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  • 1 giorno fa
Non le capita spesso di raccontare la sua storia in pubblico. E forse è anche per questo che, allo Spazio Corriere del Salone Wafaa Amer si commuove più volte. Tra il pubblico ci sono molte ragazze con l’hijab, venute ad ascoltare una donna che, per loro, è già un punto di riferimento. Wafaa Amer ha 30 anni, è una delle climber più note in Italia e un’attivista che ha trasformato l’arrampicata in un percorso di libertà. Autrice di Io sono Wafaa (Solferino), è nata nel 1996 in un piccolo villaggio tra Il Cairo e Alessandria d’Egitto ma è arrivata in Piemonte quando aveva 9 anni. La passione per la roccia è nata a scuola. Poi, a 18 anni, la scelta più difficile: lasciare casa e trasferirsi a Finale Ligure per dedicarsi all’arrampicata. Intervistata da Francesca Angeleri di Corriere Torino, Amer si racconta: «Una parte della mia storia la racconto perché è una denuncia contro le istituzioni. Chiediamo a loro aiuto perché altrimenti a chi altri potremmo rivolgerci se abbiamo bisogno di una mano? Ma che non ci sono. Non ci sono stati e tuttora si fa fatica. Spero di aiutare ad arrivare una soluzione. Parlo delle istituzioni in Italia: è vero che sono egiziana ma vivo qui da quando sono bambina e mi sento di essere egiziana e italiana». (Federica Vivarelli) Il tema dell’identità torna subito, soprattutto quando parla della lingua, del quotidiano, del modo in cui viene percepita. «Io sogno in italiano. È folle quando per il colore della pelle ti guardano e ti dicono che non sei italiana - spiega la sportiva -. Non ti devo dire che sono italiana perché mi sento entrambe le cose ma è folle perché io vivo qui da un sacco di anni, pago le tasse come tutti voi, rispetto la legge. Eppure sono trattata diversa, è una denuncia alle istituzioni in questo senso». E conclude: «Il razzismo si vive ed esiste. Non è vero quando le persone dicono che non lo sono: dimostramelo con i fatti». (Federica VIvarelli)

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Trascrizione
00:00La denuncia contro le istituzioni, le istituzioni ai quali chiediamo aiuto perché altrimenti a chi chiediamo aiuto se abbiamo bisogno
00:09di una mano?
00:10E che non ci sono, non ci sono, non ci sono stati e tuttora si fa fatica.
00:17Quindi più che anche una denuncia è spero che questo libro forse arrivi anche a trovare una soluzione perché di
00:31base ci sono dei problemi, parlo dell'Italia perché io è vero che sono egiziana e vivo qui da quando
00:39sono bambina e mi sento di essere egiziana e italiana perché ho vissuto questa cultura piena.
00:47Perché è così, io sogno in italiano, se devo fare delle citazioni di scrittori cito degli scrittori italiani, è folle
00:59quando per il colore della tua pelle ti guardano e ti dicono sì ma tu non sei italiano, io non
01:07ti devo dire che sono italiana perché mi sento entrambe le cose, ma è folle perché io vivo qui da
01:13un sacco di anni,
01:15pago le tasse come tutti voi, rispetto la legge come tutti voi, non ho un trattamento diverso eppure sono trattata
01:21diversa.
01:22Quindi è una denuncia contro le istituzioni e un'altra cosa è anche il razzismo che si vive e che
01:28esiste e che non è vero quando le persone dicono però io non sono razzista.
01:34Sì non sei razzista ma non bisogna, cioè è nel concreto che si vede se sei veramente poi razzista o
01:40no.
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