00:00Siamo arrivati alla fine di maggio, la domanda che molti si sono posti è
00:03l'antico adagio selling me and go away. È stato valido? I numeri vi anticipo ci
00:07dicono di no, anzi chi ha venduto ha perso uno dei rally più robusti dell'anno.
00:12Partiamo da Piazza Affari, un vero caso da manuale. Il Fuzzimiba ha sfondato e
00:17consolidato la soglia psicologica dei 50.000 punti, un traguardo storico per
00:21il listino milanese con un rialzo mensile del 5%. Milano è stata
00:25trainata dal comparto bancario e dai titoli della difesa che beneficiano
00:28dello scenario di instabilità internazionale. Altra sorpresa quella
00:32arrivata dall'Europa che ha mostrato una resilienza granitica. Lo Stoxx
00:36Europe 600 ha messo a segno un più 13 al 7% ignorando le nubi geopolitiche
00:41provenienti dal Medio Oriente e lo shock energetico di metà mese. Nel
00:45dettaglio se Piazza Affari ha guidato la volata, il DAX di Francoforte non è
00:49rimasto a guardare, chiudendo oltre un solido più 4% grazie al recupero
00:53dell'industria pesante che ha saputo assorbire i costi energetici.
00:57Madrid segue a ruota spinta dalla resilienza del comparto finanziario
01:01mentre performance più contenute hanno interessato Londra e Parigi. In
01:05particolare il mercato francese ha scontato la volatilità del settore
01:09lusso che ha alternato forti prese di profitto a rimbalzi tecnici durante
01:13tutto il mese di maggio. Sul fronte americano Wall Street ha letteralmente
01:16polverizzato i dubbi. Il Nasdaq chiude il mese con un balzo dell'8% spinto dai
01:21conti record del settore tech e dalla spinta inarrestabile dell'intelligenza
01:26artificiale. Anche l'SP500 non resta a guardare aggiornando nuovi massimi
01:30storici con un progresso del 4%. Chiudiamo con le commodities dove il
01:34quadro è stato decisamente più volatile, lo vedete nel raffronto proprio con i
01:38principali indici azionari. Il petrolio WTI chiude maggio in calo del 5%
01:43stabilizzandosi sotto i 100 dollari dopo i picchi di 116 dollari quando venne
01:48chiuso lo stretto di Ormuz. L'oro curiosamente non ha agito da bene
01:51rifugio classico cedendo il 4% a causa di forti prese di profitto. Pertanto
01:56maggio non è stato il mese della fuga ma quello della conferma. I fondamentali
02:00societari e la liquidità iniettata dai nuovi trend tecnologici hanno battuto la
02:05paura della guerra.
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