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  • 5 settimane fa
La guerra in Medioriente ha conseguenze anche sul settore enologico. Dallo stretto di Hormuz non passano solo gas e petrolio, spiega il presidente della Regione Veneto: «Abbiamo molti produttori che ci parlano di container fermi». Un grave danno a livello nazionale, ma anche per il Veneto, che esporta più di un quarto del totale italiano.Un ulteriore colpo a un comparto che era già stato messo in difficoltà con i dazi, ma che non perde la speranza. «C’è voglia di fare, innovazione, ricerca e un segnale positivo è dato dal numero sempre maggiore di giovani che si approcciano a questo mondo».

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Trascrizione
00:05Benvenuto al presidente Zaia, ritorna al Vinitaly, consueto successo, è cambiato qualcosa,
00:11l'anno scorso eravamo pieni di timori per le turbulenze geopolitiche che sono andate avanti,
00:17il Vinitaly però non sembra avere contraccolto. L'anno scorso eravamo i dazzi, come dico sempre
00:22io ogni Vinitaly ha la sua pena, quest'anno oltre ai dazzi ci abbiamo aggiunto purtroppo
00:27la tragedia della guerra. Direi che però qui c'è voglia di fare, c'è innovazione, c'è ricerca,
00:34si guarda il futuro con positività e direi che soprattutto mi fa ben sperare i tantissimi
00:39giovani che entrano in questo comparto e del resto l'innovazione la si vede.
00:43Gli echi della guerra però arrivano, arrivano sul comparto italiano, arrivano anche sul vino,
00:48stretto di Hormuz non è solo petroliere?
00:51Ma guardi, lei dice bene, noi abbiamo molti produttori che ci parlano di container asfermi,
00:56viviamo la guerra nella versione più light, mi permette di dire così, c'è chi la vive
01:03duramente sotto le bombe, poi c'è chi la vive nella versione non delle bombe che è quella
01:08dell'economia di guerra e la stiamo vivendo fino in fondo. Consideri che l'Italia è il primo
01:13paese al mondo per vini, esportiamo circa 7 miliardi e 700 milioni di euro e di questi
01:197,7 miliardi, 2 miliardi e 9 provengono dal Veneto, vuol dire che il 38% dell'export nazionale
01:24Veneto. Quindi noi qui siamo molto sensibili alle dinamiche internazionali, un mondo che
01:29è in guerra, un mondo che ha 60 focolai di guerra, un mondo che ci preoccupa soprattutto
01:33perché si parla sempre più di guerra e poco di pace.
01:37Hemingway diceva che la guerra è il luogo nel quale gli uomini peggiori mandano a morire
01:40gli uomini migliori, cerchiamo di investire negli uomini migliori.
01:44L'altra domanda che volevo fare è sulla questione Dazi che dicevamo l'anno scorso
01:50aveva impregnato tutti i temi del Vinitaly. Sembrava un'allarme rientrata, in realtà i
01:55Dazi sul prodotto finito stanno di nuovo incidendo tantissimo sugli esportatori italiani.
02:02La vicenda di Dazi è una vicenda che è assurda. Consideri che prima dei Dazi di Trump il mondo
02:08aveva trovato un suo equilibrio, un equilibrio di tranquillità dove tutti i nostri imprenditori
02:15anche a livello internazionale riuscivano a programmare. Trump è stato come un elefante
02:21in cristalleria, ha scombinato tutto, ha rotto un sacco di vasi. Oggi noi abbiamo dei Dazi
02:25che pesano moltissimo ma soprattutto non riusciamo a programmare. Le faccio un esempio.
02:30Siamo passati dal 50% dei Dazi sull'acciaio, e le parlo da una regione che produce tanto su
02:35quel fronte, ha dal 6 aprile questo 50% diventa Dazio sull'acciaio trasformato.
02:42Quindi vuol dire che prima la lamiera della vasca per i vini dell'autoclave aveva un
02:4750%, oggi c'è l'autoclave che ha il 50% di Dazi. Quindi non si riesce più a aver
02:52mercato e a programmare.
02:54Ultima domanda gliela chiedo da uomo navigato da politico, da persone che ha sempre
03:01guardato allo scenario con grande lucidità. Questo tipo di situazione vede un possibile
03:12ruolo dell'Italia o dell'Europa o siamo soltanto spettatori e ne subiamo le conseguenze?
03:21Qual è la sua percezione per il prossimo futuro?
03:23Io sono un europeista convintissimo e incallito, però questo modello d'Europa non funziona.
03:28pensi solo che noi abbiamo 450 milioni di abitanti, siamo il mercato più florido
03:33al mondo, più florido al mondo, gli Stati Uniti hanno 350 milioni di abitanti, tanto
03:39per dire. L'Europa o raggiunge una dimensione politica dove si confronta la pare con Stati
03:44Uniti, con Cina e con gli altri paesi o alla fine saremo sempre col complesso di inferiorità
03:50e fanalino di coda. L'Europa può approfittare di questa crisi per assumere una dimensione politica
03:55e una struttura che oggi non ha. Per l'Europa, per fare un esempio dell'immigrazione, pensa
04:01ancora che Lampedusa sia il confine italiano e non il confine europeo. L'Europa ancora oggi
04:06è sempre interviene da buona ultima nelle misure strutturali per l'economia. Stiamo
04:11parlando del patto di stabilità, ma sarà possibile che venga considerato questo momento
04:15un momento quasi ordinario per il quale non bisogna allentare il patto di stabilità?
04:19Io lo confronto veramente al Covid in questo momento, quindi direi che è fondamentale che
04:24l'Europa si dia una sveglia e si dia una mossa.
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