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  • 1 giorno fa
Ogni barboncino veniva venduto dai 1800 a 2800 euro ma, secondo quanto emerso da un’indagine della Guardia di finanza di Pisa, i cani vivevano in condizioni di sovraffollamento e dentro strutture abusive pericolose.

Per questo un noto allevamento di Castelfranco di Sotto (Pisa) è stato sequestrato e i centouno cani sono stati ora affidati all’Enpa, l’ente protezione animali, e collocati in rifugi in Toscana, Umbria, Liguria e Piemonte. La titolare dell’allevamento, una donna originaria di Massa, 46 anni, è accusata di maltrattamento di animali e di abusi edilizi. I finanzieri e i tecnici della Asl, nel corso di un controllo, hanno trovato alcuni cani in precarie condizioni in strutture deteriorate e realizzate con elementi pericolosi come lamiere metalliche e reti sporgenti: un pastore dell’Anatolia e a un pastore del Caucaso avevano subito l’amputazione dei padiglioni auricolari mentre un cane aveva una vistosa ferita suturata provocata probabilmente da una lamiera.

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