina, allora, diciamo prima, io ritorniamo sempre alla partenza
00:56:18delle domande, cosa ti aspettavi di trovare là, cosa credevi che fossero i campi di concentramento
00:56:23prima di partire, cosa credevi che fosse quel momento storico, cosa credevi delle sofferenze
00:56:29che avevi sentito raccontare visto a livello cinematografico e con che realtà sei tornata
00:56:36da quei posti.
00:56:38Ma allora, io mi sono iscritta al progetto pensando di visitare un campo di concentramento
00:56:46come quelli che avevo visitato magari con la mia famiglia.
00:56:50Come già ha precisato il signor Minardi, non è stato assolutamente così.
00:56:57Teresin è un campo completamente diverso, molto difficile da interpretare e quindi
00:57:05avrei potuto avere tante aspettative ma sicuramente con la visita sono state distrutte
00:57:12in qualche modo perché trovandomi al campo con i miei compagni era anche difficile provare
00:57:21un'emozione. C'è stato anche un grande senso di colpa da parte di tutti noi che non riuscivamo
00:57:26a sentire immediatamente quello che magari si può provare.
00:57:33L'odore possibile dal campo, certo.
00:57:34Esatto. E quindi da questo poi rientro a casa è stato ancora più difficile perché...
00:57:41Ma cosa è che ti ha sconvolto maggiormente? Mi aspettavo una cosa completamente diversa.
00:57:45Allora spiegaci cosa ti aspettavi cercando di essere il più sintetica possibile e quello
00:57:50che invece hai trovato?
00:57:53Probabilmente mi aspettavo un campo... Allora intanto Teresin è un campo di concentramento
00:57:59e non di sterminio e probabilmente sì, mi aspettavo una visita più... non lo so, più
00:58:09emozionante, più immediata sul piano delle emozioni. Quindi non so, le cose che abbiamo
00:58:18visitato, i musei erano molto più difficili da interpretare. La cosa che mi ha colpito
00:58:23di più...
00:58:23C'è una cosa diversa da Ausis per dire, insomma.
00:58:24Sì, sicuramente. La cosa che mi ha colpito di più è stato un muro in una sinagoga...
00:58:30no, in realtà tutte le pareti di una sinagoga ricoperte da questi nomi di persone deportate
00:58:38e con la data di nascita, la data di morte, se conosciuta ovviamente.
00:58:48Se volete dare il microfono a Jessica, allora raccontaci un po' anche tu la tua esperienza
00:58:56e soprattutto il passaggio che hai avuto dal momento della partenza al momento del ritorno.
00:59:03Allora, io sinceramente di questa cosa non sapevo niente fino a quattro anni fa. La mia
00:59:09unica domanda era che se succederà ancora questa cosa, perché io pensavo, tanto che non
00:59:15avevo proprio idea di queste cose, pensavo di sapere già tutto leggendo i libri e sentendo
00:59:20le storie raccontate dai professori.
00:59:22Quegli erano i primi campi di concentramento che tu visitavi.
00:59:25Terzi, questo è il primo. Poi quando siamo tornati ci dicevano tutti che abbiamo visto
00:59:33poco, perché non è come Auschwitz, non è come quei campi che vediamo nei film. Però
00:59:39per noi quel poco è tanto, perché siamo tornati come... siamo diversi. Le sensazioni veramente
00:59:47che abbiamo provato lì ci hanno cambiato. Che io vorrei trasmettere quello che ho imparato
00:59:53non solo ai miei compagni di classi, ma anche agli altri stranieri. Perché se succede
00:59:59ancora, di sicuro, noi quando ci svegliamo alla mattina saremo anche noi nei prigioni o
01:00:06ai campi. Quindi per me la storia è molto importante. E' che noi non riusciremo ad andare avanti
01:00:13se noi non capiamo la storia, se noi non proviamo queste sensazioni. Perché leggere e vedere
01:00:20le cose sono diverse.
01:00:26Vittoria, tu prima raccontavi delle domande che ti eri fatte tu al momento della partenza,
01:00:30delle risposte che non hai trovato, che hai trovato solo in parte, di tutto il tuo percorso
01:00:34che adesso è chiaramente in fase di evoluzione ancora di più di quando sei partita.
01:00:40e poi parliamo un attimo con...
01:00:43Scusa?
01:00:44C'è anche la Sofia che ha fatto i viaggi...
01:00:46Oh, scusa, scusa, scusa, allora chiudiamo dopo...
01:00:49Prendi, prendi Sofia, no, no, come no? Scusami tanto.
01:00:52Lei ha già fatto il giro con le scuole medie, quindi...
01:00:55Si vede però il professore com'è attento.
01:00:59Allora, Sofia, noi abbiamo saluto prima per divertire un pochettino e fare un uomo e una donna,
01:01:04anche se siete di più.
01:01:05Raccontaci la tua esperienza che invece è riferita soltanto a quella locale.
01:01:10A luoghi della Resistenza.
01:01:12Sì.
01:01:12Io ho fatto questo giro, è stato veramente bello, mi è piaciuto moltissimo,
01:01:18perché oltre che, sì, essere spettatore, come abbiamo già detto, diventi tu che racconti
01:01:23questa storia ad altri ragazzi ed è veramente un'esperienza bellissima, perché sei tu che...
01:01:29Ma cos'è che vorresti far capire soprattutto ai ragazzi?
01:01:32A me è piaciuto, hanno veramente appassionato le storie singole dei ragazzi, anche come noi,
01:01:38della nostra età, che alla fine in quegli anni hanno lasciato tutto, si sono messi in gioco,
01:01:45sono andati magari in montagna, hanno rischiato la loro vita alla fine per un ideale che magari
01:01:51adesso ignoriamo, magari molti ragazzi pensano solo a divertirsi e magari queste cose si perdono piano piano.
01:02:00E questo è il concetto che tu speri di riuscire a trasferire e a far capire alle persone che accompagnerai
01:02:05per i luoghi di Parma.
01:02:06Sì, che veramente mettersi in gioco e rischiare tutto quello che si ha per le cose che si crede
01:02:12è veramente importante.
01:02:14Io non so come tu abbia organizzato le tue visite, ma c'è un punto particolare che preferisci ad altri,
01:02:19un luogo che aiuta a capire più di altri.
01:02:23Beh, sicuramente...
01:02:24Ecco, se tu lo dicesse a chi si sta ascoltando da casa, se tu volessi mandare qualcuno a vedere
01:02:28un posto particolare, dove lo manderesti?
01:02:31Beh, io lo manderei sicuramente o a casa della Mirca Polizzi, che è davanti alla biblioteca civica,
01:02:39che secondo me...
01:02:40E andiamo su un totem della resistenza.
01:02:43Secondo me è una tappa senza pari, perché è una storia impareggiabile di una donna
01:02:47che ha voluto mettersi in gioco e essere protagonista di tutto questo.
01:02:51O anche Piazza Daniele Bertozzi, anche quella mi è piaciuta tantissimo, perché anche lì
01:02:56è un protagonista, è un ragazzo come noi che ha voluto mettersi in gioco.
01:03:00Bene, grazie.
01:03:00Allora Vittoria, ricominciamo.
01:03:02Prima ti dicevo, tu dicevi proprio delle tue domande, delle mancate risposte, se dovessi
01:03:07dire qualcosa a quei ragazzi, poi sentiremo con Minardi, che si apprestano a vivere la
01:03:14vostra esperienza l'anno prossimo, a quei cento studenti di Parma che torneranno sui
01:03:19luoghi della memoria, la prima domanda che tu diresti di non farsi al momento della partenza
01:03:25qual è?
01:03:30Non voglio metterti in difficoltà e non ti lascio neanche pensare per un'ora.
01:03:37Allora, intanto direi di cercare di essere propositivi, nel senso che secondo me la domanda
01:03:44è una cosa molto importante, però di non impuntarsi troppo nel cercare di capire una
01:03:53alla fine psicologia un po' malata, che era nella mentalità dell'ESS o di Hitler o di
01:04:00Mussolini, che era molto complicata.
01:04:13Minardi, l'abbiamo ascoltato i ragazzi, si lavora per molti mesi per portare questi ragazzi
01:04:20a capire certe cose.
01:04:21Ecco, queste testimonianze aiutano a continuare sulla strada di intrapresa oppure c'è da rivedere
01:04:30qualcosa?
01:04:34Avete capito di aver centrato l'obiettivo attraverso quello che hanno raccontato loro?
01:04:38Sì, io direi che in questi anni loro sono loro e quelli prima di loro sono stati la grande
01:04:43soddisfazione dell'istituto e credo di tutte le istituzioni che collaborano con noi, perché
01:04:49ci restituiscono un passato però complesso, ricco, fatto di emozioni, di storie individuali,
01:04:58di luoghi che non si capiscono, dell'indicibile, del tentativo di raccontare, di fotografare,
01:05:04cioè ci restituiscono la storia nostra più complessa, quello che chiedeva lei prima all'inizio,
01:05:10non fatta di una storia trasmessa dai protagonisti solamente, ma rivissuta in qualche modo attraverso
01:05:17vari strumenti dell'intelletto, dell'emozione e questo ci sollecita ogni volta a trovare
01:05:24i modi per arricchire ancora di più questa esperienza, cioè in modo che chi va, quest'anno
01:05:30siamo andati a Teresi, un campo difficile perché non ci sono didascalie, non c'è un museo
01:05:34dentro il campo, uno entra sempre a una fabbrica fredda, un luogo dismesso, è complicatissimo,
01:05:42poi vanno a Praga e vedono il museo di una civiltà che non c'è più, che è quella ebraica,
01:05:47non c'è più e quindi queste emozioni che loro si mettono insieme poi ce lo restituiscono
01:05:54come un vissuto che non è il nostro in fondo.
01:05:58Bene, è il momento dei ringraziamenti e anche delle scuse, però non andate via perché
01:06:02la trasmissione non è finita.
01:06:03Dei ringraziamenti per ringraziare tutti quelli che sono venuti in studio questa sera,
01:06:08delle scuse verso quelle persone che sono abituate ad avere certamente più spazio, poter
01:06:13parlare di più durante una trasmissione, oggi volutamente, credo che abbia fatto piacere
01:06:18anche a loro, abbiamo scelto di fare parlare ai ragazzi che sono stati davvero protagonisti
01:06:23fantastici di questa ora che abbiamo trascorso insieme.
01:06:28Dicevo che la trasmissione non è finita perché io vi lascio ad un documento a nostro avviso
01:06:33bellissimo, è un servizio che ha realizzato Matteo Guarneri con dei ricordi di un vecchio
01:06:42partigiano ancora in vita, un partigiano che ha vissuto chiaramente delle esperienze
01:06:47fantastiche, il nome di battaglia era Bandera, chiudiamo con lui come giusto questa trasmissione
01:06:53dedicata alla resistenza che davvero abbiamo cercato di vedere vista dai giovani e dai ragazzi
01:07:00di oggi. Subito dopo a Gorà, non andate via perché vi proporremo ancora un altro documentario,
01:07:05un altro speciale bellissimo, riguarda il loro viaggio sui luoghi della memoria, è il
01:07:13viaggio che il documentario che ha realizzato Giuseppe Milano e il quale vi avevamo presentato,
01:07:19abbiamo fatto una breve sintesi all'inizio con Matteo Guarneri, dunque anche quello è un
01:07:24momento, credo, in questa giornata, coronamento di questa giornata del 25 aprile da non perdere.
01:07:29Grazie ancora, grazie a tutti voi, grazie a chi ci ha ascoltato da casa, con a Gorà
01:07:32il prossimo appuntamento, giovedì prossimo, buona serata.
01:07:41Sono Paganialio, ho fatto il partigiano e il mio nome di battaglia era Bandera.
01:08:04Quanti tedeschi non so che erano, in che avevano insieme anche i brigatineri, perché loro
01:08:11non sapevano mica chi erano lì e venivano con la brigatineria, che la brigatineria era già
01:08:20e via. E allora era tutta una cadena, non sapevano che non sapevano, perché avevano un po'
01:08:27gli spi, gli spi avevano un legno qua stanotte. Allora la brigatineria era di flamme, le avevano
01:08:34un po' un po' e non c'era ciò, non c'era un po' e non c'era un po'
01:08:41e non c'era un po' e non c'era un po' e non c'era un po' e tante
01:08:52volte, anche in
01:08:53e poi ho fatto tre spostamenti.
01:08:53E poi, quando ho fatto il fienile,
01:08:54mi aveva scoperto perché si poteva il canto.
01:08:56E il padrone diceva che aveva qualche dono
01:08:59perché il canto è il bai.
01:09:03E allora, a partire,
01:09:06andavamo in un'altra fienile
01:09:07senza chiedere al padrone
01:09:10senza chiedere
01:09:11se posso mettermi nel fienile
01:09:14perché mi ha detto no
01:09:15perché si incontriva
01:09:16e si brucia nella cale.
01:09:19Allora, una notte,
01:09:20ho fatto tre spostamenti
01:09:22una notte, cambiato i posti
01:09:24intanto che non ho detto.
01:09:26E per salvare la Pela
01:09:28ho avuto un rastrellamento
01:09:30di mongol, tedeschi e via
01:09:33a Tiovo
01:09:34e avevo preparato
01:09:36l'ossaio aperto
01:09:38e avevo una donna
01:09:40che mi tirò solo il querc
01:09:43mi dò la finestra e ho visto che
01:09:44avevo detto
01:09:46tirò solo il querc
01:09:47e i banchi
01:09:49e l'ho scappato anche quella volta lì
01:09:51perché c'era la neve
01:09:53e sconchiava il salè di andare per il campo.
01:09:56Allora, e ho detto
01:09:57se mi vado per il campo
01:09:59i vedi nel salè
01:10:01non venne a capare subito.
01:10:02Allora sono dovuto andare in una cacca
01:10:04e mi hanno fatto un piacere
01:10:07e mi hanno detto
01:10:07lo sera. E ho fatto anche con lì.
01:10:30a piedi
01:10:32e sono andato
01:10:33sul Monte Spogno
01:10:35avevo una parola d'ordine
01:10:38e mi sono fermato
01:10:41vicino al monte
01:10:42e c'era un calciolaio che lavorava
01:10:44e ci ho detto
01:10:45io cerco un partigiano che si chiama Afro
01:10:50e mi hanno detto che è sul Monte Spogno
01:10:53e lui mi ha risposto
01:10:54e mi ha detto
01:10:56E' un partigiano e un nemico.
01:10:59Dopo un po'
01:11:00avevo detto
01:11:01ma no, che è un calciolaio
01:11:02e si chiama Afro Schiaretti.
01:11:06E mi ha guardato e mi ha detto
01:11:07e mi ha detto
01:11:08e mi ha messo la gamba
01:11:13e mi ha portato fino
01:11:15sul Monte
01:11:18sempre su una mugatiera
01:11:20e mi ha detto
01:11:22e mi ha detto
01:11:24e allora
01:11:27avevo detto la parola d'ordine
01:11:29che gli avevano
01:11:30e gli avevano
01:11:31e allora si presenta
01:11:32il partigiano
01:11:33e non mi ha consigliato
01:11:34alcuni lì
01:11:35e la mia partenza
01:11:37è stata qui.
01:11:39Dopo
01:11:39un qualche mese
01:11:41si è formato
01:11:43dietro di staccamento
01:11:45e aveva detto
01:11:46di miei amici anche là
01:11:47e allora cambia di staccamento
01:11:49e non cambia tre
01:11:51tanto che noi
01:11:52la liberazione.
01:11:53e noi
01:12:01faremo del mondo
01:12:02un baluardo
01:12:03sapremo morire
01:12:05e disprezzare la vita
01:12:07per noi risorgerà
01:12:09la nuova Italia
01:12:10con la guerriglia
01:12:14per noi risorgerà
01:12:16la nuova Italia
01:12:18con la guerriglia
01:12:21il primo combattimento
01:12:23l'ho fatto
01:12:24a San Michele
01:12:26e
01:12:27era buio
01:12:29eravamo
01:12:30ricati
01:12:31in un canaletto
01:12:33per riparare
01:12:34dal palotto
01:12:35lì che sparavano fuori
01:12:36e noi che sparavano dentro
01:12:37e allora
01:12:38ci ho detto
01:12:39a uno che ci avevo vicino
01:12:42ci ho detto
01:12:43vieni sempre dietro a me
01:12:45che io sono
01:12:46dal paese
01:12:48e
01:12:48era dal paese
01:12:50anche lui
01:12:51e quel buio
01:12:52non l'avevo conosciuto
01:12:54e lui
01:12:55se mi sa ridere
01:12:56il maldito ancora adesso
01:13:04noi
01:13:05trafagola
01:13:06gli ermi
01:13:07e poi
01:13:08in quel periodo lì
01:13:09la guerra arriva
01:13:10i soldi
01:13:10da pagheria
01:13:12ermi
01:13:13e soldi
01:13:15loro
01:13:18avevano
01:13:18alzato le tapparelle
01:13:20no?
01:13:20perché
01:13:21la guerra stanno
01:13:22a suo piede
01:13:23gli hanno detto
01:13:23guarda che stanotte
01:13:24avevano i suoi partigiani
01:13:25erano pronti
01:13:27allora
01:13:30avevano le bombi dentro
01:13:31avevano i fusi di mitragliatore
01:13:33non avevano trasparente
01:13:35qui dentro
01:13:35e loro
01:13:37buttavano fuori
01:13:38le bombi
01:13:38che era dalla finestra
01:13:39ma qualcuno
01:13:40invece
01:13:41di infilare
01:13:42nero
01:13:43in tal corte
01:13:44
01:13:45l'avevano dentro
01:13:46e avevano una muccia fria
01:13:48e loro
01:13:48è morta
01:13:49nella sua amica
01:13:50perché
01:13:51gli hanno portato via
01:13:53con un camion
01:13:54e gli hanno portato
01:13:54venire
01:13:55all'ospedale
01:13:55a Sella Baganza
01:13:57noi
01:13:58prima
01:14:01eravamo
01:14:02per esempio
01:14:02un tenente medico
01:14:04che dormiva
01:14:05in una casa privata
01:14:07qui
01:14:07e poi
01:14:09aveva un altro ufficiale
01:14:10che era andato
01:14:11per mese
01:14:12aveva fatto su
01:14:13tre o quattro
01:14:14e dormiva fuori
01:14:16per
01:14:17fare l'arrenda
01:14:18invece
01:14:21il tenente medico
01:14:22gli ha detto
01:14:24che
01:14:25gli hanno preparato
01:14:25gli hanno portato
01:14:26gli hanno portato
01:14:27gli hanno portato
01:14:28e gli hanno portato
01:14:29la licenza
01:14:30e gli hanno portato
01:14:32e gli hanno portato
01:14:33tutto lì
01:15:02e
01:15:02che
01:15:03è
01:15:03erratico
01:15:03non c'erano da poco, eravamo in una casa lì e oramai era bello i 13 mares, a sacco
01:15:15stavano le liberazioni, oramai da Bologna al fronte al venne avanti, allora li sono
01:15:21fatti nero giù e a Flea che era ancora la brigata nera, tedesca tutta la Takeda, allora
01:15:30si vede che era una spia che aveva detto guarda che vedi i partiti già a casa, che vede ora
01:15:35che aveva fatto il fagotto, e i segniuva attaccare, noi siamo difesi, ma mi ha potuto e mi ha lasciato
01:15:42morto e che resta è Ubaldi e Bansola, Ubaldi è morto al di prima e Bansola è morto al di
01:15:56dopo
01:15:56perché l'an d'octurare l'an d'octurare l'an d'octurare
01:16:23quando mi ha fatto l'attacca, era notte e mi dormi però in quella casa
01:16:29l'an d'octurare lì, l'an d'octurare lì, che era disabitata quella casa lì, non c'era nessuno,
01:16:36perché avevano messo la paia e dormivano lì, e quando la mattina si maniva l'attacca, il doni lì,
01:16:45i campoli, perché si catevano la paia e lì, i bruciano lì, capivano?
01:16:50Ma noi, tra l'altro, era la prima notte che mi dormi lì, in quella lì del campo.
01:17:10In ultimo, i mongoli erano in ultimo, sono venuti i mongoli quanti, perché i mongoli non avevano
01:17:23in su, fa arrivare il rastrellamento, qui si va, e andavano in su, qui si, ma si corre
01:17:30se non era mica la neve, e hanno insieme ai tedeschi la barriata nera, e che i mongoli
01:17:39fanno paura, perché i zeven, che dicano che si intende l'odore, che si intende l'odore,
01:17:45che si intende l'odore di riparare, in questo modo, i nostri erano, per salvare la
01:17:53pella, perché si correva fuori, i nostri passi, i dico, vedi, abbiamo scappato qui, adesso
01:17:59vengono dall'altro, e hanno fatto la pella. Invece ho fatto anche lì, con un badile, ma
01:18:06andò sui os un po', e lì avevano un po',
01:18:09che era una macchina da scrivere.
01:18:15La macchina da scrivere avevano i nominativi dei partigiani,
01:18:19perché in terra stralmente in novembre
01:18:23avevano bruciato la cando sera,
01:18:26e avevano tutti i nominativi,
01:18:30che avevano avuto,
01:18:32dove la battaglia.
01:18:34Dopo le stai cambiando,
01:18:35e mi hanno detto che mette la bandera,
01:18:39dovevo cambiare tutto,
01:18:40perché avevano iniziato a resistere i nominativi,
01:18:45e tutti i ghiari intendi stai cambiando.
01:18:49Allora avevano i gaddapleri.
01:19:05Per me il 25 aprile è un ricordo
01:19:10che glirò sempre fino a che venga la morte,
01:19:13sempre.
01:19:15Perché tanti miei amici sono morti,
01:19:18e nemmeno sono ancora,
01:19:19che hanno combattuto come me,
01:19:22e è finita lì, è finita.
01:19:26è finita,
01:19:27è finita.
01:19:28È finita.
01:19:30È finita.
01:19:50È finita.
01:19:52Questa è finita.
01:20:03Questa è finita.
01:20:05Questa è finita.
01:20:11Questa è finita.
01:20:13Questa è finita.
01:20:19Questa è finita.
01:20:28Qui realizzare al Putnam carini.
01:20:32Grazie a tutti.
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