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  • 3 minutes ago
“Le nuove tecnologie come gli smart glasses hanno già migliorato la vita delle persone con disabilità in generale e con disabilità visiva in particolare. Queste tecnologie sono, almeno per noi, il recupero di un piccolo frammento della vista che non c’è. Per quanto riguarda i regolamenti UE, dobbiamo stare molto attenti alla tutela dei diritti delle persone evitando che questa tutela possa diventare un freno, un limite. Nell’Unione Europea ci sono normative molto stringenti su questo aspetto, tanto che a volte si ha la sensazione che l'Europa stia rischiando di diventare un veicolo di distribuzione di tecnologie e non invece di progettazione di innovazione. La tecnologia deve essere fruita da tutti, soprattutto dalle persone che hanno maggiori difficoltà e potrebbero trarne maggiori benefici”. Lo ha dichiarato Mario Barbuto, presidente UICI, in occasione dell'incontro promosso da Adnkronos e Meta al Centro studi americani sul tema dell’innovazione tecnologica e della regolamentazione europea.

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Transcript
00:04Le nuove tecnologie hanno già migliorato la vita delle persone con disabilità in generale
00:14e con disabilità visiva in particolare. Si pensi solo per parlare di una tecnologia ormai
00:21pienamente acquisita, che cosa significa per una persona non vedente avere uno scanner
00:29per fare la scansione dei libri. Quando noi andavamo a scuola ci voleva un lettore umano
00:35che ci leggesse i libri. Oggi tutto questo non succede più. Con l'applicazione di intelligenza
00:42artificiale si raggiungono dei livelli mai immaginati prima, ad esempio la descrizione
00:52dettagliata delle immagini di un libro di scuola che o veniva omessa o veniva fatta in modo
01:02approssimativo. Questo solo per fare un esempio senza dimenticare le possibilità di muoversi
01:11autonomamente nella città, riconoscere i mezzi pubblici con i loro numeri, i loro percorsi,
01:20riconoscere i colori e quindi poter gestire anche la propria vita personale, avere ausili in casa
01:32che aiutino a sapere se le luci sono accese o spente. Ci sono diverse soluzioni ovviamente di
01:40occhiali intelligenti o smart glasses che dir si voglia. Quelli che io ho avuto modo di utilizzare
01:50e anche molte persone che conosco utilizzano già, hanno delle applicazioni che permettono davvero
01:58di recuperare quel frammento di vista. La descrizione di un ambiente, la possibilità di leggere il giornale
02:09che si ha in mano, il libro, la rivista che si riceve sul treno o sull'aereo, il biglietto da
02:17visita, con una grande
02:20facilità, la libertà delle mani e quindi i comandi vocali. Certo il software potrebbe avere, ottenere molti, molti
02:33miglioramenti ancora, ma diciamo che quella tecnologia è assolutamente sulla strada giusta, l'occhiale è davvero uno strumento
02:44indossabile, non invasivo e quindi di facile portabilità e credo che il prossimo futuro, lo spero oltre che crederlo,
02:55ci riserverà ulteriori sorprese e ulteriori soddisfazioni. Queste tecnologie sono, almeno per noi, il recupero di un piccolo
03:07frammento della vista che non c'è e a forza di tanti frammenti se ne recupera un bel po'. Dobbiamo
03:15stare molto attenti,
03:17certamente alla tutela dei diritti delle persone, ma evitando che questa tutela possa diventare un freno,
03:29un limite. In Europa ci sono normative molto stringenti su questo aspetto, tanto che a volte si ha la sensazione
03:40che l'Europa stia rischiando di diventare un veicolo di distribuzione di tecnologie e non invece di progettazione
03:51di innovazione. Abbiamo un'applicazione utilissima per le persone non vedenti e ipovedenti usata in tutto il mondo,
03:59si chiama Be My Eyes, ovviamente sei i miei occhi, questa applicazione nella versione europea ha delle
04:11limitazioni importanti dovute a problemi di riservatezza che invece le persone non vedenti negli Stati Uniti,
04:21in Australia e anche in Inghilterra, credo, non hanno. Ci si comincia a scontrare con il tema dei dati
04:29sensibili, della banca dati, delle dichiarazioni legate al possesso e all'uso di questi dati, che a volte davvero
04:39diventano un limite rispetto al quale noi utenti abbiamo il dovere di far notare la criticità, sollevare il problema
04:51e augurandoci che il decisore politico sappia cogliere queste tematiche e sappia offrire le soluzioni
05:03che tutti ci aspettiamo e che sono un nostro diritto, perché la tecnologia deve essere fruita da tutti,
05:10utilizzata da tutti, soprattutto dalle persone che hanno maggiori difficoltà e potrebbero trarre
05:16maggiori benefici dall'uso di questa tecnologia.
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