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  • 4 settimane fa
La caduta dell’Impero Romano non fu soltanto la fine di una civiltà, ma anche l’inizio di una trasformazione profonda del paesaggio europeo. In questo affascinante intervento, Alessandro Barbero racconta come il crollo dell’autorità romana, le invasioni barbariche e il drastico calo demografico portarono all’abbandono delle campagne, delle strade e delle infrastrutture, favorendo il riavanzare delle foreste in vaste aree d’Europa.

Tra storia, ambiente e società, Barbero offre una riflessione originale sulla fine del mondo antico e sulla nascita di un nuovo equilibrio tra uomo e natura, mostrando come eventi politici e militari abbiano cambiato per secoli il volto del continente europeo.

Un viaggio appassionante tra Impero Romano, invasioni barbariche, crisi economica, spopolamento e trasformazioni del territorio, per comprendere meglio uno dei momenti più decisivi della storia occidentale.
Trascrizione
00:00Invece volevo parlare con te di un periodo del periodo che tu hai studiato per tutta la vita.
00:05Alla caduta dell'impero romano, anche da un punto di vista agricolo,
00:10c'è una disgregazione di tutte quelle strutture agrarie che fino a quel momento avevano supportato l'impero,
00:18è una riavanzata della foresta. Che cosa accade in quel momento?
00:23Assolutamente sì, perché con lo stanziamento dei popoli barbari,
00:27adesso non si dice più le invasioni barbariche, è più politicamente corretto dire lo stanziamento dei barbari,
00:33anzi anche dire barbari non si dovrebbe, ma pazienza.
00:36Loro stessi avevano imparato dai romani e dicevano noi barbari, quindi è così.
00:40I barbari di per sé non è che vorrebbero distruggere tutto, però effettivamente provocano un dissesto economico considerevole.
00:47In più ci sono le prime grandi epidemie di peste nell'alto medioevo.
00:52Il risultato è sicuramente molta meno gente e molti più alberi, per la felicità di chi amagliate.
00:59Sicuramente c'è un'avanzata del bosco che però comincia anche a servire a qualcosa,
01:04perché bisogna dire che i romani, i grandi gestori dell'agricoltura,
01:08però quello che loro chiamavano il saltus, cioè la montagna, il bosco, non sapevano cosa farsene.
01:13I barbari invece ci fanno un sacco di cose, prima di tutto ci allevano i maiali,
01:17che per loro sono fondamentali, hanno inventato la salsiccia a quel punto.
01:22Però il bosco entra anche proprio a far parte un po' dell'immaginario collettivo in senso negativo,
01:28nel senso che c'è chi dice che tutto quell'immaginario del bosco che poi viene fuori nelle fiabe,
01:34il bosco dove si perde il pollicino, il cappuccetto rosso, il lupo, la casetta della strega nel bosco.
01:40Questa cosa, secondo qualcuno, nasce proprio quando il bosco davvero tende a essere preponderante.
01:46Però poi nel corso del Medioevo le cose cambiano, perché nel corso del Medioevo la popolazione ricomincia a crescere
01:52e alla fine cresce davvero tanto.
01:55Ovviamente il bosco è sempre fondamentale perché, a parte i famosi maiali che ci stanno sempre a mangiare le ghiande,
02:01ma poi noi non ci rendiamo forse più conto di quanto il legno fosse del tutto vitale.
02:07Era il materiale da costruzione di qualunque cosa.
02:12Di qualunque cosa, anche di qualunque oggetto, ma noi ci immaginiamo i piatti, i bicchieri,
02:17sì i ricchi avevano i bicchieri di vetro, ma se no tutta roba di legno.
02:21E poi naturalmente il riscaldamento.
02:23Il riscaldamento non si poteva, non si poteva, non avevano ancora il carbone,
02:26sì facevano il carbone di legna per l'appunto.
02:30La miseria voleva dire essere ridotti a pane, vino perché senza vino non si viveva e legna.
02:36Quelle tre cose lì erano indispensabili, anche i più miserabili le avevano.
02:40Quindi senza bosco non si poteva stare.
02:43E quindi diciamo c'è un avanzamento delle foreste,
02:47però queste foreste forse diventano anche appunto un mezzo di sostentamento,
02:51perché a differenza dei romani che sapevano perfettamente come produrre alimenti e beni
02:59dalle aree agricole, forse i cosiddetti barbari avevano un pochettino più di mestichezza con le selve.
03:07Sì, sì, anzi secondo qualcuno mangiavano anche meglio dei romani,
03:10però questo è qualcosa che ti puoi permettere quando siamo appunto in pochi.
03:14Man mano che dopo il 1000 la popolazione aumenta,
03:17tu se devi mantenere della gente devi seminare cereali, non puoi fare nient'altro.
03:23Quindi in realtà dopo il 1000 c'è un enorme movimento di abbattimento dei boschi,
03:28sostituiti dalle coltivazioni.
03:29E per un po' va benissimo, sono tutti contentissimi, si allarga, si cresce,
03:33girano anche molti più soldi. Nasce in realtà una civiltà straordinaria,
03:37quella europea del 200, del 300, la civiltà dei grandi cantieri,
03:41delle grandi cattedrali, delle grandi opere letterarie,
03:45delle crociate che non saranno una cosa tanto bella,
03:47però vuol dire che l'Occidente è di nuovo molto forte,
03:50in grado di espandersi.
03:53Però arriva il momento in cui scoprono che stanno buttando giù troppi boschi.
03:57Le prime misure di tutela dei boschi che capita di incontrare
04:02sono decisioni di governi magari locali, comunali,
04:06già nel 200, che dicono quel tale bosco basta tagliarlo,
04:12perché quel poco che è rimasto ci serve oggi.
04:15E questa è una cosa straordinaria, perché ci sono ancora oggi
04:18delle comunità, per esempio, fra in Trentino,
04:23la comunità del Gran Cansiglio, la comunità della Val di Fiemme,
04:27che gestiscono in maniera comunitaria i boschi
04:31sulla base di decreti e regolamenti che risalgono esattamente a quel periodo.
04:38Assolutamente sì, ce n'è anche uno qua in Piemonte, nel Vercellese,
04:41il Bosco della Partecipanza, che è un piccolo bosco,
04:44ma diversamente da quelli del Trentino, è un bosco di pianura,
04:48è un bosco planiziale, di latifoglie,
04:50che è credo uno dei pochissimi casi ancora nella pianura padana
04:54che sappiamo che è diventata.
04:55Quello è un vero bosco originario e si chiama della partecipanza
05:00proprio perché c'è una comunità di discendenti degli abitanti
05:03di quei luoghi del Medioevo che ancora hanno i diritti di taglio
05:07nel bosco gestito collettivamente.
05:09È una cosa molto bella e affascinante, il fatto che se c'è ancora
05:13qualche comunità reale che esiste, è sempre legata in qualche maniera
05:20alle aree naturali, al mondo del bosco, delle piante.
05:24Io così ad occhio conosco appunto queste comunità di gestione dei boschi
05:29che risalgono al Medioevo.
05:31Un altro esempio è in Sardegna, ci sono degli oliveti,
05:35ce n'è uno magnifico che si chiama l'oliveto di Sareina,
05:39Villa Massargia, che è un oliveto che risale, credo, al Medioevo,
05:44se non all'alto Medioevo.
05:46Se non all'adattura, sì sì, lo credo.
05:48Ma io ti posso dire che nel Medioevo, anche quando il potere è privatizzato
05:52nel senso del sistema delle signorie, il padrone del castello gestisce
05:56un potere locale che è suo, gli appartiene privatamente,
06:00si trasmette di padre e di figlio, però c'è sempre la consapevolezza
06:03che è un potere comunque pubblico, che il signore del castello gestisce
06:07il potere nell'interesse collettivo e tutti sanno che è lui che gestisce
06:12i boschi, i pascoli, le acque, perché quelle sono le risorse
06:17a cui tutti devono poter accedere e il potere le tutela,
06:21ma non sono sue, sono di tutti e i boschi sono sempre al primo posto.
06:25Questa è una cosa fondamentale.
06:26Poi che cosa accade?
06:27Cioè a un certo punto, per esempio la peste di Boccaccio,
06:30quella di cui parla Boccaccio, se 1346, 48.
06:34L'Italia è il 48, culmina sì.
06:38Leggo che riduce di un terzo la popolazione europea, è un dato vero intanto quello?
06:44È un'esagerazione? Cosa si sa?
06:47E per la serie non ne sappiamo niente, ma l'impressione è un po' quella.
06:50No, l'impressione è un po' quella.
06:52Quello che possiamo dire con certezza è che quell'epidemia lì è seguita da altre
06:56e che 50 anni dopo, a inizio 400, diventa possibile misurare
07:02e in tanti posti la popolazione si è dimezzata.
07:05Porche mi credi?
07:06Non li ha ammazzati tutti la prima epidemia, però capisci, ne arriva uno ogni 15 anni,
07:1010, 15, 20 anni ne arriva una.
07:13Dopodiché sì, quindi l'Europa del 400 è un'Europa di nuovo poco popolata,
07:18il che probabilmente ha voluto dire di nuovo un'espansione del bosco.
07:21È meno studiata però questa cosa, devo dire.
07:23Quello che è un po' studiato è la scomparsa di villaggi,
07:26cioè si vede che molti luoghi che erano abitati poi invece con l'arrivo della peste spariscono
07:32e si deve assolutamente supporre che il bosco torni a dominare.
07:36Poi peraltro il bosco, come dire, non ha mai smesso di andare avanti e indietro.
07:41No.
07:41Perché noi crediamo magari che nell'800 ci fossero chissà quanti boschi rispetto ad esso,
07:46invece nemmeno per idea.
07:48Nell'800 con la rivoluzione industriale i boschi vanno sparire
07:51e con la crescita di nuova di popolazione.
07:53Invece adesso vai in giro in montagna, nei boschi,
07:56e tutti i momenti incontri villaggi abbandonati, capanne, case abbandonate.
08:01Lì il bosco non c'era.
08:02Sono un po' preoccupato per quello che ci stai raccontando
08:05perché mi accorgo che quando c'è l'avanzata del bosco
08:09non è mai un grande segno per la nostra civiltà.
08:13E ora noi in Europa viviamo una grande avanzata delle foreste, dei boschi,
08:19grande, probabilmente di un'entità simile a quella di cui parlavamo prima
08:24della fine dell'impero romano.
08:25Sì, sì, sì.
08:26Naturalmente diciamo oggi non perché la popolazione è diminuita
08:29ma perché ci addensiamo nei grandi agglomerati.
08:31No, no, ma questo è sicuro.
08:33Cioè mentre diciamo in una visione ecologista comunemente condivise il bosco
08:36è una gran bella cosa e lo è.
08:38È vero.
08:39Però è vero che anche adesso appunto a me capita
08:41avrai a passeggio in montagna e ti imbatti nelle rovine di 4 o 5 case
08:46e pensi cent'anni fa lì ci vivevano famiglie, ci giocavano i bambini,
08:50ci allevavano il bestiame, tutti questi alberi non c'erano.
08:53Certo.
08:54Ed era bello anche quello e adesso invece noi non ci siamo più,
08:58lì ci sono solo le tue piante.
09:00Sì, che speriamo facciano del bene.

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