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00:05Ben ritrovati, senza accordo tra Stati Uniti e Iran con il blocco dello stretto di Ormuz.
00:13Che cosa significa tutto questo per l'economia e per i mercati?
00:17Il nostro approfondimento con Ugo Lözer, amministratore delegato di Arcafondi SGR.
00:22Ben ritrovato, grazie per essere con noi.
00:25Buonasera.
00:26Io partirei subito da quanto sta succedendo allo stretto di Ormuz.
00:31Chi vince e chi perde. Davide Lentini.
00:35Dopo il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, Donald Trump ha annunciato la chiusura totale dello stretto di
00:41Ormuz.
00:41A tutte le navi, anche quelle considerate amiche di Teheran, ha avvertito se l'Iran proverà a imporre un pedaggio
00:48scatteranno azioni.
00:50I dati di tracciamento marittimo, li vediamo, parlano chiaro.
00:53Lo stretto si è già svuotato. Guardate, tutta questa zona dove prima passavano le navi è completamente sgombra.
00:59C'è qualcosa lì, nelle nuove rotte. C'è infatti di più, perché l'Iran ha annunciato che ci sono
01:05le vecchie rotte completamente piene di mine.
01:08Le vedete? Questa è tutta l'area minata.
01:10Mentre su, dove vedevamo qualche puntino delle navi, sono le nuove rotte di navigazione, proprio quelle controllate dall'Iran.
01:19È un modo per forzare le navi a passare da lì, su questi nuovi corridoi, dentro le acque territoriali iraniane,
01:26dove l'Iran può imporre un pedaggio.
01:28Un aspetto che ha fatto ulteriormente infuriare Trump, pronto a mandare navi e droni per sbinare lo stretto di Ormuz.
01:35Come sappiamo i mercati stanno già reagendo a questo nuovo blocco, i prezzi di gas e petrolio pure, ma a
01:40questo punto la domanda che ci si fa è chi guadagna davvero da Ormuz chiuso.
01:44Su X il presidente del Parlamento iraniano, Galibaf, ha scritto godetevi i prezzi attuali della benzina, presto rimpiangerete i 4
01:52-5 dollari al gallone, immaginando ricadute pesanti anche per gli Stati Uniti.
01:57Ma la realtà potrebbe essere diversa, perché nel breve e medio periodo a guadagnarci saranno proprio gli Stati Uniti.
02:02Gas liquefatto e petrolio statunitense diventano alternative a quelli che non arriveranno più dal Golfo, per cui gli States registreranno
02:11più export di energia.
02:12E poi c'è un elemento chiave, l'elio, fondamentale nella catena di produzione per i microchip, come spiega Anas
02:18Alaji, managing partner di Energy Outlook Advisor.
02:2835% dell'elio che è importato da South Korea e Taiwan, che sono i maggiori produttori di simiconductore e
02:40di chip computer, che l'administrazione Trump vuole portare ai Stati Uniti.
02:45E dunque, come abbiamo sentito, senza elio, Corea del Sud e Taiwan rallenteranno la produzione a beneficio proprio degli Stati
02:53Uniti.
02:53E non finisce qui, perché i vantaggi per gli States arriveranno anche dai fertilizzanti.
02:57Già è successo, ma un ulteriore mancato approvvigionamento creerà problemi ancora ai paesi asiatici, ma anche all'Europa,
03:04per cui ci sarà più spazio per l'agricoltura americana e diminuirà la concorrenza da paesi come Indonesia e Malesia.
03:10L'effetto finale sarà un aumento dei costi di energia nel mondo, le catene produttive che andranno sotto pressione con
03:17gli Stati Uniti inevitabilmente più forti.
03:22Allora, Leser, questa è un po' la situazione, la fotografia di quanto potrebbe impattare la chiusura dello stretto di Ormuz.
03:33Abbiamo visto vincitori e vinti con tanti punti di domanda.
03:37Il primo è per l'Europa e poi cerchiamo di capire meglio il ruolo della Cina e della Russia.
03:43Partiamo dall'Europa. Io le faccio ascoltare la dichiarazione che è arrivata da Ursula von der Leyen.
03:49Quanto tutto questo impatta sulla bolletta energetica?
03:53Since the beginning of the conflict, 44 days ago, our bill for fossil fuel imports has increased by over 22
04:02billion euros.
04:0444 days, 22 billion euros, not a single molecule of energy in addition.
04:13Leser, quanto è preoccupante questa situazione di crisi?
04:16Negli ultimi anni ne abbiamo viste tante, dalla Covid all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.
04:24Che cosa c'è di diverso? Molti dicono che questa è davvero la guerra di Ormuz.
04:31La differenza rispetto alle altre crisi è che oggi l'aspettativa è che questa crisi non duri a lungo.
04:41E quindi sia una situazione temporanea, una posizione negoziale e i mercati hanno un certo nervosismo,
04:51ma non si sono di fatto mossi, non si sono mossi in maniera significativa.
04:57È chiaro che se noi dovessimo convivere con questa situazione per il lungo periodo,
05:02i mercati potrebbero chiaramente rivedere tutte le stime di crescita e le stime di inflazione
05:11e ritorneremo in una situazione come quella dell'inizio degli anni Ottanta,
05:15che ha comportato, ricordo, tassi a doppia cifra.
05:24È chiaro che non conviene a nessuno, è chiaro che quindi la razionalità prevarrà
05:33e i mercati sono di questo avviso.
05:37È altrettanto chiaro che nella misura in cui Ormuz venisse riaperto
05:43senza grandi conseguenze possiamo aspettarci un significativo rally
05:50nei mercati che possano ritornare tranquillamente alle posizioni di inizio anno
05:55da cui siamo partiti.
05:58Quindi oggi il mercato è in attesa, sta guardando razionalmente agli attori in gioco
06:06cosa conviene a uno, cosa conviene all'altro.
06:08All'Iran non conviene farsi distruggere,
06:12al resto del mondo non conviene interrompere i flussi di energia,
06:17gli Stati Uniti vanno incontro alle elezioni di midterm
06:21e non ci possono andare speranzosi con questa situazione.
06:26Quindi non è irrazionale quello che sta pensando il mercato.
06:32Le notizie chiaramente possono spostare il mercato da una parte o dall'altra.
06:39Intanto la dichiarazione è arrivata dal numero uno di Eni.
06:43Claudio Descalzi, un vero e proprio allarme,
06:46il fallimento dei negoziati ha detto rimette tutto in discussione.
06:51La crisi più grave degli ultimi 40 anni.
06:54Basso speso l'embargo europeo che scatterà sul gas liquefatto da gennaio 2027.
07:05A rischio 20 miliardi di metri cubi.
07:09Quindi serve il gas russo.
07:13Questo è un po' l'appello che arriva da Descalzi.
07:16A questo proposito volevo farle sentire anche quella che è l'analisi
07:22che arriva da Stefano Messina, presidente di Assarmatori.
07:26Si tratta di un blocco di fatto che c'è già oramai da qualche settimana.
07:33Il traffico marittimo è sostanzialmente bloccato, salvo eccezioni.
07:38Oggi esiste il pedaggio nel canale di Suez, nel canale di Panama.
07:43Noi armatori ad ogni passaggio paghiamo qualche centinaia di migliaia di euro.
07:51È chiaro che questo, se ha un costo, è un costo che tendenzialmente poi
07:57chi organizza il servizio di trasporto marittimo, quindi noi armatori,
08:01cercheremo necessariamente di ribaltarlo sulla merce.
08:05Quindi ineludibilmente andrà nei confronti del consumatore.
08:09Quello che non è chiaro in questo momento, Leuser, è quella che è davvero la nuova geografia.
08:17Io le chiedo se in qualche modo sospendere il bando che dovrebbe scattare
08:22dal 1 gennaio 2027 sul GNL che arriva dalla Russia può essere una soluzione.
08:30E a catena che cosa potrebbe comportare?
08:35Chiaramente la Russia e la Cina sono da un lato i grandi vincitori di questo scontro,
08:44dall'altro possono essere anche i perdenti.
08:49Credo che ad oggi noi non abbiamo l'evidenza della necessità di riaprire al gas russo,
08:58con tutte le implicazioni geopolitiche che ne derivano.
09:02Dubito che dovessimo ritardare, ce lo negherebbero.
09:10Quindi è un'opzione che abbiamo lì, che oggi probabilmente non ha senso attivare.
09:20Abbiamo lunghi mesi davanti in cui chiaramente avremo
09:28avremo degli sviluppi che, come ho detto, sono l'interesse di tutti
09:33e quindi precipitarsi ad aprire il gas russo oggi
09:36non mi sembra un'opzione particolarmente lungimirante.
09:42Leuser, io la ringrazio davvero per essere stato con noi,
09:46per averci aiutato a commentare, ad analizzare lo scenario che stiamo raccontando.
09:52Grazie davvero alla prossima occasione.
09:54Grazie mille, grazie.
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