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Trascrizione
00:06Benvenuti a 5 giorni sui mercati. Tregua fragile in Medio Oriente, stretto di Hormuz, ancora sotto scacco e quotazioni del
00:13petrolio ancora in tensione.
00:15Dunque i mercati finanziari hanno reagito mostrando una tenuta sorprendente dopo gli sviluppi di aprile con un deciso recupero in
00:22vista dei negoziati in Pakistan tra Iran e Stati Uniti.
00:25Tuttavia le prospettive dell'economia mondiale restano in balia di uno shock che il Fondo Monetario definisce ampio, globale e
00:33assimmetrico.
00:34Sul piano delle politiche fiscali e monetarie le ultime valutazioni dell'Ocse hanno già fornito un quadro di riferimento molto
00:42preciso sugli scenari dell'Italia e dell'Europa.
00:45Facciamo allora il punto collegandoci proprio con il quartier generale dell'Ocse a Parigi.
00:51È un grande onore avere con noi il Chief Economist Stefano Scarpetta da aprile nel ruolo di responsabile del Dipartimento
00:58di Economia dell'Ocse.
00:59Benvenuto e grazie della sua partecipazione.
01:03Grazie, buongiorno a voi.
01:04Professore Scarpetta, ben trovato nell'Economic Outlook che avete appena presentato a fine marzo.
01:10L'Ocse parla esplicitamente di test di resilienza per l'economia globale.
01:16Le faccio una prima domanda diretta.
01:18Quanto è solida questa resilienza?
01:22In realtà l'economia globale ha mostrato una notevole resilienza.
01:27Se non fosse stato per la crisi energetica che stiamo vivendo avremmo rivisto a rialzo le prospettive di crescita a
01:33livello globale dello 0,3% rispetto alle previsioni che abbiamo fatto a dicembre.
01:39Ovviamente con la crisi energetica che stiamo vivendo questo aumento nella crescita globale è stato completamente eliminato
01:46e prevediamo adesso una crescita nel 2026 del 2,9% a livello globale e del 3% nel 2027.
01:55Quindi purtroppo questa crisi energetica che ovviamente ha dei costi molto grandi anche per le popolazioni che sono colpite
02:01ha anche degli effetti molto significativi per tutta l'economia globale.
02:06Quindi siamo davanti a una resilienza che possiamo definire strutturale o solo a una capacità temporanea di assorbire lo shock
02:16shock sempre più frequenti in realtà?
02:20Come lei dice, viviamo una serie di shock che sono frequenti perché dal punto della crisi finanziaria globale
02:26in poi la nostra economia a livello globale ha subito degli shock e devo dire che anche la risposta delle
02:32politiche
02:32ha permesso di in qualche modo rafforzare la resilienza delle nostre economie.
02:37Allo stesso tempo stiamo vivendo una grande trasformazione tecnologica con l'intelligenza artificiale
02:41e questo sicuramente crea dei potenziali per una crescita che sia più solida e più forte rispetto a quella che
02:48abbiamo visto negli anni passati.
02:51Parlando di geopolitica, soprattutto di impatto su energia e inflazione,
02:57professore il vero stress test è proprio questo.
03:00Quindi il conflitto in Medio Oriente ha già cambiato lo scenario di crescita e inflazione globale
03:06secondo le previsioni che vengono riviste continuamente.
03:10Qual è il canale di trasmissione più pericoloso a suo giudizio in questa fase?
03:15Energia, inflazione o mercati finanziari?
03:20Questa è un'ottima domanda.
03:22Credo che nel breve periodo quello che ci preoccupa di più ovviamente è l'aumento dei prezzi dell'energia.
03:28Però devo dire che anche il secondo meccanismo di trasmissione, cioè quello sui rischi inflazionistici
03:34e poi anche sui possibili effetti sui mercati finanziari, sono anch'essi importanti.
03:39Una cosa preoccupante ovviamente è il fatto che non soltanto abbiamo visto la chiusura dello stretto di Ormoz
03:45e speriamo che adesso la tregua permetta di riaprire lo stretto di Ormoz,
03:50ma anche il fatto che alcune delle infrastrutture, sia gasiere sia quelle del petrolio, sono state danneggiate.
03:56Quindi questo probabilmente richiederà del tempo perché possano essere in qualche modo riparate.
04:01Ovviamente occorre assolutamente mantenere le aspettative di inflazionisti e di medio periodo ben ancorate
04:07per evitare che ci siano degli effetti inflazionistici di lungo periodo.
04:12E i mercati finanziari si stanno già aggiustando ovviamente in un contesto di grande incertezza.
04:17C'è un possibile rischio di un riprezzamento a livello globale e sicuramente in alcuni ambiti
04:23come quello legato alla tecnologia e anche legato all'intelligenza artificiale
04:26abbiamo delle valutazioni degli stock che sono particolarmente elevati.
04:32Quindi direi che sono tutti e tre i possibili fonti di rischio.
04:35Nel breve periodo ovviamente è quello del prezzo dell'energia.
04:39Quindi il rischio è legato al prezzo del petrolio che viene monitorato costantemente.
04:44Però c'è anche questo problema del disancoraggio delle aspettative da tenere sotto controllo.
04:50Quanto è alto il rischio che l'energia resti elevata più a lungo del previsto?
04:58È ovviamente una domanda cruciale.
05:00Dipende molto appunto dalla tregua che stiamo vivendo in questo periodo
05:05da quanto questo poi si trasferisce in qualche modo nella riapertura effettiva dello stretto di Hormuz
05:10nei danni che sono stati in qualche modo generati come dicevo appunto sulle infrastrutture.
05:15Quindi non soltanto il livello ma anche per quanto tempo i prezzi di energia rimarranno ai livelli più elevati che
05:22vediamo.
05:23Noi in realtà nel interim economic outlook abbiamo anche presentato uno scenario diciamo così più pessimista.
05:30Uno scenario che non è coerente con i dati che abbiamo oggi ma che potrebbe in qualche modo realizzarsi.
05:36Abbiamo assunto per esempio che il prezzo del petrolio raggiunga 135 dollari al barile
05:41e che rimanga elevato per il periodo più lungo rispetto a quello che abbiamo previsto nelle previsioni di base.
05:48Tutto questo potrebbe portare a in qualche modo una riduzione ulteriore della crescita a livello globale
05:54di mezzo punto percentuale nel 2027 e un aumento ulteriore dell'inflazione di quasi un punto percentuale,
06:01dello 0,9%.
06:02Ovviamente questo non è lo scenario centrale dell'Ocse ad oggi
06:06ma semplicemente un'indicazione che se questa crisi diventa più duratura
06:11e se i prezzi di energia rimanessero più elevati per un periodo più lungo
06:15ci sono dei rischi e ovviamente per la crescita economica e anche per le prospettive di inflazione.
06:21Quindi che cosa salta prima sostanzialmente?
06:25La crescita o la stabilità dei prezzi?
06:28Doviene mantenere assolutamente la stabilità dei prezzi,
06:31evitare che ci sia un disancoraggio in qualche modo delle aspettative di infrazione.
06:35Qui ovviamente le politiche monetarie giocano un ruolo molto importante
06:38in un equilibrio tra in qualche modo mantenere l'inflazione sotto controllo da un lato
06:44e dall'altro ovviamente cercare di non ridurre le prospettive di crescita economica.
06:48Bisogna lavorare anche molto sulla finanza pubblica.
06:52Spero che a tempo molto breve, all'inizio della settimana prossima,
06:55usciremo con il nostro Energy Tracker che misura un po' le misure di risposta
06:59che i paesi hanno messo in campo per sostenere i consumatori e sostenere le imprese
07:03di fronte a questo aumento molto rapido e anche significativo dei prezzi dell'energia.
07:09Ovviamente le nostre raccomandazioni in questo senso sono molto chiare,
07:13bisogna evitare delle misure un po' a pioggia,
07:16ma piuttosto delle misure che siano mirate a quelle famiglie che sono più colpite,
07:20cioè le famiglie a basso reddito e quelle imprese che sono più colpite
07:24perché dipendono maggiormente dai prezzi dell'energia.
07:28Banche centrali e governi sono naturalmente in prima linea in questo momento
07:33nel monitorare la situazione, però cerchiamo di capire che cosa significa
07:39in termini di vigilanza e di possibile cambio di passo soprattutto delle politiche fiscali
07:44perché l'Ocse invita sia le banche centrali che i governi a una maggiore vigilanza
07:50è stare attenti ai conti pubblici.
07:52L'Italia però, come sappiamo, spinge per uno stop al patto di stabilità
07:57in questo periodo che viene definito dal governo difficilissimo per la congiuntura economica.
08:03È una strada percorribile a livello europeo?
08:07Credo che debba essere discussa a livello europeo.
08:09Le condizioni sono condizioni eccezionali che richiedono una riflessione
08:12a livello europeo anche sul patto di stabilità.
08:15Sappiamo che l'Italia ha fatto degli sforzi notevoli
08:18per rimettere i conti pubblici in ordine.
08:20Ovviamente adesso l'Italia, ma non solo l'Italia,
08:23affronta una nuova crisi e anche una nuova pressione sulla spesa pubblica.
08:27Ripeto, la cosa importante a mio avviso per tutti i paesi,
08:30non soltanto per l'Italia, è quello di sì intervenire
08:33per sostenere i consumatori e imprese,
08:36ma a mio avviso intervenire in maniera ammirata,
08:38con delle misure ancora una volta focalizzate su chi è più colpito
08:42da questo aumento dei prezzi e dell'energia,
08:44mantenere anche i segnali che vengono dai prezzi
08:47e quindi mantenere anche gli incentivi per una transizione energetica
08:51che riduca la dipendenza energetica di cui l'Italia è particolarmente esposta
08:55e ovviamente cercare di non interrompere quel processo di riforme strutturali
09:00che sono fondamentali ovviamente per rilanciare la crescita di medio e di lungo periodo.
09:06Per quanto riguarda invece le politiche monetarie,
09:10come può cambiare la funzione di reazione?
09:13In altri termini, oggi la vigilanza della BCE coincide necessariamente con tassi più alti?
09:23Già ne ha a vedere come evolve questa crisi,
09:26effettivamente l'impatto che avrà sull'inflazione,
09:28anche sulla core inflation e quindi ovviamente credo che la BCE ha detto chiaramente
09:32che sta monitorando l'evoluzione dei prezzi e dell'inflazione
09:35e che eventualmente interverrà nel caso in cui ce ne sia bisogno.
09:39Credo che questa vigilanza ha funzionato bene nel passato
09:41ed è sicuramente una cosa che ha permesso ad oggi, a mio avviso,
09:45a fare sì che le aspettative inflazionistiche siano ancora ancorate bene.
09:50Professor Scaspetta, veniamo all'Europa e all'Italia.
09:53L'Ocse vede una crescita per l'area euro molto debole nel 2026,
09:59penalizzata dai prezzi energetici.
10:01Almeno questo è emerso appunto nell'outlook di fine marzo.
10:06Quali sono quindi questi margini di manovra dei governi
10:09attraverso le misure di sostegno concrete per imprese e famiglie, a suo giudizio?
10:16Credo che possiamo sicuramente basarci su quella che è l'esperienza
10:20di una crisi energetica recente, quella del 22.
10:23All'inizio molti paesi sono intervenuti con delle misure
10:26sia sulle CISI sia sull'IVA.
10:30Sono misure generali che sono facili da introdurre
10:33e che hanno un impatto immediato sui prezzi potenzialmente,
10:36però ovviamente sono anche molto costose.
10:38Ed è per questo che forse anche prendendo spunto
10:41dalle lezioni che abbiamo potuto apprendere dalla crisi recente,
10:44bisognerebbe cercare di muoversi su quelle misure
10:46che mi rendo conto sono più difficili da mettere in campo,
10:49cioè delle misure mirate che vadano in qualche modo
10:51ad aiutare i consumatori più colpiti.
10:54Per le imprese mi rendo conto che è più difficile
10:56perché bisogna identificare quelle imprese che sono più esposte,
10:59questo è facile a livello settoriale per guardare i settori
11:02che sono più esposti al costo dell'energia,
11:04ma tra di loro soprattutto le piccole e medie imprese
11:07che hanno una liquidità inferiore e che quindi possono in qualche modo
11:11rispondere, reagire, sopportare questo aumento dei prezzi energetici
11:14con maggiore difficoltà.
11:15Penso anche al settore dell'agricoltura, le tante piccole e medie imprese
11:18nel settore dell'agricoltura.
11:20Cerchiamo di inquadrare meglio la capacità di reazione dell'Italia,
11:24un paese su cui l'Ocse esprime forte preoccupazione,
11:28tant'è che la stima sul PIL è stata rivista a ribasso
11:32sia per il 2026 che per il 2027,
11:35quindi un rischio che la crescita possa scendere sotto lo 0,5%
11:40se le tensioni dovessero persistere.
11:43Conferma questa view?
11:46Sì, in realtà appunto i dati pre-crisi ci avrebbero indicato
11:50in qualche modo un innalzamento delle previsioni di crescita per quest'anno,
11:54adesso siamo allo 0,4% nel 2026 e lo 0,6% nel 2027.
11:59Abbiamo dovuto rivedere a ribasso le previsioni di crescita
12:02proprio perché, come lei diceva,
12:04l'Italia è particolarmente esposta all'aumento dei prezzi dell'energia
12:08perché siamo dipendenti dalle fonti fossili
12:10più anche di altri paesi a livello europeo.
12:13Quindi molto dipenderà eventualmente dall'evoluzione dei mercati
12:18e dei prezzi e della durata di questa crisi energetica,
12:21ma sicuramente l'Italia è fortemente esposta
12:23a questa nuova crisi energetica.
12:26Quanto è concreto nel caso dell'Italia
12:29il rischio che lo shock attuale si propaghi sui consumi interni?
12:34Cioè freni i consumi al punto da portare l'economia
12:40verso una vera e propria stagnazione economica nel bienio?
12:45Ma forse è presto per dirlo.
12:47Non lo vediamo ancora nelle decisioni di consumo
12:50e spero anche in quelle di investimento.
12:53Dipenderà molto effettivamente dalla durata
12:55e dall'intensità di questa crisi.
12:57L'esposizione dell'Italia ai prezzi delle materie prime
13:01di origine fossile ovviamente è una fonte di preoccupazione.
13:05In un contesto come quello italiano
13:06in cui comunque le pressioni anche sulla spesa pubblica
13:10sono forti per l'invecchiamento della popolazione
13:12che è un altro fattore ovviamente molto importante
13:15ma anche la necessità di cogliere le opportunità
13:17mi permetta di dirlo delle nuove tecnologie
13:20tra cui anche l'intelligenza artificiale
13:21che offre delle grandi opportunità
13:23anche a un paese come il nostro
13:24ma che richiede ovviamente investimenti.
13:27I conti pubblici italiani sono notevolmente migliorati
13:31negli ultimi anni
13:32quindi l'Italia è in una posizione decisamente migliore
13:36rispetto ad altri paesi
13:37cito ad esempio la Francia, la Germania
13:40c'è però la necessità di aumentare la spesa per la difesa
13:44verso il 2,5% del PIL entro il 2028
13:48questo potrebbe aggiungere ulteriore pressione
13:51sui conti pubblici
13:52come bilanciare questi impegni strategici
13:56con la necessità di ridurre il debito?
14:00Ma questo è sicuramente un engagement
14:03che l'Italia ha fatto
14:05che devo ovviamente perseguire
14:06credo che effettivamente come lei diceva
14:08sono stati fatti notevoli progressi
14:10anche rispetto ad altri paesi europei
14:12sul cercare di rimettere i conti pubblici in ordine
14:15ovviamente a quello di cui parliamo
14:17sono spese che poi verranno in qualche modo
14:19diffuse negli anni a venire
14:21e bisogna effettivamente trovare un giusto equilibrio
14:24fra quelle che sono le pressioni a breve periodo
14:26come quella di fronteggiare questa crisi energetica attuale
14:29e quelle che sono più appunto
14:30dell'aumento della spesa per la difesa
14:32ma anche l'aumento della spesa in altri ambiti
14:36che sono fondamentali appunto
14:38per promuovere una crescita sostenibile
14:41ovviamente c'è molto da fare
14:42sulla efficienza della spesa pubblica
14:44rendere un sistema fiscale
14:46in cui ci sia una maggiore raccolta
14:49appunto anche del gettito fiscale
14:51rendere il sistema fiscale
14:52meno oneroso in qualche modo
14:54e ovviamente cosa che si è già fatto in Italia
14:57ridurre la pressione sul lavoro
14:59perché questo ovviamente scoraggia l'occupazione
15:02soprattutto in alcune fasce come quella dei giovani
15:04vorrei citare il rapporto
15:06che in qualità di Chief Economist dell'Ox
15:10ha appena presentato a Parigi
15:12i fondamenti per la crescita
15:14e la competitività nel 2026
15:17questa analisi
15:19vediamo la copertina
15:21la slide numero 2
15:22offre un'angolazione molto strutturale
15:24sull'Italia ad esempio
15:27spostando il focus
15:28da quanto cresciamo quest'anno
15:31a perché non cresciamo abbastanza
15:33quindi le chiedo
15:35qual è il vero limite dell'Italia
15:36e la ricetta che proponete
15:40cioè se dovesse indicare
15:42una riforma prioritaria
15:45quale darebbe maggiore impulso
15:47alla crescita nel medio periodo?
15:52uno dei messaggi principali di questo rapporto
15:55è che non c'è una sola misura
15:57ambito di misure
15:58che in qualche modo può risolvere
16:00o può in qualche modo promuovere
16:02la crescita della produttività
16:03e la crescita economica
16:04nel medio e lungo periodo
16:06un messaggio di questo rapporto
16:07è che c'è bisogno di un insieme di misure
16:09che partano da quegli aspetti
16:11in cui un paese può essere
16:12in una situazione
16:12meno favorevole rispetto ad altre
16:15l'Italia come sappiamo bene
16:17sono decenni che vive
16:18con tassi di crescita
16:19della produttività molto bassi
16:21in realtà la crescita economica
16:22in Italia sarà tirata
16:23da un aumento dell'occupazione
16:25da livelli di partenza molto bassi
16:27abbiamo fatto del progresso
16:28ma sicuramente c'è molto da fare
16:30anche negli anni avvenire
16:31per promuovere un mercato del lavoro
16:33che permetta a tutti
16:34di avere più opportunità
16:35vi ricordo che il tasso di occupazione
16:38femminile è ancora molto basso
16:40molti punti percentuali
16:42di sotto anche della sola media europea
16:43abbiamo ancora un tasso di disoccupazione
16:46giovanile elevato
16:46e sicuramente c'è molto spazio
16:48per aumentare l'occupazione
16:49delle persone più senior
16:51però se dovessi scegliere
16:53un ambito di misura
16:54a parte la stabilità macroeconomica
16:56a mio avviso
16:56è una condizione fondamentale
16:58è sicuramente quello
16:59dell'investimento in capitale umano
17:01l'Italia purtroppo è indietro
17:03in tutti gli indicatori e gli studi
17:05che abbiamo
17:05dallo studio PISA
17:06anche allo studio
17:08sulle competenze degli adulti
17:09e quindi c'è tantissimo da fare
17:11investendo più e meglio
17:12a mio avviso
17:13nel sistema della formazione iniziale
17:15ma anche dando a tutti i lavoratori
17:17sul mercato del lavoro
17:18delle opportunità di riqualificazione
17:21questo a mio avviso
17:21è un po'
17:22la sfida principale
17:24per permettere
17:24a questa nuova tecnologia
17:26del digitale
17:27dell'intelligenza artificiale
17:29di effettivamente poter
17:30in qualche modo realizzare
17:32tutti i suoi potenzialità
17:33c'è bisogno di adottare
17:35questa tecnologia
17:36ma bisogna anche
17:36di accompagnarla
17:37con l'investimento
17:38nella formazione
17:40dei lavoratori
17:41per dare a tutti
17:41un minimo di competenze digitali
17:43per poter lavorare
17:44insieme a questa nuova tecnologia
17:46che ha grandi potenzialità
17:47ma che da sola
17:48potrebbe non effettivamente
17:50promuovere la produttività
17:52nel medio periodo
17:53quindi la leva
17:55della competitività
17:56si gioca sul capitale umano
17:57sugli investimenti
17:58per quanto riguarda
18:00l'intelligenza artificiale
18:02qual è l'impatto sociale
18:05di questa rivoluzione?
18:07è tutta da scoprire
18:09perché ovviamente
18:09è una tecnologia
18:10che sta evolvendo
18:11in maniera molto rapida
18:12noi abbiamo fatto
18:13un'indagine nel 2022
18:14sulle imprese
18:15del settore manifatturiero
18:17della finanza
18:17il risultato principale
18:19che ne emergeva
18:20era che a quel momento
18:21non vi era stato
18:22un effetto negativo
18:23sull'occupazione
18:24cioè le imprese
18:25non sostituivano
18:26lavoratori
18:26con intelligenza artificiale
18:28abbiamo fatto
18:29una seconda indagine
18:30nel 2024
18:31questa concentrata
18:32sull'utilizzo
18:33dell'intelligenza artificiale
18:34generativa
18:35nelle piccole e medie imprese
18:37con meno di 50 addetti
18:38il risultato è confermato
18:39anche in questo caso
18:41le imprese ancora
18:42non stanno sostituendo
18:43lavoratori
18:44con l'intelligenza artificiale
18:45in questo caso generativa
18:47l'altro dato interessante
18:48è che sia i datori di lavoro
18:50sia i lavoratori
18:51ci dicono
18:51che l'utilizzo
18:52dell'intelligenza artificiale
18:54migliora le performance
18:55dell'impresa
18:56questo forse
18:57non è sorprendente
18:58visto l'investimento
18:59che viene fatto
18:59ma anche potenzialmente
19:01un effetto positivo
19:02sulla qualità del lavoro
19:03nel senso che permette
19:04ai lavoratori
19:05di concentrarsi
19:06su quegli aspetti
19:07più interessanti
19:08del loro lavoro
19:09ciò non toglie
19:10che alcune professioni
19:11e alcune tipologie
19:12di lavoro
19:13all'interno di queste professioni
19:14potranno essere colpite
19:15come in tutte
19:16le rivoluzioni tecnologiche
19:17ma un punto fondamentale
19:19che emerge
19:19da queste indagini
19:21è che uno dei fattori
19:23che vincola le imprese
19:24all'utilizzo maggiore
19:25di questa tecnologia
19:26con significative potenzialità
19:28di promuovere
19:29la crescita dell'impresa
19:30è la mancanza
19:31di lavoratori
19:32con le competenze adeguate
19:33per lavorare insieme
19:35a questa tecnologia
19:35non parliamo
19:36di specialisti
19:37dell'intelligenza artificiale
19:39parliamo di persone
19:40che abbiano competenze
19:41digitali minime
19:42per poter interagire
19:43e essere completamente
19:44complementari
19:45con la tecnologia stessa
19:46fermiamo su queste considerazioni
19:49e speriamo di incontrarla
19:51nuovamente presto
19:52professor Stefano Scarpetta
19:54chief economist
19:55dell'Ocse
19:56molte grazie
19:57per averci concesso
19:59il suo tempo
20:00e grazie per
20:01quest'ampia intervista
20:02buon lavoro
20:04grazie
20:05grazie per avermi invitato
20:06grazie a lei
20:07grazie
20:08bene
20:09noi ci fermiamo
20:09qualche istante
20:10e riprendiamo
20:10dalle prospettive
20:11degli investitori
20:12grazie
20:14grazie
20:17grazie
20:18Grazie a tutti.
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