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Trascrizione
00:00:21Buon anno, buon anno, bentornati. L'anno nuovo, l'anno che ci lasciamo alle spalle
00:00:27il 2013 è stato un anno molto denso per la cultura, soprattutto in queste zone, ma non
00:00:33solo. È stato il bicentenario dalla nascita di due eminenti musicisti, Giuseppe Verdi e
00:00:39Ricard Wagner. Due grandi miti, per questa puntata di questa sera abbiamo intitolato
00:00:45Storia di un mito, perché Giuseppe Verdi è rappresentato davvero un mito sotto diverse
00:00:49sfaccettature. Naturalmente il musicista lo conosciamo, lo conoscete tutti, ma ci sono
00:00:55tantissimi risvolti della austera personalità di Verdi che ci raccontano un mondo, l'Ottocento,
00:01:01ben netto, diversissimo dal Novecento che ci ha regalato miti davvero di partitura, stando
00:01:08in tema, molto molto diversa. Allora, quel 10 ottobre 1813, in terra francese, perché
00:01:16Abusseto era ancora in terra francese, per soli due anni, dopo due anni il Gran Ducato
00:01:21prende sopravvento, nasce Giuseppe Verdi e Giuseppe Verdi, come abbiamo detto, una personalità
00:01:28molto molto complessa e già da quella nascita si cominciano a capire delle cose. Andiamo
00:01:34a vedere uno sceneggiato della RAI datato 1982, la RAI ancora faceva un grande servizio
00:01:42pubblico, non so se lo possiamo dire anche oggi. Andiamo a vederlo un attimo e poi ne
00:01:47parliamo.
00:01:49puoi, è nato, è nato, è nato, ma che posso credere, no?
00:01:58Uca, al piangse!
00:02:05Ma chi è? Ma chi è che è?
00:02:07Non si può, spero il mio!
00:02:08Eh?
00:02:09Uscire!
00:02:09Cos'è?
00:02:11Fuori, fuori, fuori gli uomini!
00:02:12Ma almeno cos'è?
00:02:13È un maschio, è un maschio!
00:02:15Proprio un maschio?
00:02:17Povera Luisa, come ti sei?
00:02:19Eh, stedone!
00:02:28Cristo...
00:02:30Un maschio!
00:02:41Allora c'è il caso!
00:02:42È un maschio!
00:02:43Ma davvero?
00:02:44Bravo!
00:02:45È nato!
00:02:46Ora?
00:02:46È nato!
00:02:47Bene!
00:02:48È un maschio!
00:02:49Ehi!
00:02:50Con gratulazioni!
00:02:51Joan!
00:02:52Porca bellotta vacca, boia!
00:02:54È nato!
00:02:55Ma da boh?
00:02:56Sono contento!
00:02:57A furia, a furia!
00:02:58Allora si deve bere!
00:02:59No, no, no!
00:03:00Offro me!
00:03:00Offro me!
00:03:01Oggi è detto...
00:03:02Peccato, l'età!
00:03:03Tu, l'età!
00:03:03Ah, Joan!
00:03:04Dignelo alla signora Maria che è nato un maschio!
00:03:06Don Carlo!
00:03:08Che?
00:03:09Ehi!
00:03:09Cosa c'è?
00:03:10E come lo chiamerete questo ragazzo?
00:03:13Giuseppe, come il nonno!
00:03:14E Francesco, come la nonna!
00:03:18Giuseppe, Francesco, è anche fortunato?
00:03:20Certo, fortunino, fortunino!
00:03:22È fortunato!
00:03:25Nato dopo otto anni di matrimonio, non ci speravo più!
00:03:28Giuseppe, Francesco, fortunino!
00:03:32Ego te battizzo in nomine Patris et Filis et Spiritus Santi!
00:03:38Amen!
00:03:38Anno, domini, 1813!
00:03:46Ecco, avete visto, la grande RAI, Renato Castellani, 1982, uno sceneggiato lunghissimo, tante puntate, un colossal diremmo oggi.
00:03:55E stasera parliamo di Verdi, ne parliamo con delle persone molto competenti, Gustavo Marchesi che sull'argomento non ha bisogno
00:04:01di presentazioni, Gustavo Marchesi è uno scrittore, è un musicologo, ha scritto tanti libri su Verdi, tanti libri su Toscanini,
00:04:08ha scritto tanta narrativa.
00:04:09L'ultimo è Giuseppe Verdi, vita di un uomo, uscito per Fedelos, editore, e qui c'è il racconto dell
00:04:16'uomo, delle sfaccettature concentrate non sul musicista ma sull'uomo, il tipo di uomo che era, il marito, l'amante,
00:04:24il proprietario terriero e tanto altro.
00:04:26Ne parliamo con Giuseppe Marchetti, anche lui non ha bisogno davvero di presentazioni, Giuseppe Marchetti è un critico letterario e
00:04:32stasera proprio cercheremo di analizzare le sfaccettature della letteratura italiana dell'Ottocento ma soprattutto Verdi, Verdi che scriveva missive continuamente,
00:04:42tante lettere al giorno e soprattutto poi le opere, i librettisti delle opere di Verdi che erano tra i più
00:04:48eminenti scrittori dell'epoca.
00:04:50Con noi stasera c'è anche Sebastiano Rolli che è un direttore d'orchestra, reduce dalla direzione del Falstaff al
00:04:56teatro di Busseto per l'ultimo Festival Verdi e cercheremo invece di analizzare un po' l'aspetto più musicale.
00:05:02E allora proprio partirei da Gustavo Marchesi. Allora, in quel 10, 9, 10 poi la questione di battuta, nasce un
00:05:09gigante, possiamo dire un gigante.
00:05:12Cosa rappresenta a 200 anni dalla nascita questa figura nel mondo contemporaneo?
00:05:17Ma rappresenta un imbarazzo, almeno per me, perché tutte le volte che me ne devo occupare, mi devo fare un
00:05:25giro intorno, come si fanno i giri intorno alla tavola,
00:05:29prima di affrontare un pranzo. È un personaggio grosso, direi troppo, che occupa un secolo e però concentra anche esperienze,
00:05:42addirittura che sono andate oltre il secolo.
00:05:44E anche come personaggio è un personaggio che deborda, perché insomma ti stai concentrando su di lui come musicista,
00:05:54improvvisamente ti accorgi che non è solo musicista ma che è anche librettista, grande drammaturgo, grande maestro di canto, grande
00:06:04istruttore,
00:06:06perché dirigeva benissimo tra l'altro le sue cose, nelle altre non sappiamo niente.
00:06:11E poi, come tu hai detto, una grande abilità nel esprimersi e nel suggerire situazioni drammatiche,
00:06:21nel trattare gli affari, anche lì trattandoci di affari scrivendo lettere da grande competente.
00:06:27Questo anche perché lui era vissuto in un ambiente dove il contatto con la campagna era quotidiano
00:06:35e quindi per lui era ormai avvenuta una specie di simbiosi, per cui lui era nato proprietario, per dire.
00:06:43Però insomma alla fine tu hai di fronte una quantità di materiale che non riesci a capire da che parte
00:06:51devi entrare per parlarne.
00:06:53Io infatti ho cominciato, adesso che ci penso, girandogli intorno, facendo delle cose prima di un certo tipo,
00:07:03che poi erano di carattere biografico o anche di suggestioni.
00:07:09Io ho cominciato nel 1951 a scrivere il mio primo articolo, che poi era diviso in due parti, su Verdi.
00:07:17Quindi facevo finta di essere andato a trovarlo.
00:07:22In realtà ero andato a visitare la villa e il giardino col conservatorio di Parma
00:07:26e allora di lì mi nacque questa idea di fare uno scritto.
00:07:31C'era anche un premio, avevo vinto un premio.
00:07:33Insomma fu un contatto un po' particolare.
00:07:37Cioè io le opere non le conoscevo ancora.
00:07:39I unici frammenti erano quelli che mi aveva segnalato mio padre di sentirli anche alla radio quando li facevano.
00:07:49Io ricordo la sua commozione nell'ascoltare il Falstaff dal labbro il canto
00:07:54e mi diceva a te, pensa, uno a quell'età scrive queste cose.
00:08:00E quindi fu un avvicinamento di quel tipo.
00:08:03Dopodiché ci furono dei veri e propri interventi mirati sulla sua vita
00:08:09e poi l'esperienza finalmente delle sue opere.
00:08:13Cioè io sono entrato dalla porta della biografia verdiana, non tanto della musicologia.
00:08:19Ecco, i giganti dell'opera del periodo, Rossini, Doninzetti, Bellini,
00:08:25stanno in qualche modo per motivi differenti, tirando un po' come si dice in gergo i remi in barca.
00:08:30E lui rimane ad un tratto l'unico grande esponente dell'opera italiana.
00:08:34È stato anche un po' da quell'eredità, è stato anche un po' diciamo agevolato da questa...
00:08:39Ma io direi tanto agevolato.
00:08:41Insomma, Giuseppe Verdi può ringraziare la vita, perché la vita gli è stata molto generosa sotto ogni rapporto.
00:08:49Cominciamo col vedere lui tutta l'attività che ha fatto in defessa con una salute di ferro.
00:08:55Perché poi le sue cadute in malattie erano delle cose trascurabili.
00:09:00In realtà lui era sano come un'antica quercia.
00:09:04E dal punto di vista professionale rimasi il dominatore.
00:09:09Rossini smette di scrivere perché crede di essere ormai uscito dal suo tempo.
00:09:15E con quella onestà che certamente aveva, dice io non sono più di quest'epoca, sono sopravvissuto.
00:09:21Bellini se ne va senza che nessuno glielo ordini perché muore.
00:09:27E Donizetti si infrange contro questo mondo che lui attraversava.
00:09:32Perde la mente, insomma.
00:09:35E quindi Verdi dimostra di essere il più attivo, il più bravo, il più forte.
00:09:39E l'eredità di questi tre è notevole nelle sue opere.
00:09:44Notevolissima.
00:09:45Prima fra tutte quella di Rossini.
00:09:47Ma Rossini è il gran maestro del melodrama nazionale.
00:09:50E quindi naturalmente tutti devono a lui l'imbeccata, la scelta di certe forme, il trattamento delle voci, eccetera.
00:10:01E poi anche la drammaturgia.
00:10:04Perché insomma Donizetti è quasi un Verdi, ecco.
00:10:09Anche Bellini, ma Donizetti ancora di più.
00:10:11Molti soggetti che lui diciamo, oh guarda Verdi che ha fatto queste cose, è stato bravo.
00:10:15Volevo che aveva fatto anche Donizetti.
00:10:18Ok.
00:10:18Donizetti scompare dalla scena e non essendoci più, l'altro non fa che sfornare opere una dietro l'altra.
00:10:26E quindi naturalmente avanza.
00:10:28Avanza, avanza.
00:10:29Fino alla metà dell'Ottocento dove arriva al massimo.
00:10:32E siamo ancora lontani da alcuni grandi capolavori che noi oggi veneriamo, tipo l'Ida.
00:10:39L'Ida che arriva in fondo, ma gli anni 40 e gli anni 50 sono gli anni che lui stesso,
00:10:46Giuseppe Verdi, definisce gli anni di galera.
00:10:48La galera teatrale, l'intenso lavoro.
00:10:50Negli anni 40 sono dieci le opere che compone, quindi un'attività, Rolli, molto intensa.
00:10:55Molto intensa.
00:10:57Effettivamente, molto in mano, mi riallaccio a quello che diceva il professor Marchesi.
00:11:01E' molto importante proprio avere il quadro di Verdi inserito nel proprio contesto storico, perché Verdi raccoglie quella che è
00:11:10l'universalità drammaturgica di Rossini.
00:11:12Perché Rossini non si spaventa a cantare di guerre, di ragion di Stato, di politica, di amore, di gelosia, di
00:11:19vendette.
00:11:20Ma senza immedesimazione nel personaggio.
00:11:23Rossini non si immedesima mai in quello che sta descrivendo.
00:11:27Risolve il proprio gioco musicale in una grande forma di perfezione espressiva.
00:11:34Ma senza mai vivere fino in fondo le passioni del personaggio.
00:11:40Bellini e Donizetti, invece, abbracciando questa temperie romantica, vivono fino in fondo la passione del personaggio.
00:11:50Ma limitano la propria drammaturgia, la propria descrizione dell'uomo al sentimento amoroso.
00:11:57Cioè, vivono sino in fondo le passioni, ma è la passione amorosa che domina il proprio teatro.
00:12:03Verdi riesce a raccogliere la grande capacità immedesimativa di Bellini e Donizetti e ad estenderla tutta la gamma degli umani
00:12:12negozi.
00:12:12Cioè, a creare veramente un uomo civile.
00:12:17Verdi da artista civile.
00:12:19Raccogliendo in qualche modo così le esortazioni di Giuseppe Mazzini.
00:12:24Giuseppe Mazzini nella filosofia della musica del 1835 esorta i compositori ad affrancarsi dalla poetica rossiniana.
00:12:32Li esorta a calarsi nella temperie politica del momento, nel trasformarsi in artista civile.
00:12:39Artista civile, ossia colui che incide attraverso la propria opera sulla situazione politica, sulla situazione sociale.
00:12:47Ecco, all'interno della comunità.
00:12:49Verdi compie questo grande passo attraverso la musica.
00:12:53Perché non dobbiamo dimenticare che il teatro e tutta la drammaturgia verdiana nasce dalla partitura.
00:12:58Ecco, e questo è il grande passo.
00:13:02Massimo D'Azeglio che diceva adesso che abbiamo fatto l'Italia dobbiamo fare gli italiani.
00:13:06L'italiano nasce lì.
00:13:08L'italiano nasce lì.
00:13:10Verdi forgia questo uomo.
00:13:13Uomo italicus.
00:13:14Uomo italicus.
00:13:15Impegno civile.
00:13:16Impegnato.
00:13:17Addirittura vir italicus.
00:13:18Assolutamente.
00:13:19Lui stesso, poi parleremo anche dei moti risorgimentali, le sue lettere da Parigi, poi la sua arriva a Milano.
00:13:26Ma affinché questa non sia una puntata solo per Melofili, c'è anche una parte dell'uomo.
00:13:32Poi parleremo anche delle donne che hanno rivestito un ruolo molto importante nella sua vita.
00:13:36Ma ci sono i librettisti.
00:13:39E ti leggo, Marchetti, una lettera a Francesco Maria Piave a Venezia.
00:13:44E dice, tu caro il mio gatto, avrai la compiacenza, verso le 12, di fare una corsa alla posta.
00:13:51Così ti calerà quel ventraccio.
00:13:53Io mi fermerò a Padova, eccetera, eccetera.
00:13:55Ecco, scrive a Francesco Maria Piave, trattandolo, erano amici naturalmente.
00:14:00Cosa ci raccontano le lettere, le tantissime lettere che Verdi ha scritto in vita?
00:14:05Ci raccontano com'era il personaggio, nel personaggio e fuori dal personaggio.
00:14:13Cioè con coloro che avevano la sventura, io credo, di lavorare con lui.
00:14:19E di dover accettare il lavoro che lui imponeva.
00:14:24La drammaturgia di Verdi nasce non solo dai librettisti, nasce dai librettisti che sopportano il peso di questo maestro, di
00:14:37questo enorme maestro.
00:14:39Che ha sempre ragione, perché non c'è stato, io credo, altro uomo di teatro così grande nell'Ottocento come
00:14:51Verdi.
00:14:51Ma uomo di teatro vuol dire uomo di palcoscenico, uomo che sa far capire non solo come devono essere cantate
00:15:01le note, ma come deve atteggiarsi il cantante, come devono essere le scene, come deve essere porta la musica da
00:15:11parte dell'orchestra al cantante e il cantante come deve guardare l'orchestra.
00:15:16C'è una straordinaria lezione continua e lui diventa poi con certe persone addirittura cattivo, le offende.
00:15:26Lo ricorderemo quando poi ricorderemo Toscanini che parlava in dialetto con gli orchestrali.
00:15:32Perché c'è questa tensione drammatica che lui esercita prima di tutto con i suoi librettisti.
00:15:41Piave è stato uno schiavo di Verdi, non solo gli dice del pancione, ma gli dice anche che non capisce
00:15:47niente e gli dice anche che quelle rime che lui fa ogni tanto sono delle boiate pazzesche,
00:15:54perché il cantante non si rifiuterà di cantare. Perché? Perché lui ha già in mente una musica che ricoprerà quelle
00:16:06parole e che le renderà immortali.
00:16:09L'addio del passato della traviata, per esempio, è un testo che letto così, se lo leggessimo adesso, è un
00:16:17testo di normale crepuscolarismo,
00:16:22è un testo della tarda poesia francese dell'Ottocento, un testo che potrebbe essere musicato anche da un qualsiasi musicista
00:16:33di canzonette,
00:16:34ma cantato in quel modo e recitato in quel modo e caricato del pathos del finale della traviata, diventa un
00:16:43capolavoro assoluto.
00:16:44E questo lo capiva solo lui.
00:16:47Possiamo dire che comunque aveva un caratteraccio?
00:16:51Dire caratteraccio è fare un complimento e assolverlo da tutti i suoi peccati.
00:16:59Ma noi stasera non lo assolveremo dai peccati? Adesso parliamo anche del ruolo che hanno rivestito le donne nella sua
00:17:06vita.
00:17:07Andiamo a vedere sempre nello sceneggiato Rai del 1982, quando incontra Giuseppina Strepponi per fargli sentire il passaggio di Nabucco.
00:17:16Merelli mi voleva, ma i miei impegni non me l'hanno proprio permesso.
00:17:20E le avrebbe tutto l'interesse ad avere la Strepponi.
00:17:22Signore?
00:17:24Il maestro Verdi.
00:17:26Ma sì, lo conosco il maestro Verdi. Come no?
00:17:30Oh, che peccato, quello Berto non l'ha cantata.
00:17:33Una musica così bella.
00:17:35E ha avuto successo, no?
00:17:37E a cosa ha scritto di nuovo?
00:17:38Un'opera.
00:17:40Nabucco Donosor.
00:17:41Nabucco?
00:17:42Nabucco Donosor.
00:17:43Qui, per Merelli.
00:17:45Per Merelli?
00:17:47Ma non l'ho visto sul cartellone, come mai, eh?
00:17:50E non me ne ha parlato nemmeno.
00:17:51Appunto, nel cartellone non c'è.
00:17:54L'ho scritta...
00:17:56L'ho scritta pensando a lei.
00:18:00A me?
00:18:02Sì.
00:18:03Proprio a lei.
00:18:04Sì, la parte principale, la parte di Abigail, che è la protagonista,
00:18:09l'ho scritta proprio per lei.
00:18:12Ma il protagonista non è il Nabucco...
00:18:16Nabucco Donosor.
00:18:17Ecco, quello.
00:18:19No, Abigail.
00:18:23Lei mi incuriosisce.
00:18:27Ma lo sai che mi piacerebbe ascoltarla, quella parte?
00:18:30Quando?
00:18:31Sì, volevo dire...
00:18:34Quando potrebbe andare bene per lei, se lei, se lei crede?
00:18:40Vediamo.
00:18:41Oggi, oggi no, perché ho la sarta.
00:18:43Va bene da me domani, alla una e mezza?
00:18:45Lo porto io all'una e mezza.
00:18:46Che bravo.
00:18:47Allora vi aspetto domani alla una e mezza.
00:18:50Anche voi, naturalmente.
00:18:52Grazie.
00:18:59Buongiorno.
00:19:19Consideriamolo un momento questa donna,
00:19:21che per più di 50 anni sarà la compagna di Verdi.
00:19:24Non è bellissima, ma è piena di grazia.
00:19:28Oggi ha 27 anni.
00:19:30È vezzeggiata, ricercata, ammirata.
00:19:33Non solo per la sua voce, ma anche per la sua bravura di attrice.
00:19:40Nulla sembra mancarle.
00:19:43Invece, in questo momento,
00:19:45Giuseppina Strepponi è al colmo della disperazione.
00:19:48Ha persino meditato il suicidio.
00:19:51Com'è possibile?
00:19:55Dall'età di 20 anni, canta e canta per mantenere la famiglia.
00:19:59La madre, una sorella tisica, un fratello.
00:20:02Senza pigliar riposo.
00:20:03E per di più...
00:20:04Che bella, che bella sta musica.
00:20:08È il coro degli ebrei esiliati,
00:20:10che piangono lungo i fiumi di Babilonia.
00:20:17Carla Fracci nei panni di Giuseppina Strepponi,
00:20:20che è una donna che ricopre nella vita di Giuseppe Verdi
00:20:23un ruolo importantissimo.
00:20:24Adesso noi non ripercorreremo la cronologia precisa della biografia,
00:20:28perché ci vorrebbero dieci puntate.
00:20:30Margherita Barezzi, la prima moglie,
00:20:32e poi subentra Giuseppina Strepponi.
00:20:35La dimensione femminile nella vita di Verdi è stata importante.
00:20:38Sì, importantissima, a parte il fatto che l'amore, l'affetto, i sentimenti
00:20:45sono stati un motore della sua creatività, ecco, indubbiamente.
00:20:50E quindi c'è stato uno che mi ha detto
00:20:51beh, ma lui cosa ha avuto?
00:20:53Solo lì la Strepponi come compagna
00:20:56e tutti quei duetti che ha fatto, da dove li sono scaturiti?
00:21:01Beh, dico, senti, io non mi occupo di Petegolezzi.
00:21:04Io quello che ti posso dire è che la Strepponi è stata fondamentale
00:21:07nella sua vita, non soltanto come affetto,
00:21:11ma come sostegno, appoggio,
00:21:16come suggeritore o suggeritrice.
00:21:19C'è quella famosa lettera che lei gli manda,
00:21:22che poi non sappiamo se è una lettera o se è l'appunto
00:21:24per una lettera non finita, vabbè,
00:21:26in cui lei dice adesso sei da solo a lavorare,
00:21:30farai fatica adesso che non hai più vicino il tuo livello.
00:21:35Io, che seduta su una poltrona rannicchiata,
00:21:40ti dicevo, questo va bene, mago,
00:21:43questo mica tanto, quest'altro sì,
00:21:46l'altro no, era verissimo.
00:21:48Lei è stato un aiuto fondamentale per lui,
00:21:51non soltanto perché aveva un orecchio musicale di primordine,
00:21:54era una buonissima, diciamo così,
00:21:56anche una grande cantante della carriera breve,
00:21:59però insomma una notevolissima cantante,
00:22:02ma era anche una persona di grande cultura,
00:22:05parlava benissimo il francese,
00:22:07abbastanza bene l'inglese,
00:22:09leggeva anche altre lingue con una disposizione impressionante,
00:22:13scriveva magnificamente.
00:22:15E questo ha giovato Verdi per essere tutte le volte sicuro
00:22:20della strada che aveva imbroccato mentre stava componendo.
00:22:25Un appoggio quindi essenziale, anche di lavoro.
00:22:28Lo stesso ragionamento si potrebbe fare,
00:22:32si può fare anche per la Margherita Barezzi,
00:22:35poverina, che è vissuta poco,
00:22:37ma è stata importante per lui,
00:22:39proprio come indiritto nella carriera.
00:22:41E si potrebbe fare per Teresa Stolz,
00:22:43che è stata la sua amica,
00:22:45possiamo perdere fino a che punto?
00:22:47Adesso non interessa.
00:22:48Adesso interessa una cosa,
00:22:50che senza di lei,
00:22:52probabilmente Don Carlos non sarebbe diventato
00:22:55quello che è diventato,
00:22:56ma certamente non sarebbero nate
00:22:59né Aida, né Messa da Requiem,
00:23:02né Forza del Destino.
00:23:05Ah, beh, quindi Don Carlos non è poco.
00:23:08È stata l'ultimo grande exploit vocale.
00:23:10Poi c'è, abbiamo le ultime,
00:23:12raffinatissime, Otello, Falta,
00:23:15ma insomma la potenza vocale della Stolz,
00:23:17che è la callas del tempo,
00:23:19ha certamente...
00:23:20E allora è anche giustificabile
00:23:24che il nostro Beppino,
00:23:25insomma un pochino,
00:23:26si sia anche un po' attaccato.
00:23:27Però Teresa Stolz era la compagna di Angelo Mariani,
00:23:30il noto direttore d'orchestra,
00:23:32suo amico, quindi...
00:23:34Ne sono le cose tristi che nascono
00:23:36dai rapporti amorosi.
00:23:38Mariani poi per giunta è anche sfortunato,
00:23:42perché poi diventa patetico,
00:23:44diventa un eroe,
00:23:46diventa una vittima, insomma,
00:23:47di questo rapporto,
00:23:49perché si ammala e muore in maniera atroce,
00:23:52mentre quegli altri si innamorano,
00:23:55tra virgolette,
00:23:56non siamo tra virgolette,
00:23:57si innamorano sempre di più.
00:23:59E Mariani è stato un grande interprete di Verdi.
00:24:02Io però ho letto che lui ammirava i cantanti
00:24:07quando erano bravi,
00:24:08ne diceva anche male a volte
00:24:10quando non facevano quel che voleva,
00:24:12in generale quando c'era un bel cantante
00:24:14lo lodava.
00:24:15Ma con i direttori d'orchestra
00:24:17ero un po' noiosino.
00:24:19Soprattutto se i direttori d'orchestra
00:24:21svolgevano bene il loro ruolo
00:24:23e coprivano magari un po',
00:24:25addombravano...
00:24:26Eh beh, Mariani è una grande personalità,
00:24:28e quindi naturalmente,
00:24:29come tutti i direttori con una grande personalità,
00:24:33è facile che interpretino un po' le cose
00:24:36a loro modo.
00:24:37Ecco, vediamo cosa dice...
00:24:39No, appunto,
00:24:41quando si parla di Angelo Mariani
00:24:42si parla del primo direttore moderno...
00:24:44Sì, sì, senz'altro.
00:24:45È un direttore che si sovrappone
00:24:48ad un certo punto alla partitura.
00:24:50Verdi non amava un secondo creatore dell'opera,
00:24:53lo dice chiaramente nelle sue lettere,
00:24:55addirittura si spaventa
00:24:57dalle notizie che gli vengono da Ricordi,
00:25:00per il primo Falstaff diretto da Toscanini,
00:25:02perché Ricordi dice,
00:25:03no, ma Toscanini si prende libertà,
00:25:05poi dopo viene rassicurato da Rigoboito,
00:25:07che va a sentire Toscanini e dice,
00:25:09no, guardi, maestro,
00:25:10è una cosa straordinaria.
00:25:12Ecco, ma perché questo?
00:25:14Perché Verdi aveva una precisione
00:25:17di scrittura incredibile.
00:25:19Verdi non lascia nulla al caso,
00:25:21ogni segno della partitura,
00:25:23ogni accento, ogni sforzando,
00:25:25ogni diminuendo, ogni crescendo,
00:25:26ogni rallentando,
00:25:27hanno un significato drammaturgico.
00:25:30Non c'è nulla di lasciato al caso,
00:25:32ogni segno è scritto e teso
00:25:36a rivelare una piega psicologica del personaggio,
00:25:40per cui Verdi era molto esigente
00:25:42nel rispetto della partitura,
00:25:44perché la partitura era il sale,
00:25:48era il succo della drammaturgia.
00:25:50E questo, un direttore d'orchestra
00:25:52che affronta Verdi,
00:25:53non può non tenere più presente.
00:25:54Allora nasce però domanda spontanea,
00:25:57quando scompare il compositore,
00:26:00poi nei secoli cosa accade sulla partitura?
00:26:02Il problema è appunto questo,
00:26:04e il problema è il problema della tradizione,
00:26:07di fatto,
00:26:08della tradizione e della prassi esecutiva,
00:26:10che sono due cose da distinguersi.
00:26:12La tradizione è una serie di incrostazioni
00:26:17che si sono formate sulla partitura,
00:26:19che non sempre derivano dal volere dell'autore,
00:26:22non sempre derivano da quello che si è sedimentato
00:26:27attraverso il pensiero dei maestri,
00:26:30ma spesso è legata a mode momentane,
00:26:32a mode transitorie, al gusto del pubblico,
00:26:34ma che può essere un gusto passeggero.
00:26:36Mentre invece la prassi esecutiva
00:26:38è tutta quella serie di regole non scritte,
00:26:41che però erano accettate e non scritte
00:26:44perché erano nella prassi quotidiana.
00:26:46Per cui,
00:26:47questa è una distinzione secondo me importante,
00:26:50che bisogna tenere presente.
00:26:52bisogna che il direttore,
00:26:54l'interprete in generale,
00:26:57si ponga di fronte alla partitura chiedendosi
00:26:59che cosa ha voluto dire il compositore
00:27:03attraverso questa scrittura.
00:27:05Lo diceva Celibidacche,
00:27:06e questa non è cosa da poco,
00:27:09Celibidacche diceva
00:27:10l'autore parte da un vissuto
00:27:12e arriva ad una stenografia.
00:27:14Noi partiamo da una stenografia
00:27:16per arrivare ad un vissuto.
00:27:17Ecco,
00:27:18e questa è la sintesi di fatto
00:27:20del lavoro dell'interprete.
00:27:21Ed è da prendersi molto sul serio,
00:27:23soprattutto in un autore come Verdi,
00:27:25che è un autore precisissimo,
00:27:27per quanto possa essere precisa la musica.
00:27:29Mahler diceva
00:27:30nella musica c'è scritto tutto
00:27:31tranne l'essenziale.
00:27:32E' vero anche questo.
00:27:34Quindi per ricostruire
00:27:36la partitura primordiale,
00:27:39chiamiamola così,
00:27:40ci sono gli istituti di studio.
00:27:43L'istituto Studi Verdiani.
00:27:46L'edizione carica.
00:27:47Ci vuole quello che diceva Romano Gandolfi
00:27:50quando gli dicevano
00:27:51cosa ci vuole per dirigere un coro.
00:27:54Ci si vogliono tante cose.
00:27:56Certo,
00:27:57avere studiato composizione
00:27:58è utilissimo.
00:28:00E naturalmente leggere le cose
00:28:02con precisione,
00:28:03consultando gli autori,
00:28:05gli abbottenti,
00:28:05ma soprattutto ci vogliono
00:28:08due spalle così.
00:28:11E il cuore.
00:28:13E quindi è un lavoraccio tremendo
00:28:17quello dell'interprete.
00:28:19E mi faceva venire in mente
00:28:20a questo proposito
00:28:22appunto quando uno si trovava
00:28:24in imbarazzo,
00:28:25come capitò a un interprete,
00:28:27a Toscanini stesso,
00:28:30che insomma l'impresario ha detto
00:28:31adesso ci penso io,
00:28:32tu hai un discussione col tenore,
00:28:34adesso andando col baritone,
00:28:35mi pare che fosse un baritone.
00:28:36Con Antonio Pini Corsi.
00:28:38Ecco.
00:28:38Sì,
00:28:38andarono a Genova a trovare.
00:28:39L'uomo del maestro
00:28:40che è qui a Genova
00:28:40e voi gli dite sul muro
00:28:42quello che dovete dirgli.
00:28:43E allora Verdi ha detto
00:28:45io ho fatto così,
00:28:47avevi ragione.
00:28:49E dice ma lui,
00:28:49dice che lei
00:28:50gliel'ha insegnato
00:28:51in un altro modo.
00:28:52Ah,
00:28:53dice non ci ricordava più.
00:28:54Un'altra volta,
00:28:55questo è più bello ancora,
00:28:57dice io qui
00:28:58faccio rallentando.
00:28:59Era in un petto sacro.
00:29:02Ma non è scritto maestro.
00:29:04Beh,
00:29:04vabbè,
00:29:05dice Verdi,
00:29:05ma un musicista
00:29:06lo deve capire subito.
00:29:08Vero,
00:29:08è vero.
00:29:09Quando Toscanini,
00:29:10esatto,
00:29:10quella prassi esecutiva.
00:29:11Perché se no
00:29:12in un'altra epoca
00:29:14lui lo deve...
00:29:14Esattamente.
00:29:15Ma quando è che l'autore
00:29:17comincia
00:29:17ad avere l'urgenza
00:29:19di annotare
00:29:20sulla partitura
00:29:21il più possibile?
00:29:22Nel momento in cui
00:29:23la figura dell'interprete
00:29:25e la figura del compositore
00:29:26cominciano a staccarsi.
00:29:27Perché
00:29:28l'autore,
00:29:29il compositore
00:29:29storicamente
00:29:30è anche l'esecutore
00:29:31delle proprie opere.
00:29:33Quando comincia
00:29:34ad essere
00:29:34un'altra persona
00:29:36ad eseguire l'opera
00:29:37l'autore comincia
00:29:37a sentire questa esigenza.
00:29:39Mahler addirittura
00:29:39arriva a scrivere
00:29:40che il terzo trombone
00:29:41quando deve alzarsi
00:29:42per andare a suonare
00:29:43fuori scena
00:29:43deve fare attenzione
00:29:44a non fare rumore
00:29:45con la sedia.
00:29:46Lo scrive in partitura.
00:29:47Ecco,
00:29:48per cui ci sono poi
00:29:48degli eccessi incredibili.
00:29:50Però è verissimo
00:29:51questo aneddoto
00:29:51che racconta
00:29:52al professor Macchesi
00:29:53è rivelatore.
00:29:55Perché Toscanini
00:29:55appunto era
00:29:56al pianoforte
00:29:57a Genova
00:29:57durante le prove
00:29:59dei pezzi sacri
00:30:00di Verdi.
00:30:01I tre pezzi,
00:30:01ancora tre pezzi sacri
00:30:03che avrebbe eseguito
00:30:04in prima italiana
00:30:04a Torino.
00:30:06Scuona il tedeum
00:30:07e accenna
00:30:08due rallentando
00:30:08e Verdi lo ferma
00:30:09e dice bravo.
00:30:10Così si esegue.
00:30:12E Toscanini dice
00:30:13ma maestro
00:30:13ma sapesse
00:30:14quanto non ci ho dormito
00:30:15ma perché non l'ha scritto?
00:30:16Eh ma nella musica
00:30:17non si può mica
00:30:18scrivere tutto.
00:30:19E poi un bravo musicista
00:30:20lo capisce
00:30:21come la capitolette.
00:30:22Questa è la prassi esecutiva.
00:30:23Invece la prassi
00:30:24poi si dimentica
00:30:25col tempo
00:30:26e non c'è uno dei problemi.
00:30:27Ma infatti
00:30:28ad Antonio Pinicorsi
00:30:29disse Verdi
00:30:30no io te l'ho insegnata giusta
00:30:31solo che una volta
00:30:32in un modo
00:30:33e una volta in un'altra
00:30:34dopo un po'
00:30:34pensate di averla composta
00:30:36voi cantanti l'opera.
00:30:37Che poi succede
00:30:38perché passando il tempo
00:30:39non c'è
00:30:40mi viene in mente
00:30:41sentendovi discutere
00:30:43la
00:30:44non ci sono
00:30:46sovrapposizioni
00:30:46di varie prassi
00:30:49con l'andare del tempo.
00:30:50Sì anche perché
00:30:52comunque in una vita lunga
00:30:54come quella di Verdi
00:30:55è facile
00:30:56intendere Falstaff
00:30:57come si intende
00:30:58Luisa Miller.
00:31:00Ecco per dire
00:31:00e allora
00:31:01mentre invece bisogna
00:31:01fare un distingo
00:31:02perché Verdi
00:31:03ha una carriera
00:31:04molto lunga
00:31:04soprattutto Verdi
00:31:05dopo la messa da Requiem
00:31:07ha una pausa
00:31:07di riflessione
00:31:08dalla quale
00:31:11scaturisce un pensiero
00:31:12in grado di aprire
00:31:13le porte al novecento musicale.
00:31:14è chiaro che ci vuole
00:31:16un approccio
00:31:17totalmente diverso
00:31:18per Falstaff
00:31:19per i pezzi sacri
00:31:20anche per Otello
00:31:21totalmente diverso
00:31:22da quello che uno
00:31:22può avere per Arnani
00:31:23mai dimenticando però
00:31:25che si tratta
00:31:25della stessa persona
00:31:26perché se gli stili
00:31:28sono diversi
00:31:29l'uomo è lo stesso
00:31:30e comunque
00:31:31lo stile
00:31:31viene
00:31:32per esempio
00:31:33Verdi diceva
00:31:35la gente dovrebbe
00:31:36accorgersi
00:31:37sentendo Otello
00:31:38che certe cose
00:31:39sono già presenti
00:31:40in Arnani
00:31:40cioè per cui
00:31:41non è comunque
00:31:42un qualcosa
00:31:43un meteorite
00:31:43che piove dal cielo
00:31:44ma c'è un rapporto
00:31:46di filiazione
00:31:47fra le due vite artistiche
00:31:48che finiamo.
00:31:49Non entriamo
00:31:49troppo nel tecnico
00:31:50no
00:31:50non troppo nel tecnico
00:31:51quanto è importante
00:31:53per Verdi
00:31:55la letteratura
00:31:56andiamo a vedere
00:31:57il debutto
00:31:58di Traviata
00:31:59alla Fenice di Venezia
00:32:00che non fu un successo
00:32:02e poi parleremo
00:32:03di quanta letteratura
00:32:04c'è in Traviata.
00:32:08Nasce
00:32:10magica
00:32:39insolito
00:32:57La prima rappresentazione della traviata alla Fenice di Venezia
00:33:00il 6 marzo 1853 fu un memorabile fiasco.
00:33:06Caro Muzio, la traviata stasera, fiasco.
00:33:09La colpa è mia o dei cantanti, il tempo giudicherà.
00:33:15Caro ricordo, la traviata ha fatto fiasco, fiasco deciso.
00:33:19Non indaghiamo le cause, è così.
00:33:22Molto aveva contribuito per degli spettatori abituati a re, profeti, principi, cavalieri
00:33:27la sconcertante novità di vedere cantare sulla scena borghesi come loro.
00:33:33Altri, come già a Parigi, erano rimasti offesi dalla crudezza del dramma.
00:33:38Gira e rigira, la resta sempre una prostituta.
00:33:53Questo Verdi davvero non se lo meritava.
00:33:56Proprio lei dice questo.
00:33:58Il fatto è, signora mia, che malgrado il talento, o meglio il genio di Verdi, a questo
00:34:03lo dovevano portare il Rigoletto e la sua smania per la realtà e il realismo.
00:34:07Il melodramma non ha niente a che vedere con la realtà e non deve imitare la realtà.
00:34:13Infatti, nella vita reale, la gente non canta mica.
00:34:16Parla.
00:34:19Verdi aveva scritto a un amico.
00:34:21La traviata ha fatto un fiascone e, peggio, hanno riso.
00:34:25Eppure non ne sono turbato.
00:34:27Credo che l'ultima parola sulla traviata non sia quella di stasera.
00:34:32Allora, la traviata viene accolta in modo tiepido.
00:34:36Marcello Conati notò una volta, però, che in realtà ci furono anche degli applausi.
00:34:40Ma prima di arrivare a questo, Giuseppe, qui, Alessandra Dumas, figlio, la signora delle
00:34:44cameglie, tanto Shakespeare naturalmente, la letteratura, la grande letteratura, quanto
00:34:51incide nel lavoro di Giuseppe Verdi?
00:34:53Moltissimo.
00:34:55La musica di Verdi è piena di letteratura, come i libretti che lui accetta, che lui giustifica
00:35:06e lancia nel mondo.
00:35:09Teniamo presente una cosa, che Verdi è, per sua stessa definizione, un musicista eminentemente
00:35:18romantico.
00:35:20Parte dal romanticismo, parte da un iniziale ottocento e arriva sino alla fine del secolo,
00:35:28attraversa tutto il secolo.
00:35:29Quindi romantico, come dire, classico e alla fine addirittura scapigliato.
00:35:37Il suo maggiore librettista, che è Eboito, è un autore della scapigliatura milanese.
00:35:46Ed è un autore che si permette di preparargli un libretto sull'otello di Shakespeare.
00:35:55E teniamo presente un'altra cosa importantissima.
00:36:00Giuseppe Verdi venerava Manzoni.
00:36:04E quando noi andiamo attorno al nome di Manzoni, all'opera di Manzoni, troviamo tutte le regole
00:36:11del romanticismo trasformate in un'altra cosa, l'Ermengarda, l'Adelchi, gli Inni Sacri.
00:36:21Tutto passa attraverso il Manzoni e tutto confluisce poi in quella grande struttura che è il romanzo.
00:36:27Ma il romanzo, i Promessi Spogli, è un romanzo popolare, che ha assorbito tutte le dottrine,
00:36:35tutte le tensioni della letteratura settecentesca e ottocentesca, pur essendo ambientato nel
00:36:43Seicento Lombardo.
00:36:45Addio Monti, sorgenti dall'acqua, è come l'addio del passato della traviata.
00:36:50E' una romanza, è straordinario.
00:36:53E Verdi l'aveva capito, non avrebbe scritto quella cosa straordinaria che è la messa
00:37:01da Reckmin in onore di Manzoni.
00:37:04La scritta pensando, secondo me, non lo so, io sono un appassionato incompetente, ma penso
00:37:13che la messa da Reckmin sia nata come opera di venerazione per il Manzoni, il quale Manzoni
00:37:20aveva capito, una cosa che poi sembra molto normale, ma non lo è, aveva capito che la
00:37:30storia dell'uomo passa attraverso i gradi della sua potenza di immaginazione, sia poeta,
00:37:37sia pittore, sia musicista.
00:37:40E Verdi si sentiva, al tempo della messa da Reckmin, si sentiva pronto a fare della musica
00:37:47che in qualche modo accompagnasse la straordinaria avventura umana del Manzoni, il quale poi
00:37:53era, lo sappiamo tutti, cominciò da illuminista, cominciò da negatore della trascendenza ed è
00:38:02diventato, ha rischiato di essere addirittura, di entrare in un processo di canonizzazione.
00:38:10fu, se non sbaglio, la Pira che propose al Vaticano di cominciare a raccogliere i documenti
00:38:20per santificare Sant'Alessandro Manzoni.
00:38:23Questo è un percorso che accade a molti.
00:38:25Che poi non ebbe per fortuna, non ebbe sviluppo.
00:38:30Lo chiamavano già così.
00:38:32Gustavo, questa rappresentazione di Traviata a Venezia viene accolta però in modo non entusiastico.
00:38:39La prima?
00:38:41Sì.
00:38:41La prima e la prima sera.
00:38:43Le altre serate furono meglio, meglio, cioè non ci fu scandalo.
00:38:49Nella prima sera accadero anche degli incidenti, poi c'erano degli interpreti, insomma, che quella
00:38:55sera lì se la passavano male, ecco, non erano in voce, o come il soprano, insomma, era
00:39:03un po' florida, per cui sentire il medico che diceva la tisi non le accorda che poche
00:39:11ore, tutti hanno cominciato a ridere, perché diceva, ecco, un aspetto così, altro che quella
00:39:15tisi caliva avanti un bel po'.
00:39:17Avrebbe dovuto fare quel medico, come fece?
00:39:20Dicono qui a Parma, uno che quando gli chiese, siccome cantava malissimo, gli ha detto il maestro,
00:39:27tu quando la Annina ti chiede come sta la signora, tu non dire niente.
00:39:33Ah sì, va bene.
00:39:34E lui dice, ma il dottore, come va?
00:39:37Insomma, al pacchè con la maglia e basta, capiscono, non dite la tisi, le accorda che
00:39:44poche ore, e così si libera.
00:39:46E tante cose, poi nelle altre sere fu meglio, però era già condannata in partenza, perché
00:39:53era un soggetto moderno, molto stridente, molto antipatico per una certa categoria di
00:40:02persone, e quindi anche se era in abito del Settecento, anche se in fondo la musica non
00:40:08non è così verista come si è voluta fare anche recentemente, ma era una musica del
00:40:16suo tempo, tranquilla e beata, come altre.
00:40:19Il soggetto aveva ormai segnato la sua impronta molto forte.
00:40:28Andiamo in pubblicità, però visto che c'è la pubblicità, ribadiamo alcuni libri importanti.
00:40:34Giuseppe Verdi di Einaudi, guardatele questo, a cura di Edoardo Rescigno, ci sono più di
00:40:39500 lettere che davvero raccontano più di ogni altra cosa, la personalità e il clima
00:40:45di un momento.
00:40:46E poi lo ripetiamo, Gustavo Marchesi, vita di un uomo, fedelo seditore, trovata in libreria,
00:40:50pubblicità, torniamo con Verdi tra poco.
00:41:04Bentornati, vedete quante sfaccettature ha una personalità complessa come quella di
00:41:10Giuseppe Verdi, abbiamo nella prima parte analizzato la parte musicologica, abbiamo parlato dell'opera,
00:41:18ma c'è anche un uomo, un uomo che emerge a caratteri cubitali per tantissime vicende.
00:41:24Una di queste sono i moti risorgimentali, tumulti a Milano, lettere da Parigi di Verdi,
00:41:30poi ne parliamo con Marchesi, ma andiamo a vedere i moti di Milano.
00:41:35E veramente Dio sa quando Verdi sarebbe tornato in Italia, se...
00:41:47Cosa c'è?
00:41:49Hai sentito?
00:41:50Sparami?
00:41:50Sì, sparami.
00:41:51Ma cosa succede?
00:41:53Non lo so.
00:41:56Chiudi, chiudi, chiudi, vieni dentro!
00:41:58No, aspetta, gridano, fuori gridano.
00:42:03Erano cominciati a Parigi quei moti del 48 che dovevano portare la Repubblica in Francia
00:42:08e la rivoluzione in quasi tutti gli altri stati d'Europa.
00:42:11Chiudi, ti prego, attento!
00:42:14Non è possibile riassumere in poche parole le cause e le ragioni dei moti del 48,
00:42:20ma due parole dobbiamo pur spenderle, perché l'epoca in cui un uomo vive fa parte della vita
00:42:25dell'uomo stesso.
00:42:27Da trenta e più anni, lo stato politico dell'Europa, dominata dal blocco conservatore dell'Austria,
00:42:33è ancora quello sancito nel 1814 alla caduta di Napoleone.
00:42:38Questo, mentre l'industria e il grande capitalismo si espandono, le ferrovie uniscono i popoli.
00:42:45Oh, signor Madonna!
00:42:46L'Europa era a una svolta e non era più possibile respingerla verso il passato.
00:42:53Da Parigi, la rivoluzione dilagò in tutta Europa, ma mentre a Venezia le truppe austrie
00:42:59che erano scarse, a Milano c'era una guarnigione di 14.000 uomini e le forze nella Lombardia
00:43:08erano di oltre 70.000.
00:43:10Da scama di morire!
00:43:22Viva lì, viva lì!
00:43:24Viva il Cunez!
00:43:25Viva Milano!
00:43:27Viva l'Italia!
00:43:28A volte, a volte, a volte!
00:43:53In questo libro, Gustavo, tu racconti che non può andare a militare
00:43:59perché fatica a camminare sotto il sole, poi sappiamo che nei campi invece passava ore e ore
00:44:04e poi di lettere che arrivano da Parigi durante questi episodi a Milano,
00:44:10lui è vicino umanamente ai moti dell'epoca ma non è mai presente fisicamente, non è mai presente in loco.
00:44:18Lui non ha partecipato alla lotta, come quando da noi c'è stato il periodo della guerra civile,
00:44:26altri dicono la guerra di liberazione, altri parlano di partigiani e di guerra, eccetera.
00:44:33Lui non ha partecipato direttamente, era vicino col cuore, con l'azione artistica, col pensiero e con l'esempio.
00:44:43Io dico meno male che non gli è saltato in testa di prendere un fucile e di andare anche lui
00:44:50in piazza,
00:44:51cosa che io ho visto fare quando ero giovanetto, quando avvenne appunto la guerra e i movimenti di liberazione,
00:44:59quando arrivarono gli americani, eccetera, che c'era qualche fanatico che si è preso un mitra,
00:45:06poi si è scordato a care il caricatore, ma quello lì lui non lo sapeva, ed è uscito.
00:45:11Meno male che invece poi è arrivato un altro che ha detto, ma cosa fate gente, i tedeschi stanno tornando,
00:45:19in un attimo sono sparetti tutti dalla circolazione, perché avevano un sacro terrore.
00:45:24Ecco, in questo clima però c'era il caso di beccarsi uno fucilato, di morire.
00:45:27Con quella lettera però che dice, ah Milano, la mia città.
00:45:30Sì, io vorrei, sì, certo, vorrei, ah che bello, sono qui in mezzo, però direttamente non ha partecipato,
00:45:36ripeto, meno male, perché lui avrebbe fatto, se no la fine, io cito sempre, di Mameli.
00:45:43Mameli non era Giuseppe Verdi, però insomma era un giovane poeta,
00:45:47poteva anche fare delle cose molto più belle di quelle che ha scritto ancora di più,
00:45:51è andato a bruciarsi a Roma, eccetera, certo, diventando un eroe nazionale,
00:45:57ma ognuno deve anche sapere, avere una profonda coscienza di quello che lui è
00:46:03e non perdere la testa mai.
00:46:05E Verdi aveva sempre in mano il volante, il timone della sua vita.
00:46:11Lui d'impulso ha avuto dei momenti in cui si sarebbe buttato, quando l'Oda piave,
00:46:16ah tu che sei là, bravo, come ti vedo volentieri, vestito da soldato, eccetera.
00:46:23Meno male che lui si lamenta, che non può resistere, che non ce la fa.
00:46:26Io ho benedetto l'angelo che gli ha detto quella roba lì, stai attento a quello che fa, è bello
00:46:31mio.
00:46:32E infatti, dopo però, quando ho cominciato a vedere la guerra un po' più forte,
00:46:38non tanto Milano, ma le guerre del risorgimento, con eserciti grossi che andavano via dalle sue parti,
00:46:46altri ne arrivavano, ha pensato che era meglio stare un pochino nascosto,
00:46:51perché naturalmente quelli lì, con due cannonate, ti buttavano per aria nella tua casa, tutto quanto.
00:46:58E quindi ha avuto anche un attimo di paura, non faceva più tanto esposizione di se stesso,
00:47:05stava nascosto.
00:47:06E ha confessato, insieme alla Trepponi, che insomma aveva una certa paura.
00:47:10E Mariani, il buon Mariani, diceva, taglia l'angolo, cosa fai lì a Sant'Agata?
00:47:16Che passano di lì adesso quegli scriteriati? Vieni via!
00:47:20Comunque Giuseppe, una vita da uomo non dell'Ottocento, perché se pensiamo che all'epoca
00:47:26gli uomini non si spostavano molto, lui va a San Pietroburgo, va a Londra, va a Parigi,
00:47:32non va al Cairo per Aida, però un uomo che si muove nel mondo, quindi quasi un uomo moderno in
00:47:36questo senso.
00:47:37Un uomo moderno avrebbe potuto fare, mentre parlava a Gustavo, mi veniva in mente la fine
00:47:44di Ippolito Nievo, avrebbe potuto, per fortuna aveva già scritto le confessioni, ma avrebbe
00:47:53potuto fare la fine di Ippolito Nievo, che morì nel naufragio del piroscafo, che lo portava
00:48:01a Nord. Io ho l'idea che poi in fondo Giuseppe Verdi sia un uomo d'ordine, come si dice,
00:48:15un uomo straordinariamente, che sa straordinariamente calibrarsi all'interno, sfogarsi con la musica,
00:48:23ma umanamente essere molto controllato. Ed è molto controllato quando scrive, è molto
00:48:30controllato nelle amicizie, è molto controllato persino nelle spese, come lo sappiamo bene,
00:48:38nelle spese della sua immensa fortuna agraria. Non è mica un caso che un uomo come lui, diventando
00:48:48ricco, investe in terra. Perché investe in terra? Investe in terra perché la terra
00:48:56è la prima ricchezza dell'universo, la terra è, dai poemi o medici in poi, la ricchezza
00:49:04vera, quella che niente ti può consumare, mentre invece tutto il resto è condizionato
00:49:12dall'economia, dal denaro, dal denaro contante che gira, che sbava, che rompe, che esce, che
00:49:21si perde, che non può essere controllato. Perché tutto quello che guadagna lo capitalizza
00:49:30in terra? Perché la terra è la sicurezza. Verdi è un uomo estremamente preciso e direi
00:49:40quasi in questo senso è un uomo di popolarissima saggezza, investe in terra. Perché come dicevano,
00:49:50ho sentito dire da tanti antenati, la terra le si cura.
00:49:58Sì, comunque un uomo misurato non sarebbe felice oggi di vedere un libro con le lettere
00:50:06pubblicate probabilmente, perché era anche molto riservato. E qui ci sono alcune lettere
00:50:11anche che hanno toni, colori, forti. Scrive a Piave, ho bisogno di un favore, di una romanza
00:50:17con recitativo e due strofette, l'argomento sarà l'amante che si lagna dell'infedeltà
00:50:22dell'amata. Basta, anche la ricompecorna e vivano i corni, benetti i corni. Ecco, forse
00:50:29una personalità di quel tipo. Massimo Mila diceva che è più facile entrare e penetrare
00:50:38nei segreti del Pentagono che non in quelli di Villa Sant'Agata. Tanta era la gelosia
00:50:45con cui Verdi custodiva la propria intimità. E lì però c'è anche molto in evidenza lì
00:50:51la sua avversione nettissima per l'ipocrisia. Assolutamente. E lì quella battaglia della
00:50:58traviata e tutto lì. Povera peccatrice. Lui non dice che è una che poi faceva una bella
00:51:05vita ed era una persona del tutto rispettabile. No, no, era una peccatrice, ma una povera
00:51:10peccatrice. Anche lei è un essere umano. Viene compianta, viene compianta. E lui è
00:51:16molto. È un'accusa alla società. Ma non la violetta. Non la società, ma la società
00:51:22ipocrita, è ben pensante. Ecco. Ecco il fiasco. Ecco. Ecco l'incapacità di identificarsi.
00:51:28Ma si comincia così e poi si va a finire nel 1900 quando Thomas Mann scrive i Budenbro
00:51:34con la borghesia tedesca che si sbraga, che ormai non può più reggere il peso dei
00:51:45tempi. Infatti lui diceva che la vogliono fare a Napoli. C'è una lettera di c'era
00:51:50traviata a Napoli. Non può, non può. Dopo l'hanno fatta. Perché là negherebbero,
00:51:58là si nascondono. Non vogliono che si vedano certe cose che loro invece fanno di
00:52:04nascosto. Ecco. Ecco. Prima abbiamo accennato Aida. Aida, Giuseppe Verdi non va al
00:52:12Caio a sentire la prima, però sente quella di Parma del Teatro Reggio e dice che è una
00:52:19rappresentazione migliore di quella della Scala di Milano. Quanto interviene, secondo
00:52:23voi, in quella rappresentazione di Parma, essendo lui qua presente? Quanto?
00:52:29Ma lui lo sa. Dica lui che è il musicista. Parli, eh? Parli, come diceva là, a parte del
00:52:37destino. Con noi il laureato, il diril, quello che ha, la laurea, ma non dice laurea, le
00:52:44palle le mette. Comunque, cosa accade? Cioè, dicevamo prima che era...
00:52:48Verdi era molto contento delle forze parmigiane, intanto dell'orchestra e poi della messa in
00:52:55scena, delle scenografie di Girolamo Magnani, che lui considerava essere forse il primo in
00:53:01Italia. Di quest'orchestra che veniva dalla Scuola di Paganini. Gli archi venivano dalla
00:53:06Scuola di Paganini, per cui era veramente colpito. Ecco, bisogna poi dire che è l'unico
00:53:11momento in cui Verdi ha un vero rapporto con il Teatro Reggio. Lui non diresse, eh, le
00:53:18rappresentazioni del Teatro Reggio. Però era veramente colpito dalla qualità della messa
00:53:26in scena. Bisogna sottolineare che Verdi considera normative le rappresentazioni da lui
00:53:35ehm supervisionate. Da lui precedente. Quella è la grammatica normativa. Poi la grammatica
00:53:41storica. Esatto. Dopodiché assiste a repliche, assiste a riprese, ecco. Ma lui considera
00:53:47infatti l'Aida ehm normativa è quella della scala per Verdi. Volevo chiedere questo. Ehm
00:53:55Verdi non amava Parma. Questa asserzione la confermiamo? È un mito o c'è qualcosa
00:54:00di vero? Eh beh, ci sono state le delusioni della giovinezza. Lui sognava di dare la sua
00:54:07prima opera al Teatro Ducale, che sarà poi il Teatro Reggio. E l'allora impresario non
00:54:15accettò questa sua candidatura. Non neanche visto di che cosa si trattava, che cosa voleva
00:54:20rappresentare. Non è neanche voluto sapere. Perché lui diceva di non avere in quel momento
00:54:25i mezzi per mettere su l'opera di un esordiente che avrebbe potuto incontrare un fiasco solenne.
00:54:32Lui se l'è presa molto. Anche perché era stato molto appoggiato a Parma da alcuni personaggi
00:54:38importanti che l'avevano presentato. Ma alla fine di questa lunga vita si può dire che ha avuto
00:54:43un rapporto con la sua città? Di che tipo? Beh, no, dunque, dopo lui viene giù per fare
00:54:48il Nabucco, per dedicare i Lombardi a Maria Luigia. Maria Luigia lo chiama a corte, gli fa
00:54:58dei bellissimi regali anche alla Strepponi. Pare che sia suo quel bellissimo medaglione
00:55:05che vediamo in certi quadri. Come dire, lo invita a diventare maestro di corte quando
00:55:12e come gli parrà. Ecco, quindi facciamo un momento interessante quello. Dopo succede
00:55:17poi che non è tanto che lui ce l'ha su. È il fatto che lui qui cosa veniva poi
00:55:22a fare?
00:55:22Al teatro, i teatri che lui frequentava erano teatri molto più importanti. Le sue ambizioni
00:55:27erano sempre più grandi. Quindi quando l'ha benvenuto a Parma, al mercato, a prendere le
00:55:33robe che gli servivano per la campagna, non vedeva poi questo grande interesse. Poi probabilmente
00:55:40qui non c'era neanche una bacchetta che riscuotesse la sua simpatia. E poi era un uomo che girava
00:55:45l'Europa, Parigi. E ormai era andato da un'altra parte. E' una storia che si ripete con Toscanini.
00:55:52Andiamo in pubblicità e torniamo e chiudiamo e parliamo della morte, una morte letteraria
00:55:57anche quella.
00:56:12Agli albori del nuovo secolo, Giuseppe Verdi se ne va, 1901. Andiamo a vedere le immagini
00:56:18e poi chiudiamo.
00:56:25Ordino che i miei funerali siano modestissimi e siano fatti allo spuntar del giorno o all'Ave
00:56:31Maria di sera, senza canti né suoni.
00:56:38Il feretro uscì dall'albergo Milan che era ancora notte. Era morto il 27 gennaio dell'anno
00:56:451901. Aveva 87 anni e tre mesi. Ordino che i miei funerali siano modestissimi. Bastano
00:56:54due preti, due ceri, una croce.
00:57:00Era stato ubbidito. Nessuno lo seguiva. Ma nella nebbia che si condensava in gelida guazza,
00:57:07la gente aspettava da ore, silenziosa, da ore. Una settimana prima, in albergo, mentre
00:57:20seduto sul letto la cameriera lo aiutava a finire di vestirsi, era caduto arrovesciato
00:57:25senza conoscenza e non aveva più ripreso conoscenza. Era un lunedì. Per sei giorni il
00:57:31suo cuore, ostinatamente, seguitò a battere. Morì domenica notte, alle tre di notte.
00:58:03inizia il secolo che non sarà il suo e proprio agli albori in una fredda mattina di gennaio
00:58:08se ne va.
00:58:13Se ne va, con lui muore certamente un'epoca, però lui non era poi del tutto al di fuori
00:58:20di questo che stava nascendo. Era incuriosito da tante cose, da tante novità, si informava.
00:58:27A Milano non era isolato, la sua stanza, il suo appartamento era continuamente frequentato
00:58:35da gente che lui voleva che lo tenessero allegro, gli raccontassero le cose del tempo. Io penso
00:58:43che essendo un uomo moderno non era certamente astratto da quello che succedeva. Certo che
00:58:49aveva le sue delusioni. Lui come uomo del risorgimento vedeva male quello che era stato
00:58:56e stava diventando e sarebbe diventato ancora di più il mondo politico amministrativo della
00:59:04nuova Italia. Questa non la capiva, non entrava nella sua forma mentis. Per lui tutto doveva
00:59:10essere molto più vivo, molto più generoso, molto più fattivo e quindi non era fatto certamente
00:59:18per le battaglie parlamentari, per queste cose che lui detestava. Detestava e non capiva,
00:59:25perché si fa presto a detestare. Ma naturalmente, io dico sempre, anch'io mi sarei comportato
00:59:31allo stesso modo. Probabilmente avrei fatto anch'io le seggiolate, perché io sono uno da
00:59:37seggiolate. Ma allora non sono un uomo politico, allora non sono un seguace di Cavour. La vita
00:59:44politica è ben altra, è ben più difficile da gestire. Quindi lui da artista oppure da
00:59:51pensatore era al di fuori di tutto questo. Infatti parte da posizioni garibaldine e mattiniane,
00:59:59poi diventa cavoriano, diventa di destra. Qualcuno lo accusa addirittura di volta faccia
01:00:04incredibili, andiamo un po' nell'esagerazione. Ma insomma lui si era molto difeso e protetto
01:00:10da tutto quello che accadeva nel mondo, insomma quando parla di socialismo. Per lui il socialismo
01:00:18è una roba, addirittura l'inferno, insomma qualche cosa di deleterio. Dice anche chiaramente
01:00:27che adesso verranno loro e vi daranno così la lezione che meritata ai proprietari, ai proprietari
01:00:34che non facevano quello che dovevano fare. Bene, il tempo è scaduto, è finito, ci sfuma.
01:00:42Grazie a Gustavo Marchesi, grazie a Giuseppe Marchetti, grazie a Sebastiano Rolli, grazie a voi
01:00:49di averci seguito in questa prima puntata dell'anno. Abbiamo un po', siamo andati in deroga sulla
01:00:54cronaca perché era dovuto dopo un anno così importante di celebrazione di uno dei figli più
01:00:59illustri della nostra terra. Speriamo di avergli dato un tributo questa sera, ci rivediamo con voi
01:01:03naturalmente martedì prossimo e torneremo alle cronache, alle vicende politiche e sociali.
01:01:10Grazie, buonanotte.
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