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  • 2 ore fa
Trascrizione
00:04Oggi in Italia circa 150.000 persone convivono con l'HIV. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità
00:12le nuove diagnosi restano stabili. Si è però arrestato il calo registrato fino al 2020. Le
00:18terapie oggi sono sempre più efficaci sia per chi vive con l'infezione sia per chi utilizza
00:23la profilassi preesposizione. Ma la vera sfida resta una, l'aderenza terapeutica, cioè la
00:29continuità nel seguire correttamente i trattamenti, fondamentale per garantirne l'efficacia.
00:35L'aderenza per quanto riguarda sia la prevenzione che il trattamento dell'infezione d'HIV è
00:41fondamentale. Noi abbiamo molte più conoscenze per quanto riguarda l'aderenza correlata al
00:48trattamento dell'infezione d'HIV e anche se la persona non è perfettamente aderente in termini
00:54per esempio di orario di assunzione o se casualmente per motivi personali salta una
01:01compressa non succede praticamente niente per quanto riguarda la replicazione virale. Quindi
01:08è così se invece lo stile di vita non permette una continuità terapeutica efficace. Per quanto
01:15riguarda invece la prevenzione sappiamo che la questione è molto più delicata perché la
01:20cosiddetta PrEP, la profilassi preesposizione, funziona se prima del contatto con il virus
01:26dell'HIV la persona ha una concentrazione di farmaco sufficiente. Le terapie innovative
01:33che sono le terapie che non dipendono dalla persona, cioè non devono essere assunte per
01:40bocca, sono altamente efficaci in entrambi i casi. Un tema, quello dell'aderenza, trattato
01:47in occasione della diciottesima edizione di ICAR, conferenza internazionale che a Catania
01:52ha riunito esperti da tutto il mondo.
01:54Nello studio Positive Perspective 3 che presento ad ICAR quest'anno andiamo a valutare l'esperienza
02:02delle persone che vivono con HIV non esclusivamente da un punto di vista del controllo virologico
02:08ma proprio dall'esperienza terapeutica in toto. Quello che è emerso è un importante disallineamento
02:13proprio tra questi due parametri. Infatti nonostante il 93% dei partecipanti riferisse
02:19una soppressione virologica, circa il 42% in realtà riportava un'aderenza che non era
02:26ottima. Il problema dell'aderenza a una terapia cronica che quindi si deve prendere tutti i
02:30giorni della vita non sia esclusivamente sulla base di dimenticanze ma proprio si percepisce
02:36un peso quotidiano che la terapia ha e una stanchezza che a lungo termine può determinare
02:41nelle persone che vivono con HIV e che devono prenderla in cronico e in questo le formulazioni
02:47long acting possono migliorare la continuità terapeutica.
02:50Le evidenze confermano il ruolo chiave delle terapie a lento rilascio nel migliorare l'aderenza
02:55come dimostra l'analisi presentata sulla Corte Italiana Pride che monitora l'uso della PrEP.
03:01La PrEP long acting nella Corte Pride che è la Corte Italiana multicentrica quindi il più
03:06grande osservatorio che abbiamo sulla PrEP in Italia è risultata fattibile e questo
03:12è già un dato importante perché i dati di real life non sono così comuni soprattutto
03:18in Europa. Ben tollerata perché gli effetti avversi sono stati bassi e le discontinuation
03:25connesse ai eventi avversi da farmaco sono una percentuale molto molto bassa sotto il 2%
03:31per ogni tipo di sintomo e soprattutto ha portato un miglioramento dell'aderenza in termini
03:39di giorni coperti da farmaco, risultato significativamente più alto negli utenti in long acting piuttosto
03:48che negli utenti in percorale.
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