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  • 1 giorno fa
Quanto è difficile diventare madre quando il mondo intorno a te è costruito per escluderti? Non è una domanda retorica. È la domanda che Ángela si porta dentro dal momento in cui scopre di essere incinta. Lei è sorda, il suo compagno Héctor no, e quella differenza, fino ad allora tenuta a bada, quasi addomesticata dentro la loro bolla di coppia, con l'arrivo della bambina esplode senza preavviso. Il silenzio degli altri, opera prima della regista e sceneggiatrice spagnola Eva Libertad, è uno dei film rivelazione dell’anno: vincitore del Miglior Film ai Goya, ha vinto anche il Premio del Pubblico alla Berlinale e tanti numerosi riconoscimenti internazionali. Arriva nelle sale italiane il 28 maggio, distribuito da Lucky Red. E qui vi presentiamo in anteprima esclusiva una clip che mostra uno dei momenti fondamentali della pellicola: le tensioni e le fatiche di Ángela che si riverberano nel rapporto con Héctor, crepe sottili che rischiano di diventare voragini.
La trama di Il silenzio degli altri
Ángela aspetta una figlia dal compagno Héctor. La gravidanza porta con sé non solo l'attesa e la gioia, ma anche una serie di interrogativi sul futuro: come crescere una bambina in un mondo pensato quasi esclusivamente per chi sente? La quotidianità della coppia è fatta di un equilibrio fragile, costruito giorno dopo giorno insieme a una cerchia di amici in gran parte sordi, e complicato dai genitori udenti di Ángela, che faticano a comprendere davvero la prospettiva della figlia e insistono perché si adatti a una normalità che non le appartiene. Con la nascita della bambina quell'equilibrio si incrina. Portando con sé una serie di domande fondamentali che non hanno mai risposte facili.
Il cast e i personaggi di Il silenzio degli altri
A dare corpo e voce ad Ángela è Miriam Garlo, attrice sorda con un lungo percorso teatrale e audiovisivo alle spalle, che con il cortometraggio Sorda, da cui il lungometraggio è nato, ha vinto molti premi come miglior attrice. Al suo fianco c'è Álvaro Cervantes, attore barcellonese con una filmografia solida in patria e due candidature ai Goya alle spalle. Completa il quadro la coppia formata da Elena Irureta e Joaquín Notario nei panni dei genitori udenti di Ángela: figure amorevoli, certo, ma incapaci di incontrarla davvero nel suo mondo, convinte che il problema sia lei e non il modo in cui tutti gli altri guardano la realtà.
Un film di Eva Libertad che parla di sua sorella Miriam Garlo
Il silenzio degli altri nasce da una storia vera, quella di Eva Libertad e di sua sorella Miriam, che di questo film è anche la protagonista. «Qualche anno fa Miriam ha iniziato a pensare alla maternità» racconta la regista. «Ne abbiamo parlato molto e lei mi ha espresso le sue paure e le sue aspettative sul fatto di diventare madre in un mondo fatto per persone che ci sentono. Da queste conversazioni è scaturito il cortometraggio Sorda. Che però ha lasciato in me la sensazione che ci fosse ancora molto da dire sulla storia di Ángela». Il personaggio di Héctor è, in fondo, il suo autoritratto. «Lui è una specie di copia di me stessa: ama Ángela ed è sempre al suo fianco ma, quando arriva la bambina, la bolla che hanno creato per proteggersi dalle loro differenze improvvisamente scoppia».

Miriam Garlo sapeva esattamente cosa voleva raccontare. E, soprattutto, cosa no. «Per tutta la vita non ho mai ritenuto che il modo con il quale si tende a rappresentare la sordità coincidesse con la mia esperienza o ne riflettesse la ricchezza e la complessità. Anche quando vengono evitati i tipici cliché, i personaggi sordi sembrano sempre costruiti per "mostrare" al mondo di chi può sentire come sia essere sordi». Ángela, invece, esiste per sé stessa. Forte e fragile allo stesso tempo, piena di contraddizioni, padrona del proprio mondo. Álvaro Cervantes chiude il cerchio con una confessione che sembra quella dello spettatore che guarda il film. «Subito dopo aver iniziato le prove ho capito che, per quanto una persona che ci sente provi ad adattarsi all'universo di una persona sorda, sarà sempre la persona sorda a dover fare lo sforzo maggiore. Sono davvero grato per questa esperienza, che mi ha reso consapevole di una realtà che rimane troppo spesso invisibile ai più».

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Trascrizione
00:05Sì, sì, mi va che vieni, però mi sono alzato da due ore io.
00:10Ho dato la colazione a Ona, ho preparato tutto.
00:13E tu? Dove stai tu?
00:16Sono settimane che torni tardissimo a casa.
00:19Non vai a riprendere Ona, trovi tutte scuse per non stare qui.
00:23Mi sto abituando al fatto che tu non ci sei.
00:37Perché? Che vorresti?
00:39No, tu che vuoi che faccia? Che non lo faccia?
00:51Non tutto gira intorno a te, Angela.
00:54Tutto?
00:55Sì.
01:00Ma che cosa dici? Che dici? Ho passato tre anni dedicandomi solo a te, senza vedere nessuno.
01:06Attento solo che tu ti sentissi a tuo agio, che stessi bene.
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