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00:05Musica
00:31Torniamo negli Stati Uniti con un collegamento molto importante dell'Università di Yale.
00:35Prima voglio però farvi sentire cosa ci ha detto sull'intelligenza artificiale
00:40e cosa sta cambiando un grande giornalista, autore, intellettuale italiano come Corrado Augias.
00:46Ascoltate cosa mi ha detto in un'intervista durante un incontro della scorsa settimana.
00:50Nessuno sa quali sono i confini possibili dell'intelligenza artificiale.
00:57Le sue capacità sono sterminate, così come sterminato è l'universo nel quale viviamo.
01:04Oggi per la prima volta ci troviamo davanti a una possibilità di essere sopraffatti
01:12dal mostro, dallo strumento, niente moralismi, dallo strumento che abbiamo creato.
01:22Perché l'intelligenza artificiale può a un certo punto disobbedire.
01:29Ha già cominciato a disobbedire.
01:34E allora adesso parliamo di intelligenza artificiale con il professor Luciano Floridi,
01:40filosofo, il fondatore del Centro per l'Etica Digitale dell'Università di Yale.
01:44Che saluto e ringrazio.
01:46Bentornato agli Stati Generali, Luciano Floridi.
01:50Grazie di essere con noi, oltre 300 opere tradotte in tutto il mondo.
01:54L'ultimo, il nodo etico, è appena uscito anche qui in Italia.
01:58Ecco, però io l'ho visto raramente perché è molto ironico e come avete visto sorridente
02:02perdere il suo temperamento se non quando si insiste su alcuni concetti
02:07come quelli che abbiamo forse appena sentito anche da Corrado Augias
02:10che personalizzano un po' l'intelligenza artificiale.
02:14Tant'è che uno dei suoi, forse il penultimo libro, professor Floridi,
02:18riguarda l'artificial agency, cioè l'idea e il concetto
02:22che siamo di fronte ad un agente artificiale.
02:25Ci aiuta a capire meglio la sua idea e questa definizione?
02:30Grazie anzitutto per l'invito.
02:34Contento di rivederci tutti qui.
02:37Io direi che la cosa migliore è ascoltare i precedenti due interventi
02:41e saltare subito quello di Augias che non è molto sensato, mi dispiace dirlo.
02:50Quando sentiamo dire che ad esempio l'intelligenza artificiale disobbedisce
02:54è un po' come se uno dicesse che l'auto a guida autonoma che abbiamo ascoltato
02:59per fortuna a livello 5 non esiste, ha preso la strada sbagliata.
03:04Dovevi tenere le mani sul volante.
03:06Allora, questi strumenti sono esercitati da noi, sono disegnati da noi,
03:13se fanno pasticci da qualche parte qualcuno ha sbagliato.
03:18Non c'è una sua indipendenza, una volontà di andare in vacanza con la mia carta di credito.
03:24Ecco, questo cominciamo a togliere subito dalle preoccupazioni che abbiamo.
03:29Quelle serie invece sono quelle che abbiamo ascoltato precedentemente
03:32e cioè una evoluzione rapidissima di una strumentazione
03:37che è sempre più in grado di fare tutto quello che noi decidiamo di delegare
03:41a questa strumentazione.
03:44La delega è una tentazione enorme, rischiosa, perché se non hai voglia,
03:49se pensi che possa fare meglio, se c'è un vantaggio competitivo,
03:53la delega arriva immediatamente.
03:54E di qui i pasticci che poi giustamente Augias mettono in luce,
03:57ma la fonte è completamente diversa,
04:00è una posizione europea che ha grandi opportunità,
04:05ma anche un certo ritardo che conosciamo bene.
04:08È inutile sottolinearlo ancora una volta.
04:11Allora, questa posizione che molti dei precedenti reglatori
04:15hanno definito in termini di AI agentica,
04:19che in italiano non si dice, ma insomma ormai abbiamo imparato anche noi,
04:22è un po' quello che il filosofo sulla collinetta aspettava che tutti arrivassero,
04:27da resto per essere un po' arrogantone e antipatico.
04:30È così.
04:31L'AI è molto più interpretabile come agency without intelligence, AI,
04:40cioè agentità senza intelligenza, di straordinarie capacità,
04:45e in questo Augias aveva ragione, i limiti sono semplicemente non visibili.
04:50Quindi sta a noi capire dove e quando possiamo fare che cosa.
04:54Ultima battuta, anche in linea con quello che abbiamo ascoltato precedentemente,
05:00non è, ma da tanto tempo ormai, è quasi dall'Ottocento,
05:05che la sovranità in tutte le sue salse sia gestita in termini di possesso
05:13di quello di cui vuoi essere sovrano.
05:16In realtà è il controllo di quello di cui vuoi essere sovrano che fa la differenza.
05:22Allora a noi non interessa avere il possesso della rete,
05:27del software, dell'infrastruttura, dei servizi e così via.
05:32È il controllo di tutto questo che fa la differenza.
05:34E in un contesto in cui il AI presto diventerà una cosiddetta comodice,
05:39qualcosa che è un po' come l'elettricità,
05:42avere il possesso dell'elettricità non interessa meno,
05:46è sapere che cosa ci fai, come la puoi controllare,
05:49quanto chi è dall'altra parte può controllare te, che fa la differenza.
05:53Allora qui cominciamo ad avere delle difficoltà serie,
05:56che sono un po' quelle che abbiamo in Europa.
05:58Noi non controlliamo questa tecnologia,
06:01indipendentemente dal possesso, lo stack,
06:03quelle sono tutte cose vere.
06:05Ma capire non tutti i vari livelli,
06:08ma esattamente chi controlla quale livello.
06:10E lo stai controllando tu o lo stanno controllando gli altri.
06:13Allora lì si fa l'indipendenza europea oppure no.
06:16Questo fa la grande differenza a Professor Floridi,
06:18che porta molti a dire,
06:20beh qui in Europa questo treno l'abbiamo già perso,
06:23è già passato, come peraltro quello in precedenza,
06:26dell'internet, degli smartphone, dei social network,
06:29le piattaforme che dominano anche la nostra vita.
06:32Ma è davvero così?
06:32Noi l'abbiamo perso oppure abbiamo uno spazio per recuperare,
06:36lo diceva anche Mario Draghi nel discorso della Quiz Granadi.
06:38Settimana scorsa sicuramente siamo in svantaggio,
06:41ma possiamo trovare anche una nostra strada.
06:44È così?
06:45Allora io me la cavo con questa sua analogia giustamente.
06:49non è un treno solo, passano costantemente questi treni.
06:53Il guaio non è perdere il primo, è che continuiamo a perdere tutti i treni che passano.
06:56Questo è grave.
06:58Perdene uno succede.
06:59Il secondo pazienza.
07:01Il terzo non ha imparato niente.
07:03Allora, siccome il treno dell'AI è un altro treno,
07:06e questo sta arrivando anche in, perdonatemi, in tante, diciamo, temporalità diverse,
07:12abbiamo perso quello dell'AI classico,
07:15poi abbiamo perso quello dell'AI a reti neurale,
07:20ora stiamo perdendo quello dell'AI agentica.
07:22Dico, un giorno di questi, questa Europa riesce a mettersi insieme,
07:26perché la nota all'atere, oltre a dire continuiamo a perderlo ogni giorno,
07:31ogni giorno che non prendiamo la decisione abbiamo perso un altro treno,
07:35e anche il fatto che non è che lo vogliamo perdere,
07:37è che non riusciamo a metterci d'accordo,
07:40sempre nella metafora,
07:41quando tutta l'Europa va alla stazione.
07:44Cioè, a Bruxelles non è che non lo sanno,
07:46se lo sappiamo noi qui in questa trasmissione, io, lei,
07:49ma vuole che gente più astuta politicamente del sottoscritto
07:53non lo sappia che il treno è arrivato e lo stiamo perdendo,
07:56lo sanno, è che non riescono a mettersi d'accordo.
07:59Allora, l'analogia qui è con il treno energetico,
08:02lo abbiamo perso tante di quelle volte,
08:05dal petrolio di quando ero ragazzo a oggi,
08:08che sicuramente lo sappiamo e lo potremmo riprendere.
08:11Allora, questa è una nota, se volete, ottimista, e chiudo qui.
08:14Si può prendere il prossimo,
08:16L'importante è andare tutti alla stazione, tutti insieme,
08:19cioè avere un consenso europeo a livello di Bruxelles,
08:23dove quello che bisogna fare
08:25riesce anche ad essere qualcosa che viene implementato,
08:28perché tutti quanti capiscono che il vantaggio europeo
08:31è un vantaggio per tutti.
08:32Fintanto che Germania, Francia, Italia, Italia,
08:35si fanno gli affari loro all'ultimo giorno,
08:37continuiamo a perdere il prossimo,
08:39e il prossimo, e il prossimo ancora.
08:40Lei, peraltro, Professor Floridi,
08:42ha anche lavorato un'indagine sullo stato
08:45dell'intelligenza artificiale nel nostro Paese,
08:47l'ha fatto per la Fondazione Leonardo,
08:49che presiede,
08:50e ci fa una sintesi di come qui,
08:53nel nostro Paese, siamo messi concretamente
08:55dal punto di vista dell'adozione,
08:57della diffusione,
08:58dell'apertura verso l'intelligenza artificiale.
09:01Sì, questo si colleghi molto bene,
09:03devo dire questo in un modo complementare
09:04a quello che abbiamo ascoltato dai precedenti relatori.
09:08Abbiamo picchi di eccellenza,
09:10ma seri, cioè internazionali,
09:11in Italia,
09:13supercomputing,
09:14ma anche la legislazione.
09:15Quello che manca, se volete,
09:17è quello che c'è in mezzo tra i due,
09:19cioè infrastruttura, software,
09:22adozione e competenze.
09:24Allora, l'Italia ha margini di miglioramento,
09:27si direbbe, gentilmente,
09:30il nostro Paese ha margini di miglioramento
09:32soprattutto su questo stadio intermedio
09:35nelle piccole e medie imprese.
09:37Cioè noi abbiamo un problema di adozione
09:39e di competenze,
09:41sia da, diciamo,
09:44in termini di rendersi consapevoli
09:46necessità dell'adozione,
09:47sia in termini di mercato
09:49che fornisce le competenze,
09:50una volta che tu sei consapevole,
09:51ma non c'era gente in giro.
09:53Ma questo 1-2,
09:54nella piccola e medie imprese italiana,
09:55è ancora un punto, diciamo,
09:57che può essere reso molto più ricco,
10:00potente e internazionalizzato.
10:04Fintanto che la piccola e medie imprese italiana
10:05pensa che l'AI sia qualcosa del domani,
10:08qualcosa che è importante,
10:09ma non oggi,
10:11sulla quale posso investire,
10:12ma non subito,
10:13ci sono altre priorità,
10:15ecco, questo è uno di quei treni di qui sotto.
10:17Allora, Professor Floridi,
10:19dobbiamo andare verso le conclusioni,
10:21però io le dico,
10:21abbiamo sentito,
10:22lei non era ancora collegato prima,
10:23un esempio di polarizzazione del dibattito oggi
10:28sull'intelligenza artificiale,
10:29perché il Professor Stuart Russell
10:30dall'Università di Berkeley in California
10:32ci parlava di rischio di estinzione dell'umanità
10:37legato alla diffusione dell'intelligenza artificiale,
10:40al tempo stesso i capi delle aziende quotate,
10:42e la Borsa vede un futuro straordinario
10:45per l'intelligenza artificiale,
10:46ci hanno detto,
10:47sta iniziando un'era di abbondanza
10:49come mai l'umanità ha vissuto prima,
10:51e Jensen Wang dice
10:52il prodotto interno roto
10:53perché deve essere 100 trilioni,
10:55può essere 2, 3, 4, 5 cento trilioni,
10:58bisogna coinvolgere tutti
10:59in questo processo di arricchimento
11:01e abbiamo risolto i nostri problemi.
11:04Siamo schiacciati,
11:05come direbbe Umberto Eco,
11:06tra apocalittici e non integrati,
11:08addirittura entusiasti,
11:09come vede lei,
11:10che invece lo guarda,
11:11come dire,
11:11in maniera un po' problematica,
11:13ma concreta?
11:14Guardi,
11:15la prima battuta è che
11:16quando tocca al filosofo
11:17fare il realista,
11:18è chiaro che siamo in una bolla speculativa ormai,
11:21tra quelli che sparano cifre
11:23e tanto uno zero in più,
11:24ma sì,
11:25ti ricorda Totò,
11:26Peppino a Milano,
11:27punto,
11:27punto e virgola,
11:28ma mettiamoci anche una parentesi.
11:30Allora,
11:31aggiungere tre zeri
11:32ormai non conta più nulla,
11:33ecco,
11:33gli altri dall'altra parte,
11:35ovviamente,
11:36è la fine del mondo,
11:37l'apocalisse,
11:38i quattro cavalieri,
11:38ci mancherebbe,
11:39ecco,
11:40per favore,
11:41non date retta,
11:41né agli uni né agli altri.
11:43Ora,
11:43dicevo,
11:43il guaio è che
11:44siamo arrivati a una tale situazione
11:46che tocca al filosofo
11:48fare quello con i piedi per terra
11:49e gravita.
11:50La cosa invece veramente significativa,
11:52quindi,
11:53è che
11:53quello che noi non abbiamo ancora
11:55messo a terra bene,
11:57ma in Europa
11:58lo possiamo fare meglio di chiunque altro,
11:59è la distribuzione
12:01dei rischi reali
12:02e dei profitti reali.
12:04Ora,
12:04i rischi sono corsi attualmente
12:06da questa generazione
12:08e non dalla prossima.
12:09Cioè,
12:10è la nostra generazione,
12:11quella che oggi lavora,
12:12il 30-60enne,
12:14se volete,
12:14che corre tutti i rischi
12:16di disoccupazione,
12:17di de-skilling
12:18e così via.
12:19I vantaggi
12:20sono quelli futuri,
12:22zero più,
12:22zero meno,
12:23questo lo lasciamo,
12:24diciamo,
12:24a chi specula.
12:25Allora,
12:26avvicinare i vantaggi
12:27e posticipare un po'
12:29dei rischi,
12:30quello che noi in Europa
12:30chiamiamo welfare
12:31poi alla fine.
12:32Ecco,
12:32questa è la vera questione.
12:34Siamo in grado di,
12:35vi ricordate Covid,
12:37rendere questa curva
12:38un pochino più gentile.
12:39Se noi
12:41addolciamo questa curva,
12:42i rischi più distribuiti,
12:44i vantaggi più distribuiti,
12:46allora,
12:46lasciamo i miliardari
12:47speculare sugli zeri,
12:49i catastrofisti
12:50sull'apocalisse
12:51e noi in Europa
12:53facciamo sul serio.
12:55Grazie ancora,
12:56professor Floridi,
12:57grazie davvero
12:58di queste analisi
12:59che devono arrivare
13:00dall'America
13:00per farsi ragionare.
13:02Grazie,
13:03buon lavoro,
13:04a presto,
13:04professor Luciano Floridi.
13:09Grazie a tutti.
13:11Grazie a tutti.
13:20Grazie a tutti.
13:22Grazie a tutti.
13:24Grazie a tutti.
13:27Grazie a tutti.
13:29Grazie a tutti.
13:30Grazie a tutti.
13:30Grazie a tutti.
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