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  • 6 ore fa
Trascrizione
00:00L'inchiesta è iniziata nell'estate del 2025. C'è da dire che ha avuto origine grazie alla sensibilità
00:10dei genitori di un ragazzo, risultato completamente strano poi ai fatti, che ha noi rappresentato
00:19che il figlio era stato avvicinato da alcuni coetanei che avevano a lui rappresentato la
00:26disponibilità di procurargli delle armi da sparo. A seguito di questa notizia naturalmente
00:32l'attività è iniziata con una pronta verifica da parte della DIGOS, la verifica che ha portato
00:41purtroppo a rivenire nella disponibilità di questo ragazzo, un fucile poi risultato essere
00:47perfettamente funzionante e alcune munizioni calibro 9. L'attività è stata implementata
00:55nei confronti di un altro ragazzo molto vicino al primo indagato e nel momento in cui sono
01:01emersi dati significativi, oltre che alla detenzione di armi e munizioni, ma anche in relazione
01:09alla diffusione e condivisione da parte dei ragazzi su alcuni social nel caso, in specie
01:17soprattutto di Whatsapp, di materiale, di contenuto suprematista o comunque di incitamento all'odio
01:24raziale, di istigazione all'odio raziale, l'attività è stata approfondita con successive
01:32attività perquisitive che hanno permesso di sequestrare tutti i dispositivi informatici in
01:38possesso ai due iniziali ragazzi indagati. L'analisi accurata di questi dispositivi ha permesso
01:45purtroppo di evidenziare attraverso alcune chat chiuse, soprattutto nel circuito Whatsapp,
01:54questi ragazzi veicolavano messaggi, cercando un accreditamento, cercando tra di loro un accreditamento,
02:02veicolavano messaggi incitanti all'odio raziale, al suprematismo di carattere raziale, religioso
02:10e quant'altro. E purtroppo, è disarmante ma è duro dirlo, la condivisione convinta anche di numerosi
02:17video di contenuto a carattere pedocornografico, considerando che si tratta di ragazzi che vedevano
02:23coinvolti addirittura dei neonati. La cosa che ha dato più fastidio a noi come investigatori,
02:34perché questa è un'indagine che non avremmo mai voluto fare, perché non avremmo voluto scoprire
02:38questa dura realtà, è che la partecipazione all'interno di queste chat non era una semplice
02:46partecipazione goliardica, ma era una partecipazione convinta, tant'è vero che in alcune di queste
02:51chat, una di queste, Partito Repubblicano Fascista, un nome emblematico, era soggetta all'approvazione
02:58da parte di chi già vi faceva parte, quindi era un vero e proprio rito per esservi inseriti
03:05e per potervi partecipare. La condivisione del contenuto era una condivisione certa, non
03:12era una semplice partecipazione.
03:15Cioè quindi facevano una specie di iniziazione per entrare in...
03:18No, non iniziazione, ma l'ingresso di un estraneo all'interno di queste chat doveva essere sottoposta
03:26all'approvazione di chi già vi faceva parte e soprattutto dei due maggiori responsabili,
03:33che sono i due soggetti indagati inizialmente, che sono emessi a essere i capofila dell'intera
03:41attività.
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