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  • 1 settimana fa
Milano, 10 apr. (askanews) - Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran tiene. Ma sullo Stretto di Hormuz le petroliere restano ferme. Dall'inizio della tregua sono passate appena due petroliere. Una era iraniana. Prima della guerra ne transitavano centoquaranta al giorno. Ora oltre duecentotrenta navi cariche di greggio aspettano all'ancora nel Golfo, senza poter uscire.

E questo succede anche se l'Iran ha perso la sua marina convenzionale sotto i colpi americani e israeliani. Ma i Pasdaran dispongono di una forza separata, il Corpo di Marina delle Guardie rivoluzionarie islamiche, costruita appositamente per questo scenario: droni, mine, barchini veloci, sottomarini tascabili. Mezzi piccoli, dispersi, difficili da neutralizzare tutti insieme. In un passaggio largo trentaquattro chilometri, incollato alla costa iraniana, bastano a bloccare il traffico mondiale senza bisogno di una flotta.

Scortare le petroliere, però, non è solo pericoloso. È un problema di numeri. Secondo gli analisti, proteggere convogli di cinque - dieci navi richiederebbe otto-dieci cacciatorpediniere per ogni transito - e riporterebbe il traffico al dieci per cento dei livelli prebellici. Gli Stati Uniti hanno circa cinquanta cacciatorpediniere operativi in tutto il mondo. Da qui la pressione di Trump su alleati e Nato per intervenire direttamente nello Stretto.

Il quadro diplomatico lo ha fotografato oggi il premier britannico Keir Starmer, di ritorno da una missione nel Golfo. "Ho parlato ieri sera con il presidente Trump e gli ho esposto il punto di vista della regione. Gli Stati del Golfo sono i vicini dell'Iran. Per questo - ha detto Starmer - se il cessate il fuoco deve reggere, e noi speriamo che regga, deve coinvolgere anche loro. Hanno posizioni molto nette sullo Stretto di Hormuz. E abbiamo trascorso gran parte della telefonata parlando del piano pratico che servirà per far tornare la navigazione attraverso lo stretto".

"Piano pratico" è una formula diplomatica. Ma implica una cosa precisa: che un piano, al momento, non esiste ancora. E attraverso Hormuz passa un quinto del petrolio mondiale.

Washington annuncia. Teheran condiziona. Il mercato aspetta. E la più grande potenza militare del mondo scopre che minacciare l'apocalisse è più semplice che tenere aperta una rotta commerciale.

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00:00Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran tiene, ma sullo stretto di Hormuz le petroliere
00:05restano ferme.
00:06Dall'inizio della tregua ne sono passate appena due, una era iraniana.
00:11Prima della guerra ne transitavano 140 al giorno, ora oltre 230 navi cariche di greggio
00:17aspettano l'ancora nel golfo, senza poter uscire.
00:20E questo succede anche se l'Iran ha perso la sua marina convenzionale sotto i colpi
00:25americani e israeliani.
00:26Ma i Pasdaran dispongono di una forza separata, il corpo di marina delle guardie rivoluzionari
00:31islamiche, costruita appositamente per questo scenario.
00:35Droni, mine, barchini veloci, sottomarini tascabili.
00:38Mezzi piccoli, dispersi, difficili da neutralizzare tutti assieme.
00:42In un passaggio largo 34 chilometri, incollato alla costa iraniana, bastano questi mezzi a
00:47bloccare il traffico mondiale senza bisogno di una flotta.
00:50Scortare le petroliere però non è solo pericoloso, è un problema di numeri.
00:55Secondo gli analisti, proteggere convogli di 5-10 navi richiederebbe da 8 a 10 caccia
01:01torpediniere per ogni transito e riporterebbe il traffico al 10% dei livelli preguerra.
01:06Gli Stati Uniti hanno circa 50 caccia torpediniere operativi in tutto il mondo.
01:10Da qui la pressione di Trump sui alleati è nato per intervenire direttamente nello stretto.
01:16Il quadro diplomatico l'ha fotografato oggi il premier britannico Keir Starmer, di ritorno
01:22da una missione nel Golfo.
01:26Ho parlato ieri sera con il presidente Trump e gli ho esposto il punto di vista della regione.
01:31Gli Stati del Golfo sono i vicini dell'Iran.
01:34Per questo se il cessate il fuoco deve reggere, e noi speriamo che regga, deve coinvolgere anche loro.
01:40Hanno posizioni molto nette sullo stretto di Hormuz e abbiamo trascorso gran parte della telefonata
01:46parlando del piano pratico che servirà per far tornare la navigazione attraverso lo stretto.
01:52Il piano pratico è una formula diplomatica, ma un piano al momento non esiste ancora
01:57e attraverso Hormuz passa un quinto del petrolio mondiale.
02:01Washington annuncia, Teheran condiziona, il mercato aspetta.
02:05E la più grande potenza militare del mondo scopre che minacciare l'apocalisse
02:09è più semplice che tenere aperta una rotta commerciale.
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