- 6 ore fa
Categoria
📺
TVTrascrizione
00:06Geopolitica, guerra e fine delle certezze globali. Il trampismo ha messo tutto in discussione nell'ultimo anno e mezzo dal
00:13diritto internazionale alla fiscalità internazionale.
00:17Come cambia la visione strategica sulla governance globale nella nuova era della frammentazione? È un piacere discuterne con il professor
00:26Pier Giorgio Valente, presidente della Global Tax Advisors Platform e di CFE Tax Advisors Europe. Grazie per essere con noi
00:34e benvenuto, professore.
00:36Grazie per l'invito, buonasera.
00:38Ricordo noto fiscalista e docente di Global Finance e AI presso l'Università Link. Professore, lei presiede due organizzazioni che
00:46rappresentano oltre 700.000 professionisti in Europa, Asia e Africa.
00:52Le imprese ormai navigano in un oceano di incertezza normativa, soprattutto sul piano della geotassazione. Quindi quali sono i punti
01:01fermi che restano in piedi nella nuova era della frammentazione?
01:06Innanzitutto, l'Europa oggi non sta scegliendo tra integrazione fiscale e ritorno alle sovranità nazionali. Sta facendo qualcosa di più
01:15sofisticato. Sta costruendo una fiscalità a doppio livello.
01:19Da una parte, l'Europa rafforza il coordinamento nei punti in cui la frammentazione diventa un rischio sistemico, in particolare
01:27per le imprese.
01:28E penso quindi alla lotta all'illusione, alla tassazione minima globale, allo scambio di informazioni, alla trasparenza, alla disciplina dei
01:35grandi gruppi multinazionali.
01:37Perché in una stagione che è caratterizzata da guerre, da tensioni commerciali e instabilità energetica, la competizione geoindustriale assume valenza
01:48decisiva.
01:48Ecco quindi che la fiscalità non è più materia soltanto tecnica, diventa elemento di sicurezza economica.
01:56Quindi gli Stati non stanno arretrando, in particolare gli Stati membri.
02:01Anzi, stanno usando sempre di più il fisco come leva strategica nazionale.
02:05Questo per attrarre investimenti, sostenere l'industria, accompagnare la transizione energetica, difendere le produzioni sensibili e proteggere la base imponibile.
02:14Questo ovviamente per le imprese.
02:17In altre parole, il tributo torna a essere uno strumento di politica industriale e di politica economica, ancorché in una
02:26forma di difesa.
02:27Ecco perché la vera traiettoria europea non è almeno oggi quella di un federalismo fiscale pieno, ma piuttosto di una
02:35sovranità fiscale composita.
02:37Che è, peraltro, la fiscalità, la sovranità composita che si verifica da molti anni all'esterno dell'Unione Europea in
02:46ambito internazionale.
02:48Il dibattito sulla fiscalità si inserisce proprio in Europa in un momento che vede il mondo diviso fra affronti contrapposti.
02:56Con Trump c'è meno cooperazione, più competizione e soprattutto più sfide tecnologiche da affrontare.
03:05Quindi con quale orientamento la fiscalità europea può muoversi verso una maggiore integrazione, piuttosto che verso un utilizzo più strategico
03:16delle leve nazionali?
03:18Io direi che lo spazio per una fiscalità davvero neutrale si sta riducendo assai.
03:25Quando la geopolitica entra nell'economia reale il fisco non può più limitarsi a essere un meccanismo tecnico di prelievo.
03:33Diventa uno strumento con il quale si orientano sicurezza, difesa, industria, energia e autonomia strategica.
03:41Quindi è la direzione che emerge da un nuovo quadro europeo che è ormai in vigore da almeno un anno
03:50e lega la disciplina fiscale, le riforme e gli investimenti anche in settori strategici.
03:55Questo è il famoso pacchetto REARM Europe Readiness 2030.
04:02Qui la Commissione ha previsto la possibilità di attivare una sorta di clausola di escape, di national escape, per la
04:11spesa in difesa, fino al massimo dell'1,5% del PIL.
04:17Parallelamente però Bruxelles ha raccomandato anche incentivi fiscali che siano mirati, per esempio come gli ammortamenti accelerati, i crediti d
04:26'imposta, per sostenere una transizione industriale pulita.
04:32Da qui la neutralità fiscale assoluta appartiene sempre più al passato.
04:37Oggi serve una fiscalità selettiva ma che sia governata.
04:42Quindi questo ci pongono le sfide soprattutto degli Stati Uniti.
04:47Un governo della variabile fiscale, non di un fisco arbitrario ma di un fisco strategico,
04:52con regole europee che siano per definizioni comuni, che siano coordinati e che quindi ci sia un'attenzione alla coerenza
05:01degli istituti che vengono approvati da ogni singolo paese.
05:08Quindi in una fase storica come questa il punto non è più avere imposte neutrali ma avere una fiscalità capace
05:15di difendere l'Europa senza deformare il mercato interno.
05:21È un po' come dire che se la sicurezza diventa un costo permanente la neutralità fiscale è come se fosse
05:27un lusso, un lusso teorico.
05:30Da qui la necessità di lavorare per ragionare su di un grado di sovranità possibile e nel quale il patto
05:40di stabilità non possa vacillare ogni volta che la storia presenta un conto.
05:44In questo momento la storia, a differenza del periodo del Covid, presenta un conto della difesa.
05:51E quindi il fisco non è più innocente per certi versi, deve entrare anche il fisco in campo perché ogni
05:59imposta oggi protegge, orienta, espone.
06:02E espone una potenza o rallenta un'altra potenza.
06:07E quindi la sfida europea oggi, la forza degli stati europei oggi in un'ottica di visione coordinata non è
06:15scegliere tra rigore e strategia ma trasformare il rigore in una vera forza geopolitica.
06:23Con la geopolitica abbiamo visto una nuova crisi, la crisi del Medio Oriente, entrare di nuovo dalla porta principale nell
06:33'economia reale.
06:34Quindi tutto questo mette in discussione proprio il patto di stabilità a cui le faceva riferimento.
06:39L'Italia spinge in questa direzione per uno stop al patto, mentre l'Europa deve finanziare necessariamente più difesa e
06:48anche più sicurezza.
06:49Quindi che margini ci sono per l'autonomia strategica europea in questo nuovo contesto che comunque ribalta in un certo
06:57senso anche le prospettive delle politiche fiscali?
07:01Sì certo, noi siamo in una situazione in cui la governance fiscale va vista a livello globale, ma più di
07:08190 stati si muovono comunque a livello nazionale.
07:13Da qui la necessità di un coordinamento, quello che anni fa veniva definito come il coordinamento minimo, ma oggi mi
07:20viene da dire è un coordinamento globale necessario affinché la governance fiscale internazionale non vada in frantumi.
07:30Io non direi che la governance fiscale internazionale sia in frantumi, sta reggendo, ma in una forma sempre più contratta,
07:38sempre più negoziata o se vogliamo in una forma più globale.
07:42Quindi è importante per l'Europa non percepire se stessa come essere davanti a un crollo improvviso dell'ordine fiscale
07:52globale.
07:52Talvolta si ha questa sensazione di essere davanti alla fine di una pretesa di linearità, di una pretesa di continuo
08:00sviluppo.
08:00Non credo che questo sia il caso. È necessario però in ambito europeo affrontare l'idea di una convergenza ordinata
08:09e progressiva.
08:11E questo appare oggi molto più debole di quanto apparisse pochi anni fa.
08:16Il ritorno del trumpismo economico è inciso profondamente.
08:20Soprattutto c'è una data importante, il 20 gennaio del 2025, quando la Casa Bianca ha affermato che il Global
08:27Tax Deal dell'Ocse non ha forza né effetto nei confronti degli Stati Uniti senza un atto del Congresso.
08:35Questo è stato un momento importante in cui una visione unilaterale molto forte si è contrapposta ad una visione multilaterale,
08:45di coordinamento multilaterale, che da molti anni veniva perseguita.
08:50Questo è un fatto politico prima che tecnico.
08:53Se la maggiore potenza economica non accetta un sistema e ritiene di non essere pienamente inglobata nel modello comune, ecco
09:02quindi che l'Europa per definizione è più debole.
09:05Da qui emergono le frammentazioni.
09:07Ecco, queste frammentazioni fanno sì che la percezione debba essere quella che il sistema non è saltato ma va riadattato,
09:18va ripensato e rianalizzato.
09:20Quindi provo a riassumere quanto lei ci ha spiegato adesso e cioè con il trumpismo economico imperante c'è un
09:29cambio di scenario, tuttavia la governance fiscale internazionale regge l'onda d'urto.
09:35Ma a che fine ha fatto, professor Valente, a questo punto il multilateralismo fiscale in ambito Ocse?
09:43Il multilateralismo fiscale in ambito Ocse sta cambiando natura.
09:49Non credo sia affatto corretto dire che il multilateralismo fiscale in ambito Ocse è morto.
09:56Non è morto.
09:57Fino a pochi anni fa l'obiettivo era costruire una disciplina il più possibile uniforme.
10:02Oggi invece l'Ocse sta cercando soprattutto di tenere insieme un ordine fiscale globale che è di fatto sempre più
10:10asimmetrico.
10:12In una situazione di questo tipo la vera novità è che la Global Minimum Tax non è stata superata dai
10:20fatti, ma è stata corretta dai fatti.
10:24Cioè l'elemento geopolitico decisivo è stata proprio la posizione americana.
10:29Però occorre distinguere molto bene quelli che sono stati per l'Ocse e sono per l'Ocse i cosiddetti due
10:36pilastri.
10:37Il vero punto quindi non è stabilire se l'intero progetto sia crollato, cioè il progetto multilaterale sia crollato.
10:46Il punto è che ha retto dove chiedeva un minimo comune di imposizione.
10:52Questo ha retto ed è un tema estremamente rilevante, mentre ha rallentato dove prevedeva una ridistribuzione più incisiva della sovranità
11:02fiscale.
11:03Quindi è come dire, ogni Stato si è riappropriato della propria sovranità fiscale, mentre sul punto della minima imposizione e
11:13qui c'è stata sostanzialmente una condivisione.
11:17Ecco, questo è un po' l'ambivalenza del progetto.
11:20Quindi la formula finale è un po' questa, la Global Minimum Tax non solo è credibile, ma non lo è
11:29più come promessa di uniformità globale.
11:32Quello che soprattutto un certo tipo di mondo, quello orientato dalle NGOs, propugnava, cioè una uniformità globale improntata a eticità.
11:44Qui abbiamo una credibilità di una Global Minimum Tax come compromesso geopolitico regolato.
11:50Quindi abbiamo una visione equilibrata e la geopolitica fiscale porta al compromesso.
11:58Ecco quindi che si sta passando, è come dire, che si sta passando da un modello universale a un modello
12:03di coordinamento competitivo.
12:05Quindi coordinamento sì, ma di competizione, per evitare per certi versi fughe in avanti.
12:12Quindi il multilateralismo non muore quando manca l'accordo, ma muore quando una grande potenza accetta le regole solo fin
12:23quando coincido con i propri interessi.
12:25Ecco, la sovranità nazionale, se viene vista solo in funzione dei propri interessi, il multilateralismo si appanna.
12:37Quindi in sintesi mi verrebbe da dire che oggi l'Ocse non può governare un ordine perfetto.
12:43Non c'è un ordine perfetto di natura di regista.
12:47Amministra una sorta di tregua instabile tra stati fiscali, tra i sistemi fiscali.
12:52E i sistemi fiscali non vogliono obbedire al centro.
12:55Quindi ove l'Ocse si ponga in una visione di regista, io credo che non abbia oggi la possibilità di
13:03governarlo un sistema teorico perfetto.
13:06Nel momento in cui si ponga, come mi pare stia facendo, come centro di amministrazione di poli tra loro instabili,
13:16i poli tra loro che cercano tra di loro di trovare un punto di riferimento, ecco quindi che questo argomento
13:24può essere reinterpretato.
13:27E' come dire che quando la potenza, quando una visione di potenza entra nel diritto tributario,
13:34la regola globale sopravvive solo se impara la grammatica dell'eccezione,
13:38solo se si ammette che la sovranità fiscale di ogni singolo paese ha diritto,
13:45ma ha diritto in una visione che non può che essere di natura coordinata.
13:50Lei professore ha promosso in ambito europeo la carta sui diritti e doveri dei consulenti fiscali nell'era dell'intelligenza
13:57artificiale.
13:59In concreto, con l'intelligenza artificiale il fischio, il fisco diventa più efficiente o più potente?
14:07Per certi versi la risposta è entrambe le cose.
14:10L'intelligenza artificiale rende il fisco più efficiente, ma proprio per questo lo rende anche molto più potente.
14:16Se le amministrazioni fiscali usano l'intelligenza artificiale per migliorare i servizi,
14:22aumentare la governance, la compliance, prevenire le frodi e selezionare in modo più preciso i casi ad alto rischio,
14:30è chiaro che il fisco diventa al tempo stesso più efficiente e più potente.
14:35L'Ocse rileva che l'intelligenza artificiale da parte delle amministrazioni finanziarie
14:41è passata dal 9% nel 2016 al 69% nel 2023, con un ulteriore 24% in fase di
14:49implementazione
14:51e documenta che circa il 60% delle amministrazioni finanziarie
14:57è in grado di offrire una precompilata per molte dichiarazioni delle persone fisiche
15:02e quasi il 40% è capace di precompilare l'IVA, quindi è ovvio che questa è efficienza ed è
15:09potenza.
15:10Però va tenuto presente da qui il lavoro che abbiamo svolto e che lei ricordava in ambito CFE,
15:16questa efficienza non è mai neutrale.
15:18Se un fisco acquisisce capacità predittive, analisi massive di dati, rilevazione di anomalie
15:24e selezione automatizzata dei rischi, non accelera soltanto i processi, accresce il potere conoscitivo,
15:31selettivo e anche in prospettiva conformativo.
15:35Questo quindi impone una forte enfasi sulla privacy, sulla sicurezza e sull'uso affidabile
15:41dell'intelligenza artificiale stessa. Da qui la necessità di affermare alcuni principi
15:48che credo essere irrinunciabili. Il professionista è responsabile e non può rifugiarsi nell'algoritmo.
15:56Deve conoscere i limiti e i rischi del sistema e deve garantire al tempo stesso
16:00trasparenza verso i clienti e verso ogni forma di stakeholders.
16:05Deve proteggere i dati, la riservatezza e deve pretendere regole chiare.
16:09Ecco quindi sostanzialmente, se da un lato l'intelligenza artificiale sta rendendo il fisco
16:15più efficiente e più potente, dall'altro lato il problema non è avere un fisco intelligente,
16:21il problema è garantire che resti proporzionato.
16:24Quindi che ci sia un fisco proporzionato, che sia un fisco spiegabile, quindi comprensibile,
16:32che sia giusto eticamente e che sia soprattutto certo.
16:36Questo è un quadro che ritengo essere assolutamente fondamentale.
16:43Professor Pier Giorgio Valente, davvero grazie per queste analisi.
16:47La ringrazio e le auguro buon lavoro. A presto.
16:51Grazie, grazie davvero.
16:54Allora grazie per averci seguito.
16:57Vi lascio alla programmazione di Classi NBC. Arrivederci.
17:02Grazie.
Commenti