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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:04Siamo con Marco Simoni, direttore dell'Istituto Affari Internazionali.
00:08Buongiorno Simoni, grazie di essere con noi.
00:11Buongiorno, buongiorno, grazie di invito.
00:14Simoni, quanto e come le economie, peraltro occidentali e asiatiche,
00:19che arrivano già stremate da questi tre mesi di guerra,
00:23potrebbero digerire il balzello iraniano sullo stretto di Hormuz,
00:28se mai fosse messo?
00:30Guardi, il problema non è la possibilità che ci sia o meno un ticket o un pedaggio da pagare.
00:37Se ci pensa, tutti noi paghiamo senza grandi problemi una tassa aeroportuale ogni volta che prendiamo un aereo.
00:42Il problema è l'incertezza.
00:45Se in un ipotetico mondo ci fosse un tot da pagare ogni volta che si passa in uno stretto di
00:51qualche genere,
00:52le compagnie, le aziende lo incorporerebbero dentro ai sistemi dei prezzi.
00:58Può darsi che i costi delle assicurazioni potrebbero salire un pochino, il costo di spedire un carico potrebbe salire di
01:05un po',
01:06ma la situazione attuale è già ben più grave.
01:08e pensi che il costo di spedire un singolo carico di quelli che stanno nei container dall'area del sud
01:16-est asiatico verso il golfo,
01:18che è viceversa, che è l'area da tratta, quella che è colpita di più delle chiusure dello stretto di
01:24Hormuz,
01:25adesso sono aumentati più di quanto erano aumentati durante il Covid.
01:29Cioè siamo già oltre il livello di guardia.
01:32Questo per via dell'aumento del costo del carburante, per via dell'aumento enorme dei costi delle assicurazioni
01:38e per via del fatto che le strade alternative ormai sono intasate.
01:43Naturalmente, dato che è bloccato lo stretto, ogni azienda cerca di trasportare i suoi container come può via mare,
01:50attraverso altre rotte oppure via terra.
01:53Questo significa che i costi di trasporti sono già aumentati moltissimo.
01:57Quindi la preoccupazione non è se nel caso in cui ci fosse la pace ci potrebbe essere un pedaggio,
02:04ma se quando si riaprirà in maniera stabile, prevedibile, lo stretto di Hormuz,
02:10quello che fa male all'economia e all'incertezza, non qualche costo in più eventuale,
02:16che comunque non potrebbe che essere marginale.
02:19Grazie Simoni per essere qui con noi.
02:21Tra l'altro, aggiungo un ulteriore elemento, tutti gli analisti sono concordi nel dire
02:25che anche se si raggiungesse la pace quest'oggi comunque ci si metterà del tempo
02:30affinché noi i flussi dal Medio Oriente di gas e petrolio riprendano come prima del conflitto.
02:35A questo proposito le voglio chiedere chi risulta al momento più impattato sul piano economico della guerra in Medio Oriente.
02:42Sappiamo che la Cina, per esempio, a proposito di Asia,
02:44si importava circa il 50% del petrolio dal Medio Oriente,
02:48ma allo stesso tempo aveva rifornito le scorte come non mai prima dello scoppio della guerra.
02:53c'è l'Europa che insomma dipendeva per il 20% circa tra gas e petrolio dal Medio Oriente.
02:58Ci sono gli Stati Uniti meno dipendenti sicuro,
03:00ma abbiamo visto anche l'aumento dei prezzi della benzina al gallone.
03:04Ecco, dal suo punto di vista chi ci sta perdendo di più in questa fase?
03:08Chi ci sta perdendo di più?
03:09In questo momento è difficile fare la gara,
03:13sta perdendo sicuramente più l'Europa e l'Occidente in generale rispetto alla Cina,
03:17per una regione abbastanza semplice,
03:20che la Cina negli scorsi dieci anni è riuscita ad aumentare in maniera esponenziale
03:26e sta continuando ad aumentare la propria capacità di produzione elettrica da rinnovabili
03:31e sta diventando una vera powerhouse, come si dice in inglese, di energia elettrica globale.
03:38Quindi in una prospettiva anche di medio termine,
03:41è chiaro che la Cina da questo disruption ha da guadagnare.
03:45Nel breve termine sicuramente le aziende petrolifere americane stanno facendo,
03:50e anche di gas, stanno facendo profitti molto significativi,
03:55perché quello che accade quando,
03:57è chiaro che come dicevo prima la gran parte delle navi,
04:00soprattutto di energetiche, quindi gas o olio,
04:03che partivano dal Golfo andavano verso il sud est asiatico,
04:06quindi India e Cina,
04:07ma quello che accade in questi mercati, che sono dei mercati globali,
04:11è che il prezzo aumenta ovunque,
04:12quindi non aumenta soltanto quel tipo di energia,
04:15e infatti, come ha visto anche in America,
04:18come Cina vale giustamente, ha aumentato il prezzo alla pompa di benzina.
04:21Però le aziende americane,
04:23che già una decina di anni fa hanno iniziato a estrarre gas,
04:27tramite la tecnica del fracking, dagli Stati Uniti,
04:31stanno facendo grandi profitti,
04:32perché stiamo comprando tantissimo anche noi,
04:34ovviamente per via dei ridotti arrivi dal Golfo,
04:39e per via del fatto che il gas russo, come sappiamo,
04:42si è chiuso per saggia scelta nostra circa un paio d'anni fa.
04:47Quindi in questo momento, da questa disruption,
04:49stanno guadagnando le grandi aziende petrolifere americane,
04:52che sono dei grandi elettori di Trump, tra l'altro,
04:55stanno guadagnando, come è evidente,
04:57dai dati di borsa le grandi aziende tecnologiche,
04:59che continuano a salire in maniera esponenziale,
05:02al di là della loro profittabilità.
05:04In questo momento i paesi europei stanno ancora,
05:08come dire, aspettando di riuscire ad avere una vera reazione,
05:13reazione vigorosa, come sarebbe necessaria,
05:16come da molte parti si auspica.
05:18Paesi europei che non sembrano avere imparato la lezione
05:21sulla sicurezza energetica dopo lo scoppio del conflitto,
05:25in Ucraina o non ci sono strade alternative?
05:29Diciamo che l'Europa sconta una serie di fatiche interne
05:32molto significative, perché anche da noi le contraddizioni
05:37sono spesso molto evidenti, per cui si fa tanto propaganda giusta
05:43dell'importanza di rinnovabili, poi spesso diventa molto difficile
05:47installare le rinnovabili proprio in quelle regioni
05:50dove dovrebbe essere più facile, perché i partiti più ecologisti
05:54sono al potere. E questo non avviene solo in Italia,
05:58per in Germania, per in Francia. La difficoltà,
06:00Francia scusate, è una storia un po' diversa
06:02perché la Francia ha il nucleare, quindi ha un prezzo
06:05di energia più basso per definizione.
06:07L'Europa in generale fa fatica a accelerare sui piani
06:12che se stessa si dà. L'Europa è molto avanti
06:16rispetto ai processi di decarbonizzazione,
06:19rispetto ad altri continenti, ma è molto meno avanti
06:22per quanto riguarda l'autonomia strategica non soltanto
06:24sull'energia, ma su tante altre tecnologie.
06:27Pensate al digitale. Io credo che se voi, anche noi tre,
06:31ci mettessimo a pensare a una tecnologia digitale
06:34che usiamo tutti i giorni e che non è non europea,
06:36non ci viene in mente neanche un nome, neanche un software.
06:41Simone, non c'è soltanto la sicurezza energetica
06:44per quanto riguarda la sfida che affronta l'Europa,
06:48c'è anche quella della sicurezza too cool,
06:50perché vediamo gli Stati Uniti ritirare contingente militare
06:57dal Nato, vediamo l'Europa affrontare in qualche modo
07:01l'idea di partecipare, anche se al termine o quello che sarà
07:05considerato il termine di questo conflitto, ha una missione di sicurezza
07:09per quanto riguarda Ormuz, tutto questo deve tradursi anche
07:13in influenza geopolitica. Io le chiedo se il ritardo
07:18con il quale l'Europa ci arriva è colmabile.
07:22L'Europa non sta arrivando in ritardo, l'Europa è stata presa
07:25in contropiede da un'amministrazione americana che di colpo
07:28è venuta meno a tanti accordi espliciti o impliciti
07:32che aveva con i suoi alleati. Non dimentichiamo che Donald Trump
07:35con un tratto di pena ha cancellato accordi e trattati
07:38che l'America aveva seguito per anni e quindi l'Europa,
07:43i paesi europei si sono trovati di colpo per far fronte
07:45a una nuova situazione. E rispetto ai temi della difesa
07:49io credo che la reazione ci sia, la reazione sia evidente,
07:51sia anche molto visibile. Ad esempio l'Europa si è fatta
07:54completamente carico, quasi completamente carico
07:57del supporto militare all'Ucraina. Qualche mese fa ha approvato
08:00un nuovo pacchetto di 90 miliardi di dollari in sostegno
08:03dal governo ucraino? Per fare un esempio. Per fare un altro esempio
08:07per la prima volta nella storia, un paio di mesi fa,
08:10è stato deciso che i comandi delle operazioni Nato
08:12al sud dell'Europa non saranno più degli Stati Uniti
08:15ma saranno dell'Italia. I comandi della Nato al nord dell'Europa
08:18non saranno più degli Stati Uniti ma saranno della Gran Bretagna
08:20e il comando a est dell'Europa non sarà più degli Stati Uniti
08:24ma sarà della Germania e della Polonia in maniera congiunta.
08:27Quindi i paesi europei si stanno prendendo la responsabilità
08:30della difesa del proprio continente
08:31ora che gli Stati Uniti guardano altrove.
08:34Quello che bisogna sottolineare è che questa non è una vera e propria novità.
08:38Già il Presidente Obama, sia pur con sorrisi
08:40e con uno stile molto diverso dall'attuale Presidente,
08:43aveva iniziato a guardare più al Pacifico che all'Atlantico.
08:46Quindi non è una cosa che è arrivata di colpo e di sorpresa,
08:49è arrivata di colpo e di sorpresa il modo in cui è avvenuta.
08:52Ma i paesi europei stanno reagendo.
08:54Quello che ancora si vede poco perché è molto difficile
08:59e ha bisogno di una grande leadership politica
09:01è una vera unità nella preparazione di nuove piattaforme,
09:06nella identificazione di nuove forme di procurement comune.
09:10Questo è molto più difficile perché ci sono delle problematiche
09:14di tipo industriale insignificanti che hanno bisogno di forte spinta.
09:18Il fondo SAFE che è stato provato dalla Commissione Europea
09:22continua a essere usato soprattutto per progetti nazionali.
09:27Ricordiamolo, è un fondo che la Commissione Europea ha creato
09:30per finanziare la possibilità che i paesi europei si dotino
09:34di eserciti e di armi in alternativa a quelli che adesso
09:39non arriveranno più dagli Stati Uniti per proteggere i nostri confini.
09:43Ricordiamolo, la difesa europea non è soltanto,
09:46non dobbiamo immaginarci soltanto aeroplani, cararmati o soldati.
09:52Stiamo parlando di altissime tecnologie,
09:54stiamo parlando di cyber security,
09:57stiamo parlando di sistemi spaziali
10:00in cui le tecnologie poi spesso hanno anche usi civili.
10:04Quindi diciamo che dobbiamo avere un'idea complessa.
10:07La difesa moderna e contemporanea non è un esercizio semplice
10:12o di antica industrializzazione,
10:15è un esempio di altissima industrializzazione contemporanea.
10:19Grazie, grazie Marco Simone,
10:20direttore dell'Istituto Affari Internazionali.
10:22Alla prossima.
10:23Grazie.
10:24Grazie a voi, buona giornata.
10:25Grazie a voi, buona giornata.
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