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  • 1 giorno fa
Tanta gente ma anche qualche momento di tensione per il comizio veronese del generale Roberto Vannacci ed il suo neonato partito, Futuro Nazionale. Non appena il generale ha cominciato a parlare, infatti, una decina di militanti di Tumulto Pride (attivisti per i diritti Lgbt+, guidati dal leader del Circolo Pink, Gianni Zardini) si sono piazzati proprio al centro della folla, estraendo anche un flauto “pacifista”.
Il generale ha ironizzato («bene che ci siano i flautisti») ma i suoi fans no: tra urla, fischi, insulti ed una marea d’imprecazioni hanno cercato il contatto fisico. Con grande calma e un’evidente professionalità, i carabinieri hanno però subito circondato i contestatori. (Video Sartori, testo Lillo Aldegheri)

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Trascrizione
00:00Perché non è che vengono fuori dal libro delle meraviglie, sono ideali che sono sempre esistiti
00:05a partire dalle virtù che sono state dimenticate, le virtù, abbiamo pure i suonatori di flauto,
00:14sono bellissimi i suonatori di flauto, guardateli, le virtù che sono al di fuori di quello che
00:21vogliono rappresentare questi signori sono il coraggio, la forza, la determinazione, la volontà
00:31di andare avanti, lo spirito di sacrificio. Signori, sono tutti valori che si sono persi.
00:36Oggi abbiamo una società che si basa o che si vorrebbe basare sui diritti, senza prendere
00:42in considerazione che dietro ogni diritto c'è un preciso dovere, senza il quale questo diritto
00:49non sarebbe possibile. Noi siamo quelli che vogliono una società basata sull'identità,
00:55noi siamo gli italiani, ci riconosciamo tra di noi, abbiamo una nostra lingua, un nostro
01:02modo di interpretare il vivere sociale, un modo di interfacciarci tra di noi, una nostra
01:09religione, una nostra cultura, una nostra civiltà, un nostro modo di esprimerci. Ed è per questo
01:15che siamo apprezzati in tutto il mondo, in tutto il mondo ci conoscono, in tutto il
01:21mondo ci apprezzano, non solo in base alle eccellenze che siamo in grado di esportare,
01:28ma in base alla cultura e alla civiltà che noi rappresentiamo.
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