00:00Direttore, ricevere un premio, il premio nel nome di Emilio Lussu, un'ombra verticale come lo definiva Gian Paolo Panza.
00:10Sì, è un'emozione ed è una cosa che mi fa molto piacere proprio per la figura di Lussu.
00:19Sappiamo tutti ministro e intellettuale, ma soprattutto l'impegno nel partito d'azione,
00:26nel partito sardo d'azione, nel partito d'azione, cioè con la cultura che ha contato poco nella società politica,
00:33ma ha contato molto, potremmo dire, nella società morale, nella moralità della politica, nell'impegno civile
00:39e ha lasciato delle tracce molto più profonde di quanto i suoi protagonisti e i suoi dettatori abbiano pensato.
00:47Diceva Alessandro Galante Carone, il giorno della morte di Lussu, 50 anni fa, nel marzo del 1975,
00:53muore un uomo di cui l'Italia oggi avrebbe disperatamente bisogno.
00:58Uomini come Lussu, ma anche tanti altri uomini dell'antifascismo, della resistenza,
01:02ecco, sono uomini di cui l'Italia oggi avrebbe disperatamente bisogno.
01:05Non c'è dubbio, avrebbe bisogno di Ferruccio Parri, avrebbe bisogno di Galante Carone, di Bobbio.
01:11Il partito d'azione ha seminato intelligenza, ha seminato impegno civile, senso della Repubblica.
01:17È stato uno dei partiti più intransigenti all'epoca del referendum Repubblica-Monarchia.
01:23Infatti la Monarchia temeva il partito d'azione, la cui consistenza numerica era molto ridotta,
01:29ma l'influenza morale, l'influenza intellettuale contava parecchio.
01:35Il problema è che l'Italia di oggi forse non saprebbe cosa farsene,
01:38ne avrebbe bisogno e non saprebbe cosa farsene la cultura dominante oggi nel Paese.
01:44Le chiedo adesso del suo libro, La mumia di Lenin, ecco, lei affronta anche un mistero,
01:51il mistero della mumia di Lenin, lei conosce molto bene, ha conosciuto molto bene anche quel mondo,
01:57il mondo dell'Unione Sovietica.
01:59Sì, è un mondo che non c'è più, per cui quella mumia e quel monumento che sembrano zigurat
02:08è incongruo nel mondo di oggi, che cosa rappresenta?
02:12Ma l'abbiamo pensato tutti dopo la caduta dell'Unione Sovietica
02:16e sembrava che rimanesse sulla Piazza Rossa quasi per scheramanzia.
02:20Poi Putin ha spiegato che deve passare del tempo e non ha torto,
02:24perché ha detto che c'è ancora una generazione, ormai molto anziana,
02:28che però si riconosce in quel mondo, in quell'emblema, in quel simbolo.
02:32Quindi probabilmente bisogna aspettare che il tempo passi per dare al corpo di Lenin una sepoltura,
02:37come voleva la moglie, una diese da Krupp, che era uno dei cimiteri di Mosca, accanto a sua madre.
02:46Ma poi con l'avvento di Putin quel significato si è trovato,
02:51perché Putin non rimpiange certo il comunismo, l'ha spiegato apertamente,
02:55ha detto che il comunismo tarpa le ali allo sviluppo economico dei paesi.
03:00Lui è un conservatore, si definisce conservatore, noi potremmo dire un reazionario imperialista.
03:06Però Putin rimpiange la grandeur di quel mondo, l'autorità,
03:13e anche la costruzione materiale e territoriale intorno alla Russia,
03:17quell'anello di protezione.
03:19E quindi Lenin rappresenta quella dimensione imperiale,
03:23anche se Putin sembra riconoscerci più in Stalin che in Lenin,
03:27anche nella concezione della grande Russia.
03:30Stalin voleva che le repubbliche, che erano Transcaucasia, Ucraina e Bielorussia,
03:35entrassero dentro la Russia, nel disegno della grande Russia.
03:39Mentre Lenin, appoggiato da Trotsky, voleva che le repubbliche rimanessero indipendenti,
03:44collegate con la Russia.
03:45Putin sembra richiamarsi più alla memoria di Stalin che a quella di Lenin.
03:49Con le prospettive anche di questo conflitto tra la Russia e l'Ucraina,
03:54Putin sembra voler andare avanti nonostante i tentativi comunque di fermarlo,
04:00anche i tentativi di Trump e anche dell'Europa di fermare questo conflitto.
04:04Con una mano Lavrov, il ministro degli esteri, ripropone a Rubio una trattativa,
04:10ripropone di vedersi per prepararla, per preparare un negoziato.
04:14Con l'altra mano Putin sembra voler creare le condizioni per mettere Zelensky con le spalle al muro
04:20sul territorio con la guerra, con gli attacchi a Kiev e con gli attacchi nelle regioni conquistate
04:27per sfondare il fronte e arrivare a Zaporizia.
04:31Ma il punto è che sono partite anche delle nuove minacce ai paesi baltici,
04:40accusati di russofobia e accusati di aver aperto una strada alla Nato.
04:47E sono le stesse accuse che venivano fatte all'Ucraina prima dell'invasione.
04:51Quindi c'è molta attenzione in quei paesi e c'è attenzione in Polonia e in Finlandia.
04:57e in Svezia, che sarebbero il retroterra di un nuovo conflitto se mai si aprisse.
05:02Naturalmente tutti speriamo di no, quindi un negoziato sarebbe importante,
05:06ma ripeto ancora una volta, un negoziato per una pace giusta,
05:10perché la pace non è soltanto la fine del conflitto.
05:14La pace è la fine del conflitto più la creazione di un nuovo ordine.
05:18E noi non possiamo accettare per i nostri figli che il nuovo ordine dell'Europa
05:23venga fondato sul sopruso e sull'abuso.
05:26Quanto questo conflitto sta modificando o ha modificato gli equilibri del mondo?
05:32Siamo passati dall'ordine mondiale che teneva in piedi, in qualche modo, con molta ipocrisia,
05:38ma con una rete di garanzia che i nostri padri avevano costruito,
05:42creando organismi sovranazionali, corti internazionali, strumenti di regolazione e di contenimento dei conflitti.
05:49Tutto questo è andato in tilt. L'invasione dell'Ucraina e anche la guerra in Medio Oriente,
05:54la caratteristica di questa fase della guerra in Medio Oriente con quello che è accaduto a Gaza,
05:59tutto questo ha mandato in tilt e tutto questo sistema di garanzia che avevamo costruito.
06:05Noi lasciamo ai nostri figli un mondo molto più insicuro e pericoloso
06:09di quello che i nostri genitori hanno lasciato a noi, eppure loro venivano dalla guerra e dalla dittatura.
06:14Quindi è un fallimento di una generazione, la mia.
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