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Trascrizione
00:05La guerra in Iran domina la scena mondiale, mentre il Medio Oriente resta intrappolato
00:11su quattro fronti aperti. Azione militare, avvio di negoziati, diplomazie allargate e
00:16soprattutto il fronte Ormuz. Tutte le opzioni sono sul tavolo di Donald Trump. Tregua prolungata
00:22o escalation. Il Pentagono si prepara al peggio e il G7 prende atto delle pressioni americane.
00:29Cina e Russia si muovono nell'ombra. Facciamo il punto con l'ambasciatore Stefano Stefanini.
00:34È un grande onore averla con noi. Senior Fellow dell'Atlantic Council, Advisor dell'ISPI.
00:39Grazie e benvenuto.
00:41Sempre un piacere essere invitato. Buon pomeriggio.
00:44Grazie, ambasciatore. Ricordo una figura chiave nelle relazioni internazionali alla luce dei
00:48rapporti diplomatici intercorsi con Stati Uniti, Russia, Nato e ONU, dove ha svolto importanti
00:54incarichi. Allora, ambasciatore, partirei proprio dal cambio di scenario. Dopo un mese
01:01di guerra in Iran c'è un cambio di scenario, ma ancora nessuna svolta decisiva. Partiamo
01:07dall'ultima mossa di Donald Trump. Trump minaccia prima l'obliterazione, poi estende
01:15la tregua diplomatica fino al 6 aprile. L'Iran ha ancora in mano Ormuz e quindi mantiene
01:21la leva strategica sullo stretto. La domanda è questa. Verso quale direzione si sta muovendo
01:27a suo giudizio il conflitto?
01:29Allora, diciamo, non è tanto un cambio di scenario, nel senso che questo è il manuale
01:38Trump, passare da un ultimatum a una proposta di conciliazione e farlo anche in brevissimo
01:47tempo. La Trump ha trovato un osso duro per i suoi denti, perché l'Iran ha risposto sia
02:01alle minacce che alle proposte di negoziato con una linea molto coerente. Utilizzando l'arma
02:15dello stretto di Ormuz che gli dà un vantaggio pur nella netta inferiorità militare. L'Iran
02:24sta subendo dei danni militari e civili pesantissimi, però tiene gli Stati Uniti e purtroppo l'intera
02:34economia mondiale per la collottola perché blocca il traffico attraverso lo stretto di
02:43Ormuz. In queste condizioni mi sembra difficile che l'Iran accetti le condizioni poste dalla
03:01Trump e quindi o Trump farci indietro accontentandosi di meno pur di riavere la liberazione della
03:11navigazione per Ormuz o passerà all'escalation. E magari, come ha già fatto in passato, senza
03:21aspettare il termine dell'ultimatum.
03:23Quindi il quadro è in divenire. Intanto al G7 degli esteri in Francia c'è stato il
03:32primo faccia a faccia tra il segretario di Stato americano Rubio e gli alleati di Europa
03:37e Canada. Gli Stati Uniti cercano un supporto militare per un eventuale intervento volto ad
03:45aprire Ormuz. Quanta pressione reale possono esercitare gli americani sugli alleati europei?
03:53Ma quella a cui abbiamo assistito è purtroppo una fase della trasformazione del G7 in un
04:00G6 più uno. Perché sono, come lei ha detto, gli Stati Uniti che si confrontano con gli
04:06altri alleati europei, giapponesi e canadese. Gli Stati Uniti non si possono aspettare alcun
04:15aiuto degli alleati per la guerra all'Iran. Si possono aspettare, a seconda delle condizioni,
04:26un aiuto per la protezione, la messa in sicurezza, la scorta delle navi attraverso Ormuz. Questo
04:36può avvenire in due scenari. Uno scenario, che è quello chiaramente preferibile da parte
04:42degli europei, di un accordo tra gli Stati Uniti e l'Iran, se questi negoziati che dovrebbero
04:52tenersi il canale più probabile, sembra quello del Pakistan, e che arrivino a un accordo che
05:04consenta il transito su Ormuz. Probabilmente per rassicurare armatori sarà comunque necessaria
05:17una protezione. In questo caso sicuramente gli europei, canadesi, giapponesi, che sono colpiti
05:24quanto e più degli europei, sono disposti a offrirlo. Un secondo scenario è quello in cui
05:30non ci sia accordo, ma gli Stati Uniti e Israele, continuando l'interventa militare
05:38e con un escalation che richiederebbe l'impiego di truppe di terra, se non altro per uno sbarco
05:47sul versante israeliano dello stretto, siano in grado di neutralizzare la minaccia iraniana
05:58e quindi il traffico attraverso Ormuz riprende uno scenario di semiguerra.
06:06Dato che europei, giapponesi, ancora più degli europei, siamo veramente deficitari di energia
06:15a causa della chiusura dello stretto, possiamo immaginare che anche in queste condizioni siamo
06:22disposti a offrire un'aiuto agli Stati Uniti, ma ripeto, non per la guerra all'Iran, ma per
06:29la protezione del traffico attraverso Ormuz.
06:32Quindi questo sarebbe un duplice punto di caduta plausibile dal punto di vista dell'Europa.
06:40Ma vediamo anche come si sta muovendo Trump, soprattutto il Pentagono, perché starebbe valutando
06:47l'invio di altri soldati, si parla di ulteriori 10.000 soldati aggiuntivi, oltre ai 5.000 Marines
06:54già spediti.
06:56È una minaccia credibile questa, oppure un tentativo di creare una forzatura, una pressione
07:02negoziale per forzare il Teran ad accettare il piano di Trump per riaprire lo stretto?
07:10In stile Trump è tutte e due. Intanto chiaramente 5.000 Marines più 10.000 paraglottisti non
07:21invadono l'Iran, che è un paese di 90 milioni di abitanti, ma possono fare delle azioni
07:26molto mirate, occupare alcune postazioni sulla sponda iraniana di Ormuz, cercare di prendere
07:40l'isola di Karg. Sono sia una minaccia che la preparazione per un intervento, una minaccia
07:52per porre pressione sull'Iran e, ove questa pressione non abbia erito, una pianificazione
08:03di intervento. Il Pentagono, come sempre fanno i militari, non ha una propria strategia.
08:13Quello che fa, fa dei piani per offrire a chi prende decisioni a livello politico, in questo
08:21caso il Presidente Trump, le varie opzioni possibili. Con i 10.000 paraglottisti, più
08:29i 5.000 Marines, più le nuove navi, Trump adesso ha anche un'opzione, che per il momento
08:35non aveva, di un intervento mirato di terra.
08:41Quindi tutte le opzioni, dicevamo, sono sul tavolo. Per quanto riguarda Ormuz e l'isola
08:47di Karg. Questo è il cuore della strategia iraniana. Lei all'inizio lo spiegava, ma approfondiamo
08:55questo aspetto. L'Economist lo ha messo in prima pagina. L'isola di Karg e lo stretto
09:02di Ormuz sono in effetti i due pilastri della strategia economica e militare dell'Iran
09:08nell'attuale conflitto. Ambasciatore Stefanini, Teheran sta utilizzando Ormuz come vantaggio
09:15reale contro la superiorità militare americana e israeliana. Ma fino a quanto può reggere
09:22questo ricatto?
09:25Fino a che controlla il litorale, perché per quanti interventi dal cielo americani e israeliani
09:38possano fare, i mezzi per colpire il naviglio che attraversa Ormuz sono numerosissimi. Pensiamo
09:51alle mine, pensiamo ai droni, pensiamo ai barchini carichi di esplosivo. E non è un
09:59pericolo, probabilmente molti di questi mezzi nascosti in rifugi, in gallerie, semisotterranee.
10:08Per quanti interventi dal cielo gli Stati Uniti possano fare, non è un rischio che si può
10:14eliminare completamente. Aggiungerei che non è necessario all'Iran colpire tutte le navi
10:24che a un certo punto si mettono ad attraversare Ormuz. Ne basta una, specialmente se fosse una
10:30gasiera che è una bomba galleggiante, per far schizzare i noli alle stelle, il costo del
10:38petrolio alle stelle e quindi ottenere l'obiettivo che l'Iran sta perseguendo dall'inizio della
10:46guerra, che è di utilizzare Ormuz come una spada di Damocle pendente sulle forniture energetiche
10:56e sull'economia mondiale, avendo ben presente che c'è una spia determinante ai fini degli
11:04Stati Uniti che è il prezzo della benzina nelle stazioni di servizio dell'Ohio o della
11:12California.
11:14La cosa importante da tenere ancora presente è che Trump comunque ha minacciato e si dice
11:23pronto a colpire anche gli impianti energetici dell'Iran, se l'Iran non molla. Quindi pensa
11:30che questa linea rossa davvero è disposta a superarla dopo il 6 aprile?
11:36Quella sarebbe un'escalation enorme. Tra l'altro gli attacchi contro infrastrutture civili sono
11:46considerati dalle varie convenzioni di Ginevra un crimine di guerra. Per il momento preferisco
11:55considerarla come una minaccia, come tante minacce che fa Trump per mettere la controparte
12:03sotto pressione. Un attacco come quello configurato da Trump, per l'altro di obliterazione di questi
12:13impianti, significherebbe lasciare senza elettricità, senza acqua potabile 90 milioni di persone.
12:25non lo so, ma mi sembra difficile che gli Stati Uniti possano arrivare a un'iniziativa militare di
12:36questo genere che, ripeto, ai sensi di tutte le convenzioni, ripeteva ad esempio recentemente
12:43l'ex presidente americano Bill Clinton, è un crimine di guerra.
12:49Intanto ha tenuto aperta la via negoziale, anzi l'ha avviata inviando all'Iran, via
12:56Pakistan, un piano di 15 punti per chiudere la guerra. Su questo sta trattando l'inviato
13:03speciale in Medio Oriente, Steve Whitcoff, velatamente ottimista. L'Iran però insiste
13:08sovranità su Ormuz e quindi ha dettato le condizioni per Teheran, riconoscimento internazionale
13:15della sovranità iraniana sullo stretto. Come lei giustamente osserva le vie della diplomazia
13:22sono infinite, però le chiedo, ambasciatore, questa distanza è colmabile? Esiste una soluzione
13:28di mezzo?
13:30Sì, una soluzione di mezzo sono le due posizioni massimaliste, perché l'Iran sta chiedendo
13:36la sovranità iraniana su una via d'acqua internazionale. E fra l'altro questo creerebbe
13:42un precedente molto pericoloso per altri passaggi di questo genere, penso soprattutto in Asia,
13:52allo stretto di Malacca. La diplomazia si fa così, si parte da posizioni anche molto
14:01diverse e poi si negozia. Finora abbiamo assistito semplicemente a un negoziato così indiretto
14:10che semplicemente uno scambio di posizioni. Il momento in cui finalmente i due si cominciassero
14:23a parlare, che pure per interposta tramite un mediatore, dovrebbe essere i pakistani, si
14:30può cercare di avvicinare le posizioni. Ma è chiaro che ad oggi né l'uno né l'altro
14:38può ottenere tutto quello che chiede.
14:42Certo, alla luce degli sviluppi potrebbe comunque prospettarsi una soluzione, visto che stanno
14:51negoziando. Ma sarebbe accettabile dal punto di vista dei paesi del Golfo? Cioè è una
14:58soluzione temuta da paesi come Arabia, ad esempio?
15:04I paesi del Golfo che non volevano assolutamente la guerra. Una volta che la guerra ha cominciato
15:10si trovano nella situazione di volere da questa guerra uno sbocco certo, una soluzione che non
15:19sia, il loro timore è la cosiddetta soluzione a metà. Cioè è una soluzione che lasci un
15:27Iran perdito, sicuramente indebolito, degradato, però ancora interamente aggressivo e soprattutto
15:37un Iran che ha scoperto, perché della capacità di bloccare lo stesso di Ormus si parla da sempre,
15:46però adesso ha dimostrato di essere in grado di farlo e ha evidenziato quali sono le conseguenze
15:53per l'economia mondiale molto pesanti, per i paesi dalla trasponda del Golfo disastrose,
16:02completamente disastrose, meno per l'Arabia Saudita che anche lo sbocco del Mar Rosso, ma per
16:10Emirati, Kuwait, Qatar, è una situazione del tutto inaccettabile. Per cui vogliono che
16:22da questa guerra esca una vera pace con l'Iran e sicuramente l'idea di un Iran che improvvisamente
16:36acquista la sovranità sull'intero stretto, anziché condividerla, anziché farne acque
16:44internazionali, è una soluzione che non possono accettare.
16:47Un'ultima domanda, ambasciatore. Lei ha osservato che Cina e Russia potrebbero a un certo punto
16:53anche sedersi al tavolo, più che altro è l'Iran che vuole delle garanzie, quindi aumenta
16:59il margine per Pechino e Mosca. Dove possono inserirsi?
17:04Per il momento sono state alla finestra.
17:12La mia modesta opinione è che sia Xi Jinping che Putin non gli dispiace molto vedere gli
17:26Stati Uniti cacciarsi in un guaio di questo genere e soprattutto non gli dispiacciono molto
17:32alcune delle conseguenze, quali alla Russia in questo caso, l'aumento del prezzo del petrolio
17:42e l'allentamento delle sanzioni sul petrolio russo. La Russia in questo momento è un paese
17:51che sta guadagnando parecchio da questa guerra. Non la Cina direttamente, perché la Cina prendeva
18:01petrolio dal Golfo, anche se alcune forniture dall'Iran continuano ad arrivare, perché l'Iran
18:10ha dichiarato che lo stretto di Hormuz è chiuso alle navi di paesi ostili, navi iraniane
18:16o navi cinesi che portino petrolio o gas alla Cina non sono evidentemente considerate tali,
18:25però sul piano energetico la Cina in questo momento è perdente anche perché paga il petrolio
18:36di più di quanto non lo pagava prima. Sul piano politico però si vede un indibolimento,
18:43soprattutto un inguagliarsi degli Stati Uniti da cui è tutto da guadagnare.
18:48Grazie. Ambasciatore ci fermiamo su queste considerazioni, naturalmente ci sarà poi
18:53molto da dire in vista del vertice Trump-Shi a Pechino rinviato a metà maggio e poi vedremo
19:00se i mercati continueranno a dare credito agli annunci di Trump. Intanto la ringrazio moltissimo
19:06per questo ampio approfondimento, è stato davvero un onore averla con noi. Ambasciatore Stefano
19:11Stefanini, grazie, buon lavoro e a presto. Prego, buona serata. Grazie, grazie a voi
19:18dell'attenzione, vi lascio alla programmazione di Classi NBC, arrivederci.
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