- 6 minuti fa
Categoria
🗞
NovitàTrascrizione
00:11Buongiorno a tutti, sono lieto di accogliervi qua all'auditorium Paganini, che è un posto
00:17differente dalla sede del Consiglio Comunale, ma riesce ad ospitare anche più persone che
00:24di solito volevano intervenire e partecipare con la propria presenza a questa premiazione.
00:32Diamo inizio alla cerimonia di consegna delle civiche benemerenze di Sant'Ilario.
00:38Prende la parola il Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti.
00:54Buongiorno a tutti, sono veramente orgoglioso di presentare oggi questa cerimonia, che cercherà
01:03anche di dare un po' il senso di quello che vuole essere anche la nostra idea della nostra
01:09comunità, delle sue sfaccettature e questo spero che sia rappresentato dai premiati che
01:15scopriremo successivamente.
01:17Ci troviamo oggi, come ogni anno, a festeggiare il nostro santo patrono, Sant'Ilario.
01:23Sant'Ilario era un religioso erudito, un vescovo attivamente impegnato in diatribe religioso-filosofiche,
01:31ma non è per questo che generalmente lo ricordiamo.
01:33L'episodio che ha segnato il suo passaggio a Parma ci lancia messaggi quanto mai attuali.
01:40Un canzolaio, mosso a pietà alla vista di quest'uomo scalzo che camminava nella neve,
01:45gli regala un paio di calzari.
01:47Il giorno dopo il benefattore troverà in cambio un paio di scarpette d'oro.
01:53È bene ricordare questo messaggio perché è chiaro che, anche se potrebbe sembrare quasi
01:58banale, se non fosse per la potenza che scaturisce da un semplice gesto di bontà.
02:03Un uomo mette a disposizione del suo prossimo la sua esperienza professionale per alverne
02:08le sofferenze e agevolarne il cammino.
02:11Non sono poche le persone che ancora oggi fanno questo e spesso non hanno in cambio nemmeno
02:16il tradizionale dolcetto.
02:18La classe politica, che invece dovrebbe maggiormente ispirarsi a questo episodio, tante volte si
02:23dimentica di questi piccoli messaggi.
02:26E possiamo dire che, in quanto a scappette d'oro, forse ne abbiamo viste troppe.
02:31Per quanto riguarda la parte generosa, sono all'ordine del giorno alcuni problemi, quantomeno
02:38per la razionalizzazione.
02:40Diciamo così che non ne abbiamo visti molti di questi messaggi in questi anni.
02:44Allora vogliamo ripartire proprio da questa metafora per riportare quello che deve essere
02:49l'etica e l'indirizzo della politica sui giusti binari.
02:52Il dono è la parte centrale, rappresenta la disponibilità, la capacità di mettersi
02:58al servizio e di lavorare per gli altri.
03:01La scarpetta d'oro ovviamente è da leggersi in veste di metafora, di scarpette d'oro oggi
03:05non ne abbiamo più.
03:07Il gesto prezioso è quello della gratitudine, un tesoro che dobbiamo accumulare nella banca
03:13dove costudiamo la nostra etica, i nostri affetti e ciò che la nostra anima ha di più
03:18caro. La politica deve operare, oltre che per l'interesse, per superare l'autocelebrazione
03:24e la sovrastima di sé. Deve saper superare l'argine degli schieramenti della tifoseria,
03:30della contrapposizione forzata per un bene comune. La politica quindi deve ridiventare
03:36uno strumento di sviluppo della società e non un mezzo a cui attingere per opportunità
03:41materiali. Deve anche maturare una visione della città oltre il limitato orizzonte del
03:47singolo mandato politico, come tante volte è avvenuto in passato. E deve essere equa
03:52e determinata nell'operare scelte cruciali per il nostro futuro. Quindi deve saper essere
03:58il calzare offerto ai cittadini per superare i momenti difficili. E che infine debba avere
04:03più coraggio, perché nel momento in fausto l'ha perduto. Durante il primo periodo di crisi,
04:09quando Parma si era impaludato in una melma di politica assurda e megalomane, era netta
04:14la possibilità di contrastare questo declino. Si poteva tornare indietro, guardando però
04:20avanti, virando verso una politica che potrebbe sembrare, poteva sembrare meno dinamica, ma
04:26più responsabile. Chiudere la stagione cantieristica, dismettere ciò che non ci si poteva più permettere
04:32e puntare su una stagione di rigore, ma per assicurarci, in vista di tempi cupi, un futuro
04:38da mettere in cassaforte. Sarebbe certamente stata una politica di contenimento. Dimenticata
04:44una città come Parma non era più abituata a questo tipo di rinunce. Ma all'epoca del
04:49sacrificio e del coraggio, scelte che potevano essere impopolari, si è preferita la scorciatoia.
04:54E sicuramente è stato più semplice costruire nuove strade e infrastrutture all'avanguardia
04:59che non rinunciare a una politica soprattutto dell'apparire. Ben più gravoso e responsabile è
05:06invece dire che tutto questo non ci possiamo più permettere, che non potevamo permettercelo
05:11neppure cinque anni fa. Oggi paghiamo duramente queste incapacità, l'incapacità di saper
05:16compiere scelte difficili ma necessarie, che dovevano essere fatte prima e che non possono
05:22essere più rimandate. Come disse il Presidente Obama nel 2009, all'indomani della sua elezione,
05:28ovunque si guardi c'è sempre del lavoro da fare. Attualmente, l'attuale legislatura,
05:33si caratterizzerà quindi principalmente come una legislatura prima di risanamento e
05:38poi di ricostruzione. Il lavoro sarà tanto. Penso che si veda anche da quello che stiamo
05:43portando avanti in questi primi mesi di mandato. Il compito più urgente è l'approvazione del
05:49bilancio 2013, che sarà il primo decisivo passaggio verso la stabilità economica.
05:54Ho già avuto modo di esporre alla città il suo contenuto e ne parleremo sicuramente nelle
05:58prossime settimane in Consiglio Comunale, per analizzarne tutti i passaggi. Parliamo
06:04di un bilancio che risponda a una forte richiesta di contributi da parte del Comune allo Stato,
06:09se in termini di taglio dei trasferimenti che di patto di stabilità. Non ci sattraiamo
06:14di fronte alle responsabilità a cui richiama il Capo dello Stato il Presidente del Consiglio,
06:20perché soprattutto grazie ai comuni italiani, se nel momento di gravità lo Stato può sperare
06:26di ripercorrere un cammino di fiducia. Siamo noi, infatti, prima di tutti che contribuiamo
06:31al risanamento delle casse statali. Il principio è quello che lega un cittadino alla terra e
06:37una città alla nazione. È il legame tra il singolo e la società, che non deve spessarsi
06:43in un momento difficile come questo. Solo una cosa ci sentiamo di sostenere. I tagli destinati
06:49alla città non devono compromettere l'azione di coesione sociale garantita fin d'ora ai municipi.
06:54Col nuovo bilancio abbiamo scelto di spostare il dibattito sui contenuti, evitando faziosità
07:00tipiche degli schieramenti o prese di posizione presuntuose e anacronistiche. In Consiglio
07:06Comunale, ad esempio, è stata chiesta la riduzione dell'IMU. Avremmo potuto anche farlo,
07:12ma a quale prezzo? Tagliando i servizi essenziali alla persona, oppure per essere poi costretti
07:18a reintrodurre l'aliquota massima nel 2014, non pagando il lavoro ai fornitori per cose
07:24che erano già state fatte, fornitori dietro i quali ovviamente stanno delle famiglie e
07:29delle persone. Prima mettiamo in sicurezza i conti del Comune e poi abbasseremo l'IMU.
07:35Chi racconta qualcosa di diverso parla di un libro delle favole. Con la decisione presa,
07:40al contrario, ci poniamo l'obiettivo di guardare al futuro. Scelte come queste sono dettate dal
07:46dovere di contrastare la minaccia di un debito che ha raggiunto gli oltre 840 milioni di euro,
07:51che richiede adesso un sacrificio da parte di tutti. Dobbiamo superare gli effetti di una
07:57degenerazione del passato con l'obiettivo di una uguaglianza sociale. Il bilancio sarà un mezzo,
08:03non un fine. Lo si può fare con la stessa opera con cui, anche se in ritardo, sta operando la
08:10più
08:10responsabile politica europeo-occidentale, chiedendo di più a chi ha di più. L'articolo
08:1653 della nostra Costituzione dispone in tal senso. Tutti sono tenuti a concorrere alle
08:22spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato
08:28a criteri di progressività. E così faremo, senza timore di toccare inevitabilmente gli interessi di
08:35qualcuno. Distribuiremo gli sforzi economici. Utilizzeremo i fondi del Comune con oculatezza,
08:41perché, destinati a servizi, destinati alle scuole, destinati alla cultura, questi non possono
08:48che far funzionare una macchina a pieno regime, nonostante il ridimensionamento di una spesa
08:53corrente. Come Comune, poi, non chiudiamo le porte a una visione di politica nazionale ed europea,
08:59aperta a nuovi progetti, a nuovi scenari produttivi e strategici in grado di valorizzare
09:06il nostro territorio e il suo tenuto e il suo tessuto socio-economico. Da sempre noi ci poniamo
09:12degli obiettivi che sono al di là degli nostri orizzonti, proprio per creare quell'idea di una
09:18Parma che possa essere anche da locomotiva di quello che è un tessuto sociale italiano che si è
09:24degradato. La nostra politica, la nostra provincia, ha tenuto molto meglio di altre realtà proprio
09:31per questo tipo di tessuto imprenditoriale. Come Comune, poi, guardo ad esempio all'autorità
09:40alimentare e alla scuola europea, due straordinarie realtà che proiettano Parma nel futuro. Ma pur
09:46privilegiando una politica aperta e dinamica, non rinunceremo tuttavia alla nostra identità
09:50autonomia. Daremo precedenza e tuteleremo i nostri lavoratori e le nostre industrie. Limiteremo
09:56l'insediamento di grandi attività economiche, lontane dal tessuto sociale e per interesse
10:02ed affinità, per valorizzare il nostro sistema produttivo locale. Vogliamo la logica e l'etica
10:09dell'uso delle risorse pubbliche. La linea guida è già tracciata dal nuovo paradigma di sviluppo.
10:15Più valore alla qualità e meno alla quantità. È un principio che applicheremo a tutti i
10:21campi, dai lavori pubblici all'welfare, dalla cultura allo sport, dall'educazione scolastica
10:27alle politiche giovanili, dall'impiego, dal numero dei dipendenti pubblici alla struttura
10:33delle società partecipate. Ribaltare questa logica con criteri che privilegino la qualità
10:39piuttosto che la quantità vuol dire puntare sulla razionalizzazione, sulla riduzione dei costi
10:44della politica e della macchina comunale, sulla meritocrazia degli enti pubblici, nei
10:50consigli di amministrazione delle società partecipate. Questo vuol dire anche utilizzare,
10:55riqualificare e ottimizzare le infrastrutture, gli edifici e gli impianti che sono già di
11:00nostra proprietà, di tutta la collettività. Lasciandoci alle spalle un periodo di cementificazione
11:07oltre ogni limite, che opprime la città, l'incatena ad un debito sempre più grande,
11:12soffocandola con infrastrutture anche dalla dubbia utilità. Il valore di Parma, infatti,
11:17è dato unicamente dalle grandi potenzialità umane che si vedono rafforzate e rispecchiate
11:24dal vasto patrimonio monumentale. Penso spesso all'ospedale Vecchio, al complesso di San Paolo,
11:30a Palazzo Pigorini, solo per citare alcuni esempi, sono stati lasciati lì ad indebolirsi
11:36lentamente come inutili residui del tempo. La politica è rimasta cieca fino ad oggi,
11:41eppure sorda davanti alle proposte della cittadinanza. Questo perché ha considerato
11:46il passato come qualcosa di vecchio o superato, mentre ritiene il nuovo sinonimo di innovazione.
11:52Non è sempre così. Per ridare lusto e vita agli edifici pubblici, per rivalorizzarli con
11:58rinnovato spirito imprenditoriale, abbiamo bisogno di illuminanti intuizioni per la città.
12:05Questo ce lo possono dare il nostro tessuto economico, le nostre imprese, le nostre eccellenze
12:10nel campo degli studi, dell'università e tutto quel tessuto che da sempre porta avanti
12:16la nostra città. Un piano che sappia guardare anche però all'ecosostenibilità e all'azzeramento
12:22dell'espansione urbana. Guardare al futuro con ottimismo, per avere la certezza di poter
12:27uscire da una situazione paludosa e incancrenita dalla crisi. Non deve però farci perdere di
12:33vista la concreta situazione in cui siamo precipitati. Sarebbe l'orrore più grande
12:38che si possa commettere. Dobbiamo essere realisti su quello che è possibile fare adesso,
12:43perché il superamento delle avversità non è una cosa che dobbiamo dare per scontata.
12:48Deve essere raggiunta nel tempo. Ci tende un anno di difficoltà e di trasformazioni.
12:53Anche l'attuale ministro Cancellieri, che ben conosce la realtà in cui operiamo, lo
12:59aveva sostenuto pubblicamente. Parma avrà davanti un compito molto gravoso e complesso.
13:05Questo quindi è chiaro a tutti. Oggi il timone dobbiamo rentarlo verso una politica di totale
13:11ressanamento delle casse comunali, con la garanzia di ritrovare quella stabilità economica per
13:17cui sostenere nuove riforme e una visione di una città che possa riprendersi da questa
13:21situazione. Penso ad esempio all'imponente riforma del welfare, che interesserà l'intero
13:28arco del nostro mandato. Edificheremo un nuovo Stato sociale puntando sulla responsabilità delle
13:34persone, sulla loro predisposizione al miglioramento della qualità della vita, sulla loro capacità di
13:40riprogettare il proprio futuro adottando un sistema a due stadi. Al disagio si risponde con
13:46l'assistenza, al sumberamento del disagio dovrà seguire il superamento dell'assistenza. Un sistema
13:52così costruito significa una società consapevole e uno Stato più equo. Se in definitiva sentiamo la
13:58necessità di migliorare la nostra comunità, della nostra comunità parmigiana, è perché profonde
14:05crepe strutturali e morali ne hanno straziato l'anima. Siamo tutti consapevoli, infatti, che dal
14:11punto in cui si è interrotto il cammino della nostra città. Arriviamo da una stagione commissariale,
14:18preceduta da un periodo in cui Parma è stata ferita e annullata nella sua dignità. La corruzione
14:24è una parola che neanche lontanamente dovrebbe avvicinarsi al portone della Casa Comunale.
14:29La politica oggi quindi ha bisogno di rinnovare la sua naturale dimensione, quella che i padri
14:35costituenti concepivano come un servizio alla nazione, di alto senso civico e di profonda
14:42devozione alla giustizia. Al di là delle scelte di campo, che sono più che giuste e consapevoli,
14:49noi non possiamo dividerci in due parti in un momento del genere. Dobbiamo essere tutti
14:54consapevoli che questi sono i valori da cui dobbiamo ripartire. Riacquistando credibilità,
15:00la politica saprà ridare dignità alla città e ai suoi cittadini. A chi verrà dopo,
15:06cercheremo di consegnare un comune meno imbrigliato da nodi burocratici che spesso ne rallentano
15:12l'azione amministrativa e maggiormente aperto all'ascolto delle istanze della cittadinanza.
15:18Più resistente e risoluto dalle richieste che arrivano dall'esterno, quando dettate da un puro
15:24sentimento che voglia portare avanti la nostra città. Cercheremo di trasmettere un'idea di politica
15:29che non sia ossessivamente schiacciata sul presente, cioè che non pensi a cosa progettare
15:35adesso senza pensare alle conseguenze sul futuro. Ma voglio lasciarvi in questa giornata con un
15:43messaggio di grande speranza. Metterò tutta la mia capacità, tutto il mio cuore per confezionare
15:49il cazzare che è Sant'Ilario del nostro Governo onesto e responsabile. Oggi consegnerò questo
15:55prestigioso premio a persone, istituzioni e aziende che in qualche modo hanno saputo
16:01nel loro operato tenere viva questa tradizione. È per me orgoglio e speranza. Grazie per aver
16:10partecipato a questa giornata che vogliamo comunque rendere più significativa per i prossimi anni,
16:17perché a mio avviso forse un po' nel tempo si è perso il senso che voleva avere il significato
16:23della celebrazione di Sant'Ilario. Quest'anno il fatto di aver dato solamente una medaglia d'oro
16:28e sei attestati di civica benemerenza va proprio nella direzione che la medaglia d'oro deve essere
16:33un valore indistinto. Tutti dobbiamo sapere che si rivolge a un bene superiore. In altri anni forse
16:40se ne distribuite troppe, proprio perché si voleva a volte premiare più che far rappresentare qualcosa
16:48per la nostra società, dare un significato che vada oltre. Quindi noi questa razionalizzazione
16:53l'abbiamo fatta proprio per andare in questa direzione. Nei prossimi anni noi metteremo veramente
16:59uno spirito che dovrà essere l'unione e non la divisione, proprio perché a noi quello che interessa
17:06è portare avanti la nostra città. Noi dobbiamo credere che un cambiamento sia possibile. Non dobbiamo
17:12ascoltare tante volte quello che sono messaggi negativi che ci arrivano da tante parti, perché
17:18non sono questi che fanno crescere la nostra città. Mentre è ben voluto il gesto, la partecipazione,
17:25il volersi assumere delle responsabilità che possano andare al di là dei propri schieramenti.
17:30Noi siamo qui insieme a tutti voi per ascoltare tutti. Abbiamo voluto uscire dalla sede comunale
17:38per questo premio per aumentare la partecipazione della città a quello che vuole essere un simbolo,
17:44che vuole essere una giornata per ricordare a tutti che tutti insieme possiamo crescere e uscire
17:49dalle difficoltà che adesso ci attanagliano, ma che domani saranno solamente un brutto ricordo.
17:55Grazie a tutti. Grazie veramente.
18:17Procediamo ora al conferimento delle civiche benemerenze con la medaglia d'oro all'ospis
18:25delle piccole figlie, con la seguente motivazione.
18:32Medaglia d'oro all'ospis piccole figlie. La medaglia d'oro viene conferita all'ospis piccole figlie
18:39e dal suo personale quale struttura che rappresenta lo spirito di carità e di assistenza, rivolto
18:45alle persone che vivono gli ultimi giorni della loro vita in un'ottica di considerazione e di
18:51valorizzazione della vita stessa, attraverso atti di amore quotidiani.
18:56Ritirano la medaglia d'oro dottoressa Suor Erika Bucher e dottor Massimo Damini.
19:23Grazie.
19:56Consegniamo la civica benemerenza al Consorzio Solidarietà Sociale per la seguente motivazione.
20:07L'attestato di civica benemerenza viene concesso al Consorzio di Solidarietà Sociale per l'impegno
20:13rivolto alle categorie disagiate attraverso un'azione incentrata sulla cooperazione, la progettazione
20:20e l'analisi dei bisogni nel corso di oltre tre decenni di attività in questo settore.
20:26Ritira l'attestato il Presidente, dottor Augusto Malerba.
20:57Conferiamo la civica benemerenza all'ensemble stable degli attori del Teatro 2 per la seguente
21:06motivazione.
21:09L'attestato di civica benemerenza viene concesso all'ensemble Attore Teatro 2, quale esempio
21:15radicato sul territorio di fertile terreno per la cultura locale, come espressione della
21:20passione per il teatro, inteso come luogo di vita in cui lo spettatore è il vero protagonista.
21:26Ritira l'attestato l'attore Gigi Dall'Aglio.
21:30Grazie.
21:44Grazie.
21:48Grazie.
22:02Conferiamo la civica benemerenza all'azienda Opem S.p.A. per la seguente motivazione.
22:12L'attestato di civica benemerenza viene concesso ad Opem, piccola media impresa, nata e diventata
22:19grande nella nostra città, gestita a conduzione familiare dalle persone che l'hanno vista nascere.
22:26Nel 2012 ha esportato nel mondo la tecnologia e la qualità industriale parmigiana, sapendo
22:32investire al meglio nelle risorse umane della nostra città.
22:36Ritira l'attestato il Presidente Fabio Binacchi.
23:03Conferiamo la civica benemerenza alla polisportiva Orsa per la seguente motivazione.
23:12L'attestato di civica benemerenza viene concesso alla polisportiva giovanile salesiana Oratorio
23:19Salesiano per aver fatto dello sport uno strumento di formazione delle giovani generazioni, sia
23:26come attività fisica che nella formazione delle persone, senza perdere di vista l'importanza
23:32della pratica sportiva per anziani e diversamente abili.
23:36Ritira l'attestato il Presidente Avvocato Claudio Bassi.
24:07Conferiamo la civica benemerenza a Roman Sili per la seguente motivazione.
24:16L'attestato di civica benemerenza viene concesso per il coraggio dimostrato e per l'esempio
24:22che tale gesto rappresenta per l'intera collettività.
24:25Agire di getto in favore del prossimo e della vita è un atto di generosità di grande valenza.
24:31Ritira l'attestato il signor Roman Sili.
25:05Conferiamo la civica benemerenza a Umberto Squarcia per la seguente motivazione.
25:13L'attestato di civica benemerenza viene concesso per aver fatto della scienza medica uno strumento
25:19di eccellenza per il nostro territorio, in nome dei principi di umanità e solidarietà.
25:25Ritira l'attestato il Professor Umberto Squarcia.
25:32Grazie.
26:03Ora l'attore dialettale Enrico Maletti reciterà una poesia in dialetto parmigiano
26:10«Al ritorno di Sant'Ilario».
26:30Buongiorno.
26:31In una giornata come questa non poteva mancare un tocco di dialetto parmigiano.
26:35Vi leggerò questa poesia dal titolo «Al ritorno di Sant'Ilario», cioè Sant'Ilario che ritorna a Parma,
26:43perché come sapete Sant'Ilario si trova in paradiso.
26:46E trovandosi in paradiso chiede il permesso a San Pietro per venire a Parma a trovare i suoi parmigiani,
26:53però San Pietro gli nega il permesso.
26:56Addirittura gli dà otto giorni di ramazza.
27:00Adesso nella lettura, poi vi spiegherò cosa succede dopo.
27:03Naturalmente in puro dialetto parmigiano cercherò di andare il più ad agio possibile,
27:09perché magari se qualcuno non capisce bene il dialetto.
27:13«Al ritorno di Sant'Ilario».
27:16E sono me, e sono Sant'Ilario, e sono Kim Parfettorieri, e sono chi che mi aveva promesso,
27:25ma un amico andè tutt'lis.
27:28Am presente le tre matenze da San Pietro in Papalena,
27:32con un'aria circostanza per mandare due di vacanze.
27:38Intanto sentire la mia richiesta,
27:40che andò il sangue alla testa,
27:43e tu trovi un po' esaltè,
27:45e mi ha detto tutta giù te.
27:48Mi e tu, e il mio sangue buon'erba,
27:51e il mio bello è una verba,
27:53e te sempre drede mandare,
27:56sempre pronta a scantonare,
27:59un galbedro, un furbaccio,
28:01un bosiedro e un bagolo.
28:03E adesso è frisano che nel licenza,
28:06con due giorni in scadenza,
28:08per cattare chi scala il sacan,
28:11che ti chiamano i tuoi pranzani.
28:13Mi sti così,
28:15andiamo in miga,
28:16niente per mese,
28:17e metto in riga.
28:20A sentire col baccaier,
28:22a sentire col gran baccaier,
28:25mi scappò un po' i cavai,
28:27e mi sono messo proprio in t'i guai,
28:29quando avevo detto,
28:31che era eminenza,
28:33costa chi le prepotenze.
28:35Mi avevo la comprensione,
28:38altrimenti,
28:39a faccio fuggare.
28:41Almadì,
28:42che si era un ribello,
28:44mi gadegni esteri in cielo,
28:46po' per finire la giornata,
28:49almadè,
28:50ho detto dramasse.
28:51Mi hanno detto niente nesso,
28:55e io scontro la punizione,
28:57e poi dopo in ponte e pe,
28:59dal paradiso sono scappò,
29:02per poter sorpresare,
29:03per festeggiare st'avvenimento,
29:06con la gente che svolbe,
29:08fin da quando erano pute,
29:10e l'amicizia che vende il cor,
29:13che me la piazza il nostro signore.
29:15Mo' la festa avventura,
29:18apre vettla sarà dura,
29:20con San Pedro l'ha invedetta,
29:23pronta a fare la sua vendetta.
29:25Mi intanto alesca il grida,
29:29lui finché il neve miga.
29:32E ormai,
29:33e ormai che ho fatto la mia scappetta,
29:35a voi godere la giornata,
29:37e con i pramzani in compagnia,
29:41ambuti in giostra,
29:42e così sia.
29:45Applausi
30:03Bene, è conclusa questa cerimonia,
30:07saluto tutti voi,
30:08e vi ringrazio per la partecipazione,
30:11ci vedremo il prossimo anno.
30:14Applausi
30:21Grazie
Commenti