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  • 1 giorno fa
«Questo è il risultato delle campagne di odio anti musulmano», dice con voce ferma ma indignata il presidente della Comunità islamica bolognese Yassine Lafram, mentre con il cellulare riprende quello che questa mattina in via Pallavicini, mentre i più piccoli si divertivano giocando a pallone a pochi passi dall'ingresso della moschea Annur, una delle più grandi dell’Emilia-Romagna, i grandi si sono ritrovati davanti. «È un gesto vile, studiato per colpire una comunità religiosa davanti al proprio luogo di culto e nel giorno della preghiera comunitaria». Quasi tutti i cartelli stradali della via imbrattati con adesivi islamofobi, con slogan come “remigrazione”, “zona infestata” accompagnato dal disegno di un insetto su un monopattino mentre rovescia una bottiglia di birra a rendere tutto ancora più esplicito e offensivo, e “Allah snack bar”, anche qui con le immagini di alcuni insaccati di carne di maiale, «volutamente provocatorie e offensive nei confronti dei fedeli musulmani», osserva Lafram.

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Trascrizione
00:01Siamo davanti alla sede del centro di cultura islamica di Bologna, la moschè di Bologna di via Pallavicini, una delle
00:08più grandi dell'Emilia Romagna
00:11e stamattina ci siamo ritrovati questi cartelli, prima della preghiera del venerdì, questi adesivi che ritroviamo in quasi tutti i
00:24cartelli stradali della via
00:30ci sono anche altri adesivi con altre scritte, zona infestata, remigrazione, alla snack bar
00:38questo è il risultato delle campagne di odio, il risultato dei discorsi di odio anti-musulmano, le menti malate che
00:50ovviamente assorbono questi discorsi poi si sfogano in questo modo qua
01:00Grazie
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