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  • 1 giorno fa
La «nuova stagione» della serie ha lo stesso protagonista, Matteo Biffoni (Pd). Che ieri sera - 23 aprile - ha deciso di chiamare a raccolta la città per il lancio della sua terza corsa a sindaco di Prato.Al consigliere regionale tuttavia non è bastata la sala più grande della Camera di Commercio, che conteneva mezzo migliaio di persone (in prima fila Eugenio Giani): un centinaio di pratesi per questo sono rimasti fuori, così Matteo Biffoni si è prodotto in una corsa sfrenata per andare salutarli sulle note di «The power of love», citazione musicale non casuale: è la colonna sonora di «Ritorno al Futuro».Un futuro che secondo l’ex sindaco, qualora dovesse spuntarla tra un mese, sarà tuttavia diverso dai capitoli uno e due della sua  saga. «Per dieci anni abbiamo dato tutto, ma oggi non basta più», ha detto, indicando la necessità di una nuova fase per una città chiamata a misurarsi con un mondo «profondamente cambiato». Un contesto globale complesso, tra crisi economiche, tensioni internazionali e sfide ambientali, che impone – secondo Biffoni – risposte locali più ambiziose.
Al centro del programma, la transizione ecologica e il rilancio del distretto tessile, visto come protagonista di una nuova strategia europea. «Prato è già una Silicon Valley del tessile, ma dobbiamo crederci di più», ha sottolineato. Accanto a questo, un’attenzione forte ai giovani, con l’idea di introdurre uno «youth test» per valutare l’impatto delle politiche sulle nuove generazioni. Spazio anche all’innovazione, dall’intelligenza artificiale all’Hub del tessile, e ai temi sociali: casa e contrasto allo sfruttamento lavorativo, su cui il Comune rivendica un ruolo pionieristico. «Non cercheremo la strada più facile», ha concluso Biffoni. «La sfida è dare risposte concrete a problemi globali».

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