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  • 2 giorni fa
«Nella selezione si introduce nuovamente una prova orale: è vero che i candidati devono dimostrare di poter insegnare, però vi voglio raccontare la mia esperienza». Comincia così il video pubblicato su Instagram dalla professoressa Antonella Viola, biologa e divulgatrice scientifica, che solleva dubbi sulla riforma dei concorsi universitari in discussione in Parlamento. La scienziata racconta due esperienze negative di selezione all'inizio della sua carriera, una a Padova, l'altra a Napoli: in entrambi i casi i superiori «sabotarono» la sua prova proprio grazie alla prova orale. «Sappiamo come è stata usata in passato la prova orale nel nostro Paese: può favorire la promozione di chi non ha i requisiti ma è amico, figlio, portaborse...», dice Viola che invita i politici a riflettere su pro e contro prima di votare la riforma. «Rischiamo di tornare agli anni bui del concorsi universitari, quando valore e merito non contavano nulla».

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Trascrizione
00:00Allora, in questi giorni si discute la riforma per il reclutamento dei ricercatori e dei
00:06professori a livello universitario. Ci sono diverse novità, ma io vorrei sottolineare
00:12un aspetto, cioè si introduce nuovamente una prova orale per i candidati. Questa cosa
00:20ovviamente può avere degli aspetti sicuramente positivi, perché se reclutiamo dei docenti
00:24universitari, questi devono dimostrare di sapere insegnare, di avere padronanza della
00:30materia. Però vi voglio raccontare la mia esperienza. Io sono appunto cresciuta come ricercatrice
00:38universitaria in un mondo in cui appunto la prova era presente, nel senso che noi dovevamo
00:46avere due valutazioni. C'era la valutazione dei titoli e quindi su quello c'era poco da
00:52fare i titoli o ce li hai o non ce li hai. E poi c'era la prova orale, cioè
00:58la lezione.
00:59Dovevi sorteggiare un titolo e la mattina dopo, il giorno dopo, ottenere una lezione.
01:05Ebbene, tutto si giocava intorno ovviamente a quella lezione. Mi ricordo il mio primo concorso,
01:11ero ricercatrice all'Università di Padova, forse avevo 33-34 anni, non mi ricordo, un curriculum
01:18molto forte, ero stata all'estero, ho pubblicato benissimo, ho rientrata e vedo che c'è un concorso
01:24a Milano in un prestigioso centro di ricerca e vado a fare questo concorso e quanto pare
01:33scateno il panico. Perché? Perché i titoli erano decisamente importanti e quindi sarebbe
01:41stato molto difficile bocciarmi. Quindi il primo giorno c'è la valutazione dei titoli,
01:45una discussione molto garbata, estraggo la mia traccia, tra l'altro ero insieme al mio
01:49collega di Padova, anche lui molto forte dal punto di vista del curriculum. Quindi noi
01:54siamo andati lì, abbiamo estratto la nostra traccia, siamo andati in albergo, abbiamo due
01:59stanze, uno accanto al lato, abbiamo detto beh dai mettiamoci a lavorare e prepariamo la
02:03lezione per domani. Se non che verso le nove di sera ci arriva una telefonata che ci dice,
02:09di un collega di Padova, molto senior, che ci dice che insomma praticamente se noi ci fossimo
02:16presentati il giorno dopo a fare la lezione, loro la commissione non avrebbe potuto far altro
02:24che dire che eravamo del tutto incapaci di insegnare. E questa cosa sarebbe rimasta come
02:31un'onta sul curriculum per cui ci consigliavano caldamente di ritirarci, di non presentarci il
02:37giorno dopo perché altrimenti avremmo avuto questa cosa vergognosa sul curriculum che si
02:42diceva che eravamo incapaci di insegnare perché era l'unico modo per bocciarci. Era il mio primo
02:48concorso, io molto inesperta per cui io e mio amico ci siamo guardati e mi ha detto vabbè
02:52ritiriamoci e quindi ci siamo ritirati e siamo tornati con la corda tra le gambe a Padova.
03:00Ci fu poi un altro concorso, questa volta a Napoli e io lì dissi no vabbè io stavolta non mi
03:06ritiro, possono dire tutto quello che vogliono io vado. Per cui sono andata, il mio curriculum
03:11era incomparabilmente più forte rispetto a quello degli altri due candidati, tra l'altro
03:18uno dei due candidati, questa era una posizione da professore associato, non aveva ancora concluso
03:23il dottorato di ricerca e quindi non c'era proprio storia. Io appunto dico che faccio sapere
03:32che non mi ritirerò, sapete che succede, il giorno della lezione, quindi della prova orale
03:38un membro, non facciamo nomi, un membro della commissione finge un infarto e quindi si ferma
03:44il concorso e viene tutto rimandato a data da destinarsi. Dopodiché mi arriva nei giorni
03:50successivi la solita minaccia bla bla bla. Allora, il punto è, la lezione può essere uno strumento
03:59importante perché naturalmente il candidato non si può valutare solo sulla base del numero di
04:05pubblicazioni, le H-index, siamo tutti d'accordo sul fatto che la numerologia non ci piace, però noi abbiamo
04:14una storia come paese, sappiamo che come è stata usata in passato la prova orale, perché è a giudizio
04:21insindacabile della commissione, quindi questo vuol dire favorire, che cosa favorire? Lo sappiamo, lo sappiamo
04:29benissimo, un tema che è delicatissimo nel mondo accademico e non solo, favorire la promozione di persone
04:35che non hanno i requisiti ma sono amici, figli, portaborse e così via. Quindi, attenzione, voglio
04:43dire ai politici che saranno chiamati a votare per questa legge, fate attenzione, cercate di riflettere
04:52sui pro e sui contro, perché rischiamo di ripiombare agli anni bui dei concorsi universitari, quelli in cui
05:00il valore e il merito non contavano assolutamente nulla.
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